Fondo regionale per i danni da fauna selvatica

La Regione Veneto, con Dgr n. 299 del 24 marzo 2025, ha approvato lo stanziamento di 290 mila auro (a valere sulla l.r. 50/1993), finalizzati all’erogazione dei contributi a titolo di indennizzo dei danni prodotti dalla fauna selvatica all’attività agricola nelle aree a gestione programmata della caccia.

Vengono inoltre stabilite le aliquote contributive massime per l’indennizzo dei danni da fauna selvatica all’attività agricola, corrispondenti al 90% fino a € 2.500,00 e al 60% per la quota parte oltre i € 2.500,00, fino al tetto contributivo massimo di € 50.000,00 (Regolamento (UE) n. 1408/2013 (e s.m.i.) “de minimis agricolo”).

Ai fini dell’ammissibilità e della quantificazione dei danni da fauna selvatica alle produzioni agricole nelle aree a gestione programmata della caccia, sono confermate disposizioni riportate nell’Allegato C alla DGR n. 750/2022.

Spetta all’AVEPA la gestione del bando ai fini dell’indennizzo dei danni da fauna selvatica all’agricoltura nel territorio regionale a gestione programmata della caccia, per l’anno 2025.

 

Qualifica di Iap, i chiarimenti della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6172/2025, ha chiarito che la disposizione secondo la quale un amministratore può apportare la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP) a una sola società, si applica esclusivamente alle società di capitali e non alle società di persone.

La norma riguarda le “società IAP”, cioè le società in possesso di due requisiti:

1 – lo statuto prevede l’esercizio esclusivo delle attività agricole ai sensi dell’art. 2135 del Codice Civile.

2 – nelle società di persone, almeno un socio (o l’accomandatario, nel caso delle Sas) deve possedere la qualifica di IAP; nelle società di capitali o cooperative, tale qualifica deve appartenere ad almeno un amministratore.

Dette società beneficiano di alcune agevolazioni fiscali: possono acquistare terreni agricoli pagando solo l’1% di imposte e sono esenti da IMU per i terreni posseduti e condotti.

Il comma 3-bis dell’art. 1 del D.Lgs. 99/2004 stabilisce che la qualifica di IAP può essere apportata da un amministratore a una sola società e questa disposizione è stata interpretata in modi divergenti: il dubbio riguardava il fatto che il divieto di apportare la qualifica a più società riguardasse solo le società di capitale (come le srl) o anche le società di persone. L’Amministrazione finanziaria, ad esempio, ha contestato ad una srl l’agevolazione in sede di acquisto di terreni, perché l’amministratore IAP ricopriva lo stesso ruolo anche in una società semplice agricola. Invece, secondo la recente pronuncia della Cassazione, il comma 3-bis dell’art. 1 citato deve essere inteso nel senso di comprendere solo le società di capitali, perché l’intento della norma è quello di evitare l’abuso della qualifica di IAP da parte di soggetti che assumono la carica di amministratore in più società di capitali, al solo scopo di permettere alla società di beneficiare delle agevolazioni fiscali e questo rischio non sussiste nelle società di persone, perché la responsabilità illimitata dei soci rappresenta un efficace deterrente. Nel corso degli ultimi anni, l’orientamento della Giurisprudenza su questo aspetto è stato contrastante e si spera che questa pronuncia faccia chiarezza in modo definitivo.

Filiera del legno, risorse a sostegno del settore

Il Decreto Interministeriale attuativo dell’art. 8 della Legge n. 206/2023, la cosiddetta “legge sul Made in Italy”, rappresenta un traguardo fondamentale per l’intero comparto foresta-legno italiano e che disciplina le modalità di accesso alle risorse stanziate nella citata legge.

Gli obiettivi del decreto mirano a promuovere lo sviluppo delle certificazioni di gestione forestale sostenibile e gli investimenti per la vivaistica forestale, nonché la creazione e il rafforzamento di imprese boschive e di imprese della filiera della prima lavorazione del legno, attraverso l’incremento del livello tecnologico e digitale delle imprese e la creazione di sistemi di produzione automatizzati lungo la catena produttiva, dai sistemi di classificazione qualitativa ai sistemi di incollaggio.

In sintesi, il Decreto prevede:

  • 25 milioni di euro destinati per il 2024 per la creazione e il rafforzamento delle imprese boschive e della filiera della prima lavorazione del legno;
  • Di questi, 15 milioni in contributi a fondo perduto e 10 milioni in finanziamenti agevolati;
  • 5 Milioni in contributi a fondo perduto alle Regioni per il sostegno e lo sviluppo della vivaistica forestale;
  • Particolare attenzione alle micro, piccole e medie imprese, cui è riservato il 60% delle risorse disponibili;
  • Incentivi specifici per chi aderisce agli Accordi di Foresta, è in possesso di certificazioni ambientali o della certificazione di parità di genere.

Le Regioni interessate alla vivaistica forestale potranno presentare la domanda al Ministero entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto. Per quanto riguarda il rafforzamento delle imprese boschive e della filiera della prima lavorazione del legno, potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese che offrono servizi di supporto alla silvicoltura (codici ATECO 02.20 e 02.40.00) e quelle operanti nella filiera della prima lavorazione del legno (codici ATECO 16.11, 16.12 e 16.21), a condizione che la produzione non sia destinata all’utilizzo energetico e le spese ammissibili dovranno essere comprese tra i 50.000 e i 600.000 euro

Le agevolazioni saranno concesse a fronte della realizzazione di programmi funzionali all’evoluzione tecnologica e digitale, costituiti da investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali relativi a: mezzi mobili e attrezzature per utilizzazioni forestali (esclusi acquisti di attrezzature minute, di consumo e motoseghe); mezzi mobili, macchinari, impianti e attrezzature per la lavorazione del legno; software e hardware strettamente funzionali alla digitalizzazione e all’evoluzione tecnologica del processo produttivo.

Con il successivo decreto direttoriale 4 aprile 2025 sono stati definiti i termini iniziale e finale per la presentazione delle domande di agevolazione e sono state fornite ulteriori specificazioni per la corretta attuazione dell’intervento, anche in riferimento alla natura delle spese ammissibili.

Alla pubblicazione del decreto si è arrivati attraverso un percorso condiviso, in cui il Cluster Italia Foresta Legno, di cui Confagricoltura è socia dal 2023, ha contribuito fattivamente.

Bonus edilizi: il portale Enea è in fase di aggiornamento

Il portale Enea riferito ai bonus edilizi è ancora in fase di aggiornamento, in attesa di chiarimenti in merito alle novità dell’ultima Legge di Bilancio.

Si tratta del portale https://bonusfiscali.enea.it da utilizzare per l’invio dei dati relativi agli interventi edilizi effettuati, e in particolare:

– per la detrazione delle spese di riqualificazione e risparmio energetico (sezione “Ecobonus”)

– per detrarre gli interventi di recupero edilizio e il “bonus arredo”, nei casi in cui sia conseguibile anche un risparmio energetico (sezione “Bonus Casa”).

Come comunicato da Enea stesso nel proprio sito, ad oggi il portale non è aggiornato con le ultime novità normative e pertanto è possibile inviare le pratiche relative a lavori terminati nel 2024 con spese interamente sostenute nel 2024. Invece, per lavori conclusi nel 2024 e con parte delle spese sostenute nel 2025, si deve attendere la conclusione dell’aggiornamento del portale e lo stesso per i lavori conclusi nel 2025. Poiché il termine entro il quale devono essere inviati i dati è di 90 giorni dalla fine dei lavori, Enea fa sapere che non terrà conto dei giorni compresi tra il 1° gennaio 2025 e la data di aggiornamento del portale. Tale data verrà comunicata con specifico avviso nella bacheca alla pagina web https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali.html.

Si ricorda che nel 2025, sia per le spese di recupero del patrimonio edilizio che per quelle di risparmio energetico, è riconosciuta la detrazione nella misura del 50% se sostenute dal proprietario sull’abitazione principale e del 36% negli altri casi.

Nuovi impianti viticoli, domande entro il 30 aprile

Le domande per le autorizzazioni di nuovi impianti vitati, normalmente presentate dal 15 febbraio al 31 marzo di ogni anno in modalità telematica nell’ambito del SIAN, per la sola annualità 2025, si possono presentate entro il 30 aprile prossimo.

La decisione è stata assunta dal Masaf (decreto del direttore del 31 marzo 2025) dopo aver verificato che l’acquisizione delle domande tramite gli applicativi informatici dedicati è stata  resa possibile solo a partire dal 7 marzo, comportando notevoli ritardi per la presentazione delle medesime e riducendo di fatto il tempo a disposizione per la loro implementazione.

Premio per l’innovazione delle donne agricoltrici

Il Premio per l’innovazione delle donne agricoltrici mira a mettere in luce il contributo delle donne allo sviluppo rurale, alla silvicoltura e all’agricoltura.

Introdotto per la prima volta nel 2010, il premio è un’opportunità per mostrare i numerosi approcci innovativi adottati dalle donne per trovare nuove soluzioni alle sfide che devono affrontare nelle aree rurali.

Copa e Cogeca, in collaborazione con Corteva Agriscience, lanciano l’ottava edizione del premio all’innovazione per le donne agricoltrici, che celebra i notevoli contributi delle donne in agricoltura che hanno aperto la strada a soluzioni innovative, guidando la sostenibilità nel settore agricolo dell’Unione Europea.

Sin dalla sua creazione, ogni edizione del premio si è concentrata su un tema specifico e quest’anno non fa eccezione. Quando si discute di come passare a pratiche agricole più sostenibili, è impossibile ignorare l’importanza dell’acqua nelle pratiche agricole quotidiane. Per questo motivo, l’ottava edizione del premio all’innovazione per le donne agricoltrici del Copa-Cogeca è intitolata: “Le donne che fanno onde nei sistemi idrici sostenibili”.

Tutti i tipi di azioni, misure e progetti innovativi che affrontano la gestione sostenibile dell’acqua saranno presi in considerazione per il premio del 2025. Ogni progetto sarà valutato in base ai seguenti criteri non cumulativi: soluzioni innovative, trasferimento dell’innovazione, sostenibilità dell’innovazione e metodi di comunicazione.

Il premio prevede un premio in denaro per il vincitore e il progetto con menzione speciale della giuria.

Premio per il vincitore: Grazie alla nostra partnership con Corteva, il vincitore del premio riceverà un premio in denaro di 10.000 €, mentre il preferito dalla giuria riceverà 5.000 €.

La domanda si potrà presentare fino al 30 giugno prossimo.

Formulario per applicazione: https://eu.jotform.com/form/250894625779374.

Emissioni nocive, in arrivo vincoli

Nel corso di un recente incontro con i responsabili della Direzione Agroambiente della Regione, siamo stati informati dell’imminente approvazione di due importanti provvedimenti per la tutela dell’aria che imporranno ulteriori obblighi e divieti ai settori ritenuti responsabili dell’inquinamento atmosferico da PM10 (trasporti e circolazione veicoli, riscaldamento edifici e combustione biomasse, industria e agricoltura).

All’agricoltura, ricordiamo, viene attribuita una quota inquinante intorno al 20%, derivante per lo più dalla liberazione di ammoniaca, precursore del particolato presente nell’aria. Ciò nonostante siano stati fatti notevoli passi avanti in termini di riduzione delle emissioni di ammoniaca (meno il 23% dal 1990 al 2018 secondo dati di Ispra).

Il primo provvedimento, che sta concludendo la fase di revisione avviata nel 2024, è il Piano regionale di tutela e di risanamento dell’atmosfera (PRTRA). Tra le novità di maggiore rilievo per il settore agricolo il Piano prevede l’obbligo di copertura delle vasche di liquami esistenti dal 1° gennaio 2030 per tutti gli allevamenti che superano i 3000 chilogrammi di azoto zootecnico prodottoin un anno. Sono inclusi gli impianti di biogas e di biometano. L’obbligo entra in vigore immediatamente nel caso si tratti di nuove vasche di stoccaggio. Fino al 2030 gli investimenti potranno essere sostenuti con finanziamenti pubblici.

L’altro provvedimento che dovrebbe essere emanato a breve è un Piano di azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria, un provvedimento straordinario per miglioramento della qualità dell’aria volto a fronteggiare il pericolo di sanzioni dovuto alle continue infrazioni del nostro Paese. Uno degli interventi previsti, sulla base di quanto ci è stato riferito,consiste nel divieto dell’utilizzo dell’urea come fertilizzante nel Bacino Padano (Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna).

Va detto che a tale misura, come Organizzazione, ci siamo sempre opposti, tanto che a livello regionale, il problema della volatilizzazione dell’ammonica (precursore delle PM10) è stato affrontato imponendo l’obbligo dell’interramento del fertilizzante.

Oltre a ciò sarebbero previste le seguenti azioni: uso di fertilizzanti di sintesi a lento rilascio; uso di additivi per ridurre emissioni da reflui (se normati); tecniche didistribuzione a basso impatto emissivo; tecnologie per l’uso efficiente  di reflui e concimi organici,anche in copertura; inibitori della nitrificazione dell’azoto da effluenti. Anche in questo caso sono previsti degli incentivi per gli investimenti.

E’ utile precisare che Piano di azione nazionale è stato elaborato da una “cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio” composta da esponenti dei vari Ministeri interessati. Essa è stata istituita con il “decreto infrazioni” (art. 14 DL 131/2024) allo scopo di  accelerare il processo di adeguamento alle sentenze della Corte di Giustizia UE 10 novembre 2020, nella causa C-644/18, che ha portato alla condanna dell’Italia. Nella sostanza era necessario correre rapidamente ai ripari con l’introduzione di nuovi limiti alle emissioni, di nuovi obblighi e nuovi divieti nel tentativo di non aumentare le sanzioni già comminate all’Italia per il mancato rispetto delle emissioni inquinanti.

Come associazione continueremo i nostri interventi nei confronti delle istituzioni per attenuare misure particolarmente penalizzanti, come il divieto all’uso dell’urea. In particolare metteremo in evidenza gli importanti progressi operati dal settore agricolo e dal settore zootecnico negli corso dell’ultimo decennio e gli sforzi effettuati dalle imprese agricole sul fronte del miglioramento dei processi e delle attrezzature impiegate.

Gli Uffici di Confagricoltura sono a disposizione di lavoratori dipendenti o pensionati, anche non associati, per compilare e trasmettere i modelli 730.

CHI PUO’ UTILIZZARE IL MODELLO 730

  • lavoratori dipendenti (anche se in mobilità o cassa integrazione) o pensionati
  • produttori agricoli esonerati IVA
  • possessori di redditi di terreni / fabbricati

indipendentemente dalla presenza di un sostituto d’imposta e dal possesso di redditi di lavoro dipendente / pensione.

Il 730 può essere presentato anche per conto di un contribuente deceduto.

Non possono utilizzare il modello 730 coloro che:

  • nel 2024 hanno conseguito redditi di impresa o derivanti dall’esercizio di professioni;
  • devono presentare la dichiarazione IVA

DOVE E QUANDO VA PRESENTATA LA DICHIARAZIONE

I contribuenti possono rivolgersi al C.A.A.F. entro il 30 settembre (si raccomanda tuttavia di anticipare ad aprile/maggio, per ottenere i rimborsi tempestivamente). Il contribuente deve esibire tutta la documentazione per la verifica dei dati dichiarati.

 

 

Aflatossine nel latte: revisione delle linee guida

Il Ministero della Salute, con la nota n. 9487 del 3 marzo 2025, ha introdotto delle nuove linee guida (Allegato) per la prevenzione e gestione del rischio di contaminazione da aflatossine nella filiera lattiero-casearia.

A seguito dei cambiamenti climatici in atto si assiste ad una maggiore variabilità annuale e regionale delle contaminazioni da micotossine a livello nazionale ed europeo e pertanto la contaminazione delle produzioni agricole non può più essere gestita come un evento eccezionale o emergenziale con procedure straordinarie, ma occorre che sia gestita in modo programmato attraverso il sistema di autocontrollo degli Operatori. Le linee guida del 2013, emanate in uno specifico periodo emergenziale, non sono più applicabili, tenuto conto che il rispetto della legislazione dell’unione europea garantisce di per sé la gestione ordinaria del controllo della filiera per il raggiungimento degli obiettivi sanitari.

Si prevede di ridefinire l’adeguatezza dei metodi di analisi disponibili per ridurre al minimo i tempi di risposta ed assicurare un approccio uniforme per la valutazione degli esiti analitici soprattutto nella fase della produzione post-primaria e per l’individuazione di azioni correttive condivise.

Le linee guida hanno l’intento di incoraggiare comportamenti armonizzati fra gli Operatori del settore ed azioni efficaci per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza alimentare.

Terrazzamenti e ciglionamenti, bando della Regione

La Regione ha approvato un bando per la richiesta di contributo pari all’intera spesa ammessa per gli interventi di manutenzione, ordinaria o straordinaria, di terrazzamenti con muretto a secco, di gradinamenti, di lunettamenti, ad uso agricolo, o di muretti di confine delle proprietà, di sostegno della viabilità e per gli interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, di ciglionamenti.

Sono ammesse le spese relative all’escuzione delle opere e quelle volte all’acquisizione delle autorizzazioni.

L’intervento si può richiedere all’interno delle perimetri dei paesaggi rurali storici iscritti al “Registro nazionale dei paesaggi rurali di interesse storico” istituito ai sensi dell’art. 4 del DM n. 17070/2012, presso il Ministero dell’Agricoltura.

Il sostegno è costituito da un contributo in conto capitale pari al 100% della spesa ammessa fino ad un importo massimo di 10 mila euro.

La domanda con la documentazione allegata deve essere presentata ad Avepa entro 90 giorni dalla pubblicazione del bando nel BUR.