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Caro carburanti. Confagricoltura: «Imprese in grave difficoltà, intervenire urgentemente»

Tecnico-economico
09/10/2026
gasolio agricolo

Caro carburanti

Confagricoltura: «Imprese in grave difficoltà, intervenire urgentemente»

Da Eni sconto del 20% sul carburante agricolo, anche IP in campo

Per la Confederazione  lo sconto è un’ottima notizia, ma servono interventi urgenti del Governo e strategie di lungo periodo

 

In una fase di forte tensione sui prezzi dei carburanti, con il gasolio che negli ultimi mesi ha registrato i rincari più pesanti, arriva un primo segnale concreto per le imprese agricole. Dal 2 ottobre 2026 Eni applica, attraverso Enilive, una riduzione del 20% del prezzo, al netto dell’IVA, del gasolio e della benzina destinati all’uso agricolo e alla motopesca.

L’iniziativa, che rientra nel programma “Eni per l’Italia” e risponde all’appello rivolto alle compagnie petrolifere dal Ministro dell’Agricoltura, resterà in vigore fino al 31 ottobre e potrà essere estesa fino a fine dicembre in funzione dell’andamento del mercato e della disponibilità di prodotto.

Dal 5 ottobre anche IP (gruppo Socar) ha avviato sulla propria rete uno «sconto significativo» sui carburanti destinati ai comparti agricolo e della motopesca, anch’esso valido fino al 31 ottobre con possibilità di proroga. A differenza di Eni, la compagnia non ha comunicato una percentuale o un importo al litro: l’entità effettiva andrà quindi verificata direttamente presso gli impianti.

Le misure dedicate al settore primario si affiancano ai tetti di prezzo sulla rete ordinaria attivati da fine settembre da Eni, IP, Q8 e Tamoil, tutti con scadenza al 31 ottobre. Alla data odierna, tuttavia, sconti specifici per l’agricoltura risultano annunciati soltanto da Eni e IP.

Sul fronte dei prezzi alla pompa, però, il quadro è peggiorato. Dal 6 ottobre è venuto meno il taglio delle accise sul gasolio (circa 6 centesimi al litro), perché il Governo non ha emanato il decreto per attivare nuovamente il meccanismo delle accise mobili. Il risultato è un innalzamento dei tetti di prezzo: Eni ha mantenuto il price cap ma senza assorbire il rincaro fiscale, portando il limite sul gasolio da 2,19 a 2,25 euro/litro (successivamente ritoccato a 2,21 euro/litro anche per il calo delle quotazioni internazionali), mentre resta a 1,99 euro/litro quello sulla benzina, non interessata dal taglio. Anche IP e Q8 hanno aumentato i propri prezzi del gasolio di circa 6 centesimi, attestandosi intorno a 2,25 euro/litro. Il Governo ha fatto sapere di stare valutando una nuova attivazione delle accise mobili.

Confagricoltura ha accolto con favore l’annuncio, definendolo «un’ottima notizia» e «un contributo tangibile» che si aggiunge alle misure messe in campo dal Governo a sostegno di un’agricoltura sotto pressione per la crisi internazionale. La Confederazione auspica che l’esempio di Eni venga seguito dalle altre compagnie petrolifere.

Va ricordato che gli strumenti pubblici finora disponibili hanno avuto una portata limitata: i crediti d’imposta sui carburanti riconosciuti al settore agricolo e della pesca (D.L. 38/2026) hanno riguardato esclusivamente gli acquisti dei mesi di marzo, aprile e maggio, a differenza di quanto previsto per l’autotrasporto. Con il venir meno del taglio delle accise sul gasolio, le iniziative delle compagnie rappresentano oggi un sostegno importante, la cui proroga fino a fine anno sarà decisiva per le aziende.

Proprio per questo Confagricoltura ha sollecitato il Governo a intervenire con urgenza, denunciando che le imprese agricole sono «in grave difficoltà». Gli aumenti del gasolio stanno colpendo tutte le fasi produttive: dal riscaldamento delle serre e delle stalle ai lavori in campo, come semine e irrigazione. E, avverte la Confederazione, «la situazione non è più sostenibile».

Sul breve periodo, le soluzioni al vaglio del Governo sono il rinnovo dello sconto fiscale, la previsione di un fondo dedicato oppure l’applicazione di un sistema di accise mobili. Confidando anche nel buon esito delle interlocuzioni in corso tra Governo e compagnie petrolifere.

Accanto alle misure immediate, la Confederazione chiede strategie di lungo periodo per ridurre l’esposizione del settore agli effetti delle crisi energetiche, a partire da un piano per incrementare le attuali limitate capacità di raffinazione dell’Unione europea.

All’Unione europea, infine, Confagricoltura chiede di varare un temporary framework straordinario per imprese e cittadini e di valutare una maggiore flessibilità di spesa per gli Stati membri. «Con due guerre alle porte dell’Europa, gli effetti del cambiamento climatico e la crisi dei mercati finanziari – conclude la Confederazione – se non ora quando?».