Sicurezza sul lavoro – Bando Ismea per l’adeguamento dei trattori

Sicurezza sul lavoro

Bando Ismea per l’adeguamento dei trattori

Domanda dal prossimo 15 aprile

 

Dal prossimo 15 aprile, nel sito di ISMEA, si potranno caricare le domande  per il finanziamento di piccoli interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli e forestali, in attuazione dell’accordo di cooperazione sottoscritto il 9 dicembre 2025 con il ministero dell’Agricoltura, l’Inail e il Crea.

Il bando dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni, destinata imprese agricole e agromeccaniche iscritte all’Inail. Le risorse sostengono interventi volti a migliorare le condizioni di sicurezza dei trattori, con particolare riferimento ai mezzi più datati ancora ampiamente utilizzati nelle aziende italiane.

La domanda di ammissione alle agevolazioni è presentata dall’impresa agricola o agromeccanica

ad ISMEA, nella piattaforma dedicata, per il tramite dell’Officina di autoriparazione (Soggetto proponente).

Sono considerati ammissibili alle agevolazioni i costi sostenuti per gli interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali così come rilevabili dal preventivo emesso dal soggetto proponente e allegato alla domanda di contributo. Sono ammissibili alle agevolazioni i costi relativi all’acquisto e all’installazione di:

  1. sistema agevolatore del riposizionamento in configurazione di sicurezza della struttura ROPS a due montanti abbattibile, per ridurre il rischio connesso con il mancato riposizionamento in configurazione di sicurezza nonché lo sforzo necessario all’operatore per movimentare la struttura;
  2. avvisatore acustico e/o luminoso, che interviene nel caso in cui la cintura non sia allacciata;
  3. avvisatore acustico e/o luminoso, che interviene nel caso in cui l’operatore lasci il posto di guida senza aver inserito il freno di stazionamento;
  4. telecamera con sistema di avviso acustico o visivo, che avverta l’operatore in caso di presenza di ostacoli/persone nella zona di lavoro, in particolare in quella posteriore;
  5. indicatore di pendenza (inclinometro) per ridurre il rischio di capovolgimento, eventualmente dotato di sistema di rilevamento e avviso in caso di avvenuto capovolgimento.

Il bando prevede un contributo a fondo perduto pari all’80% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 2mila euro per impresa, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti “de minimis”. Le agevolazioni sono concesse in ordine cronologico di presentazione (convalida delle domande), fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

Il portale, per caricare le domande, sarà aperto il 15 aprile e rimarrà disponibile per le pre-convalida fino il 15 maggio, mentre sarà possibile presentare le domande (convalida) dal 19 maggio al 29 maggio.

Scarica il Bando: Bando per interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali – Ismea

Diritto di superficie – Corrispettivo non tassato nel caso di contestuale cessione della nuda proprietà  

Diritto di superficie

Corrispettivo non tassato nel caso di contestuale cessione della nuda proprietà

 

Negli ultimi anni, soprattutto nel settore della produzione di energia da fonte fotovoltaica, si è diffuso l’utilizzo del diritto di superficie. E’ uno strumento giuridico attraverso il quale l’agricoltore mantiene formalmente la proprietà del terreno, ossia la nuda proprietà, concedendo a terzi il diritto di costruire e gestire l’impianto fotovoltaico.

Il legislatore fiscale è intervenuto più volte in questo settore. Dal 1° gennaio 2024, a differenza di quanto avveniva in passato, tali operazioni generano una plusvalenza tassabile: con la Legge di Bilancio 2024 è stato infatti stabilito che è tassata la plusvalenza determinata dalla differenza tra l’ammontare percepito e le spese specifiche.

Nel 2025 il legislatore è intervenuto nuovamente: con una norma retroattiva ha stabilito che i corrispettivi derivanti dalla costituzione di diritti di superficie sono assoggettati allo stesso regime fiscale previsto per la cessione di terreni agricoli qualora, contestualmente alla costituzione del diritto, venga ceduta anche la nuda proprietà del terreno. Ad esempio, considerando il caso di un imprenditore agricolo che possiede da oltre 5 anni del terreno sul quale una società intende costituire un diritto di superficie per realizzare un impianto fotovoltaico: se l’imprenditore si limita a costituire tale diritto, il corrispettivo percepito genera una plusvalenza tassata; invece, qualora alla costituzione del diritto si accompagni la cessione della nuda proprietà del terreno a un soggetto terzo, l’operazione non è tassata, in quanto assimilata alla vendita di un terreno agricolo posseduto da oltre cinque anni.

L’Agenzia delle Entrate, con la recente risposta a interpello n. 51 del 2026, ha confermato tale interpretazione, esaminando un caso in cui alla costituzione del diritto di superficie si affianca la cessione della nuda proprietà del terreno al figlio dell’imprenditore agricolo, proprietario del bene da oltre un quinquennio. Anche in questa ipotesi, l’Agenzia ha escluso l’emersione di una plusvalenza tassabile.

 

“GRANAIO D’ITALIA” Registrazione delle quantità del primo trimestre entro il 20 aprile

“GRANAIO D’ITALIA”

Registrazione delle quantità del primo trimestre entro il 20 aprile

Obbligate le aziende agricole che immagazzinano prodotti con destinazione commerciale

 

Si ricorda l’obbligo di gestione del registro di carico e scarico dei cereali, sul portale SIAN, al seguente link https://www.sian.it/portale/servizi/cerealicolo-1/registro-dei-cereali

I soggetti obbligati alla tenuta di tale Registro, sono esclusivamente le imprese che, “acquisiscono o cedono a qualsiasi titolo” i cereali. Rientrano pertanto nell’obbligo anche gli operatori che raccolgono il prodotto dai propri campi e lo immagazzinano nelle proprie strutture.

Sono esentati dall’obbligo di registrazione i prodotti che sono trasferiti in strutture private o associative all’atto della trebbiatura. In tale caso, la registrazione deve essere effettuata da coloro che gestiscono dette strutture.

Gli operatori devono registrare, in forma cumulativa e aggregata, il volume totale degli acquisti e delle vendite effettuate in ciascun trimestre di dieci diversi prodotti cerealicoli, per cui sussiste l’obbligo di registrazione (frumento duro, frumento tenero e segalato, granturco, orzo, farro,

segale, sorgo, avena, miglio e scagliola), se prevedono che la quantità del singolo cereale da essi movimentato sia superiore, nell’anno solare, a:

  • 30 tonnellate annue per il frumento duro;
  • 40 tonnellate annue per il frumento tenero;
  • 80 tonnellate annue per il mais
  • 40 tonnellate annue per l’orzo;
  • 60 tonnellate annue per il sorgo;
  • 30 tonnellate annue per l’avena;
  • 30 tonnellate annue per il farro, la segale, il miglio, il frumento segalato e la scagliola.

Sono registrate le quantità totali (in tonnellate, con dettaglio di due decimali) di ciascun prodotto cerealicolo acquistato o ceduto nel trimestre distintamente per origine (provenienza nazionale, unionale o da Paesi terzi).

La registrazione delle operazioni va effettuata entro il ventesimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento, intendendosi le chiusure dei trimestri collocate nei giorni 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre. Pertanto, il prossimo trimestre da annotare e comunicare al Sian è quello che va dal 30 Gennaio 2026 al 31 Marzo 2026, quindi, per evitare sanzioni, le prossime comunicazioni al Sian andranno effettuate entro il 20 Aprile 2026.

Esclusioni – Sono esclusi dalla tenuta del registro telematico:

  • le aziende che esercitano, in via prevalente, l’attività di allevamento e le aziende che producono mangimi;
  • gli operatori che utilizzano le quantità di prodotto per il reimpiego aziendale, anche per usi zootecnici;
  • tutte le operazioni di carico e scarico relative alla trasformazione dei cereali e ai cereali trasformati;
  • i cereali detenuti dalla filiera sementiera da destinare alla semina e/o da reimpiegare in azienda;
  • i prodotti che sono trasferiti in strutture private o associative all’atto della trebbiatura non sono oggetto di
  • In tale caso, la registrazione deve essere effettuata da coloro che gestiscono dette strutture.

Sanzioni – La norma prevede sanzioni amministrative di importo variabile, da un minimo di 500 euro a un massimo di 4.000 euro, in base al tipo di irregolarità.

ACCORDO COOMERCIALE UE-AUSTRALIA

ACCORDO COOMERCIALE UE-AUSTRALIA

EMO CAPODILISTA: “UN’OPPORTUNITÀ PER L’EXPORT AGROALIMENTARE MA CI SONO TIMORI PER ALCUNE PRODUZIONI”

“L’accordo stipulato tra l’Unione europea e l’Australia accoglie le nostre richieste di tutela del comparto agricolo a garanzia di una concorrenza equilibrata, ma resta forte preoccupazione per il riso”. Così ha dichiarato Giordano Emo Capodilista, vicepresidente di Confagricoltura.

“Siamo soddisfatti delle misure di protezione applicate a 165 prodotti agroalimentari e a più di 200 distillati e vini europei, oltre che dell’introduzione in Australia di un sistema di riconoscimento e tutela delle DOP e IGP secondo il modello dell’Unione – ha proseguito il vicepresidente della Confederazione -. Tuttavia, resta il timore di un ingresso massivo di prodotti sensibili, come appunto il riso – ma anche lo zucchero, la carne bovina e quella ovina – per i quali sono state fissate quote non soddisfacenti. Situazione avversa che andrebbe a sommarsi ai possibili effetti del Mercosur”.

“In generale, rimarremo vigili affinché quanto stabilito venga applicato nel rispetto di una concorrenza regolata della reciprocità nell’ambito della sicurezza alimentare e della tutela ambientale e sociale, e per non lasciare spazio all’Italian Sounding al di fuori del mercato interno e oltre i limiti temporali stabiliti. Se gli impegni presi verranno rispettati, l’accordo UE-Australia, riducendo le barriere tariffarie, può rappresentare un’opportunità per il nostro export agroalimentare, ma nessuno dei nostri prodotti agricoli dovrebbe essere lasciato indietro”, ha concluso.

 

 

Crisi mercato latte bovino

Crisi mercato latte bovino

Accordo al Masaf per la contrattazione del prossimo trimestre

Lo scorso 27 mazo si è riunito presso il Ministero dell’Agricoltura il tavolo del settore lattiero caseario del latte bovino con le associazioni agricole e i rappresentanti dell’industria di trasformazione.

Tutti gli attori della filiera hanno condiviso un approccio basato sulla responsabilità e sulla collaborazione, con l’obiettivo di garantire stabilità e trasparenza nei rapporti commerciali.

Dopo un’analisi della situazione di mercato, le parti hanno convenuto su alcune linee guida chiave per la contrattazione lattiero-casearia nel prossimo trimestre.

Le parti, dopo aver analizzato la situazione di mercato, hanno convenuto, in merito al prossimo trimestre, un orientamento per la contrattazione lattiero casearia che preveda:

  • ⁠prezzo di 47 centesimi/lt per i quantitativi aziendali contrattati nel 2025;
  • ⁠un prezzo differenziale per i quantitativi eccedenti di ogni singola azienda rispetto alle produzioni dello stesso mese dell’anno precedente, che si prevede basato sulla CCIAA di Milano/Lodi;
  • l’⁠impegno dei caseifici a revocare le disdette al 31 marzo;
  • ⁠validità dell’accordo solo per il nord Italia;
  • ⁠in caso di segnalazioni di mancato rispetto degli accordi le associazioni agricole lo comunicheranno congiuntamente all’Icqrf.

Un accordo positivo incentrato sul senso di responsabilità di tutti gli attori della filiera che si sono impegnati per il rispetto del “gentlemen agreement”

È stato stabilito:

  • un prezzo base di 47 centesimi/litro per i quantitativi aziendali contrattati nel 2025;
  • per i quantitativi eccedenti rispetto alla produzione dello stesso mese dell’anno precedente un prezzo differenziale calcolato sulla base della CCIAA di Milano/Lodi;
  • che i caseifici si impegnino a revocare le disdette previste al 31 marzo, garantendo continuità alle aziende produttrici;
  • che l’accordo ha validità limitata al Nord Italia;
  • che in caso di mancato rispetto degli impegni, le associazioni agricole segnaleranno le anomalie congiuntamente all’ICQRF.

Anche se non si tratta di un accordo commerciale le parti si sono impegnate a diffondere presso i propri associati gli indirizzi contrattuali convenuti nel corso dell’incontro.

Carburanti e fertilizzanti a prezzi insostenibili

Carburanti e fertilizzanti a prezzi insostenibili

Annunciato un credito d’imposta per il gasolio agricolo

«Interverremo nel prossimo decreto sul settore agricolo con un credito d’imposta anche perl’agricoltura». Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida nei giorni scorsi, rispondendo a nome del Governo alle ripetute richieste di intervento formulate da Confagricoltura e dalle altre associazioni agricole. A seguito della guerra in Medio Oriente il prezzo del gasolio agricolo ha infatti raggiunto valori insostenibili.

Il taglio di 20 centesimi per 20 giorni delle accise sul gasolio e sulla benzina, decisa con il decreto dello scorso 18 marzo, come sappiamo non ha inciso sul prezzo del gasolio agricolo, che ha invece continuato la sua corsa al rialzo arrivando a toccare il valore di 1,3 euro al litro. Con quel provvedimento il Governo aveva accordato un credito d’imposta sul costo dei carburanti utilizzati dai settori dell’autotrasporto e della pesca, non dell’agricoltura.

Confagricoltura, in tutte le sedi istituzionali, ha spiegato che l’aumento del 50% dei costi del gasolio agricolo ha una ricaduta sulla competitività delle imprese con il rischio di abbandono delle produzioni e di innesco di un’inflazione lungo tutta la filiera agroalimentare. Ha quindi chiesto un credito d’imposta almeno pari al 20% sul costo sostenuto per l’acquisto del carburante, come quello accordato al settore della pesca. A seguito dell’annuncio del Ministro Lollobrigida rimaniamo quindi in attesa di conoscere il contenuto del nuovo provvedimento del Governo.

Per quanto riguarda i fertilizzanti, altro fattore della produzione agricola con prezzi insostenibili a causa dall’incremento del costo del gas e dalla crisi del trasporto navale causati dalla guerra, Italia e Francia hanno chiesto alla Commissione europea di sospendere immediatamente e con effetto retroattivo il Cban, la nuova tassa, dovuta al meccanismo di adeguamento del carbonio, richiesta ai prodotti importati. In alternativa, Roma e Parigi hanno chiesto alla UE di attivare una compensazione finanziaria a favore degli agricoltori. La richiesta per ora non ha ricevuto risposta. Ci rendiamo conto soltanto ora dell’importanza strategica, per la sovranità alimentare dell’Unione Europea, che hanno i fertilizzanti impiegati in agricoltura. 

Dermatite Nodulare Contagiosa (LSD)

Dermatite Nodulare Contagiosa (LSD)

Nuove regole per l’importazione di bovini dalla Francia

A partire dal 23 febbraio 2026, entrano in vigore le nuove disposizioni per l’introduzione in Italia di bovini provenienti dalle zone di vaccinazione contro la Dermatite Nodulare Contagiosa (Lumpy Skin Disease – LSD) della Francia. L’aggiornamento, frutto dell’accordo tra le autorità sanitarie italiane e francesi e basato sul parere del Centro di Referenza Nazionale per le Malattie Esotiche degli Animali (CESME), tiene conto della situazione epidemiologica attuale e della copertura vaccinale raggiunta in Francia.

Secondo le nuove regole, i bovini vaccinati o in periodo di immunità materna possono entrare in Italia senza la necessità del test Real Time PCR, a condizione che siano rispettati i requisiti previsti dal Regolamento delegato (UE) 2023/36. Tra questi figurano la visita clinica favorevole, il trattamento con insetticidi e repellenti e l’utilizzo di mezzi di trasporto conformi agli standard di biosicurezza. Nei certificati TRACES devono essere indicati la data e l’esito dell’esame clinico e la data del trattamento antiparassitario.

Una volta introdotti in Italia, i bovini devono osservare alcune regole precise: non possono essere spostati per almeno 30 giorni, e devono restare sotto un periodo di osservazione sanitaria di 28 giorni, durante il quale il Veterinario Aziendale effettuerà visite cliniche documentate per verificare l’assenza di sintomi riconducibili alla LSD. L’allevatore, dal canto suo, è tenuto a registrare quotidianamente lo stato di salute degli animali e a notificare tempestivamente qualsiasi anomalia all’Autorità Competente.

Queste disposizioni resteranno valide fino a eventuali aggiornamenti dell’accordo, basati sull’evoluzione della situazione epidemiologica o su modifiche della normativa vigente.

L’adozione di queste misure rappresenta un passo importante per garantire la sicurezza sanitaria del nostro comparto zootecnico, conciliando la protezione del territorio con la possibilità di mantenere scambi commerciali controllati e sicuri con la Francia.

 

CONFAGRICOLTURA VENETO e VENETO AGRICOLTURA PROTAGONISTI DELL’EUROPEAN CARBON FARMING SUMMIT

CONFAGRICOLTURA VENETO e VENETO AGRICOLTURA

PROTAGONISTI DELL’EUROPEAN CARBON FARMING SUMMIT

 

Confagricoltura Veneto nei giorni scorsi è stata tra i protagonisti dell’European Carbon Farming Summit, l’evento internazionale organizzato nell’ambito del progetto europeo Credible (finanziato da Horizon Europe) che ha riunito, dal 17 al 19 marzo a Padova Congress, il centro congressi di Fiera di Padova, gli stakeholder del carbon farming da tutta Europa e oltre. Per la prima volta l’Italia — e il Veneto in particolare — è stata al centro di questo appuntamento globale, co-organizzato da Confagricoltura Veneto insieme a Veneto Agricoltura.

L’evento ha visto la presenza di 700 partecipanti (studiosi, funzionari delle istituzioni, agricoltori, ecc..) che hanno animato con le loro conoscenze ed esperienze 44 conferenze. Tra le figure di alto profilo istituzionale e scientifico: Kurt Vandenberghe (Direttore Generale DG CLIMA della Commissione Europea), Elisabeth Werner (DG AGRI), Massimiliano Giansanti (Presidente di Confagricoltura e di Copa), rappresentanti del Joint Research Centre e di primarie realtà private come Royal Canin (Mars Inc.).

Gli agricoltori veneti sul palco europeo

Uno degli elementi distintivi di questo Summit è la presenza diretta di imprenditori agricoli veneti e di altre regioni impegnati nell’adozione di pratiche conservative, che hanno portato testimonianze concrete: le sfide affrontate, i benefici riscontrati e il percorso di transizione verso modelli produttivi più sostenibili. Un momento di dialogo diretto tra chi lavora la terra ogni giorno e le più alte istituzioni europee.

Tra le aziende associate coinvolte:

  • Michele Conte, Azienda Agricola La Fagiana, LILAS4SOILS
  • Mauro Grandi, Azienda Agricola Asterias, LILAS4SOILS
  • Pietro Baldrighi, Carbon farming HUB, Anga-Confagricoltura

Confagricoltura Veneto: impegno concreto nei progetti europei

Confagricoltura Veneto non è solo presente all’evento come osservatore, ma è partner attivo del progetto Horizon Europe LILAS4SOILS (Living Labs for Soil Health in Mediterranean and Southern Europe), che affronta il deterioramento del suolo e gli impatti climatici nell’Europa meridionale e nel bacino mediterraneo.

Il progetto in cifre: 

  • Durata: 5 anni;
  • Fondi: €11.6 million Horizon Europe project;
  • 100 siti dimostrativi in 6 Paesi: Spagna, Portogallo, Francia, Grecia, Israele e Italia (nel nostro Paese sono 20 i siti coinvolti di cui 6 in Veneto, cinque dei quali di aziende associate a Confagricoltura Veneto);
  • 85 aziende agricole commerciali coinvolte, di cui 38 piccole (≤20 ha), 25 medie (21–99 ha), 37 grandi (≥100 ha);
  • 19 pratiche di carbon farming testate in 5 Living Lab;
  • 20 Carbon Farming Practices validate: agroforestazione, gestione dei nutrienti, carbonio organico nel suolo, allevamento e gestione delle torbiere.

Attraverso LILAS4SOILS, Confagricoltura Veneto favorisce lo scambio di conoscenze tra agricoltori, supporta l’innovazione tecnica e accompagna le aziende associate nel percorso verso pratiche più sostenibili. Obiettivo finale: contribuire alla standardizzazione dei sistemi di monitoraggio, rendicontazione e verifica (MRV) per i futuri mercati del carbonio.

Carbon farming nelle aziende agricole del veneto

La traduzione di “carbon farming” è “coltivazione di carbonio”. Si tratta di pratiche agricole pensate e attuate per migliorare l’azione di sequestro e stoccaggio della CO2 nelle foreste e nei suoli agricoli, contribuendo in questo modo alla mitigazione cambiamento climatico.

Nella sostanza si sfrutta la capacità delle piante di sequestrare l’anidride carbonica presente nell’atmosfera attraverso la fotosintesi per poi stoccarla nel suolo oppure nel legno delle piante. Si tratta di una delle possibilità, contemplate dall’Unione Europea, per contenere la quantità CO2 presente nell’atmosfera, migliorando così il clima e, nello stesso tempo, rendendo terreni agricoli più fertili e resistenti in quanto più ricchi di carbonio, cioè di sostanza organica.

Il Veneto dispone di un patrimonio naturale e agricolo straordinario per sviluppare pratiche di carbon farming. I dati parlano chiaro: la regione conta su oltre 800 mila ettari di superficie agricola coltivata (SAU), 470.000 ettari di foreste (11 milioni di ettari in Italia), 18.000 ettari di ambienti lagunari e vallivi che rappresentano potenziali pozzi di carbonio (carbon sink) di grande valore ecosistemico.

Già oggi nel Veneto sono numerose le aziende agricole che praticano tecniche rigenerative e conservative (vedi tabella di seguito). I modi più comuni sono: il rimboschimento di terreni agricoli, la riforestazione, l’agroforestazione che coniuga la produzione agricola con la presenza lungo gli appezzamenti di filari alberati. Tra le pratiche di agricoltura conservativa ci sono le lavorazioni dei terreni accompagnate dall’inserimento di colture intercalari che vengono sovesciate per arricchire i terreni di sostanza organica; come pure la conversione di terreni coltivati in prati e pascoli permanenti. Il sequestro di carbonio nei terreni agricoli può avvenire anche mediante l’inerbimento di frutteti e vigneti oppure inserendo nelle rotazioni agrarie delle foraggere o delle leguminose.

Superfici agricole del Veneto in cui vengono praticate tecniche utili al sequestro del carbonio sostenute con aiuti dell’Unione Europea

Misure

Ettari

SRA03 – Tecniche lavorazione ridotta del suolo

1.737

SRA04 – Apporto di sostanza organica

1.595

SRA06 – Colture di copertura

9.309

SRA08 – Gestione sostenibile dei prati permanenti

51.763

SRA10 – Formazioni arboreo/arbustive

119.665

ECO-2 – Inerbimento colture arboree

90.300

ECO-4 – Avvicendamento con foraggere

124.277

Elaborazione di Confagricoltura Veneto su dati dell’OP Avepa

 

Oltre che nel terreno, la CO2 può essere stoccata per lunghi periodi anche all’interno delle produzioni stesse, come potrebbe essere il legno delle foreste o anche il legno delle coltivazioni di pioppo o di altre essenze legnose a ciclo breve, il cui carbonio verrà trattenuto per decenni (almeno 35 anni prevedono le norme dell’Unione Europea) all’interno di manufatti come travi, coibentazioni e mobili di arredamento.

«Il carbon farming – spiega Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Presidente Confagricoltura Veneto – non è per il settore agroforestale il nuovo Eldorado, ma rappresenta una sfida importante che guarda al futuro del pianeta con l’ambizione di coniugare produzione e sostenibilità. Confagricoltura Veneto – insieme a Veneto Agricoltura e alle Università – è in prima linea in questa sfida, con i propri associati, con i progetti europei e con la ricerca sul campo. Sicuramente i metodi di certificazione dei crediti vanno messi a punto per essere riconosciuti universalmente validi e, soprattutto, devono essere alla portata delle aziende agricole anche per quanto riguarda i costi. Insomma, il cammino avviato è impegnativo ma fa intravedere delle opportunità per l’ecosistema e anche per le aziende.»

Il mercato dei crediti di carbonio: opportunità e regole in evoluzione

Il contesto normativo sta evolvendo rapidamente. Il Ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha adottato il 15 ottobre 2025 le linee guida per il registro pubblico dei crediti di carbonio generati dal settore agricolo e forestale nazionale, in coerenza con il Regolamento UE n. 2024/3012. In Italia negli ultimi anni i volumi di carbon removal venduti sono passati da meno di 100.000 tonnellate di CO₂ all’anno a 1 milione di tonnellate, con prezzi cresciuti dai 12 €/t del 2020 ai 28 €/t del 2022 (dati CREA). La sfida ora è costruire un mercato strutturato, certificato e trasparente.

Secondo la Commissione Europea, il settore dell’uso del suolo e delle foreste dovrà aumentare la propria capacità di rimozione del carbonio di circa 42 milioni di tonnellate di CO₂ entro il 2030 rispetto ai livelli attuali. Un obiettivo ambizioso che richiede impegno collettivo, ricerca e supporto alle aziende agricole.

Spighe Verdi 2026 – Al via le candidature per i Comuni rurali

Spighe Verdi 2026

Al via le candidature per i Comuni rurali

È in partenza l’11ª edizione del programma Spighe Verdi, iniziativa della FEE Italia che premia i Comuni impegnati nella valorizzazione sostenibile del territorio rurale. Le amministrazioni interessate possono candidarsi compilando l’apposito questionario disponibile online e inviando la documentazione entro il 4 maggio 2026.

Il riconoscimento viene assegnato sulla base di criteri legati a diverse aree, tra cui gestione delle risorse (acqua ed energia), agricoltura, rifiuti, pianificazione urbana e tutela del paesaggio. La certificazione, valida un anno, richiede un impegno continuo e il rinnovo annuale del percorso.

Il programma valorizza il ruolo centrale dell’agricoltura nella qualità ambientale, nella tutela della biodiversità e nello sviluppo delle comunità locali, integrando sostenibilità, turismo ed educazione ambientale.

In crescita l’interesse: nel 2025 sono stati premiati 90 Comuni in 15 regioni, con un aumento rispetto all’anno precedente.

Confagricoltura, partner del progetto fin dalla prima edizione, invita a promuovere l’adesione sia per il rinnovo dei Comuni già certificati sia per coinvolgere nuovi territori, in particolare piccoli Comuni con vocazione agricola e potenzialità turistiche e culturali.

Il referente del Comune per il programma Spighe Verdi può contattare la FEE Italia per ricevere assistenza nella redazione della candidatura. Confagricoltura offre inoltre supporto nell’informazione sul Programma e nell’aiuto alla compilazione del questionario, con particolare attenzione alla sezione “E” dedicata all’agricoltura. Per qualsiasi esigenza, è possibile contattare:

eventi@confagricoltura.it.

 

Copa-Cogeca – Florovivaismo sotto pressione tra costi in aumento e sfide normative

Copa-Cogeca

Florovivaismo sotto pressione tra costi in aumento e sfide normative

Nei giorni scorsi si è riunito il gruppo informale fiori e piante del Copa-Cogeca per fare il punto sull’andamento dei mercati, sui principali dossier normativi – in particolare PPWR, revisione del Regolamento (UE) 1107/2009 e CBAM – e sulle iniziative di valorizzazione del settore florovivaistico.

Nel corso dell’incontro, Confagricoltura ha evidenziato come il comparto stia affrontando una fase complessa, fortemente condizionata dal contesto geopolitico internazionale, in particolare dalle tensioni in Medio Oriente. Questo scenario ha determinato un aumento generalizzato dei costi di produzione, soprattutto per energia, trasporti e imballaggi, oltre a difficoltà nell’approvvigionamento di fattori produttivi come fertilizzanti e concimi.

Dal punto di vista del mercato, il segmento dei fiori recisi continua a essere fortemente legato alla stagionalità, con vendite concentrate nei periodi festivi ed esportazioni rilevanti verso Germania e Francia. Per quanto riguarda le piante in vaso, si registra invece una domanda interna ancora debole, a fronte di una maggiore stabilità nei mercati europei. Negli ultimi anni si è inoltre consolidato un trend di diversificazione produttiva, soprattutto nel Sud Italia, dove molte aziende hanno iniziato a orientarsi verso produzioni orticole. Nonostante le criticità, l’avvio della stagione è stato positivo, con prodotti di buona qualità e un aumento degli ordini.

Tra le principali problematiche emerse figurano il tema degli imballaggi e della definizione dei vasi nell’ambito del PPWR, la crescente pressione competitiva dei Paesi terzi, la carenza di manodopera, l’eccessiva burocrazia e i cambiamenti nei comportamenti di consumo.

Ampio spazio è stato dedicato agli aspetti normativi. Sul regolamento imballaggi (PPWR) permane una situazione di stallo con la DG ENVI; la Commissione sta lavorando a linee guida interpretative che non passeranno dal Parlamento né dal Consiglio. In questo contesto, è stata ribadita la necessità di riconoscere il vaso come mezzo di produzione e non come imballaggio. Tra le possibili azioni, è stato proposto di portare la questione al Consiglio AGRIFISH e di valutare anche eventuali iniziative legali.

Per quanto riguarda il CBAM, entrato in vigore il 1° gennaio 2026, è stata sottolineata la richiesta di sospensione del meccanismo, ritenuta difficilmente perseguibile ma comunque necessaria per evitare ulteriori aggravi economici per le imprese già in difficoltà.

Relativamente alla revisione del Regolamento (UE) 1107/2009 sui prodotti fitosanitari, sono state illustrate alcune proposte di modifica, tra cui il rafforzamento del mutuo riconoscimento tra Stati membri, l’estensione della durata delle autorizzazioni fino a 15 anni per le sostanze candidate alla sostituzione e una maggiore armonizzazione delle tempistiche autorizzative.

Infine, sono state presentate alcune iniziative di settore volte a promuovere il valore del verde, evidenziandone i benefici in termini di salute, clima, biodiversità e coesione sociale. In questo ambito, Confagricoltura ha illustrato il “Libro Bianco del Verde”, una piattaforma strategica pensata per supportare le amministrazioni e gli operatori nella pianificazione e nello sviluppo di politiche urbane più sostenibili, valorizzando il ruolo del verde nella qualità della vita dei cittadini.

Nel complesso, dall’incontro è emersa con forza la necessità di ridurre la pressione normativa e i costi a carico delle imprese, chiarire il quadro regolatorio sugli imballaggi e continuare a investire in innovazione, comunicazione e attrazione dei giovani. Il verde si conferma, inoltre, una leva strategica fondamentale per lo sviluppo di città più sostenibili e vivibili.