DDL piscine, oneri non sostenibili per gli agriturismi – L’intervento di Confagricoltura e Agriturist

DDL piscine, oneri non sostenibili per gli agriturismi

L’intervento di Confagricoltura e Agriturist

Nell’ambito dell’esame dell’Atto Camera 2576 sulla “Legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine”, Confagricoltura e Agriturist hanno presentato alla Commissione Affari sociali un documento di proposte, affiancato da una lettera ai ministri per la Protezione civile e le politiche del mare e della Salute.

Pur riconoscendo l’esigenza di una disciplina organica per garantire sicurezza e igiene, il disegno di legge introduce obblighi difficilmente sostenibili per gli agriturismi. Alcune misure determinerebbero infatti un aumento dei costi incompatibile con la gestione del servizio, con il rischio di ridurre l’offerta e penalizzare un segmento rilevante dell’ospitalità rurale. È quindi necessario prevedere norme che tengano conto delle specificità del comparto, assicurando elevati standard di sicurezza senza imporre oneri gestionali, tecnici e amministrativi sproporzionati.

Veneto – Una settimana di maltempo, ma l’estate è a rischio siccità

Veneto

Una settimana di maltempo, ma l’estate è a rischio siccità

Grandinate e piogge diffuse flagellano la regione, mentre i dati Arpav segnalano un deficit idrico strutturale che le precipitazioni di questi giorni non bastano a colmare.

 

Da una settimana il Veneto è colpito da un’intensa ondata di maltempo, con forti venti, grandine e piogge diffuse. I danni maggiori si registrano nel Trevigiano centro-orientale — tra Conegliano, Mareno di Piave, Susegana, Spresiano, Maserada sul Piave, Oderzo e il confine pordenonese — e nel Veneziano orientale, lungo il basso Piave, tra San Donà di Piave, Eraclea, Jesolo, Caorle e Portogruaro. Criticità si segnalano anche nel Veronese (Bussolengo, Verona, Villafranca, Valpolicella) e nell’area del Garda e, più isolatamente, nel Padovano, nel Rodigino e nella fascia di Chioggia e Rosolina. In diversi casi i fenomeni si sono ripetuti sugli stessi appezzamenti a distanza di poche ore, colpendo vigneti, frutteti, orticole e seminativi in una fase delicata della stagione produttiva.

Nonostante le abbondanti precipitazioni, la crisi idrica rimane una minaccia concreta per l’estate 2026. Lo confermano i dati Arpav e le dichiarazioni dei giorni scorsi dell’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini.

Il paradosso degli invasi – Gli invasi del Piave appaiono quasi pieni, all’84%, ma non grazie alle piogge. La causa è un aprile eccezionalmente caldo — il terzo più bollente dal 1991 e il quarto mese più secco degli ultimi 35 anni — che ha fuso prematuramente la neve in quota. Le riserve nevose nel bacino del Piave ammontano oggi ad appena 40 milioni di metri cubi, ben al di sotto della norma: le scorte estive sono state di fatto consumate in anticipo.

I numeri del deficit – Aprile si è chiuso con un calo pluviometrico del 66% rispetto alla media storica: sulla regione sono caduti in media soli 32 mm, contro i 94 attesi. I fiumi rispecchiano questa sofferenza, con portate in netto calo rispetto alle medie storiche:

  • Bacchiglione: -56%
  • Adige: -47%
  • Brenta: -38%

Per riequilibrare l’anno idrologico sarebbe necessario un maggio con precipitazioni quasi triple rispetto alla norma (circa 297 mm).

Falde in crisi e rischio inquinamento – La situazione del sottosuolo è quella che preoccupa di più. Le falde dell’alta pianura registrano livelli di siccità classificati tra severi ed estremi; le piogge di breve durata non riescono a ricaricarle. In centri come Cittadella e Castelfranco Veneto i livelli sono sensibilmente sotto le medie storiche. La riduzione della portata dei fiumi rischia inoltre di amplificare l’inquinamento: da anni i dati di Legambiente segnalano livelli elevati di Escherichia coli nel Bacchiglione e nel Retrone.

Lo scenario estivo: El Niño sullo sfondo – Secondo il professor Antonello Pasini, fisico del clima al CNR, l’estate 2026 si preannuncia molto calda. Un ulteriore fattore di rischio è l’oscillazione El Niño nel Pacifico tropicale, che potrebbe tradursi indirettamente in ondate di calore più intense ed eventi estremi tra fine estate e inizio autunno. Nonostante le piogge di questi giorni, rimane l’invito rivolto a tutti di non sprecare l’acqua

Forum di Milano Confagricoltura guarda lontano con “Manifesto dell’agricoltura del futuro”

Forum di Milano

Confagricoltura guarda lontano con “Manifesto dell’agricoltura del futuro”

Sicurezza alimentare, innovazione e ruolo strategico dell’agricoltura nel contesto geopolitico globale sono al centro del “Manifesto dell’agricoltura del futuro” promosso da Confagricoltura. Lo ha spiegato il presidente Massimiliano Giansanti in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi al Corriere della Sera.

“Si avverte sempre di più la necessità di uscire da un paradigma che ha sempre visto l’agricoltura come semplice produttrice di beni primari essenziali”, ha affermato Giansanti, sottolineando come sia invece necessario riconoscerne la reale portata economica”. Il Manifesto, elaborato con il contributo dell’Università Bocconi – e che viene stilato in questi giorni, durante il forum di Confagricoltura ‘L’agricoltura, il futuro’– deve rappresentare la visione dell’agricoltura da qui al 2050” e individuare le direttrici strategiche per il settore.

Tra gli obiettivi principali, la costruzione di un piano pluriennale capace di attrarre investimenti: “Serve affinché il mondo della finanza possa trovare nel rafforzamento del sistema un ritorno dei loro investimenti”. Centrale anche il tema dell’autosufficienza produttiva e della sicurezza alimentare: “Ci stiamo accorgendo tutti i giorni di cosa significhi essere dipendenti dagli altri”.

Giansanti evidenzia inoltre la nuova dimensione geopolitica del comparto: “In uno scenario mutevole il settore agroalimentare è ormai un’arma utilizzata per acquisire spazi maggiori nei rapporti tra Paesi”.

Sul fronte europeo, il presidente di Confagricoltura richiama la necessità di una maggiore coesione: “Occorre proteggere il mercato interno e quello dell’Unione, rafforzare il sistema delle imprese e migliorare la vita dei cittadini europei”.

Tra le priorità per la prossima legge di bilancio, infine, l’innovazione: “Andrebbe riproposto ciò che è stato Agricoltura 4.0, un credito d’imposta fondamentale perché ne va della produttività, della competitività e della sostenibilità delle produzioni”.

 

Deborah Piovan, all’imprenditrice veneta il titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana  

Deborah Piovan

All’imprenditrice veneta il titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana

 

Deborah Piovan, imprenditrice nell’azienda agricola di famiglia nel Delta del Po, associata e punto di riferimento di Confagricoltura, ha ricevuto il titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana per il suo impegno in ambito economico e scientifico.

La nomina è della Presidenza della Repubblica su proposta del Ministero dell’agricoltura.

Laurea in scienze agrarie, 57 anni, Deborah Piovan è membro del consiglio dell’Accademia dei Georgofili, del comitato scientifico della rivista di divulgazione agraria dell’accademia nazionale di agricoltura, della società italiana di genetica agraria e del consiglio generale dell’associazione Luca Coscioni. E’ stata portavoce del manifesto cibo per la mente per l’innovazione nel settore agroalimentare.

Ha ricoperto numerosi ruoli di rappresentanza nell’associazionismo agricolo e all’interno di Confagricoltura, dove attualmente presidente la federazione nazionale di prodotto proteoleaginose. 

“Credo che questo riconoscimento valorizzi il lavoro portato avanti da tempo – dice Deborah Piovan – sia sul fronte dell’innovazione che su quello della divulgazione scientifica. Da anni mi occupo delle problematiche relative all’accettazione da parte della società dell’innovazione in agricoltura. Abbiamo bisogno di un’agricoltura innovativa, più sostenibile e resiliente, che faccia perno sulla ricerca per arrivare a varietà nuove, adatte sia alle esigenze di mercato, sia ai cambiamenti climatici in corso. Dobbiamo aumentare la competitività del settore primario, che oggi sconta un ritardo rispetto a Paesi in cui le Ngt, le nuove tecniche genomiche, sono già utilizzate. Serve, perciò, un quadro europeo chiaro, fondato su basi scientifiche”.

Anche il nonno paterno dell’imprenditrice è stato, a suo tempo, un pioniere e innovatore. “Negli anni Sessanta riuscì a recuperare nel territorio di Porto Tolle terreni alluvionati, bonificandoli e facendoli diventare fertili – racconta – Oggi l’azienda coltiva cereali, leguminose e noci. Io ho ricoperto numerosi ruoli di rappresentanza all’interno di Confagricoltura e sono stata tra le fondatrici di Confagricoltura donna Veneto. Ho scritto il libro “Agricoltura, femminile singolare”, che raccoglie dodici storie di donne che si occupano di ricerca e agricoltura a vario titolo, facendo scoprire il lavoro e l’impegno che portano a ciò che troviamo sulle nostre tavole. Credo che nel mondo dell’associazionismo agricolo la rappresentanza femminile sia ancora molto scarsa, considerando che un’azienda su tre è diretta da donne. Le imprenditrici qualificate ci sono e possono fornire un importante contributo”.

“Ci complimentiamo con Deborah per questa importante attestazione – dichiarano Chiara Dossi, presidente di Confagricoltura Donna Veneto e Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto-. È un grande orgoglio per noi averla tra le nostre associate e sappiamo che questo riconoscimento premia non solo l’eccellenza del suo operato e la sua lungimiranza, ma anche la passione che mette nei suoi studi scientifici e nella sua capacità di divulgare la conoscenza in campo agrario. Cose di cui c’è estremo bisogno”.

Cos’è l’Ordine al merito della Repubblica Italiana –  Istituito con la Legge 3 marzo 1951, n. 178, è il primo fra gli Ordini nazionali ed è destinato a “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.“.

 

CONFAGRICOLTURA DONNA – PRESENTATO ALLE ISTITUZIONI IL “DOCUMENTO DI ROMA” PER UN’AGRICOLTURA INCLUSIVA  

CONFAGRICOLTURA DONNA

PRESENTATO ALLE ISTITUZIONI IL “DOCUMENTO DI ROMA” PER UN’AGRICOLTURA INCLUSIVA

 

L’agricoltura italiana ed europea non può più essere pensata senza il pieno protagonismo delle donne. È questo il messaggio emerso dal convegno “L’Agricoltura è Donna. Leadership femminile per coltivare il futuro”, promosso da Confagricoltura Donna lo scorso 28 febbraio a Roma.

L’agricoltura femminile, infatti, cresce e innova.

In Italia, le aziende agricole condotte da donne sono un terzo del totale, in linea con la media europea. Si tratta di aziende tendenzialmente più piccole di quelle guidate da uomini, di un’estensione fino ai cinque ettari, sia in Italia sia in Europa, ma con una SAU (Superficie Agricola Utilizzata) in crescita molto più rispetto a quella dei colleghi (in Italia, + 12,5% per le donne; +2,9% per gli uomini). Il grado di meccanizzazione è superiore e presenta un tasso di crescita nell’ultimo decennio quasi doppio rispetto a quelle gestite da uomini. L’intensità di lavoro è più elevata ed è diminuita meno negli ultimi dieci anni. 

Durante la giornata di lavori, alla quale hanno partecipato esponenti del mondo agricolo, tecnici e imprese, istituzioni ed esperte di leadership femminile, la Confederazione ha presentato i dati aggiornati sull’incidenza di genere nel comparto, elaborati dal Centro Studi di Confagricoltura con il CREA. 

Dal confronto è emersa la necessità di politiche concrete per colmare i divari ancora esistenti e sostenere lo sviluppo delle imprese agricole guidate da donne, migliorando al contempo la qualità della vita nei territori rurali. Nel nostro Paese, l’agricoltura è un “presidio storico” con un tasso di femminilizzazione sopra la media (22,2% – Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne).

La variazione del reddito netto medio delle aziende agricole italiane gestite da donne, negli ultimi dieci anni, presenta un tasso di crescita sempre positivo e superiore a quello delle aziende condotte da uomini. Interessante il valore che si riscontra nelle isole – che vede un incremento molto accentuato per le donne e un netto calo per gli uomini – e lo sviluppo della “viticoltura femminile”, l’unico settore dove non c’è gender gap, che cresce in contrasto ai risultati delle aziende vitivinicole gestite da uomini. 

“Il percorso costruito negli anni da Confagricoltura Donna ha contribuito a rendere visibile e centrale il ruolo delle imprenditrici agricole, oggi riconosciute non come presenza accessoria ma come forza produttiva, sociale e strategica per lo sviluppo del settore, in particolar modo nelle aree rurali. Innovazione, sostenibilità, multifunzionalità e rappresentanza sono i pilastri su cui si fonda questa crescita, insieme alla capacità di fare rete e di portare nei luoghi decisionali competenze ed esperienze concrete” ha dichiarato la Presidente di Confagricoltura Donna, Alessandra Oddi Baglioni, nel discorso che ha dato il via all’iniziativa.

Con l’occasione, Oddi Baglioni ha presentato alle istituzioni le richieste del comparto, raccolte in un manifesto: “Il Documento di Roma”. Di seguito le richieste più urgenti sintetizzate in sette punti-chiave:

  • Riconoscere pienamente il ruolo delle donne nell’agricoltura;
  • Ridurre il divario tra aree urbane e aree rurali;
  • Rafforzare la leadership femminile e la partecipazione sostanziale alla governance;
  • Sostenere l’imprenditoria agricola femminile con strumenti adeguati e accessibili;
  • Promuovere innovazione, formazione e conoscenza come beni accessibili;
  • Valorizzare il ruolo sociale, ambientale ed economico dell’agricoltura femminile;
  • Costruire una nuova politica agricola realmente inclusiva.

Hanno contribuito al dibattito, oltre al Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei deputati, Silvia Fregolent, Vicepresidente della 9ª Commissione (Industria, Commercio, Turismo, Agricoltura) al Senato, Marina Marchetto Aliprandi, componente 13esima Commissione agricoltura alla Camera.

 

VINITALY Confagricoltura: produzione e mercato del vino richiedono nuove strategie

VINITALY

Confagricoltura: produzione e mercato del vino richiedono nuove strategie

La 58esima edizione di Vinitaly si è chiusa nella Giornata del Made in Italy con un messaggio chiaro da parte di Confagricoltura: il comparto del vino è e rimane uno straordinario elemento dell’economia nazionale che genera ricchezza diffusa e alti livelli occupazionali, ma, oggi più che mai, deve avere la giusta considerazione da parte dell’Europa e una strategia complessiva di crescita per affrontare la congiuntura attuale e il calo dei consumi.

Il settore vitivinicolo si trova infatti di fronte a sfide complesse che richiedono un approccio integrato e lungimirante. E’ fondamentale accompagnarlo con politiche coerenti in materia di gestione del mercato, promozione, innovazione e con una comunicazione efficace che sappia parlare ai giovani.

Confagricoltura si pone come interlocutore attivo in questo processo, sostenendo un modello di sviluppo basato su competitività, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio culturale del vino, nel rispetto delle specificità territoriali e delle esigenze delle imprese.

Lo dimostra l’elevato numero di incontri istituzionali nello stand confederale a Vinitaly, dove il presidente Massimiliano Giansanti, il direttore generale Roberto Caponi e la Giunta hanno accolto i ministri Tajani, Salvini, Urso, Lollobrigida, i sottosegretari Leo, La Pietra, D’Eramo, il vicepresidente del Senato Centinaio, il presidente della Regione Veneto Stefani, la segretaria del PD Schlein, oltre a una nutrita delegazione di parlamentari italiani ed europei.

Di rilievo l’incontro riservato organizzato dal presidente del Copa Giansanti con il commissario Ue Hansen e le più importanti aziende vitivinicole italiane associate a Confagricoltura, dedicato alle tematiche di attualità del settore; l’appuntamento con il presidente dell’ICE Agenzia Zoppas, incentrato sulla promozione necessaria per trovare nuovi mercati e consolidare gli attuali; l’approfondimento di Ismea sugli accordi internazionali a cura del direttore generale Marchi, e l’intervento sul lavoro con il direttore centrale Inps, Pone.

Le giornate di Confagricoltura a Vinitaly sono state dense  di contenuti e approfondimenti insieme ai giovani dell’Anga, Agriturist, Enapra, Agronetwork, ConfagriBio, Confagricoltura Veneto, l’Ufficio progetti europei e le ricche degustazioni con le Unioni di molte province.

 

CONFAGRICOLTURA VENETO e VENETO AGRICOLTURA PROTAGONISTI DELL’EUROPEAN CARBON FARMING SUMMIT

CONFAGRICOLTURA VENETO e VENETO AGRICOLTURA

PROTAGONISTI DELL’EUROPEAN CARBON FARMING SUMMIT

 

Confagricoltura Veneto nei giorni scorsi è stata tra i protagonisti dell’European Carbon Farming Summit, l’evento internazionale organizzato nell’ambito del progetto europeo Credible (finanziato da Horizon Europe) che ha riunito, dal 17 al 19 marzo a Padova Congress, il centro congressi di Fiera di Padova, gli stakeholder del carbon farming da tutta Europa e oltre. Per la prima volta l’Italia — e il Veneto in particolare — è stata al centro di questo appuntamento globale, co-organizzato da Confagricoltura Veneto insieme a Veneto Agricoltura.

L’evento ha visto la presenza di 700 partecipanti (studiosi, funzionari delle istituzioni, agricoltori, ecc..) che hanno animato con le loro conoscenze ed esperienze 44 conferenze. Tra le figure di alto profilo istituzionale e scientifico: Kurt Vandenberghe (Direttore Generale DG CLIMA della Commissione Europea), Elisabeth Werner (DG AGRI), Massimiliano Giansanti (Presidente di Confagricoltura e di Copa), rappresentanti del Joint Research Centre e di primarie realtà private come Royal Canin (Mars Inc.).

Gli agricoltori veneti sul palco europeo

Uno degli elementi distintivi di questo Summit è la presenza diretta di imprenditori agricoli veneti e di altre regioni impegnati nell’adozione di pratiche conservative, che hanno portato testimonianze concrete: le sfide affrontate, i benefici riscontrati e il percorso di transizione verso modelli produttivi più sostenibili. Un momento di dialogo diretto tra chi lavora la terra ogni giorno e le più alte istituzioni europee.

Tra le aziende associate coinvolte:

  • Michele Conte, Azienda Agricola La Fagiana, LILAS4SOILS
  • Mauro Grandi, Azienda Agricola Asterias, LILAS4SOILS
  • Pietro Baldrighi, Carbon farming HUB, Anga-Confagricoltura

Confagricoltura Veneto: impegno concreto nei progetti europei

Confagricoltura Veneto non è solo presente all’evento come osservatore, ma è partner attivo del progetto Horizon Europe LILAS4SOILS (Living Labs for Soil Health in Mediterranean and Southern Europe), che affronta il deterioramento del suolo e gli impatti climatici nell’Europa meridionale e nel bacino mediterraneo.

Il progetto in cifre: 

  • Durata: 5 anni;
  • Fondi: €11.6 million Horizon Europe project;
  • 100 siti dimostrativi in 6 Paesi: Spagna, Portogallo, Francia, Grecia, Israele e Italia (nel nostro Paese sono 20 i siti coinvolti di cui 6 in Veneto, cinque dei quali di aziende associate a Confagricoltura Veneto);
  • 85 aziende agricole commerciali coinvolte, di cui 38 piccole (≤20 ha), 25 medie (21–99 ha), 37 grandi (≥100 ha);
  • 19 pratiche di carbon farming testate in 5 Living Lab;
  • 20 Carbon Farming Practices validate: agroforestazione, gestione dei nutrienti, carbonio organico nel suolo, allevamento e gestione delle torbiere.

Attraverso LILAS4SOILS, Confagricoltura Veneto favorisce lo scambio di conoscenze tra agricoltori, supporta l’innovazione tecnica e accompagna le aziende associate nel percorso verso pratiche più sostenibili. Obiettivo finale: contribuire alla standardizzazione dei sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica (MRV) per i futuri mercati del carbonio.

Carbon farming nelle aziende agricole del veneto

La traduzione di “carbon farming” è “coltivazione di carbonio”. Si tratta di pratiche agricole pensate e attuate per migliorare l’azione di sequestro e stoccaggio della CO2 nelle foreste e nei suoli agricoli, contribuendo in questo modo alla mitigazione cambiamento climatico.

Nella sostanza si sfrutta la capacità delle piante di sequestrare l’anidride carbonica presente nell’atmosfera attraverso la fotosintesi per poi stoccarla nel suolo oppure nel legno delle piante. Si tratta di una delle possibilità, contemplate dall’Unione Europea, per contenere la quantità CO2 presente nell’atmosfera, migliorando così il clima e, nello stesso tempo, rendendo terreni agricoli più fertili e resistenti in quanto più ricchi di carbonio, cioè di sostanza organica.

Il Veneto dispone di un patrimonio naturale e agricolo straordinario per sviluppare pratiche di carbon farming. I dati parlano chiaro: la regione conta su oltre 800 mila ettari di superficie agricola coltivata (SAU), 470.000 ettari di foreste (11 milioni di ettari in Italia), 18.000 ettari di ambienti lagunari e vallivi che rappresentano potenziali pozzi di carbonio (carbon sink) di grande valore ecosistemico.

Già oggi nel Veneto sono numerose le aziende agricole che praticano tecniche rigenerative e conservative (vedi tabella di seguito). I modi più comuni sono: il rimboschimento di terreni agricoli, la riforestazione, l’agroforestazione che coniuga la produzione agricola con la presenza lungo gli appezzamenti di filari alberati. Tra le pratiche di agricoltura conservativa ci sono le lavorazioni dei terreni accompagnate dall’inserimento di colture intercalari che vengono sovesciate per arricchire i terreni di sostanza organica; come pure la conversione di terreni coltivati in prati e pascoli permanenti. Il sequestro di carbonio nei terreni agricoli può avvenire anche mediante l’inerbimento di frutteti e vigneti oppure inserendo nelle rotazioni agrarie delle foraggere o delle leguminose.

Superfici agricole del Veneto in cui vengono praticate tecniche utili al sequestro del carbonio sostenute con aiuti dell’Unione Europea

Misure

Ettari

SRA03 – Tecniche lavorazione ridotta del suolo

1.737

SRA04 – Apporto di sostanza organica

1.595

SRA06 – Colture di copertura

9.309

SRA08 – Gestione sostenibile dei prati permanenti

51.763

SRA10 – Formazioni arboreo/arbustive

119.665

ECO-2 – Inerbimento colture arboree

90.300

ECO-4 – Avvicendamento con foraggere

124.277

Elaborazione di Confagricoltura Veneto su dati dell’OP Avepa

 

Oltre che nel terreno, la CO2 può essere stoccata per lunghi periodi anche all’interno delle produzioni stesse, come potrebbe essere il legno delle foreste o anche il legno delle coltivazioni di pioppo o di altre essenze legnose a ciclo breve, il cui carbonio verrà trattenuto per decenni (almeno 35 anni prevedono le norme dell’Unione Europea) all’interno di manufatti come travi, coibentazioni e mobili di arredamento.

«Il carbon farming – spiega Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Presidente Confagricoltura Veneto – non è per il settore agroforestale il nuovo Eldorado, ma rappresenta una sfida importante che guarda al futuro del pianeta con l’ambizione di coniugare produzione e sostenibilità. Confagricoltura Veneto – insieme a Veneto Agricoltura e alle Università – è in prima linea in questa sfida, con i propri associati, con i progetti europei e con la ricerca sul campo. Sicuramente i metodi di certificazione dei crediti vanno messi a punto per essere riconosciuti universalmente validi e, soprattutto, devono essere alla portata delle aziende agricole anche per quanto riguarda i costi. Insomma, il cammino avviato è impegnativo ma fa intravedere delle opportunità per l’ecosistema e anche per le aziende.»

Il mercato dei crediti di carbonio: opportunità e regole in evoluzione

Il contesto normativo sta evolvendo rapidamente. Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha adottato il 15 ottobre 2025 le linee guida per il registro pubblico dei crediti di carbonio generati dal settore agricolo e forestale nazionale, in coerenza con il Regolamento UE n. 2024/3012. In Italia negli ultimi anni i volumi di carbon removal venduti sono passati da meno di 100.000 tonnellate di CO₂ all’anno a 1 milione di tonnellate, con prezzi cresciuti dai 12 €/t del 2020 ai 28 €/t del 2022 (dati CREA). La sfida ora è costruire un mercato strutturato, certificato e trasparente.

Secondo la Commissione Europea, il settore dell’uso del suolo e delle foreste dovrà aumentare la propria capacità di rimozione del carbonio di circa 42 milioni di tonnellate di CO₂ entro il 2030 rispetto ai livelli attuali. Un obiettivo ambizioso che richiede impegno collettivo, ricerca e supporto alle aziende agricole.

FIERAGRICOLA VERONA dal 4 al 7 febbraio

FIERAGRICOLA VERONA dal 4 al 7 febbraio
Confagricoltura presente con varie iniziative

Dal 4 febbraio al 7 febbraio 2026, a Veronafiere, si terrà Fieragricola 2026, l’edizione numero 117 della rassegna internazionale dedicata all’agricoltura. La manifestazione rappresenta un punto di riferimento per innovazione, formazione, contenuti, business e passione, potenziando la formula che abbraccia trasversalità e verticalizzazione espositiva.
Anche quest’anno Confagricoltura sarà presente a Fieragricola, con uno spazio di 68 m² ubicato nel Pad. 2 stand B2. All’interno della manifestazione Confagricoltura proporrà una serie di iniziative di confronto e di approfondimento sui temi dell’innovazione e dello sviluppo.

 

Giardini storici, luoghi antichi da conservare con amore – ERAPRA del Veneto protagonista nella formazione dei Giardinieri d’Arte

Giardini storici, luoghi antichi da conservare con amore

ERAPRA del Veneto protagonista nella formazione dei Giardinieri d’Arte

Una figura professionale altamente specializzata, capace di custodire e valorizzare l’inestimabile patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Veneto. È questo il profilo del Giardiniere d’Arte per giardini e parchi storici, una competenza che la Regione ha contribuito a formare attraverso il bando approvato dalla Giunta regionale nel maggio 2023 con fondi PNRR.

Tra i centri formativi coinvolti, un ruolo significativo è stato ricoperto da ERAPRA del Veneto, da anni punto di riferimento nella formazione agricola e nella valorizzazione del verde storico. Nel quadro del percorso formativo, gli studenti ERAPRA hanno potuto vivere un’esperienza unica: una visita ai Giardini Vaticani, resa possibile grazie all’impegno del docente dott. Giovanni Tracanzan.

Un viaggio nel cuore dei Giardini Vaticani

Accolti dal direttore del Servizio Giardini Vaticani, Augusto Minosse, gli allievi hanno potuto conoscere da vicino uno dei più affascinanti e complessi sistemi di giardini storici al mondo, patrimonio UNESCO dal 1984. Minosse ha guidato il gruppo attraverso i diversi ambienti che compongono il vasto giardino, illustrando le tecniche di gestione e manutenzione, le strategie per fronteggiare insetti e malattie delle piante, e raccontando le storie legate a questo luogo straordinario, da secoli simbolo di pace, cura e spiritualità.

Per gli studenti, l’incontro ha rappresentato un momento di crescita professionale raro e prezioso: un confronto diretto con un modello di eccellenza nella conservazione del verde storico, dove tradizione, scienza botanica e innovazione convivono armoniosamente.

Un finale solenne nella Sala dei Trattati

La visita si è conclusa nella suggestiva Sala dei Trattati, dove la delegazione ha ricevuto il saluto del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano. In questa occasione è stato consegnato un omaggio al Cardinale e, simbolicamente, a Sua Santità Papa Leone XVI, composto da una selezione di prodotti tipici donati dagli agricoltori associati a Confagricoltura Veneto.

Un ringraziamento speciale va alle aziende che hanno contribuito all’omaggio: Azienda Agricola La Fagiana, TeraMama; Il Noceto; Abbazia di Busco – Società Agricola Liasora.

Un gesto che ha unito la tradizione agricola veneta al valore simbolico dell’incontro, testimonianza del forte legame tra cura della terra, cultura e spiritualità.

ERAPRA del Veneto: formare per custodire

L’esperienza nei Giardini Vaticani conferma la qualità e la visione del percorso formativo promosso da ERAPRA del Veneto, che affianca alla teoria esperienze sul campo altamente qualificanti. Un investimento sulla professionalità dei giovani e sulla salvaguardia di un patrimonio verde che racconta la storia, il gusto estetico e l’anima del territorio veneto.