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Materie prime agricole in rialzo

Tecnico-economico
11/09/2026
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Materie prime agricole in rialzo

Clima, geopolitica e logistica spingono i prezzi

L’indice FAO ai massimi da tre anni

 

L’indice FAO dei prezzi alimentari (FAO Food Price Index) è salito ad agosto 2026 a 133,3 punti, con un aumento dell’1,9% rispetto a luglio e del 2,5% su base annua. Si tratta del livello più alto registrato da novembre 2022, anche se il dato resta ancora del 16,8% al di sotto del picco storico toccato nel marzo 2022. Lo comunica la FAO nel rapporto mensile diffuso venerdì 4 settembre, attribuendo il rialzo alla convergenza di tre fattori: shock climatici, tensioni geopolitiche in Medio Oriente e interruzioni della logistica commerciale nell’area del Mar Nero.

«L’aumento di agosto è un segnale dei rischi che stanno tornando sui mercati alimentari globali», ha dichiarato l’economista capo della FAO Maximo Torero, sottolineando che resilienza, commercio aperto e flussi di approvvigionamento sicuri sono oggi condizioni fondamentali per la stabilità dei prezzi alimentari mondiali. Il rialzo di agosto è stato diffuso: tutti i cinque sottoindici che compongono il paniere FAO (cereali, oli vegetali, carne, lattiero-caseari, zucchero) hanno registrato un aumento.

L’andamento per comparto produttivo

  • Cereali: +2,2% in un mese. Il grano sale del 2,6% sul mese e del 15% su base annua, penalizzato dalle persistenti interruzioni della logistica di esportazione nel Mar Nero, da prospettive produttive più basse in gran parte d’Europa per caldo e siccità e dalla svalutazione del dollaro. Il mais cresce del 2,5%, sostenuto dalla domanda dei settori etanolo e mangimistico e dalle interruzioni logistiche legate alla chiusura dello Stretto di Hormuz; il riso sale dello 0,5%.
  • Oli vegetali: +1,1%, trainati da olio di palma e di soia, mentre colza e girasole calano leggermente in vista di forniture abbondanti.
  • Carni: +1,0%, con rincari per pollame, suino (per il rallentamento della crescita degli animali dovuto al caldo) e ovino; in calo invece le quotazioni bovine, per l’intensificarsi della concorrenza tra Brasile e Australia sui mercati alternativi a quello cinese.
  • Lattiero-caseari: +2,3%, per la contrazione delle forniture di latte nell’Unione europea legata a caldo e siccità.
  • Zucchero: +11,9%, il rialzo più marcato del mese, per le attese di rese più basse della barbabietola nell’UE, gli effetti di El Niño in Asia, il calo produttivo in Brasile e l’annuncio indiano di nuove importazioni di zucchero grezzo senza dazi.

Produzione mondiale in calo ma ancora storicamente elevata

Nel medesimo rapporto la FAO ha diffuso anche le nuove stime sull’offerta cerealicola mondiale 2026, ora previste a 2.980 milioni di tonnellate, in calo del 2,0% sul 2025 ma comunque il secondo raccolto più abbondante mai registrato. La produzione mondiale di mais è stata rivista al ribasso a 1.309 milioni di tonnellate per il peggioramento delle prospettive in Francia e Polonia, solo in parte compensato da rese migliori in Argentina e Brasile; quella di grano è invece rivista al rialzo a 810,7 milioni di tonnellate (-3,8% sul 2025, comunque secondo risultato migliore di sempre). Il rapporto tra scorte e consumo mondiale di cereali a fine 2026/27 è atteso al 31,6%, in lieve calo dal 31,9% della campagna precedente ma ancora su livelli storicamente confortevoli.