Flavescenza dorata: monitoraggio affidato ai Condifesa

I Consorzi di difesa e le loro associazioni possono presentare le domande di aiuto finalizzate all’erogazione di un contributo, per l’anno 2025, per lo svolgimento delle attività di monitoraggio territoriale della malattia flavescenza dorata, in attuazione di quanto previsto dalla DGR n. 1415/2024.Il termine per presentare le domande di aiuto è fissato al 28 febbraio 2025.

Lo stanziamento per l’azione di monitoraggio è di € 100.332,50.

Bando Isi Inail 2024, domande dal 15 aprile

Il bando, pubblicato ogni anno dall’Inail, ha l’obiettivo di incentivare le imprese alla realizzazione di progetti per il miglioramento delle condizioni di salute e di sicurezza dei lavoratori, nonché incoraggiare le micro e piccole imprese operanti nel settoreagricolo all’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per ridurre in misura significativa le emissioni inquinanti, migliorare l’efficienza e la sostenibilità complessiva e diminuire i livelli di rumorosità o il rischio infortunistico o  quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

L’iniziativa è rivolta alle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA).

Gli interventi ammessi a finanziamento per le aziende agricole sono:

– progetti di bonifica da materiali contenenti amianto  – Asse di finanziamento 3;

– progetti per micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli  – Asse di finanziamento 5.

Il finanziamento è a fondo perduto, calcolato sulle spese sostenute al netto dell’IVA, secondo le seguenti specifiche:

per l’asse 3 nella misura del 65% dell’importo delle spese ritenute ammissibili, con un ammontare del finanziamento compreso tra un importo minimo di 5.000,00 euro e un importo massimo di 50.000,00 euro;

per l’Asse 5 (5.1 e 5.2) nella misura del 65% (generalità delle imprese agricole) e dell’80% per i giovani agricoltori.

L’ammontare del finanziamento è compreso tra un minimo di 5.000 euro e un importo massimo di 130.000,00 euro.

La procedura informatica per il caricamento delle domande sarà aperta dal 14 aprile al 30 maggio.

Crediti d’imposta investimenti 4.0 e transizione 5.0

Il credito per investimenti 4.0 non è più riconosciuto nel 2025 per gli investimenti in beni immateriali. Per gli investimenti in beni nuovi materiali di cui alla tabella A effettuati nel 2025 (o entro il 30/6/2026 con prenotazione entro il 31/12/2025) è riconosciuto il credito nella misura del 20%, ma è fissato un plafond di spesa complessivo di 2,2 miliardi di euro.

Al fine di monitorare il rispetto del plafond è previsto che le imprese debbano inviare una specifica comunicazione delle spese sostenute al Ministero delle Imprese, il quale darà notizia nel proprio sito del raggiungimento del limite di spesa. Non rientrano nel limite di spesa gli investimenti prenotati entro il 30/12/2024 con pagamento di acconto almeno del 20%. Rimane inoltre l’obbligo di inoltrare al GSE le comunicazioni ante e post investimenti.

Per il credito 5.0, con riferimento agli investimenti effettuati a partire dal 1 gennaio 2024, sono previste le seguenti novità:

 

  Importo investimento RIDUZIONE CONSUMI

dal 3% al 6%

(struttura)

o dal 5% al 10% (processi)

 

RIDUZIONE CONSUMI

dal 6% al 10%

(struttura)

o dal 10% al 15%

(processi)

 

RIDUZIONE CONSUMI

Superiore al 10% (struttura)

o superiore al 15%

(processi)

 

ANTE

MODIFICHE

Fino a € 2.500.000

 

35% 40% 45%
Superiore a € 2.500.000 fino a

€ 10.000.000

 

15% 20% 25%
Superiore a € 10.000.000 fino a

€ 50.000.000

 

5% 10% 15%
POST

MODIFICHE

Fino a € 10.000.000 35% 40% 45%
Superiore a € 10.000.000 fino a

€ 50.000.000

 

5% 10% 15%
Limite massimo costi: € 50.000.000 per anno

 

 

E’ stato inoltre previsto che in caso di sostituzione di beni obsoleti operi una presunzione di raggiungimento della riduzione minima dei consumi energetici richiesta (3%-5%), nel caso di investimenti in beni materiali 4.0 caratterizzati da un miglioramento dell’efficienza energetica verificabile in base a norma di settore o di prassi; la sostituzione deve riguardare beni aventi caratteristiche tecnologiche analoghe e interamente ammortizzati da almeno 24 mesi alla data di presentazione della comunicazione di accesso al credito.

Permane comunque la possibilità di dimostrare il raggiungimento di un risparmio energetico superiore per beneficiare di un credito maggiore.

 

 

 

Sostegno ai bovini da carne nati in Italia di razze iscritte ai libri genealogici

Il Decreto Masaf del 19 dicembre 2024 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 gennaio 2025) ha stabilito i criteri per l’assegnazione del sostegno agli allevamenti di bovini da carne delle razze iscritte ai libri genealogici nati in Italia. Il finanziamento, previsto dal Fondo di solidarietà nazionale, ammonta complessivamente a 4,5 milioni di euro. L’obiettivo è compensare l’aumento dei costi di produzione.

Il contributo è destinato agli allevamenti di bovini di razze iscritte ai libri genealogici con “orientamento carne” che detengono capi nati nel 2024 nel territorio nazionale. I capi devono essere: 1) individuati nella BDN; 2) allevati da parte del beneficiario per almeno 184 giorni maturati nel 2024. Il sostegno può arrivare a 150 euro per capo e viene erogato nei limiti degli aiuti “de minimis”.

Le domande potranno essere presentate a seguito di apposito provvedimento dell’Organismo pagatore Agea.

Attività venatoria: domande per la sottrazione dei fondi entro il 31 marzo

La DGR n. 226 – 08.03.2022 prevede la possibilità di presentazione annuale delle domande di esclusione dei fondi agricoli dall’esercizio dell’attività venatoria per “Attività di rilevante interesse economico, sociale, didattico-formativa o ambientale”. Tale possibilità è data alle attività di  agriturismo, turismo rurale, fattorie didattiche, fattorie sociali, scuole ed istituti di indirizzo agrario, progetti di natura ambientale e di conservazione che non abbiano presentato la richiesta entro 60 giorni dalla pubblicazione sul BUR del Piano Faunistico Venatorio.

Il proprietario o conduttore di un fondo, ricadente all’interno della quota di Territorio Agro-Silvo-Pastorale regionale (TASP) nella quale è consentito l’esercizio dell’attività venatoria, che intenda vietare sullo stesso tale attività, deve inoltrare richiesta motivata alla Giunta regionale tramite Avepa. La richiesta di sottrazione del fondo è accolta se si tratta di “Attività di rilevante interesse economico, sociale, didattico-formativa o ambientale per le quali l’esercizio dell’attività venatoria è motivo di danno o disturbo (esempi: agriturismo, turismo rurale, fattorie didattiche, fattorie sociali, scuole ed istituti di indirizzo agrario, progetti di natura ambientale e di conservazione)”.

Il richiedente dovrà presentare una singola domanda per ogni provincia all’interno della quale ricadono i fondi oggetto dell’istanza di sottrazione.

Le domande vanno presentate entro il 31 marzo 2025.

Fondo Agricat: denunce 2025 entro 30 giorni dall’evento

Il Fondo Mutualistico Nazionale per la copertura dei danni catastrofali meteoclimatici alle produzioniagricole, istituito con la Legge n. 234 del 30 dicembre 2021, è uno strumento previsto dal Piano StrategicoNazionale della PAC 2023-2027 (intervento SRF04) finalizzato all’erogazione di indennità in favore degliagricoltori partecipanti al Fondo (tutti gli agricoltori che hanno presentato una domanda PAC) che abbiano subito un danno alle proprie coltivazioni in conseguenza di un evento catastrofale da alluvione, gelo o brina, siccità.

Il Fondo è finanziato annualmente con un prelievo del 3% dei pagamenti diretti della PAC (FEAGA), da cui derivano circa 105 milioni di euro, e con un contributo a integrazione, nella misura del 70%, attivatoa valere sul Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) per circa 245 milioni.

Il Gestore del Fondo è la società Agri-CAT srl partecipata da ISMEA che con circolare n.1/2025 dello scorso 29 gennaio (circolare-n-1_2025-fmn_2025-pdf) ha stabilito i termini e le modalità per la presentazione delle domande di sinistro nel 2025.

L’agricoltore che ritenga di aver subito un danno alla propria produzione agricola, in misura superiore al20% della sua produzione media storica – calcolata sui tre anni precedenti o sui cinque anni precedenti,escludendo l’anno con la produzione più bassa e quello con la produzione più elevata, deve presentare unadenuncia di sinistro al Fondo attraverso l’apposito applicativo messo a disposizione da Agri-CAT srl. L’agricoltore che abbia stipulato una polizza agevolata con garanzie catastrofali a tutela della propria, in fase di compilazione della denuncia al Fondo, dovrà segnalare, la sussistenza di una polizza assicurativa agevolata con garanzie catastrofali.

Nel 2025 le denunce di sinistro dovranno essere presentate entro 30 giorni dalla data di accadimento dell’evento, salvo casi di forza maggiore.

La circolare riporta anche le modalità di calcolo dell’indennizzo. Nello specifico, per gli agricoltori che abbiano stipulato una polizza agricola agevolata con garanziecatastrofali (polizza CAT) o aderiscano a un Fondo Mutualistico Locale, il superamento della soglia di dannodel 20% è accertata dal perito assicurativo, con le modalità previste dal PGRA, mentre per la stima del dannoa carico del Fondo viene utilizzata la medesima percentuale di danno individuale (per evento) contenuta nelbollettino di perizia di fonte assicurativa.

Al contrario, per gli agricoltori che non abbiano sottoscritto una polizza CAT, la verifica del superamento dellasoglia del 20% e la stima del danno a carico del Fondo sono effettuate sulla base di una percentuale di dannomedio ponderato areale, determinata dal Soggetto Gestore del Fondo sulla scorta di un numero adeguato diperizie campionarie eseguite per aree omogenee e tenendo conto degli esiti delle perizie di fonteassicurativa.

La quantificazione delle indennità da corrispondere agli agricoltori aventi diritto è effettuata sulla base dellepercentuali di danno stimate dal Fondo e applicando i valori indice e le condizioni di intervento previste dalPiano annuale di Gestione dei rischi in agricoltura.

Confagrijob, il servizio digitale per trovare lavoro in agricoltura

Confagricoltura ha presentato alla Indeed Job Fair a Milano, per rifugiati e migranti, Confagrijob, il servizio digitale per trovare personale in agricoltura, sviluppato in collaborazione con il Gruppo Umana, tra i principali operatori di servizi per le risorse umane, e con Indeed, la più grande piattaforma di recruiting online in Italia.

Ogni anno mancano al settore agricolo circa 200mila lavoratori. La ricerca del personale rappresenta una grande sfida per le nostre imprese e, d’altro canto, sono molte le persone che arrivano nel nostro Paese alla ricerca di nuove opportunità.

ConfagriJob, tramite HUBFARM, la piattaforma di Confagricoltura per la digitalizzazione delle imprese agricole, offre alle aziende un servizio digitale, facile e accessibile, per trovare personale in agricoltura su tutto il territorio italiano.

Confagrijob ha suscitato grande interesse nell’ambito dell’appuntamento milanese dedicato all’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Decreto Flussi: quote e domande presentate con i Click day

Per il 2025, il decreto legge n. 145/2024 ha previsto l’ingresso in Italia di 181.450 lavoratori e lavoratrici non comunitarie secondo la seguente ripartizione:

  • 70.720 per lavoro subordinato non stagionale;
  • 730 per lavoro autonomo;
  • 110.000 per lavoro subordinato stagionale.

Le quote di lavoratori riservate al settore agricolo sono 47mila riservate alle associazioni (tra le quali Confagricoltura)  più altre 26mila libere.

Il decreto flussi 2025 ha previsto la possibilità di precompilare le domande, attività che ha visto l’inserimento di 164.787 istanze trasmesse con iclick day:
–  57.812 sono state quelle relative al lavoro subordinato non stagionale (settori produttivi tra cui edilizia, meccanica,…);
–  61.432 relative al lavoro stagionale (agricoltura e turismo);
–  44.809 hanno interessato il settore dell’assistenza familiare e socio-sanitaria, per cui sono previste le quote e  734 sono relative all’assistenza familiare e socio-sanitaria fuori quota, per cui sono previsti 10.000 ingressi.

Lo scorso 5 febbraio ha preso il via il primo click day per la presentazione delle istanze del Decreto flussi 2025. Ha riguardato gli ingressi di lavoratori subordinati non stagionali (edilizia, meccanica, autotrasporto merci per conto terzi, telecomunicazioni, cantieristica navale).Il 7 febbraio è stata la volta del click day per gli ingressi di lavoratori subordinati non stagionali per il settore dell’assistenza familiare e socio-sanitaria.Il 12 febbraio sono state trasmesse le domande per lavoratori subordinati stagionali per i settori agricolo e turistico-alberghiero.

Terminate le giornate dei click day, la presentazione di nuove istanze del Decreto Flussi 2025 sarà consentita fino al 31.12.2025 accedendo esclusivamente dalla sezione “Compila Domande”, raggiungibile dalla voce Sportello Unico Immigrazione. E’ quanto riportano le linee guida aggiornate lo scorso 5 febbraio.

Con la nota n. 1054 del 12 febbraio, il Ministero del Lavoro ha disposto la prima distribuzione territoriale delle quote previste, in modo da consentire il rilascio dei nulla osta al lavoro a fronte delle domande presentate agli Sportelli Unici per l’Immigrazione.

In base al fabbisogno ll Ministero ha attribuito agli ingressi per motivi di lavoro non stagionale un totale di 42.835 quote, di cui 17.129 riservate alle lavoratrici.

Al momento, agli ingressi per motivi di lavoro stagionale sono state attribuite 38.462 quote, di cui:

  • 13.736 riservate alle istanze di lavoro stagionale nel settore agricolo presentate dalle organizzazioni professionali dei datori di lavoro.Le quote non ripartite a livello territoriale, si legge nella nota, restano nella disponibilità del Ministero, che provvederà ad assegnarle sulla base delle richieste pervenute agli Sportelli Unici per l’Immigrazione.

Il Ministero, infine, ricorda che sono fuori quota le richieste di conversione da parte di lavoratori stagionali che hanno svolto regolare attività lavorativa sul territorio nazionale per almeno tre mesi e ai quali è offerto un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato e le richieste di esercizio dell’attività economica come subordinato o autonomo da parte di titolari di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo.

 

Vitivinicolo, richiesta di nuove autorizzazioni 2025

Dal 15 febbraio sul portale SIAN (Agea) sarà  disponibile l’applicazione che consente la presentazione delle domande di autorizzazione per i nuovi impianti viticoli – campagna 2025. Ricordiamo che il periodo di riferimento per la presentazione delle domande va dal 15 febbraio al 31 marzo di ogni anno. Il richiedente effettua la domanda sulla base dei dati presenti nel proprio fascicolo aziendale aggiornato e validato.

La Regione Veneto, con DGR n. 69 del 27 gennaio 2025, ha confermato i criteri di selezione degli anni precedenti ed il limite massimo richiedibile per le assegnazioni:

  1. superficie massima richiedibile per ciascuna domanda: ettari 1;
  2. assegnazione garantita di 1.000 metri quadrati, ovvero pari alla superficie ammissibile se inferiore a tale valore minimo;
  3. punti 0,60 alle superfici in cui l’impianto di vigneti contribuisce alla conservazione dell’ambiente (superficie vitata di tutta l’azienda a biologico da almeno 5 anni) come definito all’art. 8, comma 1 lettera C) del Decreto ministeriale n. 649010/2022;
  4. punti 0,40 alle superfici in forte pendenza, superiore almeno al 15%, alle superfici ubicate in zone di montagna, almeno sopra i 500 metri di altitudine, altipiani esclusi e alle superfici nelle isole con una superficie totale massima di 250 kmq.

Prosecco, il Consorzio ha avviato l’iter per l’iscrizione di 6.000 ettari di Glera

Nei giorni scorsi il Consorzio del Prosecco ha reso nota l’intenzione di iscrivere stabilmente alla Doc una parte delle superfici vitate di Glera “attingibile”. Si tratterebbe di 6 mila ettari, equivalenti alla Glera utilizzata con gli attingimenti negli ultimi quattro anni.

Considerato il positivo andamento di mercato e i dati previsionali, il consiglio della Doc Prosecco ha elaborato una proposta per iscrivere in via definitiva una parte della superficie  di “Glera attingibile”. Si tratterebbe degli impianti realizzati ante 31/07/2018 e dei cosiddetti equiparati, cioè degli impianti realizzati successivamente a tale data, a fronte di una estirpazione di altre varietà, nel limite di un ettaro per azienda. Complessivamente tali superfici ammontano a 10 mila ettari, di cui 7.800 afferenti ad impianti ante 2018 e 2.200 equiparati.

L’assegnazione dovrebbe essere preceduta dalla presentazione di una manifestazione d’interesse da parte delle aziende, che inizialmente interesserà un primo lotto di 3.000 ettari, mentre il provvedimento per gli altri 3.000 ettari verrà adottato sulla base dell’andamento del mercato nelle campagne successive.

Il Consorzio ha ipotizzato che l’assegnazione della prima tranche possa essere riservata  alle aziende che risultano certificate nel 2024  come biologico o Sqnpi.Le altre aziende, subordinatamente al raggiungimento degli standard ambientali fissati dal consorzio, potranno vedersi assegnata l’iscrizione definitiva con la seconda apertura. In aggiunta alle certificazioni Bio e Sqnpi potrebbe essere considerata premiante la biodiversità  collegata alla presenza di siepi e boschetti in prossimità dei vigneti.

La ripartizione della superficie fra le diverse aziende si basa sull’applicazione a scaglioni di una percentuale regressiva sulla superficie complessiva di Glera attingibile, presente in azienda ad una determinata data di riferimento; pertanto al crescere della superficie a Glera, diminuisce la percentuale di assegnazione; verrà inoltre posto un limite massimo di superficie che potrebbe essere dell’ordine di ettari 10.

Su queste proposte il Consorzio ha aperto il confronto con le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, titolate all’adozione del provvedimento.