Pinot Grigio. I Consorzi di tutela propongono il recupero del potenziale produttivo perso

Pinot Grigio. I Consorzi di tutela propongono il recupero del potenziale produttivo perso

I Consorzi di tutela delle DOC “Delle Venezie”, “Garda”, “Venezia” e “Friuli” hanno presentato alla Regione del Veneto e alla Regione Friuli Venezia Giulia, ai sensi dell’art. 39, comma 3, della legge 238/2016, una richiesta di attivazione di una manifestazione di interesse finalizzata a recuperare il potenziale produttivo di Pinot Grigio perso nell’ultimo quinquennio, con riferimento alle campagne vitivinicole 2026/2027 e 2027/2028.

La misura persegue un duplice obiettivo: da un lato consentire la piantumazione di nuovi vigneti idonei alla produzione di Pinot Grigio a denominazione di origine; dall’altro permettere l’iscrizione, ai fini della rivendica, delle superfici già vitate a Pinot Grigio nel frattempo impiantate durante il periodo di sospensione dell’iscrizione allo schedario viticolo.

I numeri della misura

  • Contingente Veneto: 1.000 ettari
  • Contingente Friuli Venezia Giulia: 500 ettari
  • Contingente Provincia autonoma di Trento: 0 ettari
  • Superficie massima assegnabile per azienda: di norma 3 ettari, con eventuale deroga residuale

Le casistiche ammesse

  • Nuovo impianto – realizzazione di una nuova superficie vitata a Pinot Grigio, da avviare tra la pubblicazione dell’elenco dei beneficiari e il 31 luglio 2028.
  • Superficie “a terra” – riconoscimento delle superfici già impiantate a Pinot Grigio durante la sospensione dello schedario (1° agosto 2021 – 31 luglio 2026), con fine lavori protocollata entro il 31 luglio 2026. Questa fattispecie non riduce il contingente regionale.
  • Domanda combinata – richiesta contestuale di nuovo impianto e di riconoscimento “a terra”, sempre nel rispetto del tetto massimo di superficie per azienda; in caso di eccedenza, la quota “a terra” viene riconosciuta con priorità.

Come vengono assegnate le superfici

Se le richieste complessive restano entro il contingente regionale, la superficie assegnata coincide con quella richiesta. In caso di richieste superiori al contingente, si applica un riparto progressivo: prima un tetto di 1 ettaro per azienda, poi – se il contingente resta comunque superato – un tetto di 0,5 ettari, con redistribuzione proporzionale delle quote residue. e, solo in via residuale, possibile assegnazione oltre i 3 ettari ordinari per le aziende con fabbisogno maggiore.

È inoltre prevista una clausola di esclusione dai bandi successivi per le aziende beneficiarie che non realizzino almeno l’80% dell’impianto entro il termine del 31 luglio 2028 (clausola non applicabile alle assegnazioni pari o inferiori a 0,5 ettari).

Requisiti di accesso

  • Disponibilità, in capo al conduttore, delle autorizzazioni all’impianto o al reimpianto alla data di presentazione della domanda;
  • e/o estirpo di superfici vitate già iscritte allo schedario, anche di altre varietà, con successivo reimpianto a Pinot Grigio (esclusi reinnesti e reimpianti anticipati).

Possono accedere alla misura esclusivamente i vigneti realizzati con autorizzazioni riferite all’area geografica della DOC Delle Venezie: non sono ammesse autorizzazioni derivanti da estirpi effettuati fuori da tale area.

Tempistiche

L’avviso ufficiale della manifestazione di interesse sarà pubblicato dalle Amministrazioni regionali tra 30 e 60 giorni prima dell’apertura dei termini, secondo modalità che saranno rese note separatamente. Le aziende potranno iscrivere la domanda a più DO riconducibili ai Consorzi proponenti.

Gli operatori interessati possono presentare osservazioni o controdeduzioni sulla proposta dei Consorzi entro 5 giorni dalla pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto (BUR).

Confagricoltura Veneto sta seguendo l’evoluzione della misura e informerà tempestivamente gli associati non appena sarà pubblicato il provvedimento attuativo con le modalità operative di presentazione delle domande.

 

Prosecco DOC. L’istanza del Consorzio di tutela per l’attingimento straordinario 2026

Prosecco DOC. L’istanza del Consorzio di tutela per l’attingimento straordinario 2026

Il Consorzio di tutela della Denominazione di origine controllata “Prosecco” ha presentato alla Regione del Veneto un’istanza, ai sensi dell’articolo 39, commi 3 e 4 della Legge 238/2016, per l’adozione di misure straordinarie di gestione dell’offerta relative alla vendemmia 2026. La Regione ha disposto la pubblicazione dell’avviso sul Bollettino Ufficiale (BUR), dando così avvio ai termini per eventuali osservazioni da parte dei soggetti interessati.

Il contenuto della proposta

  • Attingimento temporaneo e straordinario di Glera. Ampliamento del potenziale viticolo idoneo alla Prosecco DOC per una produzione aggiuntiva fino a 300.000 ettolitri (circa 2.000 ettari), con esclusione delle aree DOCG Asolo e Conegliano Valdobbiadene. Le superfici dovranno rispondere a precisi requisiti storici di conduzione e iscrizione al fascicolo/schedario viticolo, nel limite massimo di 7.000 mq per produttore.
  • Stoccaggio delle eccedenze. Vincolo delle produzioni Prosecco DOC eccedenti 150 quintali/ettaro (vigneti dal terzo anno) e 90 quintali/ettaro (secondo anno), da detenere presso il produttore o terzi fino a un provvedimento di sblocco previsto entro il 31 dicembre 2027 (prorogabile), con obbligo di tracciabilità della sostenibilità e divieto di cessione a terzi.
  • Esuberi di campagna (Glera). Fino al 20% della resa massima rivendicabile dovrà essere destinato a prodotti diversi dal vino.
  • Esuberi di cantina. Per la vendemmia 2026 non sono ammessi: la resa massima di trasformazione uva/vino è fissata al 75%.
  • Riclassificazioni tardive (vendemmie 2025 e 2026). Confluiranno nei volumi sottoposti a stoccaggio e saranno gestite con le medesime modalità.

TRITTICO VITIVINICOLO – SECONDO INCONTRO: IL PROGRAMMA UFFICIALE

TRITTICO VITIVINICOLO – SECONDO INCONTRO: IL PROGRAMMA UFFICIALE

Venerdì 7 agosto si rinnova l’appuntamento con il Trittico Vitivinicolo, lo storico ciclo di tre incontri promosso annualmente da Veneto Agricoltura insieme a Regione del Veneto, CREA e ARPAV nei momenti chiave della stagione.

Dopo il primo focus di giugno dedicato alle stime produttive, questo secondo incontro offrirà una panoramica previsionale sulla prossima vendemmia. L’analisi non si limiterà al contesto veneto, ma estenderà lo sguardo alle principali regioni viticole italiane, alla Francia e alla Spagna. Il programma prevede inoltre un approfondimento sull’andamento meteo del 2026 in Veneto, che aprirà i lavori subito dopo i saluti istituzionali di Federico Caner, direttore di Veneto Agricoltura, e di Dario Bond, assessore regionale all’Agricoltura.

L’evento sarà moderato da Alessandra Liviero, direttore dell’Unità Organizzativa Economia e Comunicazione.

Le istruzioni per il collegamento da remoto verranno inviate pochi giorni prima dell’incontro.

Per qualsiasi necessità è possibile contattare la segreteria organizzativa ai seguenti recapiti:

Paesaggi Rurali Storici: al via il Bando Terrazzamenti 2026 della Regione Veneto

Paesaggi Rurali Storici: al via il Bando Terrazzamenti 2026 della Regione Veneto

È stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto (Bur n. 91 del 10 luglio 2026) il Decreto del Direttore della Direzione Agroambiente n. 15290. Il provvedimento apre ufficialmente i termini per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni per l’anno 2026.

Al centro dell’iniziativa vi sono gli interventi di mantenimento, rifacimento e consolidamento di terrazzamenti e ciglionamenti ad uso agricolo. La misura punta a tutelare i territori inseriti nel contesto dei paesaggi rurali storici iscritti al Registro Nazionale MASAF

Per la nuova annualità è stato stanziato un budget complessivo di 263.000,00 euro. Questo importo unisce i fondi già stanziati per l’esercizio 2026 e le economie di spesa non utilizzate nel bando precedente. I contributi verranno concessi sotto forma di regime «de minimis» nel settore agricolo, in conformità con il Regolamento (UE) n. 1408/2013.

La gestione tecnico-amministrativa dell’intera procedura è affidata all’Agenzia Veneta per i Pagamenti (AVEPA). Gli uffici dell’ente si occuperanno di:

  • Ricevere e istruire le domande di aiuto
  • Stilare le graduatorie di selezione dei beneficiari
  • Effettuare i controlli sui cantieri e l’ammissibilità delle spese
  • Erogare direttamente i pagamenti spettanti

La finestra per l’invio telematico delle domande rimarrà aperta per un periodo prestabilito. I soggetti interessati dovranno presentare la documentazione ad AVEPA entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del decreto sul Bollettino Ufficiale. Considerata la pubblicazione del 10 luglio 2026, il termine ultimo per l’invio è fissato per l’8 ottobre 2026. Tutti i dettagli operativi, i criteri di selezione e la ricognizione conoscitiva dei terrazzamenti regionali sono consultabili all’interno dell’Allegato A del testo ufficiale

Rapporto Bio Bank 2025: il bio tra crescita e nuovi equilibri

Rapporto Bio Bank 2025: il bio tra crescita e nuovi equilibri

È stato recentemente rilasciato il Rapporto Bio Bank 2025 (Il Biologico Italiano tra consolidamento e nuovi equilibri di filiera). Il documento delinea un panorama positivo e solido per il settore biologico in Italia. Nel 2024, il comparto ha toccato il valore record di 10,4 miliardi di euro, crescendo del 6% su base annua e rafforzando il primato italiano in Europa.

Il report evidenzia trend differenti a seconda dei canali di vendita:

  • Mercato interno: i consumi domestici arrivano a 5,2 miliardi di euro (+6%). Poiché l’inflazione specifica è rimasta ferma all’1%, si tratta di una crescita reale nei volumi acquistati dai cittadini
  • Consumi fuori casa: la ristorazione e i servizi horeca salgono del 5%, attestandosi a 1,3 miliardi di euro
  • Esportazioni: l’export si conferma la spinta principale del settore, crescendo del 7% e raggiungendo i 3,9 miliardi di euro.

Grandi cambiamenti interessano anche i canali distributivi:

  • GDO: la grande distribuzione sale a 3,3 miliardi di euro (+5%) e controlla il 64% delle vendite totali. Il successo è guidato dalle etichette private (MDD), che hanno registrato un incremento di redditività a fronte di un taglio dell’8% delle referenze a scaffale
  • Negozi specializzati: i punti vendita dedicati al bio segnano un forte rilancio. Raggiungono 1 miliardo di euro di fatturato (+9%), recuperando un ruolo centrale grazie alla specializzazione e alla filiera corta con gli agricoltori.

Sul versante agricolo, l’Italia si conferma leader europeo. La superficie agricola utilizzata (SAU) biologica ha toccato il 20,2% del totale nazionale, a fronte di una media comunitaria dell’11%. Questo traguardo avvicina l’Italia all’obiettivo del 25% fissato per il 2030 dal piano europeo Farm to Fork, confermando il primato del Paese per numero di operatori e trasformatori certificati.

Per maggiori dettagli si rimanda al link del rapporto integrale qui di seguito: Rapporto Bio Bank 2025: il bio tra crescita e nuovi equilibri

BOLLETTINO CIMICE ASIATICA (BCA) n.12 del 15/07/2026 – Aggiornamento Veneto Agricoltura

BOLLETTINO CIMICE ASIATICA (BCA) n.12 del 15/07/2026

Aggiornamento cimice asiatica, Veneto Agricoltura.

 

SVILUPPO DELLE POPOLAZIONI:

nelle trappole utilizzate per il monitoraggio, le catture delle forme mobili, rispetto alla settimana precedente, risultano in diminuzione per gli adulti ed in aumento per le forme giovanili. In campo si conferma la presenza degli adulti della prima generazione annuale ma anche di ovature parassitizzate. 

INDICAZIONI DEL MODELLO PREVISIONALE:

il modello previsionale indica, per la fine della settimana in corso e l’inizio della successiva, l’aumento della presenza degli adulti della prima generazione annuale.

INTERVENTI DI DIFESA:

La programmazione di eventuali interventi fitosanitari deve essere necessariamente preceduta da un monitoraggio visivo in campo, concentrando dapprima le osservazioni sui bordi, dove ha inizio la colonizzazione della coltura; le differenze nella densità del fitofago tra bordo (vicino a siepi o aree naturali) ed interno dell’appezzamento possono essere notevoli. Con presenze elevate, qualora si opti per interventi dedicati, la scelta della sostanza attiva da impiegare deve essere condizionata sia dal potenziale grado di efficacia dimostrata nei confronti del fitofago sia dal livello di selettività nei confronti dell’entomofauna utile, al fine di evitare o, per lo meno, limitare l’alterazione degli equilibri esistenti ed il manifestarsi di effetti collaterali indesiderati. In ogni caso, prima di optare per sostanze attive di sintesi, in ottemperanza ai principi della difesa integrata, si deve valutare la disponibilità di sostanze di origine naturale; a questo proposito si è dimostrata molto interessante l’attività collaterale svolta da sostanze attive con funzione principale fungicida o corroborante, quali zolfo, caolino e zeolite, che hanno dimostrato un’azione repellente, creando, di fatto, un ambiente inospitale per l’insetto. Le attività sperimentali effettuate dall’Università di Padova hanno evidenziato, inoltre, risultati molto interessanti ricorrendo alla tecnica della cattura massale mediante l’utilizzo di “totem”. Ottimi risultati, infine, si ottengono proteggendo le piante tramite reti anti-insetto.

 

Qui è possibile trovare tutti i bollettini aggiornati sulla cimice asiatica.

Qui è possibile scaricare le informazioni relative al monitoraggio e la lotta alla cimice asiatica.

PSA 2026: prorogato il Piano Nazionale e massima allerta in Veneto tra biosicurezza e nuovi focolai

PSA 2026: prorogato il Piano Nazionale e massima allerta in Veneto tra biosicurezza e nuovi focolai

L’evoluzione epidemiologica della Peste Suina Africana (PSA) in Italia mantiene alto il livello di allerta, spingendo le istituzioni a un continuo aggiornamento delle strategie di contrasto in linea con le direttive della Commissione Europea.

A livello nazionale, l’Ordinanza n. 5/2026 (in Gazzetta Ufficiale dall’8 luglio 2026) ha prorogato fino al 28 marzo 2027 il piano d’azione per la cattura e lo smaltimento dei cinghiali nelle zone indenni, garantendo continuità alle misure di depopolamento. L’urgenza di questi interventi è confermata dalla recente comparsa di un nuovo focolaio in Toscana, a San Marcello Piteglio (PT), diagnosticato il 9 luglio 2026. Il Ministero della Salute è intervenuto immediatamente istituendo una zona di protezione di 3 km e una di sorveglianza di 10 km attorno allo stabilimento colpito.

In questo contesto, la Regione del Veneto si muove con una catena di comando ben definita. Sotto la guida dell’Unità di Crisi Regionale, che coordina i Gruppi Operativi Territoriali, la Direzione Prevenzione ha avviato una ricognizione urgente. I Servizi Veterinari delle varie AULSS hanno tempo fino al 31 luglio 2026 per confermare o rinnovare i nominativi dei propri veterinari referenti per la PSA. Inoltre, a livello locale è atteso il recepimento del nuovo “Piano Nazionale Emergenze epidemiche veterinarie”.

Il rigore delle misure riguarda da vicino sia il settore zootecnico che i cittadini. Per gli allevamenti sono previsti controlli serrati tramite la piattaforma Classyfarm: in caso di gravi carenze strutturali non sanate entro 15 giorni, scatta lo svuotamento della struttura e l’abbattimento dei capi senza alcun indennizzo pubblico. Per la popolazione, invece, l’ Ordinanza n. 4/2026 impone rigidi protocolli di biosicurezza per le attività all’aperto nelle aree a rischio o nelle Zone di Controllo (CEV). Escursioni, giri in bicicletta o manifestazioni che superano le 20 persone necessitano dell’approvazione delle autorità sanitarie locali. Chi pratica queste attività è obbligato a restare sui sentieri tracciati, tenere i cani al guinzaglio, parcheggiare solo su strade asfaltate e, soprattutto, lavare e disinfettare calzature e attrezzature sia alla partenza che al rientro a casa.

Il futuro dell’enoturismo europeo: aperta la European Wine Tourism Innovation Challenge di UN Tourism

Il futuro dell’enoturismo europeo: aperta la European Wine Tourism Innovation Challenge di UN Tourism

L’enoturismo sta vivendo una profonda evoluzione. Per tracciarne il futuro, UN Tourism (l’Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite) ha lanciato la European Wine Tourism Innovation Challenge. Nata su iniziativa della Francia e in linea con l’Agenda per l’Europa, la competizione punta a unire l’intera filiera – cantine, ospitalità, gastronomia, cultura e mobilità – per promuovere modelli di sviluppo sostenibili e innovativi.

Oggi il settore rappresenta un motore economico cruciale per le aree rurali, ma deve affrontare sfide complesse come il cambiamento climatico, la stagionalità dei flussi e la transizione digitale. La Challenge si rivolge a startup, PMI, aziende vitivinicole e DMO dei Paesi europei membri, invitandole a proporre soluzioni concrete e replicabili in tre categorie:

  • Smart Solutions for Sustainable Wine Tourism: per la sostenibilità e la resilienza climatica.
  • Creative and Experiential Wine Tourism: per lo sviluppo di esperienze immersive e creative.
  • Accessibility: Wine Tourism Experiences for All: per abbattere le barriere e garantire un turismo inclusivo.

La selezione premierà i progetti che creano un impatto sociale positivo, sostenendo l’occupazione locale, l’imprenditoria giovanile e femminile, e la tutela dei paesaggi. Per partecipare, le iniziative devono aver raggiunto almeno lo stadio di Minimum Viable Product (MVP) o essere pronte per la realizzazione.

I progetti vincitori otterranno una visibilità internazionale al Salon Destination Vignobles 2026 (Cognac, 6-7 ottobre 2026), oltre all’accesso alla rete UN Tourism Innovation Network, programmi di mentoring, borse di studio per la UN Tourism Online Academy e occasioni di networking con i leader del settore.

Le candidature possono essere presentate entro il 1° settembre 2026 tramite il portale ufficiale: European Wine Tourism Innovation Challenge by UN tourism

RISO: Quotazioni in calo permanente aggravano la crisi del settore.

RISO

Quotazioni in calo permanente aggravano la crisi del settore. 

Tavolo nazionale convocato il prossimo 30 luglio

 Se la crisi del riso si protrae, il rischio è che gli agricoltori saranno costretti ad abbandonare la coltura per dedicarsi ad altre più remunerative. Per l’Italia, primo produttore europeo di riso significherebbe non solo perdere la leadership della produzione europea, ma compromettere in modo irreparabile un settore economico con una forte tradizione storica, profonde radici con il territorio e un avanzato stato di innovazione tecnologica.

La grave situazione sarà oggetto di approfondimento del tavolo nazionale, richiesto da tempo da Confagricoltura e convocato il 30 luglio alla presenza del ministro Lollobrigida. 

L’allarme delle aziende trova riscontro in dati concreti: a fronte di una disponibilità complessiva di prodotto sostanzialmente stabile rispetto alla campagna precedente, il mercato del riso registra oggi una forte contrazione. Le quotazioni alla produzione continuano a scendere, comprimendo ulteriormente i margini degli agricoltori italiani e aggravando una condizione già critica per l’intero comparto.

A rendere il quadro ancora più critico è la crescente difficoltà di collocare il prodotto sul mercato: una situazione che erode la redditività delle aziende agricole, indebolisce la capacità di programmazione degli operatori e mette sotto pressione la tenuta di tutta la filiera nazionale. Pesa soprattutto il forte aumento delle importazioni di riso dai Paesi extra UE. L’afflusso crescente di prodotto estero nel mercato europeo alimenta un eccesso di offerta, accentua la pressione al ribasso sui prezzi e ostacola la piena valorizzazione del riso nazionale.

Nei soli primi tre mesi del 2026 le importazioni in volume sono aumentate del 29%, percentuale che sale al 47% rispetto a due anni fa. In valore, l’aumento dell’import di riso dal 2024 è stato del 17%.

In questo contesto, la politica commerciale dell’Unione, orientata a una progressiva apertura dei mercati internazionali e alla liberalizzazione degli scambi, desta forte preoccupazione tra gli operatori del settore, che vedono un ulteriore arretramento della competitività del riso italiano ed europeo.

Confagricoltura sta definendo una serie di proposte per il settore, non solo sul piano dei controlli alle importazioni, ma anche sugli incentivi agli agricoltori per la stipula di contratti di filiera e alla programmazione delle produzioni, allo stoccaggio, oltre alla promozione di buone pratiche per l’uso razionale di acqua in risaia e per una maggiore aggregazione dei produttori.

 

Assemblea di Confagricoltura Veneto

Assemblea di Confagricoltura Veneto

Crisi idrica, mercati e riforma della Pac al centro del confronto

 

Lo scorso 7 luglio, presso la sede di Mestre, si è svolta l’Assemblea generale di Confagricoltura Veneto, alla presenza dei presidenti delle Unioni provinciali, dei consiglieri e dei delegati. I lavori si sono aperti richiamando il difficile contesto internazionale, condizionato dai conflitti in corso che alimentano incertezza sui mercati e fanno lievitare i costi di energia e concimi.

Crisi idrica: emergenza nel Delta del Po

Ampio spazio è stato dedicato alla crisi idrica, che quest’anno interessa i bacini dei principali fiumi del Veneto – Po, Adige e Brenta – con particolare gravità nel Delta del Po. Il cuneo salino è risalito per circa 20 chilometri lungo l’asta del fiume, mettendo a rischio l’irrigazione di un’area stimata fino a 20.000 ettari sui circa 42.000 complessivi del Delta, nei comuni di Porto Tolle e Ariano Polesine. A Pontelagoscuro la portata, da settimane sotto la soglia critica di 450 metri cubi al secondo, si attesta attualmente attorno ai 260 mc/s.

Sul tema è intervenuta l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, che ha illustrato i contatti costanti con la Protezione civile nazionale per garantire il deflusso minimo necessario agli usi potabili. A questo si affianca l’ordinanza per l’emergenza idrica emanata nei giorni scorsi dal presidente della Regione, Alberto Stefani, provvedimento che dovrebbe riflettersi positivamente anche sulla disponibilità di acqua a fini irrigui. Venturini ha inoltre riferito dei rapporti in corso con l’Autorità di Bacino del Po per una regolamentazione dei prelievi a monte, ammettendo però l’assenza, ad oggi, di strumenti normativi realmente efficaci, e ha assicurato l’impegno della Regione a proseguire con crescente determinazione.

Lauro Ballani, presidente di Confagricoltura Rovigo, ha ribadito la gravità della situazione per le imprese agricole del Delta – ma anche per la popolazione residente – sottolineando che una riduzione dei prelievi a monte pari al 10% sarebbe sufficiente a garantire 100 mc/s aggiuntivi e a tutelare il deflusso minimo vitale.

Il presidente di Confagricoltura Veneto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, ha ringraziato l’assessore Venturini e, per suo tramite, anche il presidente Stefani e l’assessore all’Agricoltura Dario Bond, per l’attenzione riservata al problema, chiedendo di rafforzare ulteriormente la pressione verso le istituzioni nazionali e territoriali competenti. Confagricoltura Veneto ha ribadito, anche in una nota diffusa nei giorni scorsi, la richiesta di un commissario con poteri reali sull’intero sistema del Po, in grado di imporre riduzioni eque dei prelievi lungo tutta l’asta fluviale, oltre alla necessità di una normativa che consenta interventi rapidi di pulizia di bacini e dighe a monte e di un piano organico nazionale per la gestione delle acque del bacino del Po.

Seminativi: una crisi strutturale

Il presidente Bonaldi ha ricordato come la crisi strutturale del comparto dei seminativi – mais, soia, frumento, barbabietola – abbia rappresentato il tema più ricorrente nei lavori del Consiglio direttivo e delle Sezioni di prodotto nell’ultimo anno. Tra le criticità emerse: la scarsa redditività legata a prezzi determinati dai mercati internazionali, il calo di produttività dovuto agli eventi climatici, l’aumento dei costi di carburanti e concimi, la riduzione degli aiuti Pac accompagnata da vincoli crescenti, e il rischio di ulteriore contrazione degli investimenti nel mais e di default per le stesse cooperative di raccolta e stoccaggio, tra cui la sospensione dell’attività dello zuccherificio di Pontelongo. Bonaldi ha sottolineato la necessità di agire su più fronti – produttivo, commerciale e di sostegno Pac – per individuare risposte concrete a tutela della redditività delle imprese.

Zootecnia: mercati sotto pressione e rischio sanitario

Attenzione è stata riservata anche alla zootecnia, alle prese con la crisi di mercato del comparto latte e con le difficoltà del comparto suinicolo, le cui quotazioni restano stabilmente inferiori di circa il 20% rispetto agli ultimi due anni. Resta alta l’attenzione sul fronte sanitario: alla diffusione della LSD (dermatite nodulare contagiosa), giunta in Italia nel 2025, si affianca la costante pressione dell’influenza aviaria sugli allevamenti avicoli – per cui è finalmente partita la vaccinazione su un numero limitato di allevamenti – e il rischio, per ora scongiurato in Veneto, della peste suina africana. I rappresentanti delle Sezioni avicola e suinicola hanno evidenziato in particolare la mancanza di fondi adeguati per gli indennizzi dei danni indiretti derivanti dal fermo degli allevamenti.

Pac 2028-2034: al via il confronto sulla nuova programmazione

L’Assemblea si è infine soffermata sull’avvio delle consultazioni e delle trattative istituzionali per la definizione delle risorse e degli interventi della nuova Pac 2028-2034. Il Quadro finanziario pluriennale presentato dalla Commissione europea (294 miliardi di euro destinati al settore agricolo) e l’istituzione di un Fondo unico che supera la specificità della Pac non hanno risposto alle aspettative del mondo agricolo, nonostante alcuni segnali positivi come l’approvazione del Pacchetto vino e del regolamento sulle Tea (Tecniche di evoluzione assistita), atteso da anni. A livello nazionale il Masaf ha confermato una dotazione di circa 41 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con la programmazione precedente. Restano tuttavia numerosi elementi di novità da valutare con attenzione – dal superamento dei titoli storici al capping dell’aiuto di base, dall’aumento della quota di aiuti accoppiati ai nuovi strumenti per il ricambio generazionale – che richiederanno il massimo impegno dell’associazione a tutela delle imprese agricole e zootecniche del Veneto.