
Influenza aviaria
Focolai in tutta Europa e anche nel Veneto
L’Efsa raccomanda di rafforzare la sorveglianza e le misure di biosicurezza
Dopo i recenti focolai segnalati in Piemonte (Novara) e in Lombardia (Mantova), nei giorni scorsi l’Influenza aviaria è tornato a colpire un allevamento di tacchini in Veneto, a Mira (VE) tanto che l’Autorità Sanitaria ha deciso di prorogare la Zona di Ulteriore Restrizione per HPAI (ZUR).
La situazione in tutta Europa è molto delicata per l’elevata presenza del virus nei selvatici, tanto che anche l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) lo scorso 24 novembre ha emanato un comunicato con delle raccomandazioni.
L’Autorità fa presente che tra il 6 settembre e il 14 novembre 2025 sono stati segnalati 1 443 casi di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) A(H5) negli uccelli selvatici in 26 Paesi europei, quattro volte in più rispetto allo stesso periodo nel 2024 e il numero più alto quanto meno dal 2016.
Nel corso di tale periodo gli uccelli acquatici in varie parti d’Europa sono stati fortemente infettati dall’HPAI, con casi rilevati anche in uccelli selvatici apparentemente sani, il che ha provocato una contaminazione ambientale diffusa. Si sono verificati focolai con un alto tasso di mortalità anche tra le gru comuni in Germania, Francia e Spagna.
La stragrande maggioranza dei casi di infezione da virus HPAI (il 99%) è stata segnalata come A(H5N1) e la maggior parte era costituita da una nuova variante di un ceppo già in circolazione, introdotto in Europa dall’est prima di diffondersi rapidamente verso ovest.
Tra le varie misure urge rafforzare la sorveglianza ai fini di una diagnosi precoce e garantire una biosicurezza stringente negli allevamenti, onde prevenire l’introduzione dell’HPAI nei volatili domestici e la sua ulteriore diffusione negli allevamenti di pollame.
L’EFSA consiglia quindi alle autorità nazionali, regionali e locali, a coloro che si occupano di produzione di pollame domestico e gestione degli uccelli selvatici e ai soggetti che si occupano di mammiferi a rischio di contrarre influenza aviaria quanto segue.