
FLOROVIVAISMO. La Legge Quadro offre al comparto una disciplina organica
È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 186 del 12 agosto 2026 il decreto legislativo decreto legislativo 30 luglio 2026 n. 151 che dà attuazione alla legge delega sul florovivaismo. Per la prima volta il settore dispone di un testo unico e organico, che supera un quadro normativo finora frammentato e riconosce il florovivaismo come filiera strategica dell’agricoltura italiana, per il suo valore economico, ambientale, paesaggistico e sociale
Richiamando l’art. 2135 del Codice civile, il decreto definisce attività agricola florovivaistica l’insieme delle operazioni di propagazione, coltivazione e crescita delle piante svolte in pieno campo, in vivaio, in serra o in altre strutture, anche mobili. Vi rientrano floricoltura, vivaismo ornamentale, frutticolo, viticolo, olivicolo, forestale e orticolo, oltre alla produzione di materiale di propagazione.
Sono confermate come connesse, nel rispetto del requisito di prevalenza, la manipolazione, conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti aziendali. La novità è il riconoscimento, come attività connesse, delle lavorazioni preparatorie al trasporto e alla messa a dimora delle piante e delle operazioni colturali di realizzazione e manutenzione del verde pubblico e privato, svolte con attrezzature e risorse prevalentemente aziendali.
I centri per il giardinaggio ottengono per la prima volta una disciplina specifica. Gli imprenditori agricoli e le cooperative che li gestiscono mantengono la qualifica agricola, a condizione di vendere prevalentemente la propria produzione e che le attività complementari restino nei limiti dell’art. 2135 c.c. Le categorie di beni e servizi connessi saranno individuate da un successivo decreto ministeriale.
Viene introdotto un contratto di coltivazione specifico, con cui il florovivaista cura i vegetali secondo le indicazioni del committente e, a ciclo compiuto, glieli vende. Per gli accordi quadro delle stazioni appaltanti è ammessa una durata fino a sette anni, più coerente con i lunghi cicli del vivaismo, e sono preferiti i progetti di verde urbano corredati da un piano di manutenzione.
Sono previsti un Piano nazionale del florovivaismo quinquennale, un Tavolo tecnico permanente presso il Masaf (sezioni floricola e vivaistica), un ufficio dedicato al settore, la rilevazione annuale di produzioni e prezzi da parte di ISMEA dal 1° gennaio 2027 e la possibile istituzione di un marchio unico del florovivaismo italiano. Il decreto promuove inoltre la definizione delle figure professionali e la formazione specialistica, e sostiene il vivaismo forestale. Dal 2027 il Ministero ha messo a budget oltre 10 milioni di euro.
Molti aspetti chiave del testo, a partire dall’inquadramento dell’attività nell’art. 2135 c.c. e dalla distinzione tra floricoltura e vivaismo, sono frutto delle proposte avanzate da Confagricoltura. Per rendere pienamente operativa la riforma servono ora numerosi decreti attuativi.