BIOLOGICO – REPORT CONSUMI ISMEA

BIOLOGICO – REPORT CONSUMI ISMEA

Spesa delle famiglie in crescita soprattutto nel Nord-Est

Il nuovo report consumi bio curato dall’ISMEA delinea un 2025 di espansione per il comparto biologico nazionale. Dopo un periodo di assestamento, i dati dell’Osservatorio Ismea-Nielsen IQ mostrano una spesa delle famiglie in  crescita, segnale di una scelta consapevole verso la qualità e la sostenibilità che coinvolge l’intero Paese, con dinamiche particolarmente vivaci nel Nord-Est.

A livello nazionale, il valore degli acquisti di prodotti biologici ha raggiunto i 4,44 miliardi di euro, registrando un incremento del +9,2% rispetto al 2024. Si tratta del risultato più alto dell’ultimo quinquennio, escludendo il picco eccezionale della pandemia nel 2020.

  • Crescita dei Volumi: Anche la dinamica in volume è positiva (+7,2%), consolidando l’incidenza del biologico sul totale della spesa agroalimentare nazionale, che sale al 4,0%.
  • Cosa c’è nel carrello? L’ortofrutta si conferma la regina del bio, rappresentando il 42,7% della spesa complessiva. Tra le categorie più dinamiche spiccano il latte e derivati (+17,7%) e le uova fresche (+14,9%), mentre arretrano carni e salumi a causa di rincari che hanno frenato la domanda.

L’analisi territoriale conferma la forza del Nord Italia, che veicola quasi la metà (47,2%) del valore totale del venduto nazionale.

  • Performance del Nord-Est: In quest’area geografica (che include il Veneto), si registra una crescita del fatturato biologico pari all’8,4% nel 2025.
  • Recupero di slancio: Questo dato segna un’accelerazione significativa rispetto al 2024, quando la crescita nel Nord-Est era rimasta quasi piatta (+0,2%). Attualmente, il Nord-Est detiene una quota del 20,6% sulla spesa biologica nazionale.

Mentre i supermercati mantengono la leadership con una quota del 37,0% (fatturato in crescita del +11,7%), la vera sorpresa del 2025 è il dettaglio tradizionale. Dopo anni di contrazione, i piccoli negozi e il commercio di quartiere tornano a crescere in modo deciso: +13,4% in valore. I consumatori sembrano diversificare maggiormente i propri comportamenti d’acquisto, cercando un equilibrio tra qualità e convenienza oltre i confini della GDO.

Il biologico nel 2025 non è più solo una nicchia di mercato, ma un segmento solido e in espansione che cresce a ritmi decisamente superiori rispetto all’intero paniere agroalimentare (+9,2% bio vs +3,7% totale agroalimentare). La sfida per il futuro resta la gestione dei prezzi per le categorie proteiche, mentre il fresco (frutta e verdura) continua a trainare con successo la transizione ecologica nei carrelli degli italiani.

MALTEMPO: 1,65 MILIONI DI EURO AI CONSORZI DI BONIFICA DEL VENETO PER IL RIPRISTINO DELLE OPERE DANNEGGIATE

MALTEMPO: 1,65 MILIONI DI EURO AI CONSORZI DI BONIFICA DEL VENETO PER IL RIPRISTINO DELLE OPERE DANNEGGIATE

La Giunta regionale del Veneto ha approvato la ripartizione di 1.652.134 euro destinati al ripristino delle opere pubbliche di bonifica danneggiate dalle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito il territorio regionale tra il maggio e il giugno 2024 e l’aprile 2025. Le risorse provengono dal Fondo di solidarietà nazionale, assegnato dal Ministero dell’Agricoltura, e interessano le province di Padova, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza e la Città Metropolitana di Venezia.

L’assessore regionale all’agricoltura Dario Bond ha sottolineato l’importanza strategica dell’intervento: i cambiamenti climatici impongono risposte tempestive di fronte a eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti. Le risorse consentiranno ai Consorzi di bonifica di ripristinare le infrastrutture danneggiate e garantire la piena operatività del sistema idraulico regionale, con evidenti ricadute positive sulla sicurezza del territorio e sulla continuità delle attività agricole.

I Consorzi beneficiari dovranno presentare entro il 31 agosto 2026 i progetti esecutivi relativi agli interventi di ripristino delle opere danneggiate nei comuni individuati dalle declaratorie ministeriali. La distribuzione delle risorse è avvenuta sulla base delle segnalazioni e delle necessità rilevate sui territori colpiti dagli eventi calamitosi.

Distribuzione dei fondi per Consorzio

Consorzio di bonifica

Sede

Importo assegnato

     

Adige Euganeo

Este

480.545 €

Alta Pianura Veneta

San Bonifacio

355.722 €

Acque Risorgive

—

346.536 €

Adige Po

Rovigo

241.240 €

Piave

Montebelluna

81.646 €

Brenta

Cittadella

81.302 €

Veronese

—

25.167 €

Bacchiglione

—

24.644 €

Veneto Orientale

—

15.327 €

 

Filippo Codato nuovo Direttore di AVEPA

Filippo Codato nuovo Direttore di AVEPA

Le congratulazioni di Confagricoltura Veneto

La Giunta regionale del Veneto nei giorni scorsi ha deliberato la nomina di Filippo Codato a Direttore dell’Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura (AVEPA). Agrotecnico e laureato in Scienze Agrarie all’Università di Padova, Codato ha 52 anni ed è originario di Mirano. Attualmente ricopre la carica di Direttore Generale del Condifesa TVB.

Il suo curriculum testimonia un percorso professionale di rilievo: ha maturato una significativa esperienza all’interno della stessa AVEPA, dove per quasi dieci anni ha ricoperto ruoli tecnici e di responsabilità nell’area dell’autorizzazione e della gestione degli aiuti alle produzioni zootecniche. Ha successivamente guidato importanti realtà nel campo della gestione del rischio agricolo, della mutualità e dei Consorzi di difesa, sviluppando competenze di alto livello nella gestione di fondi pubblici, nei rapporti istituzionali e nell’attuazione delle misure della Politica Agricola Comune.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Bond, ha commentato la nomina sottolineando come si tratti di una scelta che premia una figura di grande esperienza tecnica e comprovata capacità gestionale, «qualità fondamentali per guidare un ente strategico per il Veneto».

Confagricoltura Veneto si unisce a questo riconoscimento

La nomina di Filippo Codato alla direzione di AVEPA è una notizia positiva. Conosciamo bene le qualità professionali e umane del dottor Codato, la sua profonda conoscenza delle politiche agricole e il suo impegno costante a fianco delle imprese e delle istituzioni. Siamo certi che saprà guidare AVEPA con competenza e visione, consolidandone il ruolo di organismo pagatore efficiente e punto di riferimento affidabile per le aziende agricole del territorio.

A Filippo Codato vanno i più sinceri auguri di buon lavoro da parte di Confagricoltura Veneto.

Un ringraziamento sincero va a Fabrizio Stella per il lavoro svolto in questi anni alla guida di Avepa in qualità di Commissario straordinario.

Caporalato in agricoltura: al via la campagna straordinaria di vigilanza INL – estate 2026

Caporalato in agricoltura: al via la campagna straordinaria di vigilanza INL – estate 2026

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro lancia un’operazione straordinaria da giugno a settembre 2026

Con Nota n. 4227 del 9 giugno 2026 l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha disposto l’avvio immediato di una campagna straordinaria di vigilanza congiunta su tutto il territorio nazionale finalizzata al contrasto del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in agricoltura.

L’iniziativa, condivisa con INPS, INAIL e Carabinieri per la Tutela del Lavoro, si inquadra nel sistema di prevenzione e repressione dei fenomeni di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, con specifico riferimento alle fattispecie previste dall’art. 603-bis del Codice Penale (caporalato).

Il provvedimento giunge in un contesto di forte attenzione istituzionale sul tema, anche all’indomani del vertice convocato il 9 giugno dalla Ministra del Lavoro Marina Calderone presso la Prefettura di Reggio Calabria, a seguito di gravi episodi di sfruttamento verificatisi nel Cosentino.

Durata e modalità dei controlli

La campagna di vigilanza si articola come segue:

  • Periodo: da giugno a settembre 2026, con possibilità di proroga ai mesi successivi.
  • Ambito territoriale: tutto il territorio nazionale, con concentrazione nelle aree a maggiore impiego di manodopera stagionale.
  • Soggetti coinvolti: INL, INPS, INAIL, Carabinieri Nucleo Ispettorato del Lavoro.
  • Strumenti: accessi ispettivi programmati mediante analisi del rischio, utilizzo integrato delle banche dati (incluso il Portale Nazionale del Sommerso).
  • Focus settoriale: colture stagionali, raccolta ortofrutticola, vendemmia, operazioni di campo che richiedono intensa manodopera temporanea.

Il quadro normativo di riferimento: art. 603-bis c.p.

Il caporalato è configurato come reato dall’art. 603-bis del Codice Penale. La norma punisce chiunque recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori. La pena è la reclusione da uno a sei anni e la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato.

Sono indici di sfruttamento, tra gli altri: la reiterata corresponsione di retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali o di legge, la violazione sistematica delle norme sull’orario di lavoro, la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 12685/2026, ha recentemente ribadito la rilevanza penale della fattispecie anche in assenza di un’organizzazione strutturata, quando sia accertato lo sfruttamento sistematico con approfittamento dello stato di bisogno.

Il contesto: dati e tendenze ispettive

I risultati dell’attività ispettiva 2025 testimoniano un incremento delle verifiche nel settore agricolo pari al +13,5% rispetto all’anno precedente. La tendenza conferma che l’agricoltura resta tra i comparti prioritari dell’azione di vigilanza del lavoro.

Per l’estate 2026, il Ministero del Lavoro ha annunciato oltre 10.000 ispezioni nelle sole regioni Calabria e Basilicata, con un piano di rafforzamento che estende la copertura a tutto il territorio nazionale. La condizionalità sociale – che collega l’erogazione dei pagamenti PAC al rispetto degli standard lavorativi – amplifica le conseguenze delle irregolarità, esponendo le aziende a rischi anche sul fronte del sostegno europeo.

Cosa devono fare le imprese agricole

Confagricoltura Veneto raccomanda alle aziende associate di effettuare una verifica preventiva dei seguenti profili:

  • Regolarità contrattuale dei rapporti di lavoro: tutti i lavoratori devono essere assunti con contratto scritto nel rispetto del CCNL Agricoltura applicabile e dei minimi salariali.
  • Comunicazioni obbligatorie: verifica della corretta trasmissione delle comunicazioni di assunzione (COB/UniLAV) prima dell’inizio dell’attività lavorativa.
  • Orario di lavoro: rispetto dei limiti di orario, delle pause, dei riposi settimanali e degli straordinari previsti dal contratto collettivo.
  • Sicurezza sul lavoro: adeguatezza delle misure di prevenzione e protezione, della formazione obbligatoria e della documentazione (DVR, sorveglianza sanitaria, DPI).
  • Trasporto dei lavoratori: se l’azienda organizza o si avvale di soggetti terzi per il trasporto dei dipendenti, verificare che tali soggetti operino in modo lecito e non configurino intermediazione illecita.

Per ogni informazione in merito ai profili sopra indicati o per un supporto nella verifica della regolarità aziendale, le imprese associate possono rivolgersi agli uffici provinciali sindacale e paghe di Confagricoltura.

 

Nuovi obblighi per i datori di lavoro. Trasparenza retributiva tra uomini e donne a partire dall’assunzione

Nuovi obblighi per i datori di lavoro. Trasparenza retributiva tra uomini e donne a partire dall’assunzione

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 125 del 1° giugno 2026, il  D.Lgs n. 96/2026 ha recepito nell’ordinamento italiano la Direttiva UE 2023/970, introducendo un articolato sistema di obblighi sulla trasparenza retributiva. Le nuove norme — in vigore dal 7 giugno 2026 — si applicano a tutti i rapporti di lavoro subordinato, a tempo determinato e indeterminato, anche part-time, dirigenti compresi, e quindi riguardano anche le imprese agricole di ogni dimensione.

Il provvedimento intende rafforzare la parità retributiva tra uomini e donne attraverso la trasparenza salariale e nuovi obblighi informativi per i datori di lavoro. Vediamo i punti principali.

  1. ANNUNCI DI LAVORO E SELEZIONE DEI CANDIDATI

Da subito, ogni avviso o bando di selezione del personale deve indicare espressamente la retribuzione iniziale o la fascia retributiva prevista per la posizione, sulla base di criteri oggettivi e neutri rispetto al genere, con riferimento al CCNL applicato dall’azienda.

È espressamente vietato chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite in rapporti di lavoro precedenti o in corso, sia direttamente sia attraverso agenzie di selezione o head hunter. La dichiarazione spontanea del candidato non viola la norma.

  1. ASSUNZIONE: INTEGRAZIONE DELL’INFORMATIVA

Per i nuovi assunti dal 7 giugno 2026, l’informativa obbligatoria già prevista dal D.Lgs. n. 152/1997 (comunicazione di assunzione) deve essere integrata con un riferimento esplicito all’art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 96/2026.cPer il personale già in forza, l’integrazione può avvenire in occasione di modifiche del rapporto o su richiesta del lavoratore.

I datori di lavoro che applicano un CCNL leader — come il CCNL per gli operai agricoli e florovivaisti — godono di una presunzione di conformità ai principi di parità retributiva. In fase di prima applicazione, è sufficiente fare riferimento ai livelli di inquadramento contrattuali, senza necessità di costruire sistemi integrativi.

  1. MAPPATURA DELLE CATEGORIE E LIVELLI RETRIBUTIVI MEDI

Il decreto impone ai datori di lavoro di costruire la cosiddetta “mappatura”: raggruppare i dipendenti in categorie che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore, utilizzando come riferimento primario le categorie e i livelli del CCNL applicato.

Il “livello retributivo medio” da comunicare ai lavoratori comprende gli elementi fissi e continuativi della retribuzione. Sono esclusi — almeno in questa prima fase applicativa — i superminimi ad personam e le indennità occasionali di natura strettamente individuale.

Per il settore agricolo il computo dei dipendenti ai fini delle soglie previste dalla norma include i lavoratori a tempo determinato stagionali in proporzione alla durata effettiva del rapporto (media mensile sugli ultimi due anni), con esclusione degli apprendisti.

  1. DIRITTO DI INFORMAZIONE DEI LAVORATORI

Ogni lavoratore ha diritto di chiedere, una volta all’anno (anche tramite RSU/RSA), i livelli retributivi medi distinti per genere della propria categoria. Il datore di lavoro deve rispondere per iscritto entro due mesi.

L’obbligo si intende assolto anche pubblicando i dati sulla intranet aziendale. Non è mai consentito comunicare la retribuzione individuale di un singolo collega.

I datori di lavoro con meno di 50 dipendenti potranno adempiere con modalità semplificate che saranno definite da decreto ministeriale. Per questa fascia, è già prevista l’esenzione dall’obbligo di rendere disponibili i criteri per le progressioni economiche.

Tutti i datori di lavoro, indipendentemente dalla dimensione, devono informare annualmente i propri dipendenti del diritto di ricevere queste informazioni.

  1. DIVARIO DEL 5%: COSA FARE

Se dalla comparazione tra i livelli retributivi medi maschili e femminili nella stessa categoria emerge un divario pari o superiore al 5%, scattano obblighi precisi:

  • Il datore di lavoro deve motivare la differenza sulla base di criteri oggettivi e neutri (anzianità, condizioni di lavoro, responsabilità specifiche, ecc.).
  • In assenza di motivazione, il divario deve essere corretto entro 6 mesi dalla comunicazione dei dati.
  • Se non vi è né motivazione né correzione, si avvia una valutazione congiunta con i rappresentanti dei lavoratori.

Attenzione: in caso di contenzioso, il superamento della soglia del 5% può essere utilizzato dal giudice come elemento che inverte l’onere della prova a carico del datore di lavoro. Una motivazione solida e documentata è quindi essenziale.

  1. SCADENZE PER IL REPORTING (ART. 9)

L’obbligo di trasmissione dei dati sul divario retributivo all’Organismo di monitoraggio riguarda solo i datori di lavoro con almeno 100 dipendenti, secondo il seguente calendario:

 

SCADENZE REPORTING — D.Lgs. n. 96/2026

 

Datori con ≥ 250 dipendenti

Primo invio entro 7 giugno 2027, poi annuale

Datori con 150–249 dipendenti

Primo invio entro 7 giugno 2027, poi ogni 3 anni

Datori con 100–149 dipendenti

Primo invio entro 7 giugno 2031, poi ogni 3 anni

Datori con < 100 dipendenti

Nessun obbligo di reporting, ma risposta alle richieste individuali

 

  1. SANZIONI E RISCHI

In caso di accertata discriminazione retributiva, le conseguenze per il datore di lavoro comprendono:

  • Sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.500 euro per ogni violazione accertata.
  • Possibile revoca di agevolazioni pubbliche e benefici vigenti.
  • Limitazioni alla partecipazione ad appalti pubblici.
  • Azioni risarcitorie individuali da parte dei lavoratori, con inversione dell’onere della prova.
  1. COSA FARE DA SUBITO — CHECKLIST PER LE IMPRESE AGRICOLE
  • Aggiornare i modelli di annuncio di selezione del personale inserendo la RAL o la fascia retributiva prevista.
  • Istruire chiunque conduca colloqui di selezione: nessuna domanda sulla storia salariale pregressa.
  • Integrare la lettera/informativa di assunzione con il richiamo al D.Lgs. n. 96/2026, art. 6, comma 2.
  • Verificare, anche con il supporto dell’associazione, i livelli retributivi medi per categoria ai sensi del CCNL applicato.
  • Per le aziende con almeno 100 dipendenti: avviare la raccolta dati per il primo reporting (scadenza 2027 o 2031).
  • Informare annualmente tutti i dipendenti del loro diritto di richiedere informazioni sulle retribuzioni medie.

Per assistenza e approfondimenti gli associati possono rivolgersi agli uffici provinciali, sindacale e paghe, di Confagricoltura

Revisione trattori agricoli veloci. Prorogato al 31 dicembre 2026 il termine per le immatricolazioni 2017-2019

Revisione trattori agricoli veloci. Prorogato al 31 dicembre 2026 il termine per le immatricolazioni 2017-2019

Con Decreto dirigenziale n. 303 del 10 giugno 2026.pdf il termine del 30 giugno 2026 per la revisione dei trattori agricoli a ruote con velocità di progetto superiore a 40 km/h  (categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5) immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019 è stato posticipato al 31 dicembre 2026. Questo il testo dell’unico articolo del decreto: 1. Il comma 3, dell’articolo unico, del decreto dirigenziale n. 494 del 25 novembre 2025 è così sostituito: “Entro il 31 dicembre 2026 dovranno essere sottoposti ai suddetti controlli tecnici i trattori agricoli a ruote di tipo veloce immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019.”

Il provvedimento, come anticipato nella newsletter della settimana scorsa,  è stato richiesto da Confagricoltura, Uncai e Feracma per le difficoltà che gli operatori stavano riscontrando a livello pratico: ritardi nelle prenotazioni e nelle revisioni, difficoltà di applicazione delle disposizioni, rigetto delle domande.

Sicurezza sul lavoro: Bando Ismea per l’adeguamento dei trattori – Domande fino al 15 settembre

Sicurezza sul lavoro. Bando Ismea per l’adeguamento dei trattori – Domande fino al 15 settembre

La scadenza del bando ISMEA dedicato agli interventi di messa in sicurezza dei trattori agricoli è stata prorogata. Il termine per l’accreditamento, la compilazione, la pre-convalida e la successiva presentazione delle domande è stato posticipato alle ore 12:00 del 15 settembre 2026.

Ricordiamo che il bando dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni, destinata imprese agricole e agromeccaniche iscritte all’Inail. Le risorse sostengono interventi volti a migliorare le condizioni di sicurezza dei trattori, con particolare riferimento ai mezzi più datati ancora ampiamente utilizzati nelle aziende italiane.

La domanda di ammissione alle agevolazioni è presentata dall’impresa agricola o agromeccanica

ad ISMEA, nella piattaforma dedicata, per il tramite dell’Officina di autoriparazione (Soggetto proponente).

Sono considerati ammissibili alle agevolazioni i costi sostenuti per gli interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali così come rilevabili dal preventivo emesso dal soggetto proponente e allegato alla domanda di contributo. Sono ammissibili alle agevolazioni i costi relativi all’acquisto e all’installazione di:

  1. sistema agevolatore del riposizionamento in configurazione di sicurezza della struttura ROPS a due montanti abbattibile, per ridurre il rischio connesso con il mancato riposizionamento in configurazione di sicurezza nonché lo sforzo necessario all’operatore per movimentare la struttura;
  2. avvisatore acustico e/o luminoso, che interviene nel caso in cui la cintura non sia allacciata;
  3. avvisatore acustico e/o luminoso, che interviene nel caso in cui l’operatore lasci il posto di guida senza aver inserito il freno di stazionamento;
  4. telecamera con sistema di avviso acustico o visivo, che avverta l’operatore in caso di presenza di ostacoli/persone nella zona di lavoro, in particolare in quella posteriore;
  5. indicatore di pendenza (inclinometro) per ridurre il rischio di capovolgimento, eventualmente dotato di sistema di rilevamento e avviso in caso di avvenuto capovolgimento.

Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 2mila euro per impresa, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti “de minimis”. Le agevolazioni sono concesse in ordine cronologico di presentazione (convalida delle domande), fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Scarica il Bando: Bando per interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali – Ismea

Imu 2026 – Acconto entro il 16 giugno

Imu 2026 – Acconto entro il 16 giugno

Il prossimo 16 giugno scade il termine per effettuare il versamento della prima rata dell’acconto IMU per l’anno 2026, pari al 50% dell’imposta dovuta nell’anno precedente, calcolato con le aliquote e le detrazioni del 2025. Il saldo dovrà essere poi versato entro il 16 dicembre, applicando le aliquote deliberate dal Comune per l’anno in corso. Per gli immobili nella provincia di Trento si applica l’IMIS, in quella di Bolzano l’IMI e nella Regione Friuli Venezia Giulia si applica l’ILIA, con funzionamento simile all’IMU.

Sono tenuti al pagamento dell’imposta i proprietari e i titolari dei diritti di usufrutto, uso, abitazione, su terreni agricoli ed edificabili, e su fabbricati, compresi quelli rurali ad uso strumentale. È invece esente l’abitazione principale e le relative pertinenze, purché non sia “di lusso” (cioè, categorie catastali A1, A8, A9). Sono inoltre esenti i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (comprese le società agricole IAP) e quelli situati nelle zone considerate di montagna o collina (sulla base dei dati criteri stabiliti dalla circolare n. 9 del 14/6/1993). L’esenzione vale anche per agricoltori pensionati che mantengano l’iscrizione alla previdenza agricola e per i familiari coadiuvanti del coltivatore diretto, appartenenti al medesimo nucleo familiare. Le aree fabbricabili coltivate e condotte da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali sono considerate terreni agricoli. I fabbricati rurali strumentali (quali ricovero attrezzi o animali, magazzini ecc.) sono soggetti all’aliquota ridotta dello 0,1% che il Comune può solo ridurre o azzerare. L’imposta è ridotta al 50% per i fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati e, al sussistere di particolari condizioni (tra le quali un contratto di comodato registrato), anche per quelli concessi in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado. Per i fabbricati concessi in locazione a canone concordato è prevista una riduzione del 25%.

Per il pagamento deve essere utilizzato il modello F24, e si può compensare quanto dovuto con eventuali crediti disponibili. Il codice tributo per i terreni è il 3914, per le aree edificabili è il 3916 e per gli altri fabbricati il 3918. In caso di tardivo o omesso versamento è possibile regolarizzare beneficiando del ravvedimento operoso, che permette di risparmiare sulle sanzioni, prima dell’inizio di controlli da parte del Comune.

Indennizzi pesca 2025

Indennizzi pesca 2025

400.000 euro per le imprese con draga idraulica della Regione Veneto

Con la Deliberazione n. 434 del 28 maggio 2026, la Giunta Regionale ha varato un bando per indennizzare le imprese di pesca venete colpite dallo stop forzato delle attività. L’iniziativa punta a offrire un sostegno economico a chi, a causa dei blocchi disposti dalle Capitanerie di Porto di Chioggia e Venezia dal 1° ottobre 2024, non ha potuto pescare vongole di mare (Chamelea gallina) per l’intero anno 2025.

Il provvedimento prevede l’erogazione di sovvenzioni straordinarie in regime “de minimis” a favore delle imprese armatrici di imbarcazioni dotate di draga idraulica.

La disponibilità finanziaria complessiva per il presente bando è di Euro 400.000,00. Il valore della sovvenzione spettante a ciascuna impresa sarà calcolato in modo direttamente proporzionale al numero di imbarcazioni ammesse. Si specifica che l’importo massimo erogabile per singola impresa non potrà superare il limite di Euro 40.000,00 nell’arco di tre esercizi finanziari, come previsto dalla normativa europea sugli aiuti “de minimis”. In caso di esaurimento delle risorse, gli indennizzi verranno proporzionalmente ridotti.

Le istanze devono essere trasmesse esclusivamente tramite PEC all’indirizzo agroambientecacciapesca@pec.regione.veneto.it.  Il termine perentorio per la presentazione è fissato in 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto. Ogni impresa può presentare una sola domanda comprendente tutti i natanti per i quali si richiede il sostegno.

A corredo della domanda, i richiedenti devono allegare, tra gli altri, i seguenti documenti:

  • Dichiarazione di adesione al Co.Ge.Vo. di riferimento.
  • Certificati di navigabilità e licenza di pesca delle imbarcazioni.
  • Schede relative alla posizione fiscale e anagrafica per la liquidazione.
  • Copia del documento d’identità del rappresentante legale.

 

Prodotti fitosanitari – Aggiornamento autorizzazioni usi di emergenza

Prodotti fitosanitari

Aggiornamento autorizzazioni usi di emergenza

 

Il Ministero della Salute ha pubblicato alcune autorizzazioni di emergenza, relative a prodotti fitosanitari che potranno essere utilizzati nel primo e nel secondo quadrimestre del 2026 (febbraio-maggio e giugno-settembre), come previsto dall’art. 53 del Reg. (CE) 1107/2009.

Nella tabella seguente si riportano le informazioni principali, in allegato i decreti autorizzativi con le relative etichette. Su richiesta, è possibile fornire le singole richieste presentate.

Sostanza attiva

Agrofarmaco

Coltura

Avversità

Periodo di estensione

8-methyldecan-2- yl propanoate

NERMADY 2026

Mais

Diabrotica virgifera

dal 07.05.2026 al 3.09.2026

Acetamiprid 

EPIK SL

Barbabietola da zucchero

Afidi

dal 28.04.2026 al 25.08.2026

Nocciolo e mandorlo 

Cimice asiatica

Acetamiprid

KESTREL

Barbabietola da zucchero

Afidi

dal 28.04.2026 al 25.08.2026

Nocciolo e mandorlo

Cimice asiatica.

Chlorantraniliprole

LANZARTA 2026

Colture forestali di conifere

Bostrico tipografico (Ips typographus)

dal 28.04.2026 al 25.08.2026

Cyantraniliprole

EXIREL  BAIT

Pesco e

nettarino, melo, pero e vite da tavola

Ceratitis capitata

dal 19.05.2026 al 15.09.2026

Etoxazolo

BORNEO

Pomodoro in serra

Eriofide rugginoso

dal 07.05.2026

al 03.09.2026

Folpet

FOLDER

80 WG

Pero

Maculatura bruna

dal 28.04.2026 al 25.08.2026

Folpet

FOLPEC 50 SC

Pero

Maculatura bruna

dal 28.04.2026 al 25.08.2026

Fluazinam

NANDO MAXI

Nocciolo

Necrosi grigia

dal 28.04.2026 al 25.08.2026

Mefentrifluconazolo

REVYSION

Nocciolo

Oidio

dal 28.04.2026 al 25.08.2026

Spinosad

LASER 120 SC

Erba medica, trifoglio e leguminose foraggere

Dociostaurus maroccanus e Calliptamus italicus.

dal 07.05.2026 al 03.09.2026

Prossimi passaggi e scadenze

Di seguito si ricordano le finestre in cui inviare le prossime richieste per l’uso in situazioni di emergenza fitosanitaria, secondo quanto previsto dalle procedure del Ministero della Salute:

 

 

1-30 settembre 2026

Primo quadrimestre 2027

(febbraio – maggio)

1-31 gennaio 2027

Secondo quadrimestre 2027

(giugno – settembre)

In vista della prossima finestra temporale (1–30 settembre 2026), dedicata ai trattamenti con inizio 1° febbraio 2027, le aziende possono avanzare delle proposte di ammissione in deroga di determinati fitofarmaci.