Dichiarazione annuale sull’energia elettrica 2024

I titolari di Licenza di Officina Elettrica rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli hanno l’obbligo di trasmettere, entro il 31 marzo di ogni anno, la dichiarazione annuale sull’energia elettrica relativa all’annualità fiscale dell’anno precedente (2024).

In particolare, sono obbligati ad inviare la dichiarazione annuale all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i gestori delle seguenti tipologie di impianti:

  • gli impianti fotovoltaici con potenza maggiore di 20 kW, in regime di Scambio sul Posto o Cessione Parziale, che utilizzano l’energia prodotta in locali o luoghi diversi da abitazioni;
  • gli impianti di produzione elettrica di potenza oltre i 20 KW alimentati da fonti rinnovabili diverse dal biogas (es. idroelettrico, fotovoltaico, eolico) che cedono totalmente in rete l’energia elettrica prodotta ( FV in cessione totale oltre i 20 kW).

Sul piano normativo, il Titolo II del d.lgs. 504/1995, n. 504 e s.m.i. (Testo Unico Accise), concernente il regime fiscale sull’energia elettrica, individua agli artt. 53 e 53-bis, i soggetti che sono tenuti a presentare la dichiarazione annuale all’Amministrazione finanziaria.

I soggetti dell’art. 53 sono obbligati al pagamento dell’imposta e, pertanto, ai sensi dell’art. 53, comma 8 del TUA, presentano una dichiarazione cosiddetta di consumo contenente quindi anche tutti gli elementi necessari per la determinazione del debito d’imposta derivante dall’applicazione delle accise sull’energia consumata.

I soggetti dell’art. 53-bis (chi svolge attività di produzione presso un’officina senza consumo per uso proprio, quindi, con totale cessione dell’energia elettrica prodotta in rete), invece, non sono obbligati al pagamento dell’imposta e presentano quindi una dichiarazione relativa ai flussi di energia elettrica di competenza (prodotta, ceduta in rete, trasportata e distribuita).

Per quanto riguarda la dichiarazione di consumo (alla cui presentazione sono tenuti i soggetti obbligati al pagamento dell’accisa sull’energia elettrica) nella circolare N. 31/2024 di ADM viene richiamato il sistema di contabilizzazione e versamento dell’accisa sull’energia elettrica per ambiti territoriali (disciplinato con la Determinazione direttoriale prot. n. 264785/RU del 23 luglio 2021 a cui si rimanda per approfondimenti).

Si segnala che l’adempimento dichiarativo, deve essere assolto in forma telematica utilizzando la Nuova Piattaforma di Accoglienza per l’interoperabilità, con la tecnologia basata su “Web Service”, secondo due distinti canali ovvero System to System (S2S) e User to System (U2S) ( si veda nota n. 156148 ADM del 31 ottobre 2019 reperibile nel sito internet dell’ADM (Dichiarazioni annuali – Agenzia delle dogane e dei Monopoli).

Si ricorda da ultimo che la mancata compilazione e successivo invio della pratica, può comportare sanzioni amministrative (art. 59 TUA) che, in casi di prolungata inadempienza, possono portare alla sospensione da parte del GSE dell’erogazione degli incentivi (SSP, conto energia, ecc.).

Agroenergie, primo rapporto di Confagricoltura

Il contributo dell’agricoltura alla produzione di energia rinnovabile elettrica del Paese si attesta all’11%: un traguardo raggiunto attraverso 48mila impianti e una capacità installata pari a 5 GW, con una produzione di 13 TWh. Si tratta di un supporto già notevole che presenta margini di crescita, come dimostrato dal primo rapporto dell’Osservatorio sulle Agroenergie di Confagricolturacon il sostegno di Enel, presentato oggi a Palazzo della Valle, a Roma.

Il documento, elaborato dalla Confederazione partendo dai dati raccolti da un gruppo di lavoro di EY, che ha analizzato database pubblici, report di mercato e diversi interlocutori esperti di mercato, nonché un campione di 400 aziende agricole di medie-grandi dimensioni sul territorio italiano, propone una fotografia dell’esistente, nell’ambito delle agroenergie, e un’analisi delle prospettive di sviluppo da qui al 2030.

“Le imprese agricole che investono in agroenergie hanno migliorato le performance nella produzione primaria. La produzione di energia si conferma un’opportunità per le nostre aziende, sia perché dà la possibilità di diversificare le fonti di reddito sia perché consente di aderire alla transizione ambientale, abbattendo le emissioni e contribuendo attivamente alla produzione di energia verde”ha dichiarato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, intervenuto all’evento.

“Enel conferma con il Piano Industriale 2025–2027 il proprio percorso verso una transizione energetica equa dal punto di vista sociale e inclusiva dei territori. Potenziamento delle reti ed elettrificazione sono al centro di questo percorso, confermato dal trend di costante accelerazione dei prosumer. L’agricoltura è un settore strategico per la decarbonizzazione ed Enel si pone come partner tecnologico con le proprie competenze e soluzioni innovative, abilitando la trasformazione delle aziende agricole”ha dichiarato, Nicola Lanzetta, direttore Italia, Enel, partecipando all’iniziativa.

La capacità installata delle fonti rinnovabili target dell’Osservatorio – bioenergie, idroelettrico, fotovoltaico – nel 2023, supera i 57GW e risulta dislocata principalmente nella Pianura Padana (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte). Si stima che l’energia rinnovabile prodotta in agricoltura al 2030 si attesterà al 10% del totale (22% se si includono tutti i terreni, anche non di aziende agricole).

Nel 2026,il PNRR giungerà a termine e bisognerà tracciare nuove traiettorie. Nel settore primario c’è molto fermento. Le Comunità Energetiche Rinnovabili, ad esempio, sono tre le innovazioni più interessanti per lo sviluppo dell’energia verde. L’Osservatorio sulle Agroenergie di Confagricoltura inizia oggi il suo percorso per accendere un faro su una sinergia, quella tra comparto agricolo ed energetico, utile al Sistema Paese. All’evento di lancio, oggi a Palazzo della Valle, sono intervenuti anche il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Flavescenza dorata, domande entro il 6 marzo

Con DGR 1572/2025 pubblicata il 04/02/2025 è stato approvato il bando per la lotta alla flavescenza dorata.L’intervento di aiuto consiste nella erogazione di un contributo pubblico per la sostituzione, tramite rimpiazzo o reimpianto, di piante di vite estirpate in vigneti colpiti da flavescenza dorata.

Le aziende viticole colpite da flavescenza dorata possono presentare la domanda di aiuto ad AVEPA entro 30 giorni dalla data di pubblicazione nel BUR del Veneto, e quindi entro il 06/03/2025.

Il finanziamento complessivo è pari a euro 1.482.081,95.

L’obiettivo dell’intervento è il ripristino del potenziale produttivo danneggiato nell’ambito della Regione del Veneto incluso nella “zona infestata” (allegato 2 del Decreto del dirigente regionale dell’Unità Organizzativa Fitosanitario n. 47 del 26/05/2023).

Beneficiari degli aiuti sono le imprese agricole in regola con la normativa comunitaria, nazionale e regionale che disciplina il potenziale viticolo e che hanno osservato le prescrizioni dettate dalle disposizioni per il contenimento della diffusione della flavescenza dorata(Decreto del dirigente regionale dell’Unità Organizzativa Fitosanitario n. 47/2023: trattamenti obbligatori, eliminazione delle piante con sintomi riconducibili alla flavescenza, tramite estirpazione o, in via transitoria, la capitozzatura dei ceppi, con eliminazione dei ricacci e polloni).

Per l’ammissibilità l’intervento deve essere realizzato a) con materiale vivaistico prodotto nel rispetto della normativa; b) l’estirpo della unità vitata richiesta a contributo dovrà avvenire successivamente al controllo in campo in sede istruttoria da parte di AVEPA; c) il reimpianto dovrà avvenire nella stessa unità vitata oggetto di estirpo.

Sono ammesse al contributo le spese per l’esecuzione delle operazioni di estirpo, acquisto ed impianto di viti. Le attività devono essere realizzate entro il 31 luglio 2026. Entro tale termine deve essere presentata anche la relativa domanda di pagamento. L’intensità dell’aiuto pubblico è pari al 65% della spesa ritenuta ammissibile. La spesa ammissibile è definita forfettariamente in euro 10.000,00 per ettaro oggetto di reimpianto. L’aiuto è erogato nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento UE n. 1408/2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis» nel settore agricolo.

L’erogazione del contributo avverrà in un’unica soluzione a saldo, previa presentazione domanda di pagamento.

Peste suina, Confagricoltura alla Regione: “Confronto sui cinghiali”

Nelle aziende di allevamento suinicole resta alta la preoccupazione per la possibile espansione della Psa, la peste suina africana che, ad oggi, ha decimato 120.000 suini. Il virus, al Nord, ha colpito Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana. Il Veneto, fortunatamente, è rimasto indenne, ma il virus è arrivato a meno di un centinaio di chilometri dai confini regionali e, secondo Confagricoltura Veneto, è necessario non abbassare la guardia.

Perciò Lodovico Giustiniani, presidente regionale dell’organizzazione agricola, e Rudy Milani, presidente della federazione nazionale di prodotto di Confagricoltura, hanno scritto una lettera agli assessori della Regione Veneto Manuela Lanzarin, Federico Caner e Cristiano Corazzari per chiedere un incontro in cui fare il punto sulle misure di prevenzione e controllo della popolazione di cinghiali.

“Ricordiamo che l’aggiornamento continuo della situazione è un impegno assunto negli incontri di agosto e di settembre dello scorso anno – sottolineano Giustiniani e Milani -, Siamo convinti che mantenere vivo il confronto e la collaborazione tra le istituzioni preposte alla gestione della malattia e il mondo della produzione sia necessario, oltre che utile per il rafforzamento dell’attività di prevenzione. Un aggiornamento sull’attuazione sulle biosicurezze e, soprattutto, sui risultati che si sono ottenuti nella nostra Regione sarebbe opportuno, in quanto solo con una costante azione di controllo della popolazione di cinghiali, pericolosissimo vettore di trasmissione del virus, si può contenere l’ondata epidemica. Lo dimostra anche l’attività del commissario straordinario per la Psa, Giovanni Filippini, dato che gli interventi di prevenzione messi in atto nelle zone di restrizione hanno sortito un effetto positivo, impedendo l’espandersi della malattia in altri territori”.

Come ha sottolineato recentemente il commissario, l’obiettivo al momento è mantenere la Psa all’interno delle zone infette e non farla diffondere. I pilastri di questa azione di contenimento sono gli assi autostradali (A15 e A1), i varchi recintati che impediscano il transito dei cinghiali, azioni di depopolamento controllato e le biosicurezze e i controlli negli allevamenti. La peste suina, oltre alle aree del Nord Italia, ha colpito al Sud in Campania, al confine con la Basilicata, e in Calabria. Lo scorso settembre, dopo 40 anni, il virus è stato eradicato in Sardegna e soltanto due settimane fa a Roma e provincia.

Secondo i dati di Veneto Agricoltura le province con maggior numero di suini risultano Verona con 318.000 capi; Treviso, con 149.000; Padova con 91.000; e Vicenza con 40.000 animali. Il valore della produzione ai prezzi di base del comparto suinicolo veneto nel 2022 è stato stimato dall’Istat in 290 milioni di euro.

A Rovigo convegno sulle novità fiscali agricole

Si parlerà delle novità per il settore agricolo nel convegno fiscale che si svolgerà martedì 25 febbraio alle 9.30 a Rovigo, nella sede di Confagricoltura in piazza Duomo 2 e in videoconferenza Zoom.

Dopo l’introduzione di Massimo Chiarelli, direttore di Confagricoltura Rovigo, seguiranno le relazioni di Nicola Caputo, direttore delle Politiche fiscali di Confagricoltura e Alessandra Caputo, commercialista e pubblicista·del “Il Sole 24 Ore” su:

  • Effetti della riforma fiscale per le attività agricole innovative: vertical farm e lotta ai cambiamenti climatici.
  • Evoluzione delle attività agri­ cole connesse: agroenergie ecc.
  • Novità della Legge di Bilancio 2025:nuove aliquote lrpef; detra zioni fiscali; regime forfettario; rideterminazione quote e terreni; bonus edilizi; tracciabilità spese di trasfcrta; credito5.0;credito
  • 0; riduzione aliquota Ires; nuova Sabatini; assegnazioni agevolate.

La giornata di aggiornamento è accreditata per:

  • Ordine dottori commercialisti ed esperti contabili
  • Collegio provinciale periti agrari e periti agrari laureati
  • Ordine dottori agronomi e dottori forestali

Sviluppo rurale: bandi per interventi agro-climatico-ambientali

La Giunta Regionale del Veneto, nella seduta dello scorso 3 febbraio, ha approvato i bandi per la presentazione delle domande di aiuto relative ad alcuniinterventiagroambientali, previsti dal Complemento per lo sviluppo rurale del Veneto.Questi gli interventi attivati.

SRA07 (Conversione seminativi a prati e pascoli) –L’intervento prevede la conversione a prato polifita avvicendato attraverso la realizzazione e la gestione di una copertura verde da adibire allo sfalcio e/o al pascolo. Il contributo è pari ad € 590 per ettaro. Sono ammesse tutte le aziende agricole con superficie coltivata a seminativi.

SRA10 (Gestione ecologica infrastrutture ecologiche)– Questo intervento sostiene il mantenimento delle “infrastrutture verdi” (formazioni arboreo/arbustive), delle “infrastrutture ecologiche” (formazioni lineari erbacee),dei boschetti, delle zone umide e della rete idraulica minore con vegetazione in alveo e ripariale, tutti interventi finanziati e realizzati attraverso il Tipo di intervento 4.4.2 nell’ambito dei Pro.Co. del Bando di cui alla DGR n. 2112 del 19 dicembre 2017 e ammessi a finanziamento nell’ambito del Bando di cui alla DGR 376 del 2 aprile 2019.

SRA14 (Allevatori custodi) – L’azienda deve detenere al 1° gennaio 2025, capi di razze autoctone nazionali a rischio di estinzione/erosione iscritti nei libri genealogici/registri. I beneficiari devono aver partecipato al Bando approvato con DGR n. 376 del 2 aprile 2019 per il Tipo di Intervento 10.1.7 – Biodiversità – Allevatori custodi ed avere portato a conclusione gli impegni nei termini previsti.

SRA29.2 (Mantenimento dell’agricoltura biologica) – Sono ammesse le aziende che aderiscono all’intervento con tutta la superficie aziendale o con almeno la superficie di una UTE completa. Per l’adesione all’azione SRA 29.2 “mantenimento” la superficie deve avere data di inizio conversione al regime biologico antecedente al 01/01/2023.

Le domande di aiuto per tutti gli interventi vanno presentate entro il 15 maggio 2025, ma gli impegni devono essere attuati dal 1° gennaio.

Psa, non abbassare la guardia sui cinghiali

L’ondata epidemica è in calo e l’obiettivo al momento è mantenere la Psa all’interno delle zone infette e non farla diffondere. I pilastri di questa azione di contenimento sono gli assi autostradali (A15 e A1), i varchi recintati che impediscano il transito dei cinghiali, azioni di depopolamento controllato e le biosicurezze e i controlli negli allevamenti.E’ quanto ha sostenuto il Commissario straordinario, nonché direttore generale alla sanità animale del Ministero della Salute, Giovanni Filippini, durante una audizione informale al Senato che ha visto riunite la nona e decima commissione.

 

La battaglia contro il virus, che ad oggi ha decimato circa 120mila capi, sta dando dei risultati positivi, sulla base dei quali il Commissario ha annunciato rassicuranti prospettive per il mercato: «Abbiamo ripreso l’export dei nostri prodotti stagionati con il Canada e stiamo riavviando i negoziati con il Giappone» ha detto. La ripresa dell’export si riferisce ai prodotti stagionati.

Filippini si è soffermato anche  sui danni indiretti, derivati dalla mancata produzione, ricordando la richiesta perorata dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, durante l’ultimo Agrifish, di riattivazione della riserva di crisi, anche per far fronte ad Aviaria e Blue Tongue.

Tre le aree del Paese attualmente interessate dal virus: una al Nord (di cui fanno parte Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana), una in Campania (al confine con la Basilicata), un terzo in Calabria. Lo scorso settembre, dopo 40 anni, il virus è stato eradicato in Sardegna e soltanto due settimane fa nel comune di Roma e provincia.

Nonostante l’incoraggiante situazione epidemiologica, per Confagricoltura Veneto è necessario non abbassare la guardia. Il Presidente della Federazione Regionale, Lodovico Giustiniani e il presidente della Federazione nazionale di prodotto, Rudy Milani, hanno scritto agli assessori regionali alla Sanità, alla Caccia e all’Agricoltura per chiedere un aggiornamento sull’adozione delle misure di prevenzione nella nostra Regione. Quello che preoccupa particolarmente gli allevatori è soprattutto l’inefficace azione di controllo della popolazione di cinghiali, pericolosissimo vettore di trasmissione del virus.

Sviluppo Rurale Veneto: gli aggiornamenti sui bandi

Aperta come di consueto dalla nota dell’Assessore all’Agricoltura, Federico Caner, la nuova Newsletter Sviluppo Rurale del Veneto – n.1 Gennaio 2025riporta l’aggiornamentosui bandi del CSR aperti e in via di apertura.Lo scorso 7 gennaio, infatti, la Giunta regionale ha approvato la deliberazione che dispone l’apertura dei termini per il 2025 per le domande di conferma relative agli impegni pluriennali in materia ambientale.

Inoltre la Terza Commissione del Consiglio regionale ha dato il via libera per l’approvazione di otto nuovi bandi del CSR Veneto, che riguardano quattro diversi interventi “a superficie”: conversione seminativi a prati e pascoli (SRA07); gestione attiva infrastrutture ecologiche (SRA10); allevatori custodi dell’agrobiodiversità (SRA14); mantenimento dell’agricoltura biologica (SRA29). I nuovi bandi vanno ad integrare i bandi del Pacchetto Ottimizzazione Agronomica composto da SRA02, SRA06 e SRA20, già aperti per 30 milioni di euro, e attiveranno ulteriori risorse per 21 milioni di euro. A questo si aggiunge l’iter di approvazione del nuovo bando relativo all’indennità compensativa in zona montana, ai sensi della Misura 13 del PSR 2014-2022.

E’ stato approvato, inoltre, il decreto che apporta modifiche e integrazioni al documento regionale che disciplina la verifica della sovrapposizione tra Ecoschemi e Interventiin materia di ambiente e clima (SRA) del CSR 2023-2027, al fine di evitare doppi finanziamenti.

Carbon Farming, agricoltori protagonisti. Convegno a Vicenza

Confagricoltura Vicenza da anni ha anticipato temi e strategie connessi con l’Agricoltura del Carbonio, nota anche come Carbon Farming.

Il Carbon Farming rappresenta un modo innovativo di fare agricoltura, finalizzato al sequestro del carbonio nel suolo al fine di limitare le emissioni di CO2 in atmosfera. Si migliora così la fertilità dei terreni (aumento della sostanza organica) e si generano crediti di carbonio che possono essere venduti ad altri soggetti.

A dicembre 2024 il Parlamento europeo ha pubblicato il Regolamento (EU) 2024/3012, che istituisce un quadro di certificazione europea degli assorbimenti di carbonio e, pertanto, l’ottica di una certificazione volontaria europea è più vicina.

Finalmente, ai sistemi agro-zootecnici, opportunamente gestiti, viene riconosciuto un valore, non solo nella produzione di cibo e di energia ma anche nel generare servizi ecosistemici, qualcosa di cui tutta la popolazione può beneficiare attraverso la sottrazione di anidride carbonica dall’atmosfera e nella sua stabile incorporazione nel suolo, nonché generando compensazioni e crediti.

Per arrivare preparati al traguardo, Confagricoltura Vicenza ha riunito il prossimo 14 febbraio i rappresentanti del mondo accademico e della politica europea che hanno particolarmente a cuore il tema e lo seguonoda molto tempo.

Il Carbon Farming può veramente rappresentare una svolta importante per il mondo agricolo.

Gelo, siccità e alluvioni: Agricat invia 19 mila comunicazioni

La macchina di Agricat per gli indennizzi del 2023 è ripartita, dopo la revisione del sistema di calcolo che inizialmente aveva escluso dall’aiuto numerose aziende agricole danneggiate e a quelle ammesse erano stati accordati rimborsi esigui.

Il Fondo mutualistico nazionale sta ora trasmettendo oltre 19mila comunicazioni di indennizzo alle aziende agricole che nel 2023 hanno subito danni da gelo, siccità e alluvioni, per un totale di 106 milioni di euro.

Che la macchina sia ripartita è sicuramente un segnale positivo. Ma che i destinatari della misura siano pienamente soddisfatti è un’altra cosa. Purtroppo ci sono infatti ancora aziende non ammesse al sostegno e resta il problema di un livello di indennizzo che non ripaga adeguatamente i danni subiti dalle aziende.