Congresso Agricoltori europei. Ultima occasione per ricostruire l’agricoltura dell’UE

Congresso Agricoltori europei. Ultima occasione per ricostruire l’agricoltura dell’UE

Presentata la Dichiarazione di Stoccolma

 

Al Congresso degli Agricoltori europei, tenutosi in Svezia da 14 al 16 ottobre, il Copa-Cogeca ha presentato la “Dichiarazione di Stoccolma. Ultima occasione per ricostruire l’agricoltura europea”, un documento contenente le richieste da parte delle associazioni agricole per sollecitare un rafforzamento del ruolo del settore.

La Dichiarazione si basa su sei punti:

  1. rendere l’agricoltura un pilastro della sicurezza e della difesa europea;
  2. garantire un bilancio adatto allo scopo per una PAC – Politica Agricola Comune a prova di futuro;
  3. mantenere il carattere comune della PAC;
  4. rendere l’agricoltura un pilastro della competitività europea e rafforzare gli strumenti per ampliare i mercati;
  5. rispettare la diversità dell’agricoltura europea e semplificare la PAC;
  6. garantire agli agricoltori la possibilità di rafforzare la produttività e investire in innovazione.

“Come il Copa e Confagricoltura hanno ripetutamente sollecitato, la PAC deve rimanere una politica veramente comune, con un bilancio dedicato, senza tagli e con un adeguamento all’inflazione. Le decisioni che si stanno prendendo ora sul futuro bilancio dell’UE e sulla PAC determineranno la capacità dell’Europa di nutrire i propri cittadini, sostenere i propri territori rurali e rimanere sicura, competitiva e resiliente in un mondo sempre più incerto”. Così ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del COPA, a Stoccolma per i lavori del Congresso.

Il Congresso, organizzato da Copa-Cogeca, si svolge in un momento cruciale per l’Europa, in coincidenza con la riunione del Consiglio europeo, durante la quale vengono discusse le priorità per l’UE.

La Dichiarazione di Stoccolma è stata inviata al presidente del Consiglio europeo, António Costa, al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

LEGGI LA DICHIARAZIONE DI STOCCOLMA

 

Condizionalità sociale. Obblighi in materia di lavoro e sicurezza da rispettare per non perdere gli aiuti PAC

Condizionalità sociale. Gli obblighi in materia di lavoro e sicurezza da rispettare per non perdere gli aiuti PAC

Al via i controlli da parte di Agecontrol: cosa viene richiesto e come prepararsi

 

Con la PAC 2023-2027 l’erogazione integrale degli aiuti – pagamenti diretti FEAGA e pagamenti annuali dello sviluppo rurale FEASR – è subordinata anche al rispetto delle norme sulle condizioni di lavoro e sulla tutela della salute e sicurezza dei lavoratori (art. 14 e Allegato IV del Reg. UE 2021/2115). È la cosiddetta condizionalità sociale, al cui controllo fino allo scorso anno era incaricato l’Ispettorato nazionale del lavoro e gli Spisal.

Quest’anno, la Legge 21 aprile 2026, n. 75 (art. 17) ha affidato i controlli anche ad Agecontrol S.p.A., i cui ispettori operano con la qualifica di pubblico ufficiale. Il quadro è stato completato dalla Delibera del Direttore Agea n. 44 del 5 agosto 2026 e dalla Circolare AGEA n. 67596 del 13.08.2026. Le aziende da controllare sono estratte da AGEA con un’analisi del rischio basata sulle banche dati SIAN, INPS e Camera di Commercio.

La verifica riguarda un periodo di almeno dodici mesi e segue una check-list articolata in tre sezioni, che riassumiamo di seguito.

  1. Condizioni di lavoro trasparenti (D.Lgs. 104/2022)
  • Contratto e informativa scritta: per ogni lavoratore deve esistere il contratto e le condizioni di lavoro devono essere comunicate per iscritto (contratto individuale, lettera di assunzione o altro documento).
  • Contenuti minimi: identità delle parti, luogo di lavoro, inquadramento, qualifica e mansioni, data di inizio, durata se a termine, periodo di prova, retribuzione, orario di lavoro e CCNL applicato. Attenzione: anche un’omissione che non comporta sanzione amministrativa, come quella sul periodo di prova, può determinare la riduzione degli aiuti PAC.
  • Formazione obbligatoria: quella necessaria allo svolgimento delle mansioni deve essere gratuita per il lavoratore, considerata orario di lavoro e, ove possibile, svolta durante lo stesso.
  1. Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008)
  • Documento di Valutazione dei Rischi: deve essere presente, aggiornato e custodito presso l’unità produttiva controllata. Gli ispettori ne verificano la coerenza con l’organizzazione aziendale, le mansioni effettive e le attrezzature utilizzate, e controllano che vi siano indicati i DPI assegnati.
  • Figure della sicurezza: nomina formale del RSPP ed eventuali deleghe di funzione; designazione degli addetti al primo soccorso e alla prevenzione incendi; presenza del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
  • Gestione delle emergenze: piano di emergenza e procedure di evacuazione chiare.
  • Informazione e formazione comprensibili: sui rischi specifici della mansione. Per i lavoratori stranieri va verificata preventivamente la comprensione della lingua utilizzata: è un aspetto sul quale i controlli pongono particolare attenzione.
  1. Attrezzature di lavoro
  • Conformità: macchine e attrezzature con marcatura CE o, se precedenti, adeguate ai requisiti dell’Allegato V del D.Lgs. 81/2008.
  • Manutenzione: va dimostrata la regolare manutenzione e l’esecuzione dei controlli periodici e straordinari.
  • Abilitazioni: l’uso di trattori agricoli, carrelli elevatori, gru e delle altre attrezzature che richiedono conoscenze particolari è riservato a operatori in possesso dell’abilitazione specifica, conseguita con apposita formazione e soggetta ad aggiornamento quinquennale.

Come si svolge il controllo

La verifica avviene in contraddittorio con il titolare, il legale rappresentante o un delegato munito di delega scritta; l’assenza del titolare non impedisce il controllo se è presente una persona idonea a rappresentare l’impresa. Gli ispettori accedono a uffici, campi e attrezzature, acquisiscono i documenti e possono sentire i lavoratori presenti. L’azienda può rilasciare dichiarazioni che vengono riportate nel verbale, di cui riceve copia. Le irregolarità sanabili danno luogo a un verbale di prescrizione con un termine per la regolarizzazione; quelle non sanabili a un verbale di contestazione immediato. Il verbale viene trasmesso alle autorità competenti (INL, Carabinieri Tutela del Lavoro, INPS, ASL, Vigili del Fuoco) e, per conoscenza, ad AGEA.

Le conseguenze: un doppio binario sanzionatorio

Alle sanzioni ordinarie previste dalla normativa lavoristica e prevenzionistica, applicate dalle autorità competenti, si aggiunge – una volta che la violazione è accertata in via definitiva – la riduzione degli aiuti PAC, calcolata sull’importo totale dei pagamenti FEAGA e FEASR dell’anno dell’infrazione. Per le inosservanze non intenzionali la riduzione è del 3%, 5% o 10% in base alla gravità, e si applica comunque il 10% se sono coinvolti più di otto lavoratori; in caso di ripetizione nel triennio o di persistenza oltre l’anno si sale al 20%, mentre l’inosservanza intenzionale comporta una riduzione del 30%, fino all’esclusione dagli aiuti. Chi adempie alle prescrizioni nei termini beneficia di un abbattimento: la riduzione del 3% viene azzerata, quella del 5% scende al 2,5% e quella del 10% al 7,5%. In caso di sequestro preventivo dell’azienda per il reato di caporalato (art. 603-bis c.p.) i pagamenti sono sospesi fino alla revoca della misura, salvo nomina di un amministratore giudiziario.

Il Consiglio di Confagricoltura

È opportuno verificare fin d’ora che contratti, lettere di assunzione, DVR, nomine, attestati di formazione e documentazione delle macchine siano completi, aggiornati e disponibili in azienda. Gli uffici di Confagricoltura Veneto sono a disposizione degli associati per un controllo preventivo della documentazione e per l’assistenza in caso di ispezione.

Caro fertilizzanti. Dall’Europa e dal Governo un sostegno per le aziende

Caro fertilizzanti. Dall’Europa e dal Governo un sostegno per le aziende

 

Il forte rincaro dei fertilizzanti innescato dalla crisi in Medio Oriente sta pesando sui costi di produzione delle aziende agricole: secondo l’indice della Banca Mondiale, tra marzo e maggio 2026 i prezzi sono aumentati del 51% su base annua, con punte del 101% per l’urea. Per rispondere a questa emergenza, l’Unione europea ha attivato un canale di sostegno straordinario nell’ambito della PAC che il Governo italiano si appresta a rafforzare con risorse nazionali aggiuntive, così da rendere la misura più sostanziosa per le imprese.

Il 22 luglio 2026 è entrato in vigore il Regolamento (UE) 2026/1768 del Parlamento europeo e del Consiglio che permette agli Stati membri la possibilità di attivare un sostegno temporaneo eccezionale per gli agricoltori più colpiti dal caro fertilizzanti e consente espressamente di integrarlo con finanziamenti nazionali fino al 200% delle risorse FEASR assegnate.

È esattamente questa la strada che il Masaf sta percorrendo. Il Ministero ha infatti deciso di destinare l’intera riserva di crisi PAC da 46 milioni di euro alla compensazione degli agricoltori colpiti dal caro fertilizzanti e, a luglio, ha inoltrato al Ministero dell’Economia e delle Finanze la richiesta di autorizzazione a innalzare tale riserva, con cofinanziamento nazionale, fino a 136,8 milioni di euro complessivi. Il via libera del Mef è atteso nei prossimi giorni.

Elemento di interesse per le aziende riguarda le modalità di erogazione. A differenza del credito d’imposta sul gasolio agricolo, che richiede la produzione delle fatture di acquisto per essere riconosciuto in compensazione con debiti fiscali e contributivi, la misura sui fertilizzanti dovrebbe prevedere l’erogazione di un aiuto a ettaro, differenziato per coltura, calcolato sull’incidenza dei costi dei fertilizzanti sul valore a ettaro della coltura stessa. Il parametro è stato definito sulla base di uno studio dei costi condotto da Ismea, trasmesso anche a Bruxelles a supporto della misura italiana.

In base al regolamento UE, l’aiuto è finalizzato a compensare parte dei maggiori costi sostenuti a partire dal 1° marzo 2026, con un’intensità che può coprire fino al 50% dei costi aggiuntivi, elevabile all’80% per gli agricoltori soggetti a impegni di riduzione dell’uso dei fertilizzanti (ecoschemi, misure agroclimatico-ambientali, prescrizioni in zone con svantaggi territoriali specifici ex art. 72 del Reg. 2115/2021). I pagamenti dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2027, con le condizioni di ammissibilità e le modalità attuative definite dalla modifica del Piano strategico nazionale della PAC.

OCM Vino. L’aliquota massima degli anticipi per gli interventi settoriali sale al 90%

OCM Vino. L’aliquota massima degli anticipi per gli interventi settoriali sale al 90%

Il mercato del comparto vitivinicolo risente di una forte volatilità, con effetti particolarmente critici sui segmenti dei vini rossi e rosati. Per rafforzare l’efficacia del cosiddetto “Pacchetto vino” e facilitare l’attuazione degli interventi settoriali previsti nei piani strategici della PAC, la Commissione europea è intervenuta con una modifica sostanziale all’articolo 15-bis del Regolamento delegato (UE) 2022/127.

Il 6 agosto 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento delegato (UE) 2026/1160 della Commissione, del 28 maggio 2026, che modifica il precedente Regolamento delegato (UE) 2022/127 in materia di pagamenti di anticipi per gli interventi nel settore vitivinicolo. Il provvedimento, entrato in vigore il 7 agosto 2026.

Con la nuova disposizione l’aliquota massima della spesa per gli interventi settoriali, di cui all’articolo 58 del Regolamento (UE) 2021/2115, erogabile come anticipo ai beneficiari del settore vitivinicolo, passa dall’80% al 90%. L’obiettivo dichiarato è duplice: incrementare l’adesione alle misure e agevolare il finanziamento diretto dei beneficiari, mettendo a loro disposizione una quota più ampia delle risorse fin dalle prime fasi di attuazione degli interventi.

Sostegno UE agli agricoltori colpiti dalla crisi in Medio Oriente

Sostegno UE agli agricoltori colpiti dalla crisi in Medio Oriente

540 milioni di euro dalla riserva agricola, 45,6 milioni per l’Italia

La Commissione europea ha adottato il  Regolamento di esecuzione – UE – 2026/1894 del 27 luglio 2026 che mobilita 540 milioni di euro dalla riserva agricola per sostenere gli agricoltori maggiormente colpiti dagli effetti economici della crisi in Medio Oriente, con particolare riferimento all’aumento dei costi di concimi ed energia. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale UE, è entrato in vigore il 30 luglio 2026.

Le risorse per l’Italia – All’Italia sono assegnati 45.599.200 euro. Gli Stati membri possono integrare tale dotazione con risorse nazionali fino al 200%, portando il potenziale sostegno complessivo per le imprese agricole italiane fino a 136.797.600 euro, qualora venga utilizzata pienamente la facoltà di cofinanziamento.

Criteri e tempistiche – Le misure di compensazione dovranno essere concesse sulla base di criteri oggettivi e non discriminatori, che tengano conto delle perdite economiche effettivamente subite dagli agricoltori a causa della crisi. Gli Stati membri sono tenuti a corrispondere gli indennizzi entro il 28 febbraio 2027; per la quota di cofinanziamento nazionale, il termine è fissato al 31 maggio 2027.

Prima di erogare gli aiuti, e comunque non oltre il 30 settembre 2026, gli Stati membri dovranno inviare alla Commissione una relazione dettagliata sulle modalità di concessione, che illustri le misure adottate, i criteri per l’individuazione di settori/prodotti ammissibili e beneficiari, gli importi previsti, i metodi di distribuzione e le azioni di verifica e controllo. Un’ulteriore comunicazione sui risultati (importi versati, numero e tipologia di beneficiari, valutazione dell’efficacia) è dovuta entro il 31 luglio 2027.
Le misure sono cumulabili con altri sostegni finanziati dal I Pilastro della PAC o dallo sviluppo rurale.

La posizione di Confagricoltura – Con un comunicato stampa diffuso il 30 luglio, Confagricoltura ha accolto con favore il provvedimento, sottolineando l’importanza dello stanziamento «in una fase di difficoltà come questa, che vede il settore primario sotto stress a causa del conflitto in Medio Oriente». L’associazione ha evidenziato in particolare la possibilità di cumulo con gli altri strumenti di sostegno della PAC.

In sintesi

Voce

Importo/Termine

Dotazione UE totale

540 milioni di euro

Quota Italia

45,6 milioni di euro

Quota Italia con cofinanziamento 200%

fino a 136,8 milioni di euro

Termine pagamento aiuti UE

28 febbraio 2027

Termine pagamento cofinanziamento nazionale

31 maggio 2027

Relazione Stati membri alla Commissione

entro il 30 settembre 2026

Comunicazione risultati finali

entro il 31 luglio 2027

Entrata in vigore del Regolamento

30 luglio 2026

PAC 2026 . Avepa conferma l’erogazione di 85 milioni di euro di anticipi

PAC 2026 . Avepa conferma l’erogazione di 85 milioni di euro di anticipi

In Veneto, Avepa ha già istruito 40mila Domande Uniche e avviato l’iter per effettuare i pagamenti anticipati. A breve metterà quindi a disposizione delle imprese agricole circa 85 milioni di euro. L’Organismo pagatore conferma inoltre di aver completato, al 30 giugno, la campagna di pagamento della Domanda Unica 2025, liquidando per l’annata scorsa complessivamente quasi 264 milioni di euro di aiuti diretti.

L’anticipazione, come già specificato nella newsletter della settimana scorsa, si inserisce nella misura di flessibilità con cui l’UE ha elevato al 75% l’aliquota massima erogabile per i pagamenti diretti prima del 16 ottobre, in un contesto di tensioni geopolitiche internazionali.

Nel pagamento degli aiuti da parte degli Organismi pagatori verrà  data priorità al sostegno di base al reddito (BISS), erogabile nella misura del 73% del portafoglio titoli, al sostegno ridistributivo (CRISS) e agli aiuti per i giovani agricoltori (CIS-YF). Seguiranno gli altri interventi. Sugli importi anticipati  verrà applicata la trattenuta del 3% destinata al Fondo di mutualizzazione nazionale AGRICAT.

L’erogazione degli anticipi resta subordinata al riscontro dei requisiti di ammissibilità, compresa la qualifica di agricoltore in attività e all’esito dei controlli sanzionatori e antimafia. Per agevolare la liquidità, il pagamento potrà avvenire sotto condizione risolutiva nelle more dell’ottenimento della documentazione antimafia BDNA per le domande presentate nei primi 30 giorni.

PAC 2026. Possibili gli anticipi degli aiuti prima del 16 ottobre   

PAC 2026. Possibili gli anticipi degli aiuti prima del 16 ottobre   

La Circolare Agea 61357 del 22 luglio 2026 ha stabilito la disciplina per l’erogazione degli anticipi della PAC 2026. Per rispondere alle esigenze di liquidità delle aziende agricole le disposizioni innalzano al 75% l’aliquota massima erogabile per i pagamenti diretti e fino all’85% per gli interventi di sviluppo rurale legati a superfici e animali, consentendo l’avvio dei versamenti prima della scadenza ordinaria del 16 ottobre.

Il Reg. (UE) n. 2026/1768 ha infatti introdotto una rilevante misura di flessibilità in materia di pagamenti diretti, prevedendo la possibilità di aumentare il livello degli anticipi e di anticiparne l’erogazione.

Nel pagamento degli aiuti da parte degli Organismi pagatori verrà  data priorità al sostegno di base al reddito (BISS), erogabile nella misura del 73% del portafoglio titoli, al sostegno ridistributivo (CRISS) e agli aiuti per i giovani agricoltori (CIS-YF). Seguiranno gli altri interventi. Sugli importi anticipati  verrà applicata la trattenuta del 3% destinata al Fondo di mutualizzazione nazionale AGRICAT.

L’erogazione degli anticipi resta subordinata al riscontro dei requisiti di ammissibilità, compresa la qualifica di agricoltore in attività e all’esito dei controlli sanzionatori e antimafia. Per agevolare la liquidità, il pagamento potrà avvenire sotto condizione risolutiva nelle more dell’ottenimento della documentazione antimafia BDNA per le domande presentate nei primi 30 giorni. Viene infine precisato che l’eventuale ricezione dell’anticipo prima del 16 ottobre non anticipa i termini di modifica o ritiro delle domande di aiuto, che rimangono fissati fino a 15 giorni prima del pagamento della prima rata di saldo.

 

PAC 2026. AGEA lancia il Cronoprogramma Unico

PAC 2026. AGEA lancia il Cronoprogramma Unico

Attenzione alle scadenze

AGEA Coordinamento ha formalizzato il nuovo Cronoprogramma Unico per la gestione e l’erogazione degli aiuti della PAC 2023-2027, valido a partire dalla campagna d’aiuto 2026.

La nuova programmazione risponde alle direttive europee di semplificazione e punta a ottimizzare l’uso dei fondi nazionali. Il piano introduce una maggiore flessibilità per il pagamento degli acconti (vedi articolo specifico) e fissa finestre temporali e scadenze “inderogabili” per lo scambio dei dati tra gli Organismi Pagatori (OP) e il SIAN.

Di seguito riportiamo una sintesi delle principali novità operative e delle scadenze da monitorare.

ECO-SCHEMI: REGOLE E FINESTRE DI CONTROLLO

Eco-schema 1 – Livello 1 (Riduzione degli antibiotici)

La verifica dei consumi dei farmaci (espressa in DDD) copre il periodo 1° ottobre 2025 – 30 settembre 2026.

  • Il 15 novembre ClassyFarm pubblicherà i dati sul cruscotto informativo.
  • Entro il 15 novembre gli OP dovranno trasmettere i dati delle aziende in Domanda Unica in cui il proprietario non coincide con il detentore.
  • Entro il 21 dicembre dovranno essere inseriti a sistema i dati relativi ai subentri aziendali per il ricalcolo dei consumi.

Eco-schema 1 – Livello 2 (SQNBA con Pascolamento)

Il calcolo dei premi si basa sulla consistenza media annua delle UBA certificate SQNBA che praticano il pascolo.

  • Modello SQNBA/Quaderno pascolo: attivo dal 31 luglio su ClassyFarm per tracciare telematicamente i movimenti interni degli animali.
  • Entro il 30 novembre gli OP verificheranno nel Registro del Biologico (SIB) l’iscrizione di chi richiede la deroga specifica per il bio.
  • Entro il 31 dicembre gli Enti di certificazione dovranno rilasciare su ClassyFarm le certificazioni SQNBA e gli esiti dei controlli (utilizzando anche foto geotaggate concordate).
  • Entro il 10 gennaio 2027 gli OP scaricheranno i dati finali sulle UBA effettivamente ammissibili.

Eco-schemi da 2 a 5: Monitoraggio Satellitare (AMS)

I controlli satellitari Area Monitoring System valideranno l’ammissibilità delle superfici. Si evidenzia una novità per l’Eco-schema 2 (Inerbimento): a seguito della VI modifica del Piano Strategico della PAC, la finestra di osservazione a partire dal 2026 viene anticipata e si concentrerà nel periodo 1° settembre – 30 aprile. Per l’Eco-schema 5 (Impollinatori), il monitoraggio resta attivo dal 1° marzo al 30 settembre.

 SOSTEGNI ACCOPPIATI: ZOOTECNIA E SUPERFICI

Comparto Zootecnico (Bovini, Latte e Ovi-caprini)

L’ammissibilità ai premi si matura ufficialmente al 31 dicembre.

  • Gli OP effettueranno un primo scarico massivo dei capi dalla BDN a partire dal 15 dicembre, inviando ad AGEA il primo flusso per il controllo dei “capi doppi” entro fine anno.
  • Carne Bovina (Focus Istruttorie): dall’11 gennaio 2027 gli OP scaricheranno in autonomia i registri dal sistema per avviare le istruttorie. Nota: l’indipendenza di questo flusso potrebbe consentire la liquidazione dei premi per la carne bovina in anticipo rispetto agli altri aiuti zootecnici.
  • Latte e Ovi-caprini: l’allineamento dei dati sui circuiti DOP/IGP e sulle consegne latte avverrà a tappe tra il 31 dicembre e il 1° marzo 2027, data del rilascio dei dati definitivi sulle consegne. L’IZS di Teramo invierà i dati sulle agnelle da rimonta (qualifica L1) in due tranche, a fine dicembre e entro il 31 gennaio 2027.

Comparto Superfici (Contratti di filiera)

Per gli aiuti accoppiati a superficie (Girasole/Colza, Pomodoro da industria, Olio d’Oliva DOP/IGP e Agrumeti specializzati), il mese chiave è settembre: dal 3 al 30 settembre le industrie, le OP e gli Organismi di Controllo dovranno validare e caricare i contratti di coltivazione e filiera sul SIAN. Dal 1° ottobre gli OP preleveranno i dati per l’avvio delle istruttorie.

 TITOLI PAC, RISERVA NAZIONALE E SVILUPPO RURALE

  • Diritti PAC: entro il 31 gennaio AGEA annullerà nel Registro Nazionale i titoli non utilizzati nel biennio precedente da soggetti che non hanno presentato domande. Il portale per i trasferimenti dei titoli a valere sulla campagna aprirà il 15 febbraio.
  • Agricoltore in Attività: gli OP dovranno chiudere le istruttorie sul requisito di attività entro il 30 aprile 2027. Seguirà il ricalcolo massivo di AGEA entro il 5 maggio per lo sblocco dei pagamenti.
  • Riserva Nazionale (DAR) e Giovani: le istruttorie per l’attribuzione dei nuovi titoli si chiuderanno il 31 dicembre. L’assegnazione ufficiale dei titoli da Riserva decorrerà dal 20 gennaio 2027.
  • Agricoltura Biologica (SRA29) – Attenzione agli anticipi: per consentire l’inserimento delle aziende negli elenchi degli anticipi, gli Organismi di Controllo dovranno completare e caricare in BDV i verbali delle visite ispettive annuali tassativamente entro il 31 ottobre 2026. I caricamenti completati tra il 1° novembre e il 31 dicembre faranno slittare il pagamento direttamente alla fase di saldo.
  • Produzione Integrata (SRA01/SQNPI): gli Organismi di Controllo dovranno inserire a sistema gli esiti delle verifiche aziendali entro il termine del 31 ottobre.

 

PAC e Aiuti annuali CSR 2026: la Regione aggiorna le norme della Condizionalità Rafforzata

PAC e Aiuti annuali CSR 2026

La Regione aggiorna le norme della Condizionalità Rafforzata

La Regione del Veneto, con  DGR n. 581/2026, ha approvato le disposizioni regionali in materia di Condizionalità Rafforzata da applicare a decorrere dal 1° gennaio 2026. I vincoli e gli impegni di Condizionalità Rafforzata, che devono essere rispettati da tutti gli agricoltori beneficiari di aiuti diretti (PAC) e di aiuti annuali delle misure di sviluppo rurale, sono dettagliati nell’Allegato A al citato provvedimento.

Rispetto all’anno 2025, le nuove disposizioni tengono conto degli aggiornamenti normativi regionali e nazionali, con particolare riferimento al Decreto ministeriale del 17.6.2026 (in fase di registrazione), di applicazione delle disposizioni del Regolamento (UE) 2025/2649.

Si ricorda infatti che la Commissione europea, nel tentativo di semplificare gli oneri amministrativi, ha emanato  il Regolamento (UE) n. 2649 del 19 dicembre 2025, che introduce una serie di modifiche ai Regolamenti (UE) 2021/2115 e (UE) 2021/2116 relative alle norme BCAA, nonché al regime dei controlli e delle sanzioni della Condizionalità Rafforzata, modificando taluni obblighi.

Le disposizioni nazionali di applicazione della Condizionalità Rafforzata per l’anno 2026 sono contenute nel Decreto MASAF del 17.6.2026, n. 292670 che disciplina il regime di Condizionalità Rafforzata e dei Requisiti Minimi dando modo ai beneficiari di fruire delle semplificazioni introdotte dal sopra citato Regolamento.

Tra le semplificazioni approvate in vigore dal 1° gennaio 2026 si evidenzia:

  • la possibilità di considerare le unità di produzione biologica certificate conformi ai requisiti delle norme BCAA1 “Mantenimento dei prati permanenti”, BCAA3 “Divieto di bruciare le stoppie”, BCAA4 “Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua”, BCAA5 “Gestione delle lavorazioni del terreno”, BCAA6 “Copertura minima del suolo” e, come di prassi, BCAA7 “Rotazione delle colture nei seminativi”, le unità di produzione biologica, certificate e in conversione, ai sensi del Reg. (UE) n. 2018/848;
  • la possibilità degli agricoltori e dei piccoli beneficiari diversi dagli agricoltori, la cui azienda ha una superficie ammissibile ai pagamenti (non più la superficie agricola dichiarata) non superiore a 10 ettari, di essere esentati dai controlli di Condizionalità Rafforzata e dalle relative sanzioni;
  • la possibilità degli agricoltori con una dimensione massima dell’azienda non superiore a 30 ettari di superficie agricola dichiarata di essere esentati dai controlli di Condizionalità Rafforzata e dalle sanzioni relative ai requisiti della norma BCAA7 “Rotazione delle colture nei seminativi”;
  • l’aumento del valore massimo di diminuzione della percentuale di prati permanenti rispetto all’anno di riferimento 2018 all’interno della norma BCAA1 “Mantenimento dei prati permanenti”.

Inoltre, a partire dal 1°gennaio 2026 tutti i prati temporanei che sono ancora classificabili come seminativo, rimangono classificati come seminativo e non saranno classificati come prato permanente, anche se il periodo di cinque anni per la conversione automatica da seminativo a prato permanente è scaduto e il terreno non è stato arato, salvo che il beneficiario non dichiari la superficie interessata come prato permanente.

Al fine di non subire la decurtazione o la perdita totale degli aiuti UE, si raccomanda un’attenta lettura delle disposizioni contenute nell’allegato A alla DGR n. 581 del 24 giugno 2026. Di seguito si riporta l’elenco delle BCAA (Buone Condizioni Agronomiche e Ambientali) e dei CGO ( Criteri di Gestione Obbligatori) contenuti nel provvedimento.

BCAA e CGO — DGR n. 581 del 24 giugno 2026, Allegato A (Condizionalità rafforzata 2026)

ZONA 1 – Clima e ambiente

BCAA 1 – Mantenimento dei prati permanenti sulla base di una percentuale di prati permanenti in relazione alla superficie agricola a livello nazionale rispetto all’anno di riferimento 2018 (diminuzione massima del 10%)
Ambito: tutte le superfici a prato permanente. Obbligo: il rapporto prato permanente/superficie agricola totale non deve calare più del 10% rispetto al 2018 (calcolo a livello nazionale, soglia di allerta al 7%).

BCAA 2 – Protezione di zone umide e torbiere
Ambito: zone Ramsar regionali (Vincheto di Celarda, Valle Averto, Palude del Busatello, Palude del Brusà-Le Vallette). Obbligo: divieto di lavorazioni profonde che causino drenaggio delle acque, per proteggere i suoli ricchi di carbonio.

BCAA 3 (ex BCAA6) – Divieto di bruciare le stoppie, se non per motivi di salute delle piante
Ambito: superfici a seminativo. Obbligo: divieto di bruciatura di stoppie e paglie di riso, salvo deroghe fitosanitarie autorizzate.

ZONA 1 – Acqua

CGO 1 – Direttiva 2000/60/CE (acque), art. 11 par. 3 lett. e) e h)
Ambito: tutte le superfici agricole. Obblighi: possesso di titolo autorizzativo per l’uso irriguo dell’acqua; registrazione nel quaderno di campagna dei fertilizzanti a base di fosforo (tramite sistema A58-WEB o registro cartaceo, a seconda della SAU aziendale).

CGO 2 (ex CGO1) – Direttiva 91/676/CEE (nitrati)
Ambito: superfici agricole in zone vulnerabili ai nitrati (Provincia di Rovigo, Bacino Scolante Laguna di Venezia, area dei 100 comuni di alta pianura, Lessinia/rilievi Adige, ecc.). Obbligo: rispetto della disciplina regionale sulla distribuzione agronomica di effluenti, digestati e reflui (4° Programma d’Azione Nitrati).

BCAA 4 (ex BCAA1) – Introduzione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua
Ambito: tutte le superfici agricole. Obblighi: (a) divieto di fertilizzazione/uso fitosanitari entro 5 m dal ciglio di sponda dei corsi d’acqua; (b) costituzione/mantenimento di una fascia inerbita di 5 m lungo torrenti, fiumi e canali.

ZONA 1 – Suolo (protezione e qualità)

BCAA 5 (ex BCAA5) – Gestione della lavorazione del terreno per ridurre i rischi di degrado ed erosione del suolo, tenendo conto del gradiente della pendenza
Ambito: seminativi con pendenza media >10%. Obblighi: (a) realizzazione di solchi acquai temporanei o lavorazione secondo le curve di livello; (b) divieto di affinamento/sminuzzamento del terreno per 60 giorni consecutivi (in Veneto: 1° dicembre–31 gennaio).

BCAA 6 (ex BCAA4) – Copertura minima del suolo per evitare di lasciare nudo il suolo nei periodi più sensibili
Ambito: seminativi e colture permanenti (frutteti, vigneti). Obbligo: garantire copertura vegetale (naturale, seminata o residui colturali) per 60 giorni consecutivi nel periodo 15 settembre–15 maggio, salvo deroghe (forza maggiore, maggese in aridocoltura, colture sommerse come il riso, ecc.).

BCAA 7 – Rotazione delle colture nei seminativi, ad eccezione delle colture sommerse
Ambito: seminativi in pieno campo. Esenzioni per aziende con prevalenza di foraggere/prato permanente, seminativi ≤10 ha, colture sommerse; esenti da controllo/sanzione le aziende ≤30 ha.

ZONA 1 – Biodiversità e paesaggio

CGO 3 (ex CGO2) – Direttiva 2009/147/CE (uccelli selvatici), art. 3 e 4
Ambito: siti Natura 2000 (ZPS/ZSC) del Veneto. Obbligo: tutela degli habitat e delle specie di uccelli protette secondo le misure di conservazione regionali.

CGO 4 (ex CGO3) – Direttiva 92/43/CEE (habitat naturali e seminaturali, flora e fauna), art. 6 par. 1-2
Ambito: siti di importanza comunitaria, ZSC e ZPS del Veneto. Obbligo: rispetto delle misure di conservazione stabilite dalle autorità di gestione dei siti.

BCAA 8 – A) Mantenimento degli elementi caratteristici del paesaggio; B) Divieto di potare siepi e alberi nella stagione di riproduzione/nidificazione degli uccelli
Ambito: tutte le superfici. Obblighi: (A) conservazione di stagni, boschetti, siepi, filari, muretti a secco, alberi monumentali, ecc.; (B) divieto di potatura dal 15 marzo al 15 agosto (salvo diversa disciplina regionale).

BCAA 9 – Divieto di conversione o aratura dei prati permanenti sensibili sotto il profilo ambientale nei siti Natura 2000
Ambito: prati permanenti in siti Natura 2000. Obbligo: divieto di conversione ad altri usi e di aratura/lavorazioni che alterino la copertura erbosa, salvo autorizzazione dell’Autorità di gestione del sito.

ZONA 2 – Salute pubblica, animale e vegetale

CGO 5 (ex CGO4) – Regolamento (CE) 178/2002 (sicurezza alimentare), artt. 14-20
Ambito: tutti i beneficiari. Obblighi: rispetto delle norme di sicurezza alimentare per produzioni animali, vegetali, latte, uova, mangimi (registrazioni, stoccaggio corretto, procedure di ritiro prodotti non conformi).

CGO 6 (ex CGO5) – Direttiva 96/22/CE (sostanze ormoniche, tireostatiche, beta-agoniste)
Ambito: tutti i beneficiari. Obblighi: divieto di somministrazione agli animali di sostanze anabolizzanti/ormonali salvo uso terapeutico veterinario controllato; rispetto dei tempi di sospensione.

CGO 7 (ex CGO10) – Reg. CE 1107/2009 (immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari), art. 55
Ambito: tutte le aziende che usano fitosanitari. Obblighi: tenuta e aggiornamento del registro dei trattamenti (quaderno di campagna) per 3 anni, rispetto dell’etichetta, uso dei DPI.

CGO 8 – Direttiva 2009/128/CE (uso sostenibile dei pesticidi)
Ambito: beneficiari di pagamenti diretti. Obblighi: possesso del “patentino” fitosanitari, controllo funzionale periodico e taratura delle attrezzature, corretto stoccaggio/manipolazione/smaltimento dei prodotti fitosanitari.

ZONA 3 – Benessere degli animali

CGO 9 (ex CGO11) – Direttiva 2008/119/CE (norme minime protezione vitelli)
Ambito: allevamenti bovini/bufalini. Obblighi: divieto di box individuali oltre le 8 settimane, spazi minimi, alimentazione con colostro entro 6 ore, controlli giornalieri, divieto di museruola e taglio coda non terapeutico.

CGO 10 (ex CGO12) – Direttiva 2008/120/CE (norme minime protezione suini)
Ambito: allevamenti suinicoli. Obbligo: rispetto degli spazi minimi per scrofe/scrofette e altre disposizioni del D.Lgs. 122/2011 sul benessere suino.

CGO 11 (ex CGO13) – Direttiva 98/58/CE (protezione degli animali negli allevamenti)
Ambito: tutti gli allevamenti zootecnici (con esclusioni previste dal D.Lgs. 146/2001). Obbligo: rispetto delle misure minime generali di benessere animale negli allevamenti.

PAC 2028-2034: PRIMA CONFERENZA REGIONALE PER L’AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE

PAC 2028-2034

PRIMA CONFERENZA REGIONALE PER L’AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE

Il contributo alla discussione di Confagricoltura Veneto

Lo scorso 19 giugno, a Preganziol (TV), si è tenuta la prima Conferenza regionale per l’agricoltura e lo sviluppo rurale 2028-2034. Anche in Veneto è quindi ufficialmente iniziata la discussione sulla riforma della PAC proposta dalla Commissione UE un anno fa, insieme al bilancio dei sette anni della futura programmazione – il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). Come è noto, il progetto di riforma presentato dal Commissario all’agricoltura Christophe Hansen è stato fortemente contestato da Confagricoltura e da tutte le organizzazioni agricole europee, per le risorse limitate destinate al settore (294 miliardi di euro contro i 387 della programmazione precedente) e per l’inserimento dei fondi PAC in un Fondo unico gestito direttamente dagli Stati membri, che farebbe venir meno il valore strategico del settore a livello europeo.

La discussione istituzionale sul QFP 2028-2034 e sulla nuova PAC entrerà nel vivo nei prossimi mesi. Le principali tappe previste sono le seguenti:

  • 2026: anno di negoziazione e confronto tra Stati membri, Parlamento europeo e parti sociali, con accordo definitivo atteso per dicembre;
  • 2027: gli Stati membri elaborano i Piani di Partenariato Nazionali e Regionali (PPNR), che declinano a livello nazionale il quadro generale della PAC;
  • 1° gennaio 2028: avvio della nuova PAC, in vigore fino al 2034.

Confagricoltura Veneto ha contribuito alla discussione apertasi a livello regionale con le riflessioni che seguono.

Il contesto

Non era mai successo prima: questa riforma della Politica Agricola Comune coincide con una stagione di crisi e di incertezze, condizionata anche dal conflitto in Iran. Le aziende agricole stanno pagando il costo di un’inflazione che ha colpito in particolare i prezzi dei fertilizzanti e dei carburanti. A ciò si aggiungono la guerra dei dazi, il calo delle rese produttive dovuto ai cambiamenti climatici, lo stato di crisi di alcuni settori e il rischio di abbandono di alcuni territori rurali.

Risorse finanziarie e scelte nazionali

Sulle risorse destinate all’agricoltura – 294 miliardi nel bilancio UE, di cui 31 destinati all’Italia, a cui dovrebbero aggiungersi ulteriori 10 miliardi attraverso manovre di bilancio nazionali – e sul Fondo Unico, continueremo la nostra battaglia a Bruxelles. Se davvero si crede nel valore strategico della produzione agricola dell’Unione Europea, occorre dimostrarlo con i fatti: dotando la PAC di risorse adeguate e di un fondo dedicato.

Una volta stabilite le risorse, la nostra Regione avrà un compito molto impegnativo: orientare le scelte a livello nazionale per rispondere alle necessità dell’agricoltura e delle imprese agricole del Veneto. Le decisioni sugli interventi da attuare con la nuova PAC avranno infatti un’incidenza sostanziale sulle risorse destinate al nostro territorio.

La proposta della Commissione UE, se confermata, stravolge l’attuale impianto della PAC:

  • saranno eliminati i titoli storici;
  • l’aiuto degressivo ad ettaro, con capping a 100 mila euro, verrà differenziato in base ai territori, alla presenza di giovani e donne, alla dimensione delle aziende;
  • gli aiuti accoppiati potranno aumentare dall’attuale 15% al 25% del budget;
  • le “pratiche di protezione” (ex BCAA, come rotazioni e cover crops) e alcuni vincoli ambientali potranno essere compensati con aiuti agroambientali;
  • verranno introdotti nuovi strumenti per incentivare il ricambio generazionale.

Non si tratterà quindi solo di ripartire tra le regioni le risorse destinate allo sviluppo rurale, come avvenuto in passato. Siamo di fronte a una rimodulazione complessiva degli interventi, che richiede un’attenta valutazione dei dati storici e dei fabbisogni attuali, per non rischiare ulteriori riduzioni delle risorse destinate alla nostra Regione.

Le priorità di Confagricoltura Veneto

Nel corso della Conferenza, il Presidente Bonaldi ha evidenziato le priorità espresse dall’associazione.

  • Sviluppo e innovazione – si chiede che tutte le aziende agricole vitali, di ogni settore produttivo – comprese le attività connesse – che intendano investire nell’innovazione possano trovare nella PAC un valido sostegno. Sviluppo e innovazione sono infatti sinonimo di sostenibilità e competitività.
  • Giovani e donne – investire nel ricambio generazionale è fondamentale per dare un futuro alla nostra agricoltura: in Italia le aziende condotte da under 40 sono solo il 7,7%. In questo ambito, particolare attenzione va riservata anche all’insediamento e allo sviluppo delle imprese agricole condotte da donne.
  • Zone svantaggiate – preservare e consolidare l’attività agricola e zootecnica della montagna veneta è fondamentale per l’economia e il territorio. Gli strumenti dedicati vanno migliorati e semplificati.
  • Settori in difficoltà – tutti i settori dell’agricoltura veneta vanno considerati nell’articolazione della PAC. Alcuni si trovano però in grave crisi strutturale e vanno quindi posti al centro della strategia: tra questi, i seminativi e le relative produzioni – cereali (mais in particolare), soia, barbabietole. Aiuti diretti, accoppiati e agroambientali, se ben orientati, possono fornire un sostegno significativo a un comparto da considerare fondamentale per la costruzione di filiere agroalimentari di qualità.
  • Zootecnia da carne e da latte – va valutato l’impatto dell’abolizione dei titoli PAC; vanno quindi mantenuti, ed eventualmente rafforzati, gli aiuti accoppiati e quelli attualmente erogati con l’Eco-schema 1, relativo al contenimento degli antimicrobici.
  • Aiuti settoriali – gli attuali strumenti di sostegno ai settori vitivinicolo, ortofrutticolo, olivicolo e dell’apicoltura vanno mantenuti e migliorati, per renderli più aderenti alle necessità delle imprese agricole.
  • Gestione del rischio – calamità naturali, fitopatie, nuove malattie animali e crisi di mercato colpiscono quotidianamente le nostre aziende. In Italia il sistema di gestione del rischio è in grave sofferenza: oltre a garantire risorse adeguate, vanno riviste le modalità di gestione di tutti gli strumenti.

Semplificazione – questa riforma potrebbe portare a una reale semplificazione per le aziende. Gli strumenti tecnici per realizzarla non mancano: se anche in questa occasione l’obiettivo non venisse raggiunto, significherebbe che c’è malafede o incapacità conclamata