Siccità e cuneo salino: Situazione idrica critica secondo ANBI Veneto

Siccità e cuneo salino

Situazione idrica critica secondo ANBI Veneto

L’ultimo bollettino di ANBI Veneto (l’associazione regionale dei Consorzi di Bonifica) evidenzia un equilibrio idrico estremamente fragile. Nonostante un temporaneo sollievo dovuto alle piogge di inizio giugno, la situazione resta critica a causa del forte deficit accumulato in primavera e dell’innalzamento delle temperature, che fanno temere una grave siccità.

I principali indicatori fotografano la situazione attuale:

  • Precipitazioni e Deficit: Il mese di maggio ha registrato un deficit del 17% rispetto alla media storica, che sale a circa il 28% su base annua.
  • Portata dei Fiumi: Si registrano cali drastici nei grandi corsi d’acqua: Adige a -68%, Brenta a -64% e Po a Pontelagoscuro sotto la soglia critica di 450 m³/s. Quest’ultimo dato favorisce la risalita del cuneo salino.
  • Livello delle Falde: Le falde acquifere in tutto il territorio regionale continuano a rimanere sotto i livelli medi del periodo.
  • Bacini Montani: Unica nota positiva, i volumi dei laghi montani risultano buoni e in linea con le medie storiche.

I dati integrali e le mappe dettagliate sono consultabili tramite il portale ufficiale di ANBI Veneto.

STAGIONE VITIVINICOLA 2026: IN VENETO LE STIME PRODUTTIVE REGGONO NONOSTANTE GLI SBALZI CLIMATICI

STAGIONE VITIVINICOLA 2026

IN VENETO LE STIME PRODUTTIVE REGGONO NONOSTANTE GLI SBALZI CLIMATICI

Bruschi sbalzi di temperatura ed eventi climatici estremi più frequenti, ma i vigneti del Veneto resistono: le stime produttive sono in linea con quelle dell’anno scorso. Questo è quanto emerge dal primo incontro della 52° edizione del Trittico Vitivinicolo Veneto, andato in scena giovedì 18 giugno.

L’evento, organizzato da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione del Veneto, ARPAV e CREA e aperto dai saluti del direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner e dell’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, è servito per analizzare lo stato di salute attuale dei vigneti regionali e addentrarsi nelle prime previsioni di produzione per l’annata, che ha tutte le carte in regola per ripetere gli ottimi risultati del 2025.

L’andamento meteorologico, come sottolineato da Francesco Rech (ARPAV, Dipartimento Regionale per la Sicurezza del Territorio) sulla base delle rilevazioni della stazione metereologica di Conegliano, è stato, nella prima metà dell’anno, altalenante, con alcune gelate isolate, temperature tendenzialmente sopra la media, un maggio caratterizzato prima da un freddo, e poi da un caldo, anomali e diversi fenomeni climatici estremi, come raffiche di vento e grandinate, piuttosto consistenti.

Ciò non ha però causato danni particolari ai vigneti veneti, che hanno germogliato in anticipo, evidenziando una fertilità potenziale in lieve crescita rispetto al 2025. Determinanti, a tal proposito, i fattori mostrati dall’approfondimento di Patrick Marcuzzo e Francesco Capovilla (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia): gli eventi siccitosi, così come le gelate primaverili, non hanno inciso negativamente sullo sviluppo vegetativo delle piante e la peronospora, malattia fungina molto temuta dai viticoltori, ha circolato con intensità decisamente inferiore rispetto alla scorsa annata.

Sul fronte della flavescenza dorata, però, l’attenzione deve rimanere massima: i censimenti del 2025 hanno rivelato una presenza diffusa di Scaphoideus Titanus, insetto vettore della flavescenza dorata, in gran parte delle aree viticole del Veneto (circa il 92%). Pertanto, anche nel 2026, è necessario insistere con le misure di lotta obbligatorie illustrate da Diego Fornasiero (Unità Organizzativa Fitosanitario Regione del Veneto), ovvero i trattamenti insetticidi nelle finestre specifiche indicate dalla Regione e l’estirpo delle piante che manifestano sintomi riconducibili alla malattia.

A chiudere l’incontro, l’intervento di Loredana Moffa (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria, Centro di Ricerca Viticoltura ed Enologia), che ha presentato le opportunità e le prospettive in Veneto relative all’editing genetico, procedimento a cui le viti possono essere sottoposte per ottenere un incremento di resistenza alle patologie e assicurare una produzione vitivinicola più sicura e sostenibile.

“La filiera vitivinicola veneta” ha dichiarato il direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner, a margine dell’evento “nonostante i cambiamenti climatici e gli eventi geopolitici che stanno caratterizzando lo scenario attuale, continua a garantire una resa importante: a testimoniarlo il valore complessivo generato dai prodotti vitivinicoli veneti che nel 2025 è stato di 1,9 mld di euro. Tuttavia, il contesto, per i fattori già citati, rimane eccezionale e dunque il supporto di Veneto Agricoltura agli operatori del settore prosegue in maniera assidua. Sia attraverso incontri informativi e di ricognizione, come il Trittico Vitivinicolo inaugurato oggi, che tramite progetti sperimentali ad hoc: tra questi Ampelopros, con cui stiamo lavorando all’allargamento della base ampelografica dei vigneti del Prosecco, e le coltivazioni dei vitigni PIWI, varietà ibride in grado di resistere alle malattie fungine e dunque di ridurre i trattamenti fitosanitari”.

Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond, ma con un’attenzione specifica alle questioni di mercato: “Il comparto del vino veneto, soprattutto in questa fase storica, a causa del contesto geopolitico internazionale, sta vivendo un momento particolare. Finora però, come dimostrato dal 2025, il settore ha reagito bene e il supporto della Regione, in questo senso, continua a essere costante, non solo sul versante strettamente agricolo insieme a Veneto Agricoltura, ma anche su quello commerciale”.

 

 

 

 

 

Assemblea Assolatte: Paolo Zanetti confermato presidente. Export record a oltre 6,7 mld

Assemblea Assolatte

Paolo Zanetti confermato presidente. Export record a oltre 6,7 mld

 Secondo gli ultimi dati disponibili emersi nel corso dell’Assemblea, il fatturato complessivo dei prodotti lattiero-caseari ha raggiunto i 28,5 miliardi, mentre il fatturato derivante dalle esportazioni ha toccato il nuovo record di 6,7 miliardi, rafforzando il peso del comparto sui mercati internazionali.

L’assemblea di Assolatte ha confermato Paolo Zanetti alla presidenza dell’Associazione Italiana Lattiero Casearia che rappresenta e tutela le industrie attive in Italia nel settore.

Il 2025 si è chiuso con un nuovo record per l’export di formaggi Made in Italy, che ha raggiunto i 6,7 miliardi di euro, in aumento del 4,6% rispetto all’anno precedente. Una dinamica positiva che non si è arrestata nemmeno nei primi mesi del 2026. Tra gennaio e marzo, infatti, le esportazioni hanno registrato un ulteriore incremento del 3,8%.

Confagricoltura Veneto si congratula con il presidente Paolo Zanetti per la sua conferma al vertice di Assolatte, associazione di operatori, di cui la produzione agricola è fondamentale partner di filiera.

Disegno di legge ColtivaItalia

Disegno di legge ColtivaItalia

Primo importante passo verso l’approvazione di un provvedimento importante per l’agricoltura italiana

Lo scorso 17 giugno la commissione Agricoltura della Camera ha approvato il disegno di legge ColtivaItalia, un provvedimento proposto dal Governo che garantisce oltre un miliardo di euro di investimenti in Agricoltura.

“Il ColtivaItalia rafforzerà settori che possono esprimere grandi potenzialità e che si inseriscono nel piano di investimenti in agricoltura del Governo. Avevamo promesso di riportare l’agricoltura al centro della politica nazionale e lo stiamo facendo”. Così il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, in una nota seguente all’approvazione.

Il Piano -ricordiamo- prevede uno stanziamento complessivo di oltre un miliardo di euro, distribuito nel periodo 2027-2029. Esso mira a rafforzare l’autonomia produttiva dell’agricoltura italiana, sostenendo in modo strutturale i settori chiave e valorizzando le filiere agroalimentari del Paese.

Strategia per la Sovranità alimentare: 900 milioni di euro
•⁠ ⁠Fondo Sovranità alimentare: 300 milioni di euro per rafforzare la coltivazione di frumento, soia e altri settori strategici, ma deficitari.
•⁠ ⁠Allevamento Italia: 300 milioni di euro per l’allevamento italiano, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione di carne bovina nazionale e la linea vacca-vitello. In sede parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali
•⁠ ⁠Piano Olivicolo Nazionale: 300 milioni di euro per il reimpianto di oliveti con varietà resistenti e al ripristino della capacità produttiva delle aziende

Stabilizzazione dei Mercati: 10 milioni di euro
Per garantire prezzi certi e stabilizzare i mercati, sono stanziati 10 milioni di euro destinati ai contratti di filiera per il frumento, che prevedono un credito d’imposta dal 20% al 40% a seconda della durata degli accordi (da 3 a 5 anni), con il prezzo stabilito per l’intera durata del contratto per mitigare le oscillazioni del mercato e assicurare al contempo un reddito stabile agli agricoltori.

Ricambio generazionale: 150 milioni di euro
Accesso al credito per giovani e donne al fine di favorire il ricambio generazionale e promuovere l’imprenditoria giovanile e femminile in agricoltura, il piano mette a disposizione 150 milioni di euro per facilitare l’accesso al credito per le imprenditrici e dei giovani imprenditori agricoli tra i 18 e i 41 anni.

Terre ai giovani
ISMEA metterà a bando 8.417 ettari che potranno essere assegnati in comodato d’uso gratuito per 10 anni a persone tra i 18 e i 41 anni, con la possibilità di riscatto al 50% del valore iniziale al termine del contratto.

Ricerca e innovazione: 14, 5 milioni di euro
Si rafforzano ricerca e digitalizzazione. Il CREA assumerà 50 nuove unità di personale dedicate alla ricerca. Verranno supportate le aziende agricole sperimentali del Crea e degli istituti agrari con investimenti in agromeccanica di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica all’avanguardia e meccatronica.

Semplificazione
Il disegno di legge prevede un pacchetto di semplificazione amministrativa volto a ridurre i tempi burocratici e ad agevolare l’accesso ai fondi pubblici. In quest’ottica, le istruttorie dei Centri autorizzati di assistenza agricola (CAA) diventeranno immediatamente esecutive per le pratiche prive di valutazioni discrezionali, garantendo una attuazione più rapida ed efficiente degli interventi.

Sostegno alle imprese colpite da epizoozie e fitopatie
Il disegno di legge introduce una misura concreta a favore della sostenibilità economica delle imprese agricole colpite da epizoozie nel corso del 2025. Tali imprese potranno beneficiare di una moratoria di 12 mesi sulla quota capitale delle rate di mutui e altri finanziamenti a rimborso rateale in scadenza nel 2026, stipulati con banche, intermediari finanziari o altri soggetti autorizzati alla concessione del credito.

Pratiche Sleali: introdotta la diffida
Introdotta una modifica alla normativa sulle “Pratiche Sleali” permettendo così agli ispettorati la possibilità di assumere un approccio meno punitivo e che permetta alle aziende, qualora l’illecito sia sanabile, di intervenire entro sessanta giorni per eliminarlo previo pagamento di una ammenda ridotta.

Alte temperature: in vigore l’ordinanza che vieta il lavoro nei campi nelle ore centrali della giornata

Alte temperature

In vigore l’ordinanza che vieta il lavoro nei campi nelle ore centrali della giornata

Il Presidente della Giunta Regionale del Veneto, con Ordinanza n. 58 del 16 giugno 2026 (BUR n. 76 del 16/06/2026), ha adottato disposizioni di carattere contingibile e urgente per la tutela dei lavoratori esposti alle alte temperature estive nei settori agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto e nelle cave.

L’Ordinanza, che è vigente dal 17 giugno 2026 al 31 agosto 2026 sull’intero territorio regionale contiene il divieto di lavoro nelle ore centrali della giornata, dalle ore 12,30 alle ore 16, qualora siano presenti determinate condizioni climatiche.

Più precisamente: è vietato svolgere attività lavorativa in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00, esclusivamente nei giorni e nelle aree in cui si verifichino contestualmente entrambe le seguenti condizioni:

  1. a) il datore di lavoro ha già adottato le misure di prevenzione previste dalle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare” (recepite con DGR n. 568 del 16/06/2026), ma nonostante ciò lo stress da calore comporta ancora rischi rilevanti per la salute;
  2. b) la mappa del rischio pubblicata sul portale Worklimate – riferita a “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa”, ore 12:00 – segnala un livello di rischio “ALTO” per la zona specifica.

Portale Worklimate (da consultare quotidianamente prima di organizzare i turni di lavoro):

https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/

RACCOMANDAZIONE GENERALE – LINEE GUIDA REGIONALI (DGR 568/2026)

In tutte le lavorazioni all’aperto e negli ambienti chiusi non climatizzati influenzati dalle condizioni meteo esterne, è raccomandata l’applicazione delle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”, adottate con DGR n. 568 del 16 giugno 2026.

SANZIONI

La mancata osservanza degli obblighi previsti dall’Ordinanza comporta le conseguenze sanzionatorie previste dall’art. 650 del Codice penale, salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

RIFERIMENTI NORMATIVI E LINK UTILI

Ordinanza PGR n. 58 del 16/06/2026 (BUR Veneto n. 76 del 16/06/2026):

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioOrdinanzaPGR.aspx?id=585182

DGR n. 568 del 16/06/2026 – Linee di indirizzo protezione lavoratori dal calore:

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioDgr.aspx?id=585181

Mappa rischio calore Worklimate (aggiornamento quotidiano):

https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/

L’associazione rimane a disposizione per ogni chiarimento applicativo.

DOC Prosecco – Rinnovo sospensione iscrizione vigneti allo schedario viticolo ai fini della rivendica – triennio 2026/27-2028/29

DOC Prosecco

Rinnovo sospensione iscrizione vigneti allo schedario viticolo ai fini della rivendica – triennio 2026/27-2028/29

 

Si informa che la Regione del Veneto – Direzione Agroalimentare ha trasmesso, per la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale, tre distinti avvisi relativi all’istanza presentata dal Consorzio di Tutela Doc Prosecco, ai sensi dell’art. 39 comma 3 della L. n. 238/2016, per il rinnovo della sospensione temporanea dell’iscrizione vigneti allo schedario viticolo del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, ai fini dell’idoneità alla rivendica delle uve destinate alla Doc Prosecco per il triennio 2026/27-2028/29. Le tre disposizioni, datate 15 giugno 2026, riguardano rispettivamente le varietà Glera, Chardonnay/Pinot bianco/Pinot grigio e Pinot nero.

  1. Glera (Prot. n. 0341295 del 15/06/2026)

Sospensione per i vigneti della varietà Glera non ricompresi nel potenziale della denominazione e per quelli realizzati successivamente al 31 luglio 2026. Limite d’iscrizione confermato a 27.500 ettari, in conformità con i precedenti provvedimenti.

  1. Chardonnay, Pinot bianco, Pinot grigio (Prot. n. 0341313 del 15/06/2026)

Sospensione per i vigneti delle varietà Chardonnay, Pinot bianco e Pinot grigio non ricompresi nel potenziale della denominazione, realizzati successivamente al 31 luglio 2023.

  1. Pinot nero (Prot. n. 0341272 del 15/06/2026)

Sospensione per i vigneti della varietà Pinot nero non ricompresi nel potenziale della denominazione, realizzati successivamente al 31 luglio 2020.

Indicazioni operative

  • Le tre sospensioni si applicano esclusivamente ai vigneti non ricompresi nel potenziale della denominazione di origine, secondo le date di impianto sopra indicate per ciascuna varietà.
  • Le aziende interessate da nuovi impianti o reimpianti delle varietà in oggetto sono invitate a verificare la propria posizione presso lo schedario viticolo, anche tramite il nostro ufficio tecnico.
  • I provvedimenti definitivi saranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto; ne daremo tempestiva comunicazione non appena disponibili.

Per ulteriori informazioni o chiarimenti, gli associati possono rivolgersi ai nostri uffici tecnici delle associazioni provinciali di Confagricoltura.

Resilienza della viticoltura veneta. Progetto del CREA – Invito

Resilienza della viticoltura veneta. Progetto del CREA – Invito

Nell’ambito del Progetto CSR- Regione Veneto RESILIO.DEMO, focalizzato su diversità e resilienza per la viticoltura veneta, il CREA Viticoltura ed Enologia di Conegliano (TV) organizza un serie di eventi dimostrativi in vigneto, volti a promuovere una viticoltura più sostenibile tramite la condivisione delle conoscenze.

L’ente di ricerca vorrebbe raccogliere le adesioni per il secondo evento, che si terrà – in 2 turni di 2 ore ciascuno – il mattino del 3 luglio pv, presso il vigneto di Lison di Portogruaro (VE) dell’Azienda La Noiosa (https://goo.gl/maps/pALZPRy9JyBqxjcp7?g_st=am) e incentrato sulla lotta alla Flavescenza.

Per partecipare, compilare entro e non oltre il 29 giugno – con i dati personali e dell’azienda – il modulo di iscrizione, reperibile al seguente link:  https://forms.gle/Q1wA1TK8wEbzvgub9

 

CREDITO D’IMPOSTA 4.0: LA SCADENZA DEL 30 GIUGNO PER GLI INVESTIMENTI

CREDITO D’IMPOSTA 4.0: LA SCADENZA DEL 30 GIUGNO PER GLI INVESTIMENTI

Il prossimo 30 giugno 2026 scade il termine per completare gli investimenti in beni strumentali materiali 4.0 prenotati nell’anno 2025; si tratta degli investimenti per i quali entro il 31 dicembre scorso è stato accettato dal fornitore un ordine con acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisto. Le imprese devono quindi monitorare lo stato di avanzamento degli investimenti prenotati, e assicurarsi che la consegna e l’interconnessione dei beni avvengano entro il 30 giugno 2026. Una volta ultimato l’investimento, l’impresa è tenuta a presentare la “Comunicazione di completamento degli investimenti”, entro il 31 luglio 2026.

Le imprese interessate inoltre dovevano aver trasmesso la “Comunicazione preventiva”, per la prenotazione delle risorse disponibili, entro il 31 gennaio 2026. Entro trenta giorni dalla presentazione della comunicazione preventiva, l’impresa doveva poi trasmettere la “Comunicazione preventiva con acconto”, attestante l’avvenuto pagamento dell’acconto pari almeno al 20% del costo.

I beni agevolabili sono quelli indicati nell’Allegato A, Legge n. 232/2016: macchinari, impianti, robot, sistemi di visione, sensori, attuatori e ogni altro componente hardware e software che soddisfi i requisiti di interconnessione previsti.

Il credito d’imposta 4.0 è utilizzabile in compensazione, a mezzo modello F24, in tre quote annuali di pari importo. Se l’investimento viene completato entro il 30 giugno 2026, la prima quota del credito, pari a un terzo, è utilizzabile già nel 2026; la seconda quota del credito a partire dal 202 e la terza dal 2028. Ciascuna quota annuale può essere utilizzata anche in anni successivi. Nel modello F24 deve essere esposto il codice tributo “7077”,

Il mancato invio di una qualsiasi delle comunicazioni comporta l’impossibilità di fruire del credito d’imposta. Non è peraltro prevista alcuna sanatoria per questi adempimenti: il rispetto dei termini è condizione essenziale e inderogabile per l’accesso all’agevolazione.

Piano Nazionale Ripristino Natura, le critiche di Confagricoltura

Piano Nazionale Ripristino Natura, le critiche di Confagricoltura

Il Mase ha ricevuto il documento di posizione della Confederazione sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura (PNR), reduce dalla consultazione pubblica conclusa il 9 giugno. Il documento contiene tutti gli elementi di criticità presenti nel PNR.

Appunti presenti anche nella lettera che il presidente Giansanti ha inviato ai ministri Mase e Masaf. Tra le critiche della Confagricoltura al Piano spicca il tema delle integrazioni alla documentazione in consultazione che hanno modificato in maniera sostanziale il quadro degli interventi a ridosso della scadenza fissata.

Per questo motivo, Giansanti ha fatto richiesta nella sua missiva di un congruo differimento della scadenza del 9 giugno. Nel PNR sono, infatti, contenute misure di particolare rilievo per il settore primario che richiedono maggiore tempo per permetterne un’analisi adeguata. Un esempio sono quelle sulla connettività fluviale e sulla rinaturazione dei corsi d’acqua; temi particolarmente delicati per filiere strategiche come la risicoltura e pioppicoltura e per gli equilibri delle aree perifluviali.

Altra necessità è che il coinvolgimento dei portatori di interesse non si esaurisca nella fase di consultazione ma che venga attivato un percorso permanente di partecipazione, confronto e monitoraggio, che accompagni l’attuazione, la valutazione e l’aggiornamento del Piano.

Crisi fertilizzanti: le risposte dell’UE e la posizione dell’Italia

Crisi fertilizzanti: le risposte dell’UE e la posizione dell’Italia

L’aumento dei costi dei fertilizzanti, innescato dal blocco dello Stretto di Hormuz, entra al massimo livello dell’agenda politica europea. Confagricoltura chiede misure strutturali; il governo italiano si impegna su CBAM, ETS e sostegno alla PAC.

La Commissione UE ha proposto di aumentare di 300 milioni di euro il fondo di emergenza per l’agricoltura, con l’obiettivo di fornire un sostegno mirato ed eccezionale agli agricoltori colpiti dalla guerra in Medio Oriente e dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Questa proposta è stata adottata nell’emendamento al bilancio UE 2026 e richiede l’approvazione del Parlamento europeo e degli Stati membri. La riserva di crisi della PAC potrebbe essere potenziata a oltre 500 milioni di euro, con un nuovo regime di liquidità temporaneo per aiutare i Paesi membri a riprogrammare i piani strategici PAC e a compensare i costi aggiuntivi dei fertilizzanti.
La posizione del governo
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha salutato la proposta della Commissione come “una prima e concreta risposta all’emergenza”, chiedendo però di andare oltre: «Adesso confidiamo che il Parlamento UE approvi immediatamente questa misura. Noi come Italia abbiamo chiesto e continueremo a chiedere la sospensione del CBAM e dell’ETS, regolamenti che, soprattutto in questo periodo di incertezza, non hanno ragione d’esistere. La Commissione europea deve abbandonare posizioni ideologiche ed essere più pragmatica, non si possono imporre dazi su fattori di produzione essenziali agli agricoltori».
L’11 giugno, nelle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18–19 giugno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inquadrato la crisi dei fertilizzanti come questione di sicurezza alimentare e sicurezza strategica dell’Unione: «Le dipendenze economiche strategiche – ma pensiamo anche al tema dei fertilizzanti che sono così cruciali per la nostra sicurezza alimentare – rappresentano oggi una delle principali sfide geopolitiche». La premier ha indicato nella diversificazione degli approvvigionamenti e nel rafforzamento dei partenariati commerciali dell’UE la risposta strutturale.
La posizione di Confagricoltura
Confagricoltura ha accolto favorevolmente la proposta della Commissione, giudicandola un primo segnale positivo frutto della pressione esercitata dal sistema associativo e dal governo italiano. Palazzo della Valle ha però ribadito con chiarezza le priorità strutturali:
• approvazione rapida da parte del Parlamento europeo dei 300 milioni di riserva PAC;
• sospensione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) sui fertilizzanti;
• intervento sull’ETS e sulla struttura della tassazione sui fattori di produzione agricola;
• dotazione adeguata della futura PAC post-2027, senza tagli a favore di altri capitoli di bilancio europeo.