Extracomunitari, possibile lavorare durante la conversione del permesso

Con circolare dello scorso 5 maggio il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha fornito un importante chiarimento in merito alla possibilità per i lavoratori extracomunitari che hanno richiesto la conversione del permesso di soggiorno stagionale, di essere regolarmente occupati nelle more della conclusione dell’iter istruttorio da parte delle amministrazioni competenti.

La circolare – fortemente sollecitata da Confagricoltura al fine di uniformare le prassi applicate dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro – precisa che l’istanza di conversione del permesso rappresenta un procedimento amministrativo che non preclude la regolarità del soggiorno e il diritto di prestare attività lavorativa.

Il Ministero ritiene infatti applicabile anche a questa fattispecie la previsione contenuta nell’art. 5, c. 9-bis del d.lgs. n. 286/1998, la quale prevede espressamente che “In attesa del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, anche ove non venga rispettato il termine di sessanta giorni di cui al precedente comma, il lavoratore straniero può legittimamente soggiornare nel territorio dello Stato e svolgere temporaneamente l’attività lavorativa fino ad eventuale comunicazione dell’Autorità di pubblica sicurezza, da notificare anche al datore di lavoro, con l’indicazione dell’esistenza dei motivi ostativi al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno”.

Pertanto, per tutto il periodo necessario alle amministrazioni competenti (ITL) per portare a termine l’istruttoria relativa alla richiesta di conversione, sarà possibile impiegare legittimamente il lavoratore.

La circolare del Ministero del Lavoro assume particolare rilevanza alla luce dell’importante novità normativa introdotta con il “decreto flussi” (D.L. n. 145/2024, convertito dalla legge n. 187/2024) che svincola la possibilità di richiedere la conversione del permesso di soggiorno stagionale in un permesso per lavoro subordinato dalle quote annuali predeterminate.

Sicurezza sul lavoro, nuovi obblighi formativi

La Conferenza Stato-Regioni ha sancito in via definitiva un nuovo accordo che definisce durata e contenuti minimi dei percorsi formativi obbligatori in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in attuazione dell’art. 37, comma 2, del D.lgs. 81/2008 (T.U. salute e sicurezza), che sostituisce e abroga integralmente tutti i precedenti Accordi Stato-Regioni in materia di formazione, uniformando e razionalizzando il quadro normativo di riferimento.

Si tratta di un accordo che introduce significative novità anche per le aziende agricole, che vedono purtroppo ulteriormente appesantiti, rispetto al passato, alcuni obblighi formativi per la gran parte dei cosiddetti soggetti della sicurezza (datori di lavoro, lavoratori, preposti, etc.).

Purtroppo, nonostante la nostra posizione fortemente critica sempre espressa da Confagricoltura, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il testo dell’accordo senza apportare le modifiche richieste.

Evidenziamo di seguito le novità più rilevanti per le aziende del settore agricolo, con la precisazione che il testo ufficiale dell’Accordo non risulta ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Formazione del Datore di Lavoro

L’accordo prevede che la formazione per i datori di lavoro abbia una durata minima di 16 ore e sia articolata in due moduli: uno di carattere giuridico normativo, l’altro di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Per i datori di lavoro di imprese affidatarie nei cantieri temporanei e mobili si dovrà aggiungere anche il cd. “modulo cantieri” della durata di 6 ore.Per i corsi di aggiornamento è prevista una periodicità quinquennale con una durata minima di 6 ore.

La formazione dei datori di lavoro dovrà essere svolta entro 24 mesi dall’entrata in vigore dell’accordo. Viene altresì riconosciuta la validità di eventuali corsi di formazione per datore di lavoro conformi a quanto previsto dall’accordo medesimo.

Formazione del Datore di Lavoro Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)

Qualora il datore di lavoro svolga anche i compiti del servizio di prevenzione e protezione – oltre alle 16 ore di formazione sopra ricordate – dovrà seguire i seguenti corsi di formazione aggiuntivi:

  • modulo comune di 8 ore valido per tutti, a prescindere dal settore in cui opera l’azienda.
  • modulo tecnico-integrativo specifico per l’agricoltura (Agricoltura-Silvicoltura-Zootecnica) della durata di 16 ore.

Per i corsi di aggiornamento la periodicità è quinquennale, con una durata minima pari a 8 ore.

Formazione di altri soggetti

Per quanto riguarda la formazione, generale e specifica, dei lavoratori, i contenuti e la durata rimangono invariati rispetto quanto previsto nel precedente Accordo.

La formazione dei preposti rimane accessibile, come già previsto nel precedente accordo, solo previa frequentazione della formazione generale e specifica per lavoratori. Il corso verrà sviluppato in quattro moduli per una durata minima di 12 ore. La formazione di aggiornamento avrà una periodicità biennale con una durata minima pari a 6 ore. I Preposti in possesso di un attestato da oltre 2 anni avranno 12 mesi, dall’entrata in vigore del nuovo Accordo, per effettuare il corso di aggiornamento.

Per quanto concerne la formazione dei dirigenti,il nuovo Accordo prevede una riduzione della durata da 16 a 12 ore, cui segue un “modulo aggiuntivo cantieri” di 6 ore limitatamente ai dirigenti delle imprese affidatarie nei cantieri temporanei e mobili.

Formazione per operatori di macchine raccogli frutta

Ulteriori novità introdotte dall’Accordo sono rappresentate dagli obblighi formativi (prima non previsti) per macchine operatrici, quali i caricatori per la movimentazione di materiali, il carroponte e la macchina agricola raccogli frutta – comunemente detta “carro raccoglifrutta” – per la quale è previsto un corso in prima istituzione di 8 ore (di cui 4 di teoria e 4 di pratica). Per tali tipologie di attrezzature, l’Accordo prevede il riconoscimento della formazione pregressa qualora i contenuti siano conformi con quanto stabilito dall’Accordo medesimo.

Formazione da effettuare prima dell’assunzione

Si ritiene utile, inoltre, evidenziare che l’accordo in commento non prevede più – a differenza del precedente accordo – la possibilità di far completare la formazione del lavoratore neoassunto entro e non oltre 60 giorni, qualora non sia stato possibile avviarlo ai rispettivi corsi di formazione anteriormente o contestualmente all’assunzione. Si tratta di una novità particolarmente penalizzante per il settore primario, considerate le specifiche esigenze organizzative delle aziende agricole che, anche a causa della carenza di manodopera, sono costrette a ricorrere spesso al turn over di lavoratori soprattutto per operazioni stagionali a basso rischio, quale la raccolta, che richiedono di adibire tempestivamente il lavoratore alla mansione, pena la perdita del prodotto.

Come abbiamo avuto modo di segnalare in tutte le sedi istituzionali ed in ogni possibile occasione, l’impostazione dell’Accordo, soprattutto relativamente agli obblighi del datore di lavoro, a nostro avviso, non è in linea con l’andamento degli infortuni che, come riconosciuto anche dagli Enti competenti (es. INAIL), continua ad essere significativamente e continuativamente in diminuzione, soprattutto con riferimentoai lavoratori dipendenti.Continueremo, pertanto, in tutte le sedi opportune, a mettere in luce le criticità dell’accordo rispetto alle caratteristiche del settore agricolo, con l’obiettivo di provare a superale,almeno in parte, con ogni iniziativa possibile

Salvaguardare il futuro della Pac

La posizione chiara espressa lo scorso 7 maggio dal Parlamento europeo contro la proposta della Commissione Ue per un fondo unico che potrebbe compromettere il futuro della PAC è un segnale importante, che Confagricoltura accoglie con soddisfazione e che è in linea con quanto ha sempre sostenuto a tutela del settore primario.

Questa è la posizione dell’associazione sulla Relazione dell’Europarlamento per un rinnovato Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione, che ha visto l’approvazione di due emendamenti fondamentali per il settore agricolo, con cui l’Aula non solo ha bocciato la proposta del fondo unico, ma ha anche chiesto un bilancio agricolo rafforzato.

In un momento in cui la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e la competitività delle imprese agricole europee sono al centro del dibattito politico, Confagricoltura ribadisce che la PAC deve assolutamente restare una politica europea forte, ben finanziata e non frammentata in strumenti nazionali che rischiano di generare squilibri tra gli Stati membri.

Da sempre, e con ancora più forza in questo periodo particolarmente complesso, Confagricoltura sta lavorando per garantire un giusto ed equo reddito agli agricoltori,  ma anche sicurezza alimentare a tutti i cittadini con prodotti di eccellenza per la loro elevata qualità. Un lavoro che comprende inoltre una forte attenzione alla tutela e alla valorizzazione dei territori e delle tradizioni.

Confagricoltura continuerà a seguire da vicino gli sviluppi del dibattito sul bilancio pluriennale europeo. Va detto che la Relazione dell’Europarlamento non è vincolante per la Commissione, ma è un chiaro segnale politico che non va sottovalutato. E’ fondamentale che le imprese agricole abbiano la stabilità necessaria per migliorare la loro competitività sui mercati internazionali.

 

Contributo di mantenimento degli impianti di arboricoltura

La Giunta regionale, con DGR n. 338 del 1 aprile 2025, ha aperto i termini per la presentazione delle domande di aiuto per il bando dell’intervento SRA28 Azione 2 – Mantenimento impianto di arboricoltura a ciclo medio-lungo su superfici agricole che prevede un pagamento per ettaro di superficie per garantire la copertura dei costi di manutenzione (cure colturali) e il mancato reddito agricolo per i cinque anni successivi alla realizzazione dell’impianto.

Possono presentare la domanda i soggetti proprietari di superfici agricole, pubblici o privati, che abbiano beneficiato di un finanziamento a valere sul bando del CSR Veneto dell’intervento SRD05 Azione 2 – Impianto di arboricoltura a ciclo medio-lungo su superfici agricole, approvato con DGR n. 865 del 11 luglio 2023, e che abbiano realizzato impianti di arboricoltura a ciclo medio-lungo nell’anno precedente la presentazione della domanda.

Va precisato che coloro che intendono aderire al bando sono tenuti ad adempiere agli impegni e alle prescrizioni previste dal bando a partire dal 1 gennaio 2025 anche se la domanda di aiuto viene presentata successivamente.

L’importo complessivo a bando è di 100 mila euro a valere sulle risorse del CSR 2023-2027 del Veneto, con il cofinanziamento di Unione Europea, Stato e Regione.

La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 15 maggio 2025.

Blue tongue: nuove disposizioni del Ministero

La direzione Sanità animale e farmaci veterinari della Regione ci ha trasmesso la nota che alleghiamo relativa al problema della Blue tongue.

Essa, con riferimento a due note ministeriali, fornisce indicazioni in merito alle movimentazioni degli animali sensibili alla BT, alla sorveglianza periodica e alla notifica dei focolai in SIMAN.

La nota regionale e le due ministeriali sono pubblicate nella pagina delle BT del sito www.resolveveneto.it, rispettivamente alle sezioni Normativa regionale e Normativa nazionale.

Unioncamere, candidature per il 2° Avviso di Selezione

Unioncamere del Veneto è lieta di annunciare la prosecuzione del progetto PID Veneto attraverso l’apertura ufficiale delle candidature per il 2° Avviso di Selezione, rivolto a 130 nuove
imprese venete interessate a intraprendere un percorso di trasformazione digitale e sostenibile.

Anche in questa seconda fase, il progetto si avvale della collaborazione delle cinque Camere di Commercio del Veneto e dei seguenti prestigiosi atenei regionali:
• Dipartimento di Scienze Economiche ed Aziendali “Marco Fanno” – Università degli Studi di Padova
• Dipartimento di Management – Università Ca’ Foscari di Venezia
• Dipartimento di Management – Università degli Studi di Verona

 


L’attuale avviso introduce due nuovi percorsi formativi, differenziati rispetto a quelli già avviati con il primo gruppo di imprese selezionate il 14 febbraio scorso, attualmente
impegnate nei seguenti ambiti:
1. Marketing digitale per le relazioni con il mercato – Università Ca’ Foscari Venezia
2. Industria 4.0: robotica e tecnologie digitali a supporto dei processi industriali e di
produzione – Università di Padova
Con il 2° Avviso di Selezione, si propone alle imprese l’adesione ai seguenti nuovi percorsi:
3. Intelligenza Artificiale a supporto della trasformazione dei processi di filiera,
HR e cybersecurity – Università di Verona.

4. Approcci strategici alla trasformazione gemella (digitale e sostenibile) per
l’impresa e la filiera – in collaborazione con tutti gli atenei partecipanti.

Il percorso prevede:
• Training online, finalizzato alla formazione del capitale umano e all’acquisizione
di conoscenze e competenze mirate
• Quattro giornate di workshop per ciascun percorso (in modalità mista: online
e in presenza), per applicare concretamente gli strumenti appresi
• Studio di fattibilità, riservato a un gruppo selezionato di imprese, per
l’approfondimento pratico delle tecnologie trattate.

Per presentare al meglio i contenuti e le modalità di partecipazione, sono stati organizzati due infoday online aperti a tutte le imprese interessate:
• Martedì 6 maggio 2025, ore 9:00 – 10:30
• Martedì 13 maggio 2025, ore 9:00 – 10:30

La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la registrazione preventiva. Le candidature dovranno essere presentate esclusivamente online, tramite la piattaforma Restart di Infocamere, seguendo la procedura indicata nel bando, a partire dalle ore 10:00 del 28 aprile 2025 fino alle ore 12:00 del 6 giugno 2025.

Vi invitiamo a monitorare il sito e/o la newsletter per rimanere aggiornati.
Per ulteriori informazioni:
• Dr. Filippo Mazzariol – filippo.mazzariol@eurosportelloveneto.it
• Dr.ssa Irene Cappelletto – unione18@ven.camcom.it

Rentri, contributo entro il 30 aprile

Si segnala che il contributo di iscrizione al Registro elettronico per la tracciabilità dei rifiuti (Rentri) va versato, entro il 30 aprile, per i soggetti attualmente obbligati (imprese con più di 50 dipendenti) utilizzando la funzione “Pratiche/Contributo annuale” nell’area riservata del portale.

Il contributo varia da un massimo di 60 euro (per i grandi produttori di rifiuti e tutti gli altri operatori obbligati) a un minimo di 10 euro (per i piccoli produttori di rifiuti).

Predazioni grandi carnivori, aggiornati i criteri per gli indennizzi

La Giunta Regionale ha approvato l’aggiornamento dei valori tabellari per l’indennizzo dei danni causati da grandi carnivori selvatici agli allevamenti e più in generale alle produzioni agricole e zootecniche. In particolare sono stati rivisti al rialzo i valori di bovini da latte e da carne, e degli ovi-caprini. E per la prima volta è stato introdotto un indennizzo anche per i cani da guardiania.

“Si tratta di un aggiornamento che viene svolto annualmente dall’Amministrazione Regionale in collaborazione con ARAV, l’Associazione regionale degli Allevatori del Veneto, ma che quest’anno è particolarmente significativo – spiega l’assessore regionale al Territorio e alla Caccia, Cristiano Corazzari-. In questo modo la Regione vuole dare una risposta agli allevatori che si trovano a dover fronteggiare il problema delle predazioni dei grandi carnivori. La novità è l’introduzione per la prima volta degli indennizzi anche per i cani da guardiania predati, dopo le prime segnalazioni giunte agli uffici nei mesi scorsi. In aggiunta la delibera pone particolare attenzione a quelle specie autoctone che meritano maggior tutela come la pecora Lamon, la Alpagota, la Brigna, razze che rappresentano peculiarità del nostro territorio e che sono a rischio estinzione”.

“I numeri delle predazioni delle domande di indennizzo da danni causati dai grandi carnivori selvatici sono in crescita – precisa Corazzari-. Nel 2023 sono pervenute 382 domande per 454 mila euro di indennizzi erogati, mentre le cifre del 2024 sono 459 istanze e 556 mila euro erogati”.

Tenendo conto dei prezzi di mercato sono stati incrementati i valori tabellari per bovini da latte e da carne predati e così pure per gli ovi-caprini. I valori per gli equidi sono invece rimasti invariati. È aumentato il valore degli indennizzi anche per il settore dell’apicoltura.

Regolamentazione Ue sui vini biologici

Il 18 marzo è entrato in vigore il Regolamento delegato (UE) 2025/405 del Parlamento europeo e del Consiglio che, modificando il Regolamento (UE) 2018/848 relativo ai prodotti biologici, ha inserito le pratiche di dealcolizzazione tra quelle autorizzate nella produzione di vini bio.

Ricordiamo che la dealcolizzazione è stata ammessa nell’Unione Europea conil Regolamento n. 2117/2021 (OCM vino), adottato nell’ambito della Riforma della PAC 2023-2027. La dealcolizzazione (o dealcolazione) può essere di due tipi: totale, quando riduce il titolo alcolometrico effettivo del prodotto ad un livello non superiore a 0,5 % vol.; oppure parziale, quando determina un titolo alcolometrico effettivo del prodotto finito superiore a 0,5 % vol e, al contempo, inferiore al minimo per la specifica categoria cui appartiene il vino dealcolizzato.

Gli interventi enologici ammessi per la riduzione del titolo alcolimetrico dal Regolamento 2117/2021 sono la parziale evaporazione sottovuoto; l’uso di membrane e la distillazione.Tali processi, che possono essere applicati singolarmente o congiuntamente, hanno lo scopo didiminuire o di eliminare il contenuto di etanolo. Essi sono autorizzati a condizione che il prodotto finale non presenti difetti organolettici, né subisca alterazioni comel’aumento del tenore zuccherino o l’aggiunta di acqua e aromi esogeni.

Con la citata modifica del Regolamento n. 2018/848 sono state introdotte le pratiche diparziale evaporazione sottovuoto e di distillazione, che si aggiungono alle pratiche -già consentite nella produzione di vino biologico- dicentrifugazione e di filtrazione  e ai trattamenti termici.

Investimenti biogas: le regole operative del Dm “Pratiche ecologiche”

Sul sito del Gse sono state pubblicate le regole operative, previste dal decreto ministeriale “pratiche ecologiche” (DM Pratiche ecologichedel ministero dell’ambiente e della sicurezzaenergeticadel13marzo2024,numero99) per la promozione e lo sviluppo del biogas e dell’efficienza energetica.

Si tratta di 193 milioni di euro previsti dal Pnrr, (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.4, “Sviluppo del biometano, secondo criteri per la promozione dell’economia circolare“) destinati a finanziare, con un contributo del 65% delle spese ammissibili  sostenute per la realizzazione dell’intervento,nel limite di 600.000 euro per impresa  e per progetto.

Il Dm Pratiche ecologiche sostiene gli interventi proposti da aziende che gestiscono impianti di biogas volti a migliorare: la lavorazione del suolo; la distribuzione e il trattamento centralizzato del digestato; la sostituzione di trattori obsoleti con trattori alimentati a biometano; gli interventi finalizzati a migliorare l’efficienza degli impianti esistenti.

Le Regole operative dettagliano le modalità di accesso agli incentivi,i criteri di ammissibilità, le tempistiche, le procedure e i controlli. Inoltre sono definite le caratteristiche tecniche richieste per ogni categoria di intervento:

  • interventiditipoA:sono richieste tecnologie per la minima lavorazione del suolo, dispositivi a bassa emissività perl a distribuzione del digestato e attrezzature per la valorizzazione degli effluenti zootecnici;
  • interventi di tipo B: i trattori devono essere alimentati esclusivamente a biometano certificato con garanzia di origine del biocarburante e dotati di sistemi per l’agricoltura di precisione;
  • interventi di tipo C: vengono specificati i parametri per l’efficientamento energetico degli impianti biogas, con indicazioni su recupero calore,copertura vasche di stoccaggio e sistemi di abbattimento delle emissioni.

I progetti devono garantire il principio Dnsh (non arrecare danno significativo agli obiettivi ambientali previsto dal PNRR) e contribuire alla sostenibilità ambientale.

Per individuare i progetti ammissibili agli incentivi previsti dal Decreto sono previste procedure competitive di asta. Per ogni procedura competitiva è previsto un avviso pubblico (o bando) che sarà pubblicato sul sito di Gse (e Mase).

Ciascun avviso pubblico disciplinerà i termini, i criteri e le modalità per la presentazione delle richieste di partecipazione.