
Crisi idrica. La Regione istituisce il Tavolo tecnico per gli invasi
Confagricoltura Veneto apprezza la proposta dell’assessore e pone i tema delle risorse necessarie
L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond ha istituito il Tavolo tecnico regionale sulla crisi idrica, riunendo a Mestre le principali associazioni di categoria, tra le quali Confagricoltura. insieme ad ANBI Veneto (associazione dei Consorzi di bonifica). Si è trattato del primo incontro di un organismo permanente che avrà il compito di coordinare gli interventi strutturali necessari a fronteggiare le sempre più frequenti situazioni di scarsità idrica, in particolare per il settore agricolo.
Il principio guida enunciato da Bond è netto: “l’acqua va governata dodici mesi all’anno”, accumulandola quando disponibile per poterla utilizzare nei periodi di siccità. Con crisi idriche che si ripetono ormai ogni due o tre anni, l’assessore ha sottolineato la necessità di abbandonare l’approccio emergenziale e di ragionare in termini di prevenzione permanente: sapere quanta acqua è disponibile, dove si trova, come viene utilizzata, quanto se ne può accumulare e come distribuirla al momento del bisogno.
Il Tavolo tecnico dovrà mettere a sistema priorità, progettualità e fonti di finanziamento, definendo un percorso condiviso per rafforzare la sicurezza idrica del Veneto. La base di partenza è già disponibile: la Regione, in collaborazione con ANBI Veneto, ha elaborato e la Giunta regionale ha approvato il “Quadro conoscitivo sui bacini in cui invasare la risorsa idrica, ad uso irriguo ed ecosistemico”, un documento che censisce i possibili bacini e un parco di progetti costruito negli anni con i Consorzi di bonifica. Il passaggio successivo, indicato da Bond, è ora quello di individuare le priorità, reperire le risorse finanziarie e trasformare i progetti in cantieri concreti.
L’assessore ha delineato un piano che si muove su due binari paralleli. Nel breve periodo, una migliore gestione della risorsa già disponibile: risparmio idrico, maggiore efficienza dei sistemi irrigui, ottimizzazione delle derivazioni e gestione dinamica delle disponibilità. Nel medio-lungo periodo, l’aumento della capacità di accumulo attraverso un piano straordinario per l’individuazione, il recupero e la realizzazione di invasi e bacini sull’intero territorio regionale, compresi gli interventi sugli invasi montani esistenti e la ricarica della falda.
Il presidente di Confagricoltura Veneto Giangiacomo Bonaldi, presente all’incontro, ha espresso apprezzamento per l’iniziativa dell’assessore Bond, definendo la gestione strutturale della risorsa idrica un tema ormai centrale per la tenuta e la competitività delle imprese agricole venete. Il presidente ha ribadito la necessità di creare riserve attraverso grandi invasi, puntando su un doppio binario: da un lato il recupero dei laghi esistenti – da ripulire e sghiaiare per restituire loro piena capacità di accumulo – dall’altro la realizzazione di nuovi sbarramenti lungo i corsi d’acqua.
“I progetti ci sono già – ha osservato Bonaldi – il vero problema sono le risorse finanziarie, che vanno reperite a tutti i livelli”, regionale, nazionale ed europeo. Il presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sul fronte aziendale, sottolineando come, accanto ai grandi interventi infrastrutturali, sia altrettanto necessario migliorare l’efficienza degli impianti irrigui a livello di singola azienda agricola, per ridurre gli sprechi e ottimizzare l’uso della risorsa già a partire dal campo.