Bietole – Campagna 2026

Bietole – Campagna 2026

La Regione si impegna a sostenere la coltivazione con 600 mila euro

Accolta la richiesta di Coprob e delle associazioni agricole si attende ora la fiducia delle aziende

 

Lo scorso 24 gennaio, presso lo stabilimento di Pontelongo, i vertici di Coprob hanno incontrato il presidente della Regione Alberto Stefani e l’assessore all’agricoltura Dario Bond. Anche Confagricoltura Veneto ha partecipato all’incontro insieme alle altre associazioni agricole.

Nell’occasione sono stati esposti alle massime cariche della Regione i problemi che stanno mettendo in difficoltà il settore bieticolo saccarifero e, conseguentemente, la coltivazione della barbabietola da zucchero nel territorio nazionale e, in particolare nel Veneto, dove le superfici investite, nell’arco di 10 anni, sono scese da 12 mila a poco più di 5 mila ettari. Nell’occasione Confagricoltura (rappresentata dal presidente di Confagricoltura Rovigo Lauro Ballani, dal presidente della Sezione regionale di prodotto, nonché amministratore di Coprob, Carlo Pasti e dal direttore di Confagricoltura Veneto Renzo Cavestro) ha ribadito l’importanza strategica di mantenere in vita la produzione di zucchero in Italia e nel Veneto e, perciò, la necessità impellente di sostenere la coltivazione della bietola anche nella nostra Regione con tutti i mezzi possibili. Inoltre, dopo aver messo in evidenza i problemi della produzione agricola, è stata manifestata l’urgenza di disporre di nuove varietà e di prodotti efficaci per la difesa fitosanitaria. Oltre ai sostegni immediati, è stato sottolineato, servono investimenti in ricerca e una strategia per il futuro del settore da definirsi a livello nazionale.

Le difficoltà espresse dal mondo della produzione e della trasformazione sono state raccolte dalla Regione. Nei giorni scorsi l’assessore Bond ha dichiarato che verranno inseriti nel bilancio della Regione 600 mila euro a sostegno della bieticoltura regionale, un fondo che si tradurrà in un contributo per ettaro coltivato di 120-140 euro nella formula dell’aiuto de minimis. A questo intervento, ricordiamo, si aggiunge l’innalzamento del premio accoppiato della PAC a 1.000 euro per ettaro.

Incoraggiati da questa attenzione delle istituzioni nazionali e regionali nei riguardi del settore bieticolo-saccarifero, Coprob e Confagricoltura Veneto sono unite nel chiedere alle aziende agricole dei territori maggiormente vocati di continuare ad aver fiducia nella coltivazione anche nel 2026.

 

Agricoltura biologica Ok al decreto sull’uso del marchio Biologico Italiano

Agricoltura biologica

Ok al decreto sull’uso del marchio Biologico Italiano

Lo scorso 5 febbraio la Conferenza Stato Regioni ha sancito l’intesa sul decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste riguardante le condizioni e le modalità di attribuzione del Marchio biologico italiano.

Il provvedimento, che tiene conto anche dei risultati di un confronto con il settore, è oggetto di notifica Tris (Technical Regulations Information System), ai sensi della direttiva Ue 2015/1535, per consentire eventuali osservazioni da parte della Commissione europea prima della sua adozione definitiva.

Si tratta di un ulteriore passo verso una misura che renderà riconoscibili le nostre eccellenze, offrendo un’ulteriore garanzia ai cittadini sull’origine della materia prima e sugli alti standard di qualità e sicurezza dei prodotti biologici italiani.

Un elemento innovativo che potrà contribuire a rilanciare la crescita del settore e a tutelare il lavoro degli operatori, valorizzando la produzione agricola bio del nostro Paese”, conclude il sottosegretario.

Il marchio era stato istituito nel 2022 (Legge 9 marzo 2022 n. 23) come marchio nazionale aggiuntivo rispetto al logo biologico dell’Unione europea, ed è finalizzato a rafforzare la riconoscibilità e la competitività dei prodotti biologici italiani, in coerenza con il Piano d’azione nazionale per la produzione biologica 2024–2026.

Il suo utilizzo è volontario e può essere richiesto dagli operatori biologici con sede legale e produttiva nel territorio dell’Unione europea, a condizione che sia in corso di validità la certificazione biologica, attestante la conformità alla normativa europea e nazionale.

L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA DEL VENETO FA IL PUNTO SUL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE

L’ASSESSORE ALL’AGRICOLTURA DEL VENETO FA IL PUNTO SUL PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE

L’intervento dell’assessore Dario Bond ripreso dal sito “Veneto Rurale”

 

Care Lettrici, cari Lettori,

proprio nei giorni del mio insediamento all’Assessorato Agricoltura, Foreste, Montagna, Politiche Venatorie e Pesca, il Veneto ha tagliato un traguardo storico nella gestione delle politiche di sviluppo rurale: con gli ultimi pagamenti effettuati da Avepa, il Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022 è stato completamente attuato, utilizzando tutta la dotazione finanziaria assegnata pari a 1.561 milioni di euro.

Il PSR veneto è stato il primo programma a livello nazionale a concludere tutte le attività prima del 31 dicembre 2025, distinguendosi anche per una scelta di assoluta correttezza istituzionale, ovvero quella di non ricorrere all’aumento nel 2025 del tasso di cofinanziamento UE, che avrebbe comportato una riduzione degli aiuti complessivi.

Dal 2015 ad oggi il Programma ha prodotto numeri di assoluto rilievo: 420 bandi gestiti, oltre 80.000 domande di aiuto finanziate sulle 47 Misure del PSR, più di 250.000 domande di pagamento istruite, oltre 25.000 beneficiari finanziati.

Ma la politica di sviluppo rurale non si ferma mai, anzi si muove sempre in parallelo su più programmazioni, per non far mancare un sostegno coordinato al mondo rurale veneto. In questo periodo, infatti, siamo nel pieno di una tornata di bandi del CSR Veneto 2023-2027 che ha attivato quasi 100 milioni di euro per giovani agricoltori, investimenti, promozione e innovazione, dopo aver superato i 164 milioni di euro di pagamenti il 31 dicembre 2025.

Negli scorsi giorni si sono chiusi i bandi dedicati al ricambio generazionale (il cosiddetto “pacchetto giovani”) e alla promozione dei prodotti di qualità. Manca ancora qualche giorno alla scadenza dei bandi a sostegno degli investimenti delle imprese agricole, anche di tipo ambientale, e degli investimenti delle imprese agroalimentari per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti.

Oltre a questo pacchetto di bandi, nei prossimi mesi scadranno i termini anche per le domande di sostegno all’agricoltura di montagna (15 maggio) e per la gestione attiva delle infrastrutture ecologiche (15 maggio).

Appena chiuso definitivamente il PSR 2014-2022, nel pieno della programmazione 2023-2027, ecco che si profila anche la futura politica agricola comune che entrerà in vigore nel 2028. Gli uffici regionali sono già al lavoro per analizzare i fabbisogni del comparto agricolo, agroalimentare e forestale del Veneto e per coinvolgere il sistema dello sviluppo rurale regionale: il 2026 sarà un anno di impegno per il presente, ma anche di confronto per gettare le basi dell’imminente futuro.

Dario Bond

Assessore all’Agricoltura, Foreste, Montagna, Politiche Venatorie e Pesca

Regione del Veneto

 

 

Crisi mercato del latte – Nuove proposte del Masaf a sostegno del settore 

Crisi mercato del latte

Nuove proposte del Masaf a sostegno del settore 

Il terzo incontro del Tavolo del settore lattiero caseario per il latte vaccino al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste, che fa seguito a quelli del mese di dicembre e dell’accordo sul prezzo, per affrontare l’imminente stato di crisi, si è tenuto lo scorso 21 gennaio alla presenza del Ministro, di tutti i vertici del MASAF e dell’ICE nonché con l’Assessore della Regione Veneto in rappresentanza di Regioni.

Confagricoltura, rappresentata dal Presidente Giansanti, ha evidenziato in primo luogo la necessità del gioco di squadra e di fare sistema in un comparto fondamentale per il Made in Italy e che sta vivendo un momento oggettivamente difficile per gli allevatori. Una fase del tutto imprevista che ha interrotto quella positiva registrata dopo la soppressione delle quote latte e che ha portato dal 2016 a positivi risultati economici per tutte le imprese. A testimonianza che evidentemente sinora hanno operato bene portando valore alla filiera tutta.

A livello europeo è opportuno agire anche perché i problemi del comparto partono dalla maggiore produzione europea. Si può partire utilizzando i fondi della riserva di crisi del bilancio UE. E’ tuttavia opportuno, ha sottolineato Confagricoltura, che l’azione sia collettiva e che non sia solo l’Italia a ridurre il proprio potenziale produttivo, ma si deve intervenire in tutti i Paesi dove ci sono stati incrementi eccessivi di produzione.

Confagricoltura ha infine richiamato la necessità di agire come sistema di filiera che deve coinvolgere responsabilmente tutti e sempre. Una sottolineatura necessaria visto che in questa fase non tutti hanno rispettato gli impegni assunti a dicembre e questo ha contribuito ad accrescere le difficoltà del mondo allevatoriale associato che sta soffrendo particolarmente la congiuntura negativa di mercato. Infatti, tra le misure proposte, oltre a quelle nazionali relative alla promozione dell’export dei formaggi, ad intensificare il programma “latte nelle scuole”, ad implementare il bando per gli indigenti con prodotti lattiero caseari, nonché programmi di promozione e comunicazione; é stata di particolare interesse la proposta del Ministero dell’agricoltura che si farà promotore in sede comunitaria di un “Piano straordinario UE per la crisi del settore lattiero-caseario europeo” che prevede alcune misure sulla scia di quelle previste all’indomani della soppressione del regime delle quote.

In particolare, l’Italia propone di attivare:

– Finanziamenti per la riduzione volontaria della produzione, riconoscendo indennizzi agli allevatori che decidano di contenere i propri volumi produttivi.

– La concessione di aiuti all’ammasso privato per formaggi, burro e latte UHT.

– Interventi a favore delle aziende più esposte finanziariamente come le moratorie creditizie.

– Un maggiore riferimento, nelle misure a valere del Fondo europeo di aiuti agli indigenti, ai formaggi di qualità presenti nei vari territori.

– Campagne di comunicazione per una promozione straordinaria dei prodotti lattiero-caseari valorizzando il contenuto nutrizionale e la sostenibilità dei prodotti e aumentando i consumi sul mercato interno e su quelli internazionali.

MERCOSUR – L’Europarlamento rinvia l’accordo alla Corte di Giustizia

MERCOSUR – L’Europarlamento rinvia l’accordo alla Corte di Giustizia

Ascoltate le proteste degli agricoltori

 

Le grandi mobilitazioni del settore primario lo scorso 18 dicembre a Bruxelles e il 20 gennaio a Strasburgo hanno portato il Parlamento europeo a votare a favore del ricorso alla Corte di Giustizia UE per un parere giuridico sull’accordo di libero scambio con il Mercosur. Il ricorso alla Corte di Giustizia, che potrebbe bloccare l’entrata in vigore dell’intesa commerciale per diversi mesi, è passato con 10 voti di scarto.

Il voto dell’Europarlamento è in linea con la posizione che Confagricoltura ha sempre difeso e mostra chiaramente quanto questo accordo sia divisivo e non vantaggioso per l’agricoltura italiana ed europea.cLe politiche commerciali internazionali non possono non tenere in considerazione il principio di reciprocità, che deve essere alla base degli accordi bilaterali. Non possiamo permetterci intese che premiano standard produttivi più bassi, mentre agli agricoltori europei viene chiesto di fare di più con meno.

In un periodo di forti incertezze geopolitiche è importante tutelare il settore primario che ha ispirato l’Europa dalle sue origini e che oggi contribuisce in modo determinante alla sua stabilità economica, oltre che alla sua sicurezza alimentare con cibo sano e di qualità.

Il rinvio davanti alla Corte posticipa il voto di ratifica del Parlamento europeo, previsto tra febbraio e aprile. Servono almeno sei mesi per ottenere l’opinione della magistratura comunitaria. Rimane invece possibile l’applicazione provvisoria dell’intesa, come deciso dal Consiglio all’inizio del mese. Tecnicamente l’applicazione provvisoria entrerebbe in vigore non appena uno dei quattro Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) ratifica il trattato. La questione dell’applicazione provvisoria resta però politica, si presume che deciderà la Commissione UE d’intesa con il Consiglio, quindi con gli Stati membri.

 

Tavolo settore lattiero caseario – Intesa al Masaf sul prezzo del latte del primo trimestre 2026

Tavolo settore lattiero caseario

Intesa al Masaf sul prezzo del latte del primo trimestre 2026

Il Tavolo del settore lattiero caseario per il latte vaccino si è tenuto al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste nelle giornate del 2 dicembre e del 9 dicembre 2025 per discutere la situazione di mercato e le eventuali misure da mettere in atto per evitare lo stato di crisi. Oltre al Ministro le erano presenti i rappresentanti di Confagricoltura, delle altre associazioni agricole, della Cooperazione e, per la parte industriale, i rappresentanti di Assolatte.

Durante gli incontri sono stati analizzati i problemi di mercato si stanno presentando a livello mondiale ed europeo e le possibili ripercussioni sul mercato nazionale visti anche gli aumenti produttivi registrati negli ultimi due mesi.

Grazie alla mediazione del Ministero, e all’intervento dello stesso Ministro Lollobrigida, si è convenuto un quadro di interventi, sul quale dovranno auspicabilmente attestarsi le imprese, comprendente i seguenti punti:

  • l’acquisizione di tutto il prodotto che dovrebbe essere gestito con il sistema del “doppio prezzo”;
  • un prezzo più elevato – per i quantitativi consegnati entro il limite delle consegne nel periodo corrispondente del 2025 e che si dovrebbe attestare a 54 cent/lt per gennaio 2026, 53 cent/lt per febbraio 2026 e 52 cent/lt per marzo 2026.
  • un prezzo più contenuto per il latte “eccedente” basato sulle quotazioni della Camera di Commercio.
  • un maggiore sostegno da parte delle Istituzioni tramite la promozione all’estero con il sistema delle ambasciate e dell’ICE/ITA.
  • l’impegno del Masaf ad intervenire anche sulla promozione nelle scuole e anche con gli acquisti del paniere per gli indigenti, oltre che con apposite campagne promozionali a livello nazionale.

Le indicazioni del Tavolo prevedono anche l’impegno di revocare le disdette inviate agli allevatori.

Sarà la responsabilità degli acquirenti a tradurre in pratica i punti dell’intesa.

E’ doveroso precisare che quanto è stato concordato il 9 dicembre non è contenuto in un testo ufficiale, ma è frutto di un gentlemen agreement tra associazioni che non ha assunto, né poteva assumere, forma di accordo scritto vincolante per le parti in causa. Ci sono quindi gli elementi per una moral suasion sugli acquirenti per pervenire a quel ripristino delle condizioni di sana e leale intesa commerciale.

 

Assemblea di Confagricoltura – Bruxelles, 18 dicembre, agricoltori piazza per difendere l’agricoltura europea

Assemblea di Confagricoltura

Bruxelles, 18 dicembre, agricoltori piazza per difendere l’agricoltura europea

 

L’annuncio ufficiale della cucina italiana patrimonio Unesco arriva durante l’assemblea di Confagricoltura, al Teatro Argentina di Roma. “Un riconoscimento che va pure a noi agricoltori che garantiamo la produzione primaria. Ora più che mai dobbiamo fare squadra con tutta la filiera agroalimentare, che ha già ottenuto risultati straordinari, grazie anche all’impegno delle nostre istituzioni, e che può dare ancora di più se supportata da una visione ambiziosa”.

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, commenta il traguardo ottenuto dall’Italia e, nella sua relazione, si sofferma sulla necessità di uno sforzo a livello europeo per proteggere le produzioni agricole. Sforzo che si traduce in una politica agricola comune adeguata ai tempi e alla necessità di garantire stabilità economica, sicurezza alimentare, reddito alle imprese: “Oggi, qui a Roma, nel cuore della città, noi lanciamo una sfida. All’Europa non chiediamo solo regole, chiediamo una visione nuova, che unisca sostenibilità e reddito, sicurezza alimentare e transizione energetica, innovazione e lavoro di qualità. Per costruire questa Europa serve un’alleanza nuova. Agricoltori, finanza, energia, previdenza, assicurazioni, lavoro, ambiente”.

Ed è per questo che il 18 dicembre Confagricoltura parteciperà alla grande manifestazione di protesta degli agricoltori europei a Bruxelles: “Non possiamo permetterci che l’Ue disinvesta sull’agricoltura, – aggiunge Giansanti – mentre in altre parti del mondo si stanziano risorse importanti a difesa degli agricoltori. Noi invece stiamo assistendo a un disarmo sul settore primario”.

I numeri che accompagnano questo scatto di orgoglio ci sono: la filiera agroalimentare rappresenta il 15% del Pil e l’export ha superato i 70 miliardi. “Ma oggi è diminuita la capacità di spesa dei consumatori e anche noi dobbiamo difendere il nostro comparto. Proteggere l’agricoltura significa proteggere l’identità del nostro Paese. Come associazione dobbiamo andare oltre, farci carico del cambiamento per costruire modelli nuovi, allargando i nostri orizzonti”.

Affermazione condivisa dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, che ha chiuso la mattinata ricordando l’impegno, anche economico, del governo per il settore primario: 15 miliardi in tre anni. Una centralità che per il ministro deve essere riconosciuta dall’Europa, nata proprio ponendo al centro l’agricoltura e che oggi non difende a sufficienza le sue produzioni.