Tutela delle acque – Nuove regole UE per il controllo degli inquinanti nelle acque

Tutela delle acque

Nuove regole UE per il controllo degli inquinanti nelle acque

Dal 10 maggio 2026 entrerà in vigore la nuova direttiva UE sulla tutela delle acque superficiali e sotterranee, che aggiorna l’elenco degli inquinanti da monitorare e introduce nuovi standard di qualità ambientale (Sqa). La riforma punta a rafforzare la protezione degli ecosistemi acquatici alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.

Tra le principali novità figura l’ampliamento delle “sostanze prioritarie”, cioè quelle considerate particolarmente rischiose per l’ambiente acquatico. Nell’elenco entrano pesticidi, farmaci, bisfenoli e Pfas. In prospettiva futura, la direttiva include anche una lista di sostanze sotto osservazione, come microplastiche e indicatori di resistenza agli antimicrobici, utili per intercettare fenomeni emergenti e valutare il rischio cumulativo delle sostanze.

I nuovi standard di qualità saranno più stringenti: per le acque superficiali dovranno essere applicati entro il 2033, mentre gli Stati membri avranno tempo fino al 2039 per garantire il pieno rispetto complessivo. Il recepimento avverrà attraverso modifiche alla direttiva quadro sulle acque e alle direttive collegate. Gli Stati membri dovranno adeguare i propri ordinamenti entro il 21 dicembre 2027; in Italia ciò comporterà modifiche o integrazioni sulla Parte III del Dlgs 152/2006, il c.d. ‘Codice ambientale’.

DDL piscine, oneri non sostenibili per gli agriturismi – L’intervento di Confagricoltura e Agriturist

DDL piscine, oneri non sostenibili per gli agriturismi

L’intervento di Confagricoltura e Agriturist

Nell’ambito dell’esame dell’Atto Camera 2576 sulla “Legge quadro per la salute e la sicurezza nelle piscine”, Confagricoltura e Agriturist hanno presentato alla Commissione Affari sociali un documento di proposte, affiancato da una lettera ai ministri per la Protezione civile e le politiche del mare e della Salute.

Pur riconoscendo l’esigenza di una disciplina organica per garantire sicurezza e igiene, il disegno di legge introduce obblighi difficilmente sostenibili per gli agriturismi. Alcune misure determinerebbero infatti un aumento dei costi incompatibile con la gestione del servizio, con il rischio di ridurre l’offerta e penalizzare un segmento rilevante dell’ospitalità rurale. È quindi necessario prevedere norme che tengano conto delle specificità del comparto, assicurando elevati standard di sicurezza senza imporre oneri gestionali, tecnici e amministrativi sproporzionati.

SALARIO GIUSTO – “BENE CENTRALITÀ CONTRATTAZIONE COLLETTIVA PER INDIVIDUAZIONE DEL SALARIO”

SALARIO GIUSTO

“BENE CENTRALITÀ CONTRATTAZIONE COLLETTIVA PER INDIVIDUAZIONE DEL SALARIO”

Roberto Caponi, direttore generale di Confagricoltura, in commissione Lavoro della Camera per le audizioni sul Salario Giusto (DL 62/2026)

“Positiva è la valorizzazione della contrattazione collettiva leader – e cioè quella stipulata dalle Organizzazioni comparativamente più rappresentative sul piano nazionale – per l’individuazione del Salario Giusto. È importante che la definizione degli elementi che lo compongono sia frutto della fase di contrattazione, e non una previsione di legge”. E’ quanto sostenuto dal Direttore Caponi nella sede parlamentare.

Riguardo alla definizione del Salario Giusto Confagricoltura chiede che, in fase attuativa del decreto, si tenga conto delle specificità della contrattazione collettiva agricola, fortemente decentrata, e che demanda al livello territoriale l’individuazione della retribuzione contrattuale.

Con riguardo agli incentivi per l’assunzione e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro per giovani, donne e categorie svantaggiate, Confagricoltura, nell’apprezzare le misure, ha sottolineato la necessità di un miglior coordinamento con quelle in essere ed una semplificazione dei requisiti richiesti.

In particolare, la Confederazione chiede che gli incentivi spettino anche per le assunzioni a tempo determinato con contratto ‘stabile’, ossia reiterato per almeno tre annualità. Una previsione necessaria al settore agricolo, caratterizzato dalla prevalenza di contratti a termine, in ragione delle caratteriste delle lavorazioni.

Veneto – Una settimana di maltempo, ma l’estate è a rischio siccità

Veneto

Una settimana di maltempo, ma l’estate è a rischio siccità

Grandinate e piogge diffuse flagellano la regione, mentre i dati Arpav segnalano un deficit idrico strutturale che le precipitazioni di questi giorni non bastano a colmare.

 

Da una settimana il Veneto è colpito da un’intensa ondata di maltempo, con forti venti, grandine e piogge diffuse. I danni maggiori si registrano nel Trevigiano centro-orientale — tra Conegliano, Mareno di Piave, Susegana, Spresiano, Maserada sul Piave, Oderzo e il confine pordenonese — e nel Veneziano orientale, lungo il basso Piave, tra San Donà di Piave, Eraclea, Jesolo, Caorle e Portogruaro. Criticità si segnalano anche nel Veronese (Bussolengo, Verona, Villafranca, Valpolicella) e nell’area del Garda e, più isolatamente, nel Padovano, nel Rodigino e nella fascia di Chioggia e Rosolina. In diversi casi i fenomeni si sono ripetuti sugli stessi appezzamenti a distanza di poche ore, colpendo vigneti, frutteti, orticole e seminativi in una fase delicata della stagione produttiva.

Nonostante le abbondanti precipitazioni, la crisi idrica rimane una minaccia concreta per l’estate 2026. Lo confermano i dati Arpav e le dichiarazioni dei giorni scorsi dell’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini.

Il paradosso degli invasi – Gli invasi del Piave appaiono quasi pieni, all’84%, ma non grazie alle piogge. La causa è un aprile eccezionalmente caldo — il terzo più bollente dal 1991 e il quarto mese più secco degli ultimi 35 anni — che ha fuso prematuramente la neve in quota. Le riserve nevose nel bacino del Piave ammontano oggi ad appena 40 milioni di metri cubi, ben al di sotto della norma: le scorte estive sono state di fatto consumate in anticipo.

I numeri del deficit – Aprile si è chiuso con un calo pluviometrico del 66% rispetto alla media storica: sulla regione sono caduti in media soli 32 mm, contro i 94 attesi. I fiumi rispecchiano questa sofferenza, con portate in netto calo rispetto alle medie storiche:

  • Bacchiglione: -56%
  • Adige: -47%
  • Brenta: -38%

Per riequilibrare l’anno idrologico sarebbe necessario un maggio con precipitazioni quasi triple rispetto alla norma (circa 297 mm).

Falde in crisi e rischio inquinamento – La situazione del sottosuolo è quella che preoccupa di più. Le falde dell’alta pianura registrano livelli di siccità classificati tra severi ed estremi; le piogge di breve durata non riescono a ricaricarle. In centri come Cittadella e Castelfranco Veneto i livelli sono sensibilmente sotto le medie storiche. La riduzione della portata dei fiumi rischia inoltre di amplificare l’inquinamento: da anni i dati di Legambiente segnalano livelli elevati di Escherichia coli nel Bacchiglione e nel Retrone.

Lo scenario estivo: El Niño sullo sfondo – Secondo il professor Antonello Pasini, fisico del clima al CNR, l’estate 2026 si preannuncia molto calda. Un ulteriore fattore di rischio è l’oscillazione El Niño nel Pacifico tropicale, che potrebbe tradursi indirettamente in ondate di calore più intense ed eventi estremi tra fine estate e inizio autunno. Nonostante le piogge di questi giorni, rimane l’invito rivolto a tutti di non sprecare l’acqua

Assicurazioni agevolate – Avviso Masaf termini trasmissione polizze campagna assicurativa 2025

Assicurazioni agevolate

Avviso Masaf termini trasmissione polizze campagna assicurativa 2025

Il MASAF, con Decreto Direttoriale, ha emanato l’Avviso pubblico n. 189452 del 22.04.2026 per la presentazione di proposte per il pagamento del contributo pubblico per l’Intervento SRF.01 “Assicurazioni agevolate” – Campagna assicurativa 2025, produzioni vegetali.

Il decreto sopra richiamato fissa: la dotazione finanziaria per le produzioni vegetali, campagna 2025, in 295 milioni di euro (salvo eventuali incrementi da assegnare con specifico provvedimento in caso di disponibilità di risorse aggiuntive); i termini per la trasmissione delle polizze a sistema SGR in ambito SIAN.

Con riferimento ai termini per la trasmissione delle polizze, si specifica che:

entro il 31 luglio 2026 dovranno risultare trasmesse le polizze assicurative agevolate riferite alle colture di cui all’art. 8, comma 1, lettere da a) a d)del PGRA 2025 che ricordiamo essere:

  1. a) colture a ciclo autunno primaverile;
  2. b) permanenti;
  3. c) a ciclo primaverile e olivicoltura;
  4. d) colture a ciclo estivo, di secondo raccolto, trapiantate, vivai di piante arboree da frutto, piante di viti porta innesti, vivai di viti e pioppelle;
  • entro il 30 settembre 2026 dovranno risultare trasmesse le polizze assicurative agevolate riferite alle colture di cui all’art. 8, comma 1, lettere e) e f) del PGRA 2025 che ricordiamo essere:
  • colture a ciclo autunno invernale, coltura vivaistiche (ad eccezione di quelle indicate alla precedente lettera d); coltura che appartengono ai gruppi di cui alle lettere c) e d), seminate o trapiantate successivamente alle scadenze indicate per la stipula della polizza.

Fatturazione Elettronica e Codici CUN – I chiarimenti del Ministero dell’Agricoltura

Fatturazione Elettronica e Codici CUN

I chiarimenti del Ministero dell’Agricoltura

Riprendiamo il tema già trattato nella newsletter di qualche settimana fa relativa all’inserimento dei codici CUN in fattura. In risposta ai numerosi dubbi operativi sollevati dal settore, il Ministero dell’Agricoltura ha recentemente pubblicato una serie di chiarimenti ufficiali per guidare gli operatori nella corretta applicazione del Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 18 marzo 2026.

Il documento raccoglie le risposte alle domande più frequenti in due aree tematiche principali:

  • disposizioni Generali: dove si trovano le regole comuni a tutti i settori, come le modalità tecniche di compilazione e le tempistiche da rispettare.
  • specifiche per Filiera: una sezione dedicata ad approfondire i casi particolari e le eccezioni che riguardano le singole Commissioni Uniche Nazionali.

È opportuno ribadire che l’obbligo di indicare il codice identificativo delle Commissioni Uniche Nazionali ha una finalità esclusivamente statistica. Il sistema mira a monitorare con precisione la formazione dei prezzi lungo le filiere, motivo per cui l’eventuale mancata o errata indicazione del codice non comporta sanzioni di natura fiscale. Sebbene l’invio dei dati sia già tecnicamente possibile, l’Amministrazione si è mostrata consapevole dei tempi necessari per l’aggiornamento dei software gestionali.

Settore suinicolo – Trichinella e stabulazione controllata, aggiornate le linee guida

Settore suinicolo

Trichinella e stabulazione controllata, aggiornate le linee guida

 

L’evoluzione della normativa europea ha portato recentemente a un aggiornamento delle linee guida per il settore suinicolo veneto. Con la pubblicazione della nota n. 256657 del 6 maggio 2026,

la regione Veneto informa che, a seguito dell’entrata in vigore del Regolamento di esecuzione (UE) 2015/1375 (che sostituisce il precedente n. 2005/2075), la DGR n. 2560/2008 è da considerarsi formalmente superata. Tuttavia, poiché i requisiti tecnici sono rimasti invariati, per le verifiche di conformità e il rilascio della qualifica di “allevamento accreditato” è ancora possibile utilizzare la check-list regionale (UPSAIA – Allegato H – Sopralluogo 29.08.2008.rtf) o modelli equivalenti conformi alla normativa unionale (Allegato IV del Reg. UE 2015/1375).

Requisiti Tecnici per la Conformità

Per ottenere o mantenere la qualifica di stabulazione controllata, gli allevamenti devono soddisfare i seguenti criteri strutturali e gestionali:

  • Protezione degli Ambienti: I locali di stabulazione, inclusi eventuali parchetti esterni e finestrature, devono essere dotati di reti anti-passero per impedire l’accesso a uccelli carnivori.
  • Gestione dei Mangimi: Le materie prime e i mangimi devono essere conservati in silos chiusi o contenitori inaccessibili ai roditori. Lo stoccaggio in trincea all’aperto non è ammesso, a meno che il prodotto non subisca un trattamento termico prima della somministrazione.
  • Lotta agli Infestanti: È obbligatorio un piano di derattizzazione efficace. La presenza di infestazioni massive o di ambienti in disordine invalida l’efficacia del piano e la conformità del requisito.
  • Origine degli Animali: I suini devono provenire esclusivamente da aziende certificate per la stabulazione controllata. Per i capi provenienti da paesi esteri, sono attualmente riconosciuti ufficialmente gli stabilimenti situati in Danimarca e Belgio.

Adempimenti e Monitoraggio

  • Frequenza dei controlli: La qualifica sanitaria deve essere rinnovata con cadenza almeno triennale, previa valutazione del rischio a livello regionale.
  • Monitoraggio dei fornitori: Qualora un fornitore non rinnovi la qualifica da oltre 3 anni, l’operatore è tenuto a sollecitarlo. Se la qualifica del fornitore risulta scaduta da più di 5 anni, viene meno il requisito sulla garanzia di provenienza dei suini.
  • Revoca: In caso di accertata perdita di uno o più requisiti minimi, il Servizio Veterinario procede alla revoca immediata della qualifica fino al ripristino delle condizioni di conformità.

Alpeggio in Trentino 2026 – Nuove direttive per la Monticazione

Alpeggio in Trentino 2026

Nuove direttive per la Monticazione

 

Con la deliberazione n. 589 del 24 aprile 2026, sono state approvate le direttive per la gestione del bestiame (bovini, bufalini, equini, ovini, caprini e suini) durante il periodo di alpeggio. L’obiettivo primario è garantire la tracciabilità degli animali e il mantenimento degli standard sanitari del territorio provinciale.

Garanzie Sanitarie e Requisiti di Ammissione

L’accesso agli alpeggi è subordinato al possesso di specifici requisiti sanitari, differenziati per specie:

  • Bovini: È richiesto lo status di indennità per malattie quali Brucellosi, Leucosi bovina enzootica e Tubercolosi. Per la Paratubercolosi, i capi positivi non possono essere alpeggiati, mentre per quelli “dubbi” sono previste restrizioni sulla separazione dai capi giovani.
  • Ovini e Caprini: L’ammissione è vincolata all’indennità da Brucellosi. È inoltre previsto l’obbligo di trattamenti acaricidi per i caprini in specifiche zone (es. Val di Fiemme e Primiero) prima della demonticazione.
  • Equini: Devono risultare controllati per l’Anemia Infettiva Equina con tempistiche variabili (da 1 a 3 anni) in base al rischio dello stabilimento di origine.
  • Suini: È prescritto il divieto assoluto di somministrazione di rifiuti alimentari e l’obbligo di misure di biosicurezza per prevenire il contatto con la fauna selvatica (prevenzione Peste Suina Africana).

Adempimenti Amministrativi e Movimentazioni

  • Comunicazione preventiva: Il responsabile del pascolo deve comunicare al Servizio Veterinario dell’Asuit, almeno 15 giorni prima della monticazione, il numero di capi, l’azienda di origine e le date previste di arrivo e partenza.
  • Documentazione: Ogni spostamento deve essere scortato dal documento di accompagnamento informatizzato e dalle relative attestazioni sanitarie in Banca Dati Nazionale (BDN).
  • Registrazione farmaci: I trattamenti medicinali effettuati in alpeggio devono essere regolarmente inseriti nel registro elettronico dei trattamenti.

Gestione delle Emergenze e Sanzioni

Viene stabilito l’obbligo di denuncia immediata per ogni sospetto di malattia infettiva, aborto o decesso di animali in alpeggio. In caso di violazione delle direttive o mancanza dei requisiti sanitari, l’Asuit dispone il rientro immediato degli animali al luogo di origine (entro 3 giorni) e applica le sanzioni amministrative previste dalla normativa vigente.

 

OCM vino Possibile il cumulo con aiuti nazionali

OCM vino

Possibile il cumulo con aiuti nazionali

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) si è recentemente pronunciata sulla cumulabilità degli aiuti agli investimenti nel settore vitivinicolo previsti dal Reg. 1308/2013 (OCM), stabilendo che il cumulo con aiuti nazionali è possibile. Il ragionamento della Corte si basa sul fatto che il massimale del 40% previsto dall’OCM si riferisce esclusivamente alla quota UE del sostegno, lasciando spazio per l’aggiunta di contributi nazionali.

A seguito della sentenza, il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) ha chiesto chiarimenti alla Commissione Europea, in particolare sulla possibilità di cumulare fondi FEAGA e FEASR con agevolazioni fiscali nazionali sullo stesso investimento.

La Commissione, con nota dell’11 marzo 2026, ha confermato il proprio orientamento già espresso nel 2020: la sentenza non modifica le regole sulla cumulabilità tra PSR e credito d’imposta. Per lo Sviluppo Rurale (Reg. 1305/2013), i massimali riguardano la spesa pubblica totale (UE + nazionale), pertanto gli eventuali sgravi fiscali concessi al beneficiario devono essere computati nel contributo nazionale, nel rispetto dell’aliquota massima di sostegno.

In sintesi, la distinzione chiave è:

  • OCM vitivinicolo: massimale riferito al solo sostegno UE → cumulo con aiuti nazionali ammesso;
  • PSR/Sviluppo Rurale: massimale riferito alla spesa pubblica totale → gli sgravi fiscali rientrano nel calcolo e riducono lo spazio per altri aiuti nazionali.

 

Costo dei concimi Tensioni geopolitiche e inutili divieti mettono a rischio la cerealicoltura italiana

Costo dei concimi

Tensioni geopolitiche e inutili divieti mettono a rischio la cerealicoltura italiana

Lo studio di Assofertilizzanti

 

C’è allarme nel settore dei fertilizzanti per le tensioni nello stretto di Hormuz dal quale passa circa un terzo della produzione mondiale di concimi. Le difficoltà di transito stanno causando pesanti aumenti dei prezzi. L’urea ha segnato un incremento del prezzo dell’80% con pesanti ripercussioni sulle semine primaverili. Di fronte a questa situazione molte aziende agricole hanno ridotto la superficie programma a mais per destinarla a soia. Rilevanti sono i costi per tutti i cereali: mais, grano tenero e duro e riso.

Nonostante la crisi globale in atto, che ha riportato al centro dell’attenzione i fertilizzanti come strumento indispensabile per la sicurezza alimentare, rimane in vigore in Italia la messa al bando dell’urea nelle quattro regioni del bacino padano a partire dal 1° gennaio 2028. L’impatto del divieto potrebbe essere attutito da un emendamento al Ddl Coltiva Italia, in discussione alla Camera, che dovrebbe consentire l’impiego di prodotti innovativi a base di urea.

Di fronte a questa situazione Assofertilizzanti, l’Associazione di Federchimica che rappresenta i fabbricanti di fertilizzanti nazionali, ha commissionato a Nomisma lo studio “Valutazione di impatto della fertilizzazione azotata e dell’urea nell’agricoltura italiana”, i cui risultati finali sono stati presentati nei giorni scorsi nel corso di un evento al quale hanno partecipato stakeholder istituzionali e organizzazioni agricole.

I dati hanno confermato, innanzitutto, i rilevanti rischi produttivi ed economici derivanti dall’assenza dell’urea, in particolare per colture strategiche come mais, frumento e riso, evidenziando come uno scenario privo di questo mezzo tecnico comporterebbe non solo un calo delle rese, ma anche riduzioni significative della qualità delle produzioni, tali da determinare una contrazione complessiva del valore del comparto cerealicolo fino al 45%. Alla luce di questo scenario, la seconda parte dell’analisi si concentra sulle soluzioni concrete in grado di mitigare l’impatto ambientale della fertilizzazione azotata, salvaguardando al tempo stesso rese, qualità delle produzioni e sostenibilità complessiva dei sistemi agricoli.

Sebbene l’applicazione dell’urea incida sulle emissioni di gas serra in misura estremamente contenuta – pari appena allo 0,1% delle emissioni totali italiane e all’1,3% di quelle agricole – lo studio evidenzia come l’adozione diffusa delle buone pratiche agronomiche, a partire ad esempio dall’interramento dell’urea, consenta di ridurre ulteriormente le emissioni, contribuendo alla diminuzione della CO₂ e delle perdite di azoto in atmosfera.

Accanto alle pratiche agronomiche, Assofertilizzanti ha voluto porre l’attenzione sui prodotti innovativi sviluppati in questi anni dall’industria. Soluzioni come urea inibita e urea ricoperta, frutto di percorsi di ricerca consolidati, consentono di contenere le emissioni e migliorare l’efficienza nutrizionale, offrendo agli agricoltori strumenti avanzati per rispondere in modo concreto alle sfide ambientali. Secondo l’associazione, utilizzando tali prodotti, i costi di gestione delle colture cerealicole potrebbero andare incontro ad aumenti contenuti, intorno al +7%.

Lo studio di Nomisma sottolinea, inoltre, come l’Italia si caratterizzi già per un uso dell’azoto inferiore alla media dei principali Paesi europei, a conferma di un percorso di razionalizzazione dei mezzi tecnici avviato da tempo. In questo quadro, politiche che valorizzino l’innovazione e la corretta gestione agronomica possono rappresentare un’alternativa più efficace rispetto a restrizioni generalizzate.