
Influenza aviaria
Il Piano di vaccinazione presentato dall’IZSVe
Con l’approvazione definitiva del Piano nazionale di contrasto all’influenza aviaria, l’Italia avvia una nuova strategia di prevenzione basata sulla vaccinazione preventiva di galline ovaiole e tacchini, che entrerà in vigore dalla primavera 2026. La misura, illustrata dalla direttrice dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie nei giorni scorsi, sarà applicata nelle aree a maggior rischio epidemiologico, a partire dal Veneto (provincia di Verona), e successivamente nelle altre regioni interessate (Lombardia ed Emilia-Romagna), individuate in base alla densità degli allevamenti e alle rotte migratorie dell’avifauna.
Il piano prevede una vaccinazione mirata e programmata, accompagnata da monitoraggi sanitari costanti, tracciabilità degli animali e controlli rafforzati lungo tutta la filiera, per garantire la sicurezza sanitaria e la continuità produttiva. L’obiettivo è ridurre drasticamente la circolazione del virus H5N1, limitando la necessità di abbattimenti di massa e i conseguenti blocchi alla movimentazione degli animali. Accanto alla vaccinazione, viene rafforzato il sistema di biosicurezza negli allevamenti e sono previsti sostegni economici per le aziende che, nelle fasi più critiche o nelle aree più vulnerabili, dovranno sospendere temporaneamente la produzione.
La vaccinazione rappresenta inoltre una misura di protezione indiretta per la salute umana, in particolare per allevatori, veterinari e operatori del settore, in un contesto europeo caratterizzato da un aumento dei casi di influenza aviaria tra gli uccelli selvatici.