
FRUMENTO DURO. Produzione in crisi per i prezzi bassi e i costi di produzione elevati
Il Tavolo MASAF e le proposte per sostenere il settore
Si è svolto lo scorso 21 luglio, presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), il Tavolo nazionale sul frumento duro, convocato per affrontare la difficile situazione che sta attraversando il comparto, con particolare riferimento alla crisi dei prezzi e all’aumento dei costi di produzione che stanno mettendo a dura prova la redditività delle imprese agricole.
All’incontro, presieduto dal Ministro Francesco Lollobrigida e dal Sottosegretario sen. Patrizio La Pietra, hanno partecipato i Capi Dipartimento del Masaf, i rappresentanti di Ismea e delle principali organizzazioni professionali agricole e cooperative: Confagricoltura, Coldiretti, CIA, Copagri, Liberi Agricoltori, Confcooperative, Legacoop e AGCI.
I dati del comparto
Nel corso della riunione sono stati presentati i principali dati economici e produttivi del settore, elaborati da Ismea. Nel 2025 il comparto del frumento duro ha raggiunto un valore di circa 1,4 miliardi di euro, pari al 32% del valore complessivo del settore cerealicolo e al 3,9% dell’intero comparto agricolo. La filiera coinvolge circa 136mila aziende agricole produttrici e 102 molini.
La produzione nazionale 2025 si è attestata intorno a 3,7 milioni di tonnellate, destinate quasi interamente alla trasformazione in pasta: circa il 45% è destinato al consumo interno, mentre il restante 55% all’esportazione, a conferma del ruolo strategico del frumento duro per l’agroalimentare italiano e per il sistema delle esportazioni.
Sul fronte dei consumi, il consumo pro capite di pasta, che negli ultimi anni si era attestato intorno a 24,9 kg annui, nel 2025 è sceso a 23,3 kg, evidenziando una lieve contrazione.
Significativo il calo delle quotazioni: il prezzo medio mensile nazionale (tutte le tipologie merceologiche, franco magazzino) è passato da circa 448 euro/t nel gennaio 2023 a circa 267-268 euro/t nel giugno-luglio scorso (quotazioni CUN).
Secondo il Centro Studi di Confagricoltura, il tasso di autoapprovvigionamento del grano duro in Italia è sceso dal 78% del 2012 al 56,5% del 2025, con una riduzione delle superfici coltivate del 10% nello stesso periodo.
Gli strumenti indicati dal Ministro Lollobrigida
Per fronteggiare l’aumento dei costi di produzione, legato anche alle tensioni geopolitiche, e il calo della redditività, il Ministro ha indicato tre possibili strumenti di intervento:
Le proposte di Confagricoltura
Nel corso dell’incontro, Confagricoltura ha presentato al Ministro alcune proposte per affrontare la crisi dei prezzi del frumento duro: