Revisione trattori agricoli veloci – Denunciate al Ministero dei trasporti le criticità del sistema

Revisione trattori agricoli veloci

Denunciate al Ministero dei trasporti le criticità del sistema

In relazione alle difficoltà che si stanno riscontrando nell’applicazione del decreto 494 del 25 novembre 2025 sulla revisione dei trattori agricoli veloci (Cat. T-b), lo scorso 15 aprile le Associazioni della filiera (Confagricoltura, CIA, Copagri, CAI Agromec, UNCAI, FEDERACMA) hanno inviato una lettera congiunta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

In tale contesto, è stato chiesto al Ministero di stabilire una procedura transitoria che consenta ai proprietari dei mezzi, in regola con la richiesta di prenotazione, di continuare a operare in attesa di essere convocati.

A seguito di un confronto avuto il 20 maggio con la Direzione Generale per la Motorizzazione, il Ministero ha avviato un monitoraggio a livello territoriale. In particolare, con una nota del 6 maggio 2026, la Direzione Generale ha richiesto alle Direzioni Generali Territoriali (DGT) di:

  • monitorare lo stato delle prenotazioni e delle revisioni;
  • sensibilizzare il personale degli Uffici Motorizzazione Civile (UMC) sull’applicazione delle disposizioni;
  • affrontare le criticità segnalate, tra cui i casi di rigetto delle domande e le ricadute economiche per il comparto.

In relazione alla situazione descritta, ed al fine di disporre ulteriori informazioni, chiediamo agli associati di inviarci, entro il 15 giugno p.v. all’indirizzo e-mail fedvenet@confagricoltura.it indicazioni relative a UMC/Motorizzazioni che non accolgono richieste di prenotazione (Ufficio, data) o presentino particolari criticità operative, così da poterle rappresentarle puntualmente al Ministero nell’ambito del monitoraggio attualmente in corso.

Ricordiamo il contenuto del decreto 494 del 25 novembre 2025

“1. Il presente decreto definisce all’interno dell’Allegato “A”, parte integrante e sostanziale dello stesso, specifiche linee guida operative per l’esecuzione dei controlli tecnici sui trattori a ruote delle categorie T1b, T2b, T3b, T4b e T5, utilizzati principalmente sulle strade pubbliche, con una velocità massima di progetto superiore a 40 Km/h, e per l’individuazione delle attrezzature utili a tali controlli e le relative modalità di utilizzo.

  1. Le previsioni di cui all’Allegato “A” del presente decreto trovano applicazione a partire dal 1° febbraio 2026.
  2. Entro il 30 giugno 2026 dovranno essere sottoposti ai suddetti controlli tecnici i trattori agricoli a ruote di tipo veloce immatricolati dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2019.
  3. Entro il 31 dicembre 2026 dovranno essere sottoposti ai suddetti controlli tecnici i trattori agricoli a ruote di tipo veloce immatricolati dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2022.
  4. Dal 1° gennaio 2027 il calendario dei controlli tecnici sarà definito sulla base di quanto previsto all’articolo 5, comma 1, lett. c), del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 19 maggio 2017, n. 214.” 

 

Fertilizzanti, stop ai dazi UE

Fertilizzanti, stop ai dazi UE

Confagricoltura: una boccata d’ossigeno, ma serve un piano strutturale

La decisione del Consiglio UE del 22 maggio 2026

Il Consiglio dell’Unione Europea, riunito il 22 maggio 2026 a Bruxelles, ha approvato la sospensione per dodici mesi dei dazi doganali sui principali fertilizzanti azotati — in primo luogo urea e ammoniaca — utilizzati nella produzione agricola comunitaria. La misura entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’UE e sarà valida per un anno, con la Commissione europea chiamata a monitorare l’andamento del mercato e a valutarne eventuale proroga o modifica.

Il risparmio stimato dalla Commissione ammonta a 60 milioni di euro, ottenuto attraverso l’azzeramento di aliquote ordinarie che oscillavano tra il 5,5% e il 6,5%. La sospensione si applica secondo il regime della nazione più favorita (NPF), ma è limitata a un contingente pari ai volumi di importazione del 2024 maggiorati del 20%, così da tutelare anche i produttori europei. In modo esplicito, la misura esclude qualsiasi importazione proveniente da Russia e Bielorussia, in coerenza con le sanzioni adottate a seguito dell’aggressione all’Ucraina.

I numeri del mercato forniscono il contesto: nel 2024 l’UE ha importato 2 milioni di tonnellate di ammoniaca e 5,9 milioni di tonnellate di urea, più ulteriori 6,7 milioni di tonnellate di fertilizzanti a base di azoto e miscele contenenti azoto.

Il Piano d’Azione UE del 19 maggio: intenzioni e limiti

Come avevamo riportato nella newsletter della scorsa settimana, il 19 maggio 2026, il Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen aveva presentato al Parlamento Europeo il Piano d’Azione sui Fertilizzanti, con l’obiettivo dichiarato di garantire sicurezza alimentare e autonomia strategica. Il piano prevede misure immediate — tra cui contingenti tariffari temporanei già anticipati a febbraio 2026 per ammoniaca e urea — e interventi strutturali di lungo periodo, inclusa la revisione della Direttiva Nitrati e incentivi all’uso dei digestati.

Riguardo al meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism, Reg. UE 2023/956), entrato nella fase definitiva il 1° gennaio 2026 e applicabile anche ai fertilizzanti azotati, il Piano ha introdotto un’eccezione temporanea con un ricarico forfettario dell’1% anziché del 10-30% previsto sugli altri settori. Tuttavia, la revisione strutturale del meccanismo è stata rinviata a una valutazione di lungo periodo.

Un punto di partenza, non un traguardo

Confagricoltura ha accolto con favore la sospensione dei dazi, pur convergendo su un giudizio critico sul Piano d’Azione complessivo. Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del Copa-Cogeca, ha ribadito alla presidente von der Leyen che l’agricoltura deve essere considerata una questione di sicurezza nazionale per l’Unione europea, richiamando l’insostenibilità di costi con l’urea a 1.000 euro per tonnellata e il gasolio vicino a 2 euro per litro.

La sospensione dei dazi per dodici mesi è un segnale positivo, risultato di un pressing costante del mondo agricolo — non ultima la flash action organizzata da Confagricoltura a Strasburgo — ma si tratta di un punto di partenza, non di una risposta strutturale.

Il caso fertilizzanti mette in luce una contraddizione profonda dell’Europa: non è possibile perseguire l’autonomia strategica alimentare senza affrontare la dipendenza produttiva del settore agricolo.

Bonus Carburanti e Fertilizzanti

Bonus Carburanti e Fertilizzanti

Il Governo riconosce alle aziende agricole crediti d’imposta per 130 milioni di euro

In risposta alle pressanti richieste di Confagricoltura e delle altre associazioni del settore, il Governo ha varato misure urgenti a sostegno delle imprese agricole per contrastare i rincari dei fattori produttivi. Nella Gazzetta Ufficiale del 22 maggio 2026 (n. 117) è stato pubblicato il D.L. n. 89/2026 – “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi e di sostegno alle attività economiche per il protrarsi della crisi dei mercati internazionali” – che introduce benefici fiscali per il settore agricolo articolati in due misure distinte.

Bonus Carburanti – credito d’imposta fino al 20%

L’art. 2, comma 2, del D.L. 89/2026 modifica l’art. 8-ter del D.L. 27 marzo 2026, n. 38 (convertito con modificazioni dalla L. 22 maggio 2026, n. 88), riconoscendo alle imprese agricole un credito d’imposta fino al 20% delle spese sostenute, al netto dell’IVA e documentate da fattura, per l’acquisto di gasolio e benzina destinati all’alimentazione dei mezzi agricoli e al riscaldamento di serre orticole. La misura, inizialmente limitata al solo mese di marzo 2026 con una dotazione di 30 milioni di euro, viene estesa agli acquisti effettuati nei mesi da marzo a maggio 2026, con fondi triplicati a 90 milioni di euro complessivi. Il beneficio non si applica alle imprese agromeccaniche. Con decreto del Ministero dell’agricoltura (MASAF), di concerto con il MEF, adottato entro 30 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, saranno definiti criteri e modalità attuative.

Bonus Fertilizzanti – credito d’imposta fino al 30%

L’art. 2, comma 3, del D.L. 89/2026 introduce una misura del tutto nuova: un credito d’imposta fino al 30% della spesa effettuata per l’acquisto di fertilizzanti agricoli nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, al netto dell’IVA e comprovato da fattura. La dotazione massima è di 40 milioni di euro. L’agevolazione, che sembra applicarsi a tutte le tipologie di fertilizzanti, è concessa nel rispetto del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026 (C/2026/2593). Con decreto del MASAF di concerto con il MEF, adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore, saranno definiti criteri e modalità attuative.

Regole di fruizione comuni

Entrambi i crediti sono esenti da tassazione: non concorrono alla formazione del reddito imponibile né della base IRAP. Sono fruibili esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026, in deroga ai tetti annuali ordinari.

Dal testo del decreto si può presumere che l’entità precisa dei crediti potrà essere stabilita solo quando si sarà confrontato l’ammontare delle spese sostenute dalle aziende con le risorse messe a disposizione.

 

CCNL operai agricoli e florovivaisti – Rinnovato il contratto nazionale per il prossimo quadriennio

CCNL operai agricoli e florovivaisti

Rinnovato il contratto nazionale per il prossimo quadriennio

 

Si rende noto che lo scorso 28 maggio è stato siglato, presso la sede di Confagricoltura, l’accordo di rinnovo del CCNL per gli operai agricoli e florovivaisti, scaduto il 31 dicembre 2025.

L’intesa è arrivata al termine di un negoziato serrato, caratterizzato da incertezze legate all’andamento dell’inflazione a causa della grave crisi in atto sia a livello economico che a livello politico internazionale.

Evidenziano di seguito i punti salienti dell’accordo.

  • Aumenti retributivi. È stato previsto un aumento del 5,1% per il biennio 2026/2027, suddiviso in due tranches: 3,4% dal 1° giugno 2026, 1,7% dal 1° gennaio 2027, senza corresponsione di arretrati né una tantum. Si tratta di un aumento in linea con gli attuali indicatori di riferimento (IPCA) per i quali è peraltro previsto, a breve, un aggiornamento in deciso rialzo a causa delle crisi internazionali in atto.
  • Misure per favorire la stabilizzazione e la fidelizzazione dei lavoratori. Sono state introdotte, a far data dal 2027, alcune disposizioni contrattuali che cercano di andare incontro all’esigenza più sentita dalle aziende agricole: la difficoltà di reperire e soprattutto di mantenere in servizio i lavoratori. A tal fine è stata prevista la possibilità di stipulare contratti a termine, con garanzia occupazionale di almeno 100 giornate annue, di durata triennale da svolgersi nell’ambito di tre distinti rapporti annuali consecutivi (in analogia con la forma contrattuale prevista, in passato, dal cd. decreto “campo libero”). Si è inoltre convenuto di introdurre un “Elemento aggiuntivo della retribuzione”, pari allo 0,4 per cento del salario contrattuale, in favore degli operai agricoli a tempo determinato che hanno svolto presso la stessa azienda per almeno tre anni consecutivi almeno 150 giornate. È stata altresì rivista e aggiornata la disciplina delle convenzioni al fine di rendere questo strumento di programmazione delle assunzioni sempre più interessante e fruibile, anche in modo condiviso da parte di più aziende che hanno piani colturali non sovrapponibili;
  • Mensilizzazione del TFR. Sono state riviste le norme contrattuali sulla corresponsione del Trattamento di fine rapporto per gli operai agricoli a tempo determinato, allo scopo di confermare la possibilità di corrisponderlo congiuntamente alla retribuzione mensile, anche attraverso una norma di interpretazione autentica delle previgenti disposizioni;
  • TEC. Sono stati stabiliti i criteri per la determinazione del cosiddetto “Trattamento Economico Complessivo”, elemento di riferimento per la determinazione del “giusto salario” di cui al cd. decreto-legge 1° maggio (DL n. 62/2026);
  • Stesura dei CPL. Sono state aggiornate le norme contrattuali che disciplinano il secondo livello di contrattazione collettiva (provinciale), introducendo un termine entro il quale debbono essere redatti i testi coordinati dei CPL (cd. stesura), al fine di rendere fruibili i relativi contenuti (tabelle comprese) e consentirne la trasmissione alle amministrazioni competenti, in ottemperanza a quanto disposto dal cd. decreto-legge 1° maggio (DL n. 62/2026) anche per la determinazione del “giusto salario”;
  • Interpretazione del CCNL. È stata introdotta una norma che richiama le previsioni civilistiche in materia di interpretazione dei contratti, allo scopo di valorizzare il ruolo delle Parti stipulanti nell’individuazione dell’esatta portata delle norme contrattuali, al fine di limitare il rischio di interpretazioni da parte di soggetti terzi non conformi alla volontà delle Parti stesse;
  • Welfare contrattuale. Sono state ampliate e migliorate le prestazioni di welfare contrattuale a carico degli enti bilaterali nazionali, a parità di contribuzione, in favore dei lavoratori che si trovano in condizioni di difficoltà.
  • Lavoratori stranieri. Considerata la crescente incidenza dei lavoratori stranieri nel mercato del lavoro agricolo, sono state introdotte misure specifiche per andare incontro ad alcune loro esigenze, come quella di poter cumulare ferie e permessi per recarsi nel Paese di origine e di poter disporre di un permesso speciale per il disbrigo delle pratiche legate al permesso di soggiorno.
  • Equiparazione delle festività nazionali e infrasettimanali. Il trattamento economico delle cosiddette festività infrasettimanali coincidenti con la domenica è stato equiparato, per gli OTI, a quello delle cosiddette festività nazionali (che, come noto, prevede la corresponsione di 1/26 della retribuzione mensile in busta paga).
  • Accordi per le emergenze climatiche. In attuazione del Protocollo quadro per l’adozione delle misure di contenimento dei rischi lavorativi legate alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro, nonché delle relative disposizioni normative di accompagnamento (DM n. 95 del 2025), è stata rinviata al livello territoriale la definizione di appositi accordi in materia.
  • Manutenzione del verde. È stato aggiornato lo specifico Verbale di Accordo per le imprese di manutenzione, sistemazione e creazione del verde, allo scopo di ampliarne e precisarne meglio l’ambito di applicazione, riconducendo ad esso anche alcune attività complementari di natura “edile”, quali opere in ambito stradale, raccolta dei rifiuti provenienti dalle attività manutentive, piccole opere funzionali alla realizzazione di aree verdi.

Confagricoltura e le altre associazioni datoriali hanno respinto una serie di richieste avanzate dai sindacati nella piattaforma tendenti ad ottenere l’introduzione dei contratti aziendali e la possibilità di indire assemblee alle organizzazioni sindacali territoriali.

Scarica il verbale dell’accordo: Verbale di accordo CCNL operai agricoli e florovivaisti 28 maggio 2026.pdf

 

CONFAGRICOLTURA DONNA – PAOLA GIOVANNINI PASTI È LA NUOVA PRESIDENTE

CONFAGRICOLTURA DONNA

PAOLA GIOVANNINI PASTI È LA NUOVA PRESIDENTE

L’Assemblea di Confagricoltura Donna, riunitasi a Palazzo della Valle, ha eletto Paola Giovannini Pasti come nuova presidente. Classe 1970, imprenditrice, fondatrice di Confagricoltura Donna Friuli-Venezia Giulia, Giovannini Pasti è socia di cinque aziende agricole di famiglia nel nord-est, tra Veneto e Friuli. Ha condotto studi giuridici ed è appassionata di giornalismo, arte e cultura. Da tempo attiva nel no profit, ha fondato la Onlus “Un sogno per la vita”, creando progetti di vita dalla nascita all’età adulta per persone con disabilità intellettiva ad eziologia genetica.

Nelle prime parole del suo discorso, un omaggio a Confagricoltura Donna e a chi l’ha fondata: “Quattordici anni fa alcune donne insieme a Marina Di Muzio decisero di organizzarsi perché le imprenditrici agricole avessero non solo il diritto ma la necessità di una voce propria, dentro un settore che le vedeva come eccezione – ha detto Giovannini Pasti -. Quelle donne non hanno costruito un’associazione ma una presenza. Ci stiamo insediando oggi su fondamenti che altre hanno gettato con fatica e visione. Non partiamo da zero”.

Ad aprire la mattinata di lavori, Alessandra Oddi Baglioni, presidente uscente che ha guidato l’Associazione per due mandati, dal 2018, restando un punto di riferimento per le imprenditrici durante il Covid. L’Assemblea l’ha celebrata ripercorrendo – anche attraverso l’intervento di saluti e congratulazioni di Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi – le tappe principali della sua attività sindacale.

Di seguito i punti del Programma che Paola Giovannini Pasti intende “portare avanti come squadra”:

  1. Rafforzare la rete territoriale

Nessuna regione entro il quadriennio dovrà essere senza presidio attivo costruendo protocolli con ordini professionali, associazioni scientifiche e organizzazioni femminili;

  1. Far crescere le imprenditrici

Sia dentro le aziende che tra le aziende attraverso la formazione (fisco, marketing, transizione digitale). Siglare accordi con istituti bancari per convenzioni dedicate alle imprenditrici. Azione continuativa sui decisori politici per portare misure specifiche nel Psr, nel Pnrr e nella riforma della Pac.

  1. Formazione sindacale aperta a tutti

Conoscere i meccanismi della rappresentanza, capire come funzionano i tavoli   negoziali è una scelta strategica ed un’opportunità per tutta Confagricoltura;

  1. Leadership nella rappresentanza

La donna in agricoltura non deve esserci ma decidere di rappresentare, solo così il peso delle imprenditrici si trasforma in politica, prevedendo percorsi di mentoring per tutte;

  1. Premio di laurea Stem

Da progetto pilota in Lazio e Friuli portarlo a rete nazionale. Una o più Università partner per ogni regione in dialogo con le future imprenditrici per fare networking;

  1. Innovazione come strumento di sopravvivenza economica

Droni, precision farming, Tea, biologico: no ideologia ma necessità. Ogni stagione persa è un vantaggio competitivo regalato agli altri.

Due le vicepresidenti elette al suo fianco: Elisa Aquilano, presidente di Confagricoltura Donna Puglia, e Orsola Balducci, presidente di Confagricoltura Donna Lazio.

Confagricoltura Veneto e Confagricoltura Donna Veneto si congratulano con la nuova presidente e le fanno i migliori auguri di buon lavoro.

CSR primo insediamento bando 2025 – Finanziati 249 nuovi giovani agricoltori per oltre 31 milioni di euro

CSR primo insediamento bando 2025

Finanziati 249 nuovi giovani agricoltori per oltre 31 milioni di euro

Sono 249 i giovani imprenditori agricoli ammessi al finanziamento con i fondi del CSR 2023-2027 del Veneto attraverso l’ultimo bando del primo insediamento e degli interventi collegati del Pacchetto giovani. Nei giorni scorsi Avepa ha pubblicato la graduatoria delle domande finanziate nell’ambito del Pacchetto Giovani. 

I bandi erano stati approvati dalla Giunta regionale con deliberazione n. 1132 del 22 settembre 2025, che è stata poi oggetto di modifica finanziaria lo scorso marzo. Oltre al premio per il primo insediamento riguardano investimenti per la competitività aziendale, l’ambiente, il clima e il benessere animale, per la diversificazione e per la prevenzione e il ripristino del potenziale produttivo.

Le graduatorie – Con Decreto n. 952 del 15 maggio 2026, Avepa ha approvato le graduatorie delle domande che finanziano tutte le 249 domande di insediamento dei giovani agricoltori ritenute ammissibili, per un aiuto complessivo di 31,2 milioni di euro di cui 9,9 milioni di euro relativi al premio di primo insediamento e 21,2 milioni di euro per gli investimenti degli interventi collegati del Pacchetto.

In particolare, sono state ammesse a finanziamento 59 domande per l’intervento SRE01 “Montagna” e gli interventi collegati per un importo di 7,5 milioni di euro, di cui 2,3 milioni di euro relativi al premio per l’insediamento.

 Per l’intervento SRE01 “Altre zone” e gli interventi collegati risultano finanziate 190 domande per un importo complessivo di 23,7 milioni di euro, di cui 7,6 milioni di euro per l’insediamento.

I giovani neo insediati della programmazione 2023-2027 – A seguito dell’approvazione di questa nuova graduatoria, salgono quindi a 891 i giovani agricoltori finanziati dal CSR 2023-2027 del Veneto, con un sostegno complessivo di 114,4 milioni di euro. In particolare, con i bandi del Pacchetto giovani approvati a dicembre 2023 sono stati finanziati 306 giovani agricoltori per 37,4 milioni di euro, mentre i bandi approvati a novembre 2024 hanno sostenuto 336 giovani con 45,8 milioni di euro.  

Formazione sicurezza sul lavoro – Dal 25 maggio in vigore la nuova disciplina per la formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro

Formazione sicurezza sul lavoro

Dal 25 maggio in vigore la nuova disciplina per la formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro

Lo scorso 24 maggio si è concluso il periodo transitorio di 12 mesi previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 in materia di formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Durante tale periodo è stata consentita l’erogazione dei corsi secondo la disciplina previgente. A decorrere dal 25 maggio 2026, pertanto, i corsi di formazione e aggiornamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro dovranno essere avviati nel rispetto delle nuove disposizioni contenute nell’Accordo medesimo, che ha sostituito e abrogato i precedenti Accordi Stato-Regioni in materia di formazione.

Resta fermo che la formazione già validamente svolta secondo la disciplina previgente conserva la propria efficacia, secondo quanto previsto dalle disposizioni transitorie e dalle tabelle di riconoscimento dei crediti formativi contenute nell’Accordo. Sarà in ogni caso necessario verificare, con riferimento alle singole fattispecie, la coerenza dei percorsi formativi già effettuati rispetto ai nuovi obblighi e alle nuove scadenze di aggiornamento.

Alla luce dell’imminente conclusione del periodo transitorio, richiamiamo di seguito le principali novità introdotte dall’Accordo, con particolare riferimento ai profili di maggiore interesse per le aziende agricole.

  • La nuova formazione obbligatoria del datore di lavoro, della durata minima di 16 ore, dovrà essere completata entro 24 mesi dall’entrata in vigore dell’Accordo e, quindi, entro il 24 maggio 2027. Resta fermo che, secondo le tabelle di riconoscimento dei crediti formativi previste dall’Accordo, i datori di lavoro già formati per lo svolgimento diretto dei compiti di RSPP beneficiano del riconoscimento del credito formativo totale rispetto al corso per datore di lavoro.
  • Per i datori di lavoro che intendano assumere direttamente, per la prima volta, i compiti del servizio di prevenzione e protezione, l’Accordo prevede uno specifico percorso formativo per datore di lavoro RSPP, articolato in un modulo comune (8 ore) e del modulo tecnico-integrativo specifico per il settore agricoltura, silvicoltura e zootecnia (16 ore).
  • Per i preposti, il nuovo Accordo prevede una durata minima del corso pari a 12 ore, con aggiornamento biennale di almeno 6 ore; inoltre, i preposti in possesso di un attestato da oltre due anni alla data di entrata in vigore dell’Accordo dovranno effettuare l’aggiornamento entro il termine previsto dalle disposizioni transitorie.
  • Per i dirigenti, la durata del corso viene ridotta a 12 ore (rispetto le 16 ore previgenti), ferma restando la periodicità quinquennale dell’aggiornamento.
  • Vengono introdotti specifici obblighi formativi per alcune attrezzature di lavoro precedentemente non disciplinate in modo espresso, tra cui il Carroponte e la macchina agricola raccogli frutta (4 ore di teoria e 4 ore di pratica), comunemente detta “carro raccoglifrutta”.
  • Viene inoltre disciplinato uno specifico percorso formativo per i lavoratori, datori di lavoro e lavoratori autonomi che operano in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, ai sensi del d.P.R. n.177/2011 (“Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti”), con una durata minima di 12 ore, di cui una parte significativa (8 ore) dedicata alle esercitazioni pratiche.
  • L’organizzazione dei corsi dovrà avvenire secondo le nuove regole previste dall’Accordo, anche con riferimento ai soggetti formatori, al progetto formativo, al numero massimo di partecipanti, alle modalità di erogazione, alla frequenza minima e alla verifica finale di apprendimento. Di ciò se ne sta facendo carico Erapra, l’Ente di formazione di Confagricoltura Veneto.

Si segnala, inoltre, che l’Accordo non ripropone la precedente previsione che consentiva, in caso di impossibilità di avviare il lavoratore ai corsi anteriormente o contestualmente all’assunzione, di completare la formazione entro 60 giorni. Tale aspetto assume particolare rilievo per il settore agricolo, caratterizzato da esigenze organizzative specifiche e da frequente ricorso a manodopera stagionale.

Alla luce di tale criticità, Confagricoltura ha rappresentato nelle sedi competenti, in particolare presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la necessità di intervenire sull’attuale disciplina, al fine di reintrodurre un’adeguata finestra temporale per il completamento della formazione dei lavoratori neoassunti.

 

Rischio calore nei luoghi di lavoro – La Regione del Veneto approva il Protocollo d’Intesa

Rischio calore nei luoghi di lavoro

La Regione del Veneto approva il Protocollo d’Intesa

Le regole da rispettare per salvaguardare la salute dei lavoratori

Con la DGR n. 376 del 19 maggio 2026 la Giunta Regionale del Veneto ha approvato un Protocollo d’Intesa per la gestione del rischio da calore e da radiazione solare negli ambienti di lavoro.

Perché nasce il Protocollo

I cambiamenti climatici rendono le ondate di calore sempre più frequenti e intense, con effetti diretti sulla salute dei lavoratori: stress termico, aumento del rischio infortunistico e patologie da calore. Il D.Lgs. 81/2008 obbliga i datori di lavoro a valutare e gestire questo rischio, sia negli ambienti outdoor (dove si aggiunge la radiazione solare) che indoor (magazzini, capannoni non climatizzati).

Il Protocollo coinvolge la Regione del Veneto, INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro, ANCI Veneto, gli UTG, e le principali associazioni sindacali e datoriali regionali (CGIL, CISL, UIL, Confindustria, Confagricoltura, Coldiretti, CNA, Confartigianato e altre).

Le misure di prevenzione previste

I datori di lavoro sono tenuti ad adottare un approccio integrato che comprenda:

  • valutazione del rischio microclimatico nel DVR
  • informazione e formazione dei lavoratori
  • pause in ambienti freschi o ombreggiati
  • disponibilità di acqua potabile
  • DPI e abbigliamento idoneo
  • sorveglianza sanitaria per i soggetti sensibili
  • procedure di emergenza e primo soccorso
  • organizzazione degli orari in base alle previsioni meteo (Worklimate | Clima Lavoro Prevenzione, indici WBGT/PHS)

Patologie da calore: cosa riconoscere

Le Linee di indirizzo allegate descrivono le principali patologie: dermatite da sudore, crampi, squilibri idrominerali, esaurimento da calore e — la più grave — il colpo di calore (temperatura corporea > 40°C, emergenza medica: chiamare subito il 112/118).

Indicazioni specifiche per il comparto agricolo

I lavoratori stagionali in agricoltura, impiegati prevalentemente nella raccolta di frutta e verdura, sono tra le categorie più esposte al rischio da temperature severe. Particolare attenzione va dedicata alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori a tempo determinato e stagionali, con visita medica prima dell’inizio dell’attività.

Oltre alle misure generali già previste dal Protocollo, le Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, contenute nel protocollo, raccomandano ai lavoratori agricoli di:

  • non lavorare a torso nudo; indossare abiti leggeri a trama fitta, traspiranti e di colore non bianco (o abbigliamento tecnico con certificata protezione UV), con maniche lunghe che ricoprano buona parte del corpo
  • proteggere testa, collo e orecchie con casco o copricapo dotato di copricollo (il cosiddetto “cappello da legionario”)
  • indossare occhiali da sole con filtri UV adeguati, preferibilmente avvolgenti o con protezione laterale
  • fare pause regolari in zone ombreggiate, anche in assenza di particolare stanchezza

Le Linee di indirizzo riportano anche una scheda di autovalutazione (vedi di seguito) che ogni azienda agricola può utilizzare per verificare il proprio livello di conformità.

Inoltre è possibile scaricare dal sito della Regione del materiale informativo anche in lingua straniera: https://www.aulss8.veneto.it/prevenzione-del-colpo-di-calore-nuovi-opuscoli-informativi-per-i-settori-agricoltura-ed-edilizia/

 

 

Parco Agrisolare – Bandi 2022, 2023 e 2024

Parco Agrisolare – Bandi 2022, 2023 e 2024

Aggiornamento modalità di rendicontazione

Guarda il video: WEBINAR GSE 28/5/2026-Rendicontazione Agrisolare

Con Decreto Direttoriale n. 0238190 del Masaf, pubblicato il 19 maggio, sono state aggiornate le modalità di rendicontazione degli interventi finanziati dai tre bandi del Parco Agrisolare (bandi 2022, 2023 e 2024).

Nello specifico, il decreto ha approvato un nuovo Regolamento Operativo (allegato al Decreto), che sostituisce i precedenti Regolamenti ed illustra modalità e tempistiche, aggiornate, per la rendicontazione degli interventi in modo da consentire al MASAF di verificare gli impegni assunti nei confronti della Commissione al 30 giugno 2026 (almeno 1.550.000 kW di capacità) lasciando però più tempo agli operatori per il completamento della rendicontazione sul Portale GSE.

In breve, ogni beneficiario, entro il 30 giugno 2026, dovrà aver  perfezionato una delle due procedure fissate per le verifiche da parte del GSE, ai fini del mantenimento del diritto al contributo (art. 1, comma 2, del Decreto Direttoriale; nuovo paragrafo 8.2.1 del Regolamento operativo):

  • opzione A — procedura ordinaria: completamento sul Portale GSE della richiesta di erogazione del contributo concesso, secondo il flusso ordinario del capitolo 8 del Regolamento operativo (di interesse quindi di beneficiari con intervento ultimato di cui risulti il fine lavori in GAUDI’);
  • opzione B — procedura alternativa via PEC: per chi ha completato i lavori entro il 30 giugno 2026 ma non riesce a chiudere la procedura ordinaria entro tale data. Consiste nell’invio al GSE di specifica documentazione attestante la realizzazione degli interventi finanziati (installazione impianto FV/sistemi di accumulo/ricarica elettrica ed eventuali interventi sui fabbricati (coibentazione, ecc.). In questo caso il beneficiario dovrà inviare per PEC al GSE (ad un indirizzo specifico che sarà comunicato dal GSE con apposita news sul proprio sito istituzionale), una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà del Soggetto Beneficiario sul completamento dei lavori (schema Allegato 5 al Regolamento), corredata della dichiarazione sostitutiva del Direttore lavori o tecnico abilitato (schema Allegato 6 del Regolamento) corredata del set documentale puntualmente elencato al paragrafo 8.5 del nuovo Regolamento e di seguito riportati:
  • 2 — documento di identità in corso di validità del Soggetto Beneficiario o Legale Rappresentante;
  • 4 — documento di identità in corso di validità del Direttore lavori o tecnico abilitato;
  • 7 — dossier fotografico dell’impianto;
  • 10 — schema elettrico unifilare as-built;
  • 14 — dossier fotografico comprovante l’installazione dei dispositivi di ricarica (solo se previsti);
  • 15 — dossier fotografico comprovante l’installazione del sistema di accumulo (solo se previsto);
  • 18 — dossier fotografico comprovante l’avvenuta effettuazione degli interventi complementari (solo se previsti);
  • 19 — formulario rifiuti (solo in caso di rimozione di eternit o amianto);
  • 21 — dichiarazione DNSH integrativa (solo in caso di realizzazione di interventi complementari, secondo lo schema Allegato 7);
  • 22 — dichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi del D.M. 37/2008.

I Beneficiari che si avvarranno dell’opzione B dovranno comunque completare la richiesta di erogazione entro il 31 ottobre 2026, attraverso il Portale GSE.

Per quanto indicato, con il nuovo Regolamento sarà quindi più facile per i beneficiari con lavori in corso, adempiere alle tempistiche del PNRR.

Si segnala che l’azione portata avanti dalla Confederazione in questi mesi nei confronti del MASAF, è stata volta proprio a rappresentare la difficoltà di molte aziende a completare la messa in esercizio degli impianti (attestata da fine lavori in GAUDI’) ed in alcuni casi ad ottenere le eventuali autorizzazioni all’installazione (paesaggistica, ecc.). Il nuovo Regolamento accoglie dunque in parte le sollecitazioni della confederazione formalizzate a fine aprile al ministero (in allegato lettera al MASAF).

Per la fase di rendicontazione (termine ultimo 31 ottobre 2026), restano ferme le condizioni sostanziali di fine lavori già disciplinate dal Regolamento operativo, come integrato dal Decreto Direttoriale prot. n. 0550028 del 15 ottobre 2025: sarà quindi necessario il completamento dei lavori di realizzazione dell’impianto e delle opere strettamente necessarie alla realizzazione fisica della connessione, ai sensi del Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA), e l’aggiornamento del portale GAUDÌ con la registrazione della data di comunicazione di fine lavori.

Si ricorda che, come già chiarito dalle precedenti versioni del Regolamento, l’attivazione della connessione non costituisce condizione per la rendicontazione.

Per ulteriori approfondimenti è possibile guardare il video del Webinar che il GSE ha proposto lo scorso 28 maggio (vedi link di YuoTube)

DL Bollette – Rimodulazione volontaria convenzioni Conto Energia

DL Bollette

Rimodulazione volontaria convenzioni Conto Energia

Scadenza 31 maggio 2026

Ricordiamo che è attivo il portale GSE “Estendi Convenzione CE”, accessibile dall’Area Clienti del sito GSE, che consente, entro il termine perentorio del 31 maggio 2026, di presentare istanza per estendere la durata delle convenzioni in Conto Energia attraverso due opzioni:

  1. una proroga di 3 mesi (90 giorni) del periodo incentivante, a fronte di una riduzione del 15% del valore della tariffa premio spettante per il periodo compreso tra il secondo semestre 2026 e il 31 dicembre 2027;
  2. una proroga di 6 mesi (180 giorni) del periodo incentivante, a fronte di una riduzione del 30% del valore della tariffa premio spettante per il periodo compreso tra il secondo semestre 2026 e il 31 dicembre 2027.

Si ricorda che il Decreto-legge 20 febbraio 2026, n. 21 (cosiddetto “DL Bollette”) all’art. 2, comma 1 ha introdotto la possibilità di prolungare, su base volontaria, la durata delle convenzioni di Conto Energia, in scadenza a decorrere dal 1° gennaio 2029, per impianti incentivati nell’ambito di I, II, III e IV Conto Energia (DM 28 luglio 2005, DM 19 febbraio 2007, DM 6 agosto 2010 e DM 5 maggio 2011) con potenza nominale incentivata superiore a 20 kW, beneficiari di premi fissi, non dipendenti dai prezzi di mercato.

La misura è stata introdotta al fine di ridurre l’impatto, nel breve, del costo degli incentivi al fotovoltaico e dunque il costo delle bollette elettriche.

Si ricorda, inoltre, che l’estensione della convenzione, conferisce diritto di precedenza per richiedere l’accesso, sempre su base volontaria ed entro il 30 settembre 2026, all’altro meccanismo, previsto dall’art.2, comma 4 del DL Bollette, che prevede l’uscita dal Conto Energia in abbinamento ad un sostegno ad interventi di rifacimento con potenziamento, che sarà disciplinato da specifiche istruzioni GSE, previste per i prossimi mesi.

Per ulteriori dettagli è possibile consultare la pagina dedicata, le Istruzioni Operative e la Guida all’utilizzo del Portale sul sito internet del GSE.