
Bio in cifre
I numeri del settore biologico nel 2025
Veneto con solo il 4,8% della superficie
E’ disponibile l’infografica Bio in cifre – I numeri del settore biologico nel 2025 realizzata da ISMEA e presentata in occasione dell’incontro ministeriale del 23 settembre u.s.
I dati aggiornati restituiscono un quadro caratterizzato da dinamiche divergenti: nel 2025 i consumi domestici di prodotti biologici sono cresciuti del 9,2%, raggiungendo un valore di 4,44 miliardi di euro, mentre le superfici coltivate a biologico sono diminuite del 5,4%, attestandosi a circa 2,38 milioni di ettari.
Anche il numero degli operatori biologici registra una flessione dell’1,8%, con 95.389 operatori complessivi e 85.443 aziende agricole biologiche.
E in Veneto? Il dettaglio regionale dell’infografica evidenzia la debolezza strutturale del biologico veneto. Nel 2025 la SAU biologica regionale si ferma a circa 36 mila ettari, pari al 4,8% della superficie agricola: è l’incidenza più bassa d’Italia, lontana dal 19,4% medio nazionale e dall’obiettivo europeo del 25%. I principali orientamenti produttivi sono i cereali (9,5 mila ettari), la vite (6,9 mila) e i prati permanenti (4,1 mila).
Gli operatori biologici veneti sono 3.112: 1.493 produttori esclusivi, 634 produttori preparatori, 914 preparatori esclusivi e 71 importatori. Colpisce il peso della trasformazione: i preparatori esclusivi rappresentano quasi un terzo degli operatori regionali (29%), contro il 9,8% della media nazionale, a indicare una filiera industriale e commerciale più sviluppata della base agricola che dovrebbe alimentarla. Il Veneto è inoltre la prima regione italiana per l’acquacoltura biologica, con 25 delle 61 aziende censite. Per le imprese agricole venete la domanda in crescita apre quindi spazi di sviluppo concreti, a condizione che la conversione e il mantenimento del metodo biologico restino economicamente sostenibili, anche grazie al sostegno previsto dal CSR Veneto 2023-2027 (intervento SRA29).
L’analisi di tali dati conferma l’importanza di consolidare la base produttiva nazionale, rafforzando la capacità delle imprese di rispondere a una domanda in crescita.
Il biologico italiano è infatti un sistema produttivo certificato e sottoposto a rigidi controlli lungo tutta la filiera, a garanzia del rispetto delle regole e della qualità del processo produttivo. La valorizzazione delle produzioni biologiche italiane e il rafforzamento della sostenibilità economica delle imprese restano quindi elementi centrali per il futuro del comparto e, in questa direzione, si posiziona il nuovo marchio biologico nazionale che può essere richiesto dalle aziende in aggiunta al marchio europeo.
L’infografica offre, inoltre, un quadro aggiornato dei principali indicatori relativi a superfici, operatori, zootecnia, importazioni e consumi, utile per approfondire le tendenze in atto e le prospettive del settore.