SEZIONE REGIONALE BOVINI DA CARNE

Bovini da carne

La Sezione regionale di Confagricoltura pone l’attenzione sui costi e sull’interprofessione

Nuovo presidente Andrea Mezzanato

 

La Sezione regionale di Confagricoltura Veneto bovini da carne, riunitasi nei giorni scorsi, ha affrontato i principali problemi del settore. Dal confronto sono emerse forti preoccupazioni per l’andamento del settore, segnato dall’aumento dei costi di produzione, dalla carenza di ristalli e dalle emergenze sanitarie europee, in particolare la Lumpy Skin Disease (LSD), che impongono un rafforzamento delle misure di biosicurezza, prevenzione e gestione del rischio.

Il tema centrale della riunione è stato però quello dell’organizzazione interprofessionale. Le difficoltà di dialogo e le diverse visioni sulla tutela e sulla valorizzazione del settore, registrate negli ultimi anni a livello nazionale, devono essere velocemente superate. La Sezione ha ribadito la necessità di assumere una posizione unitaria del Veneto, al fine di valorizzare le specificità della zootecnia regionale e di incidere con maggiore forza nelle decisioni nazionali.

Dossier chiave come il DDL “Coltiva Italia”, destinato a sostenere la linea vacca–vitello nei territori vocati, e l’Accordo Mercosur, percepito come una minaccia concreta per la competitività degli allevamenti del Nord Italia, richiedono infatti una strategia condivisa e una filiera compatta.

La Sezione ha quindi nominato Andrea Mezzanato (RO) alla presidenza ed Ernesto Bucciante (PD) alla vicepresidenza. Una scelta che punta a garantire maggiore coesione e capacità di interlocuzione su dossier strategici per la zootecnia veneta.

 

SEZIONE REGIONALE FRUTTICOLA

Sezione Regionale Frutticola

Produzioni in difficoltà a causa del clima e della mancanza di adeguati mezzi di difesa. Manodopera e assicurazioni tra i problemi

Giustilliano Bellini (RO) presidente della Sezione

 

Lo scorso 16 gennaio si è riunita presso la sede di Confagricoltura Veneto la Sezione Regionale di Prodotto Frutticoltura. Nel corso dell’incontro, i partecipanti hanno tracciato un bilancio dell’annata 2025 e discusso le prospettive per il settore. È emerso un quadro complesso: la pericoltura ha subito pesanti danni a causa di cimici, batteriosi e maculatura bruna, mentre il comparto kiwi mantiene un andamento positivo, seppur con rese non sempre ottimali.

Particolare attenzione è stata riservata alle problematiche fitosanitarie. La disponibilità dei prodotti per la difesa rimane disomogenea tra regioni e Stati membri europei, con norme e deroghe applicate in modo differente. È stata sottolineata l’urgenza di istituire un tavolo tecnico regionale per affrontare le deroghe e facilitare l’accesso a nuove molecole e varietà resistenti, nel pieno rispetto della sicurezza alimentare. E’ stato ricordato con preoccupazione che il prossimo anno entrerà in vigore il registro elettronico dei trattamenti fitosanitari che imporrà ulteriori difficoltà nella gestione fitosanitaria delle produzioni.

Sono stati inoltre affrontati temi di natura economica e strutturale. L’accesso ai fondi comunitari attraverso l’OCM ortofrutta resta vincolato all’adesione alle Organizzazioni di Produttori, con differenze significative tra regioni sul livello di sostegno agli investimenti. Inoltre è stato sollevato il problema delle coperture assicurative non sempre adeguate.

Ulteriore problema è rappresentato dalla disponibilità di manodopera: le attività di potatura e di raccolta dipendono quasi esclusivamente dalla possibilità di reperire lavoratori stranieri, con i problemi generati dalla gestione delle società che forniscono i servizi e con l’inefficiente sistema relativo ai flussi, spesso non coincidente con le esigenze produttive.

Al termine dell’incontro sono stati eletti Giustiliano Bellini (RO) in qualità di presidente della Sezione e Francesca Aldegheri (VR) in qualità di vicepresidente.

 

SEZIONE REGIONALE OLIVICOLTURA

SEZIONE REGIONALE OLIVICOLTURA

Focus sul Piano olivicolo nazionale e sul futuro del settore nel Veneto

Leonardo Granata confermato presidente della Sezione

 

Lo scorso 15 gennaio si è riunita la Sezione Regionale di Prodotto Olivicoltura presso la sede di Confagricoltura Verona. Durante l’incontro sono stati affrontati i principali temi legati all’olivicoltura veneta, con un focus su sostenibilità, valorizzazione del prodotto e rapporti istituzionali. Il Direttore Cavestro ha aggiornato i presenti sugli incontri con la Regione Veneto, sottolineando la disponibilità, riscontrata in un recente incontro, dell’Assessore all’agricoltura Dario Bond di approfondire con le associazioni di categoria i temi relativi allo sviluppo rurale, alla semplificazione amministrativa e anche alla sperimentazione di soluzioni innovative.

Un tema centrale della discussione è stato il Piano Olivicolo Nazionale 2026/2030. Il Dott. Granata ha aggiornato i presenti sul contenuto delle riunioni tenutesi a livello nazionale, sottolineando che permangano incertezze operative su responsabilità, tempistiche e risorse economiche, nonostante le numerose intenzioni espresse. Nell’ambito del disegno di legge “Coltiva Italia” sono previsti 300 milioni di euro destinati al comparto, ma occorre maggiore chiarezza su responsabilità, tempistiche e destinazione delle risorse. La Federazione nazionale ha evidenziato anche l’urgenza di rafforzare i controlli sulle importazioni e valorizzare il prodotto italiano, contrastando l’incremento di olio estero nel mercato.

E’ stata evidenziata anche la necessità di tutelare l’olivicoltura non professionale nelle zone collinari del Veneto, preservando paesaggio e tradizione. La carenza di personale specializzato per raccolta, potatura e lavorazione, unita a una formazione limitata nelle scuole agrarie e negli ITS, rende indispensabile investire in formazione e innovazione.

Infine, la sezione ha ribadito l’importanza di rafforzare il dialogo con le istituzioni e la collaborazione interregionale, anche con Confagricoltura Brescia, per affrontare insieme le criticità comuni e favorire la sostenibilità futura del comparto olivicolo veneto.

Al termine dell’incontro, all’unanimità, il dott. Leonardo Granata (PD) è stato  riconfermato presidente della Sezione, mentre Alessandra Di Canossa (VR) mantiene la carica di vicepresidente, garantendo continuità nella gestione delle attività e nella rappresentanza del comparto.

 

SEZIONE REGIONALE SUINI

SEZIONE REGIONALE SUINI

Rimane alta l’attenzione sulla PSA e sull’andamento del mercato

Rudy Milani (TV) confermato presidente

 

Il 12 gennaio 2026 si è riunita la Sezione regionale di prodotto Allevamenti suini presso la sede di Confagricoltura Veneto. All’unanimità, Rudy Milani (TV) è stato riconfermato Presidente, mentre Veronica Milani (TV) è stata nominata Vicepresidente.

Durante l’incontro sono emerse le principali preoccupazioni del settore, a partire dalla gestione della Peste Suina Africana (PSA). I cluster nel Sud Italia sono stati chiusi, mentre rimangono attivi in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana.

Nonostante un lieve aumento degli abbattimenti di cinghiali nel territorio veneto, la sezione ha evidenziato la necessità di un programma più efficace e coordinato, per ridurre i rischi di diffusione del virus e proteggere gli allevamenti.

Sul fronte economico, i costi di produzione hanno recentemente superato 1,7 €/kg, mentre i dazi cinesi e la crescente produzione spagnola mettono pressione sulle quotazioni. L’arrivo della PSA in Spagna ha inoltre complicato ulteriormente l’export verso i mercati internazionali. Gli allevatori hanno ribadito la necessità di strategie condivise lungo tutta la filiera, con un dialogo più strutturato tra produttori e industria, per garantire prezzi sostenibili e stabilità produttiva.

La sezione ha sottolineato l’importanza di definire azioni comuni, coinvolgere tutti gli allevatori veneti e favorire la partecipazione delle istituzioni regionali per rafforzare il coordinamento e la rappresentanza del comparto.

MERCOSUR – L’Europarlamento rinvia l’accordo alla Corte di Giustizia

MERCOSUR – L’Europarlamento rinvia l’accordo alla Corte di Giustizia

Ascoltate le proteste degli agricoltori

 

Le grandi mobilitazioni del settore primario lo scorso 18 dicembre a Bruxelles e il 20 gennaio a Strasburgo hanno portato il Parlamento europeo a votare a favore del ricorso alla Corte di Giustizia UE per un parere giuridico sull’accordo di libero scambio con il Mercosur. Il ricorso alla Corte di Giustizia, che potrebbe bloccare l’entrata in vigore dell’intesa commerciale per diversi mesi, è passato con 10 voti di scarto.

Il voto dell’Europarlamento è in linea con la posizione che Confagricoltura ha sempre difeso e mostra chiaramente quanto questo accordo sia divisivo e non vantaggioso per l’agricoltura italiana ed europea.cLe politiche commerciali internazionali non possono non tenere in considerazione il principio di reciprocità, che deve essere alla base degli accordi bilaterali. Non possiamo permetterci intese che premiano standard produttivi più bassi, mentre agli agricoltori europei viene chiesto di fare di più con meno.

In un periodo di forti incertezze geopolitiche è importante tutelare il settore primario che ha ispirato l’Europa dalle sue origini e che oggi contribuisce in modo determinante alla sua stabilità economica, oltre che alla sua sicurezza alimentare con cibo sano e di qualità.

Il rinvio davanti alla Corte posticipa il voto di ratifica del Parlamento europeo, previsto tra febbraio e aprile. Servono almeno sei mesi per ottenere l’opinione della magistratura comunitaria. Rimane invece possibile l’applicazione provvisoria dell’intesa, come deciso dal Consiglio all’inizio del mese. Tecnicamente l’applicazione provvisoria entrerebbe in vigore non appena uno dei quattro Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) ratifica il trattato. La questione dell’applicazione provvisoria resta però politica, si presume che deciderà la Commissione UE d’intesa con il Consiglio, quindi con gli Stati membri.

 

Giardini storici, luoghi antichi da conservare con amore – ERAPRA del Veneto protagonista nella formazione dei Giardinieri d’Arte

Giardini storici, luoghi antichi da conservare con amore

ERAPRA del Veneto protagonista nella formazione dei Giardinieri d’Arte

Una figura professionale altamente specializzata, capace di custodire e valorizzare l’inestimabile patrimonio storico, artistico e paesaggistico del Veneto. È questo il profilo del Giardiniere d’Arte per giardini e parchi storici, una competenza che la Regione ha contribuito a formare attraverso il bando approvato dalla Giunta regionale nel maggio 2023 con fondi PNRR.

Tra i centri formativi coinvolti, un ruolo significativo è stato ricoperto da ERAPRA del Veneto, da anni punto di riferimento nella formazione agricola e nella valorizzazione del verde storico. Nel quadro del percorso formativo, gli studenti ERAPRA hanno potuto vivere un’esperienza unica: una visita ai Giardini Vaticani, resa possibile grazie all’impegno del docente dott. Giovanni Tracanzan.

Un viaggio nel cuore dei Giardini Vaticani

Accolti dal direttore del Servizio Giardini Vaticani, Augusto Minosse, gli allievi hanno potuto conoscere da vicino uno dei più affascinanti e complessi sistemi di giardini storici al mondo, patrimonio UNESCO dal 1984. Minosse ha guidato il gruppo attraverso i diversi ambienti che compongono il vasto giardino, illustrando le tecniche di gestione e manutenzione, le strategie per fronteggiare insetti e malattie delle piante, e raccontando le storie legate a questo luogo straordinario, da secoli simbolo di pace, cura e spiritualità.

Per gli studenti, l’incontro ha rappresentato un momento di crescita professionale raro e prezioso: un confronto diretto con un modello di eccellenza nella conservazione del verde storico, dove tradizione, scienza botanica e innovazione convivono armoniosamente.

Un finale solenne nella Sala dei Trattati

La visita si è conclusa nella suggestiva Sala dei Trattati, dove la delegazione ha ricevuto il saluto del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano. In questa occasione è stato consegnato un omaggio al Cardinale e, simbolicamente, a Sua Santità Papa Leone XVI, composto da una selezione di prodotti tipici donati dagli agricoltori associati a Confagricoltura Veneto.

Un ringraziamento speciale va alle aziende che hanno contribuito all’omaggio: Azienda Agricola La Fagiana, TeraMama; Il Noceto; Abbazia di Busco – Società Agricola Liasora.

Un gesto che ha unito la tradizione agricola veneta al valore simbolico dell’incontro, testimonianza del forte legame tra cura della terra, cultura e spiritualità.

ERAPRA del Veneto: formare per custodire

L’esperienza nei Giardini Vaticani conferma la qualità e la visione del percorso formativo promosso da ERAPRA del Veneto, che affianca alla teoria esperienze sul campo altamente qualificanti. Un investimento sulla professionalità dei giovani e sulla salvaguardia di un patrimonio verde che racconta la storia, il gusto estetico e l’anima del territorio veneto.

Tavolo settore lattiero caseario – Intesa al Masaf sul prezzo del latte del primo trimestre 2026

Tavolo settore lattiero caseario

Intesa al Masaf sul prezzo del latte del primo trimestre 2026

Il Tavolo del settore lattiero caseario per il latte vaccino si è tenuto al Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e delle Foreste nelle giornate del 2 dicembre e del 9 dicembre 2025 per discutere la situazione di mercato e le eventuali misure da mettere in atto per evitare lo stato di crisi. Oltre al Ministro le erano presenti i rappresentanti di Confagricoltura, delle altre associazioni agricole, della Cooperazione e, per la parte industriale, i rappresentanti di Assolatte.

Durante gli incontri sono stati analizzati i problemi di mercato si stanno presentando a livello mondiale ed europeo e le possibili ripercussioni sul mercato nazionale visti anche gli aumenti produttivi registrati negli ultimi due mesi.

Grazie alla mediazione del Ministero, e all’intervento dello stesso Ministro Lollobrigida, si è convenuto un quadro di interventi, sul quale dovranno auspicabilmente attestarsi le imprese, comprendente i seguenti punti:

  • l’acquisizione di tutto il prodotto che dovrebbe essere gestito con il sistema del “doppio prezzo”;
  • un prezzo più elevato – per i quantitativi consegnati entro il limite delle consegne nel periodo corrispondente del 2025 e che si dovrebbe attestare a 54 cent/lt per gennaio 2026, 53 cent/lt per febbraio 2026 e 52 cent/lt per marzo 2026.
  • un prezzo più contenuto per il latte “eccedente” basato sulle quotazioni della Camera di Commercio.
  • un maggiore sostegno da parte delle Istituzioni tramite la promozione all’estero con il sistema delle ambasciate e dell’ICE/ITA.
  • l’impegno del Masaf ad intervenire anche sulla promozione nelle scuole e anche con gli acquisti del paniere per gli indigenti, oltre che con apposite campagne promozionali a livello nazionale.

Le indicazioni del Tavolo prevedono anche l’impegno di revocare le disdette inviate agli allevatori.

Sarà la responsabilità degli acquirenti a tradurre in pratica i punti dell’intesa.

E’ doveroso precisare che quanto è stato concordato il 9 dicembre non è contenuto in un testo ufficiale, ma è frutto di un gentlemen agreement tra associazioni che non ha assunto, né poteva assumere, forma di accordo scritto vincolante per le parti in causa. Ci sono quindi gli elementi per una moral suasion sugli acquirenti per pervenire a quel ripristino delle condizioni di sana e leale intesa commerciale.

 

Assemblea di Confagricoltura – Bruxelles, 18 dicembre, agricoltori piazza per difendere l’agricoltura europea

Assemblea di Confagricoltura

Bruxelles, 18 dicembre, agricoltori piazza per difendere l’agricoltura europea

 

L’annuncio ufficiale della cucina italiana patrimonio Unesco arriva durante l’assemblea di Confagricoltura, al Teatro Argentina di Roma. “Un riconoscimento che va pure a noi agricoltori che garantiamo la produzione primaria. Ora più che mai dobbiamo fare squadra con tutta la filiera agroalimentare, che ha già ottenuto risultati straordinari, grazie anche all’impegno delle nostre istituzioni, e che può dare ancora di più se supportata da una visione ambiziosa”.

Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, commenta il traguardo ottenuto dall’Italia e, nella sua relazione, si sofferma sulla necessità di uno sforzo a livello europeo per proteggere le produzioni agricole. Sforzo che si traduce in una politica agricola comune adeguata ai tempi e alla necessità di garantire stabilità economica, sicurezza alimentare, reddito alle imprese: “Oggi, qui a Roma, nel cuore della città, noi lanciamo una sfida. All’Europa non chiediamo solo regole, chiediamo una visione nuova, che unisca sostenibilità e reddito, sicurezza alimentare e transizione energetica, innovazione e lavoro di qualità. Per costruire questa Europa serve un’alleanza nuova. Agricoltori, finanza, energia, previdenza, assicurazioni, lavoro, ambiente”.

Ed è per questo che il 18 dicembre Confagricoltura parteciperà alla grande manifestazione di protesta degli agricoltori europei a Bruxelles: “Non possiamo permetterci che l’Ue disinvesta sull’agricoltura, – aggiunge Giansanti – mentre in altre parti del mondo si stanziano risorse importanti a difesa degli agricoltori. Noi invece stiamo assistendo a un disarmo sul settore primario”.

I numeri che accompagnano questo scatto di orgoglio ci sono: la filiera agroalimentare rappresenta il 15% del Pil e l’export ha superato i 70 miliardi. “Ma oggi è diminuita la capacità di spesa dei consumatori e anche noi dobbiamo difendere il nostro comparto. Proteggere l’agricoltura significa proteggere l’identità del nostro Paese. Come associazione dobbiamo andare oltre, farci carico del cambiamento per costruire modelli nuovi, allargando i nostri orizzonti”.

Affermazione condivisa dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, che ha chiuso la mattinata ricordando l’impegno, anche economico, del governo per il settore primario: 15 miliardi in tre anni. Una centralità che per il ministro deve essere riconosciuta dall’Europa, nata proprio ponendo al centro l’agricoltura e che oggi non difende a sufficienza le sue produzioni.

 

Pascolo vagante Richiesta di autorizzazione

Pascolo vagante

Richiesta di autorizzazione

A seguito della modifica della normativa nazionale e regionale inerente i controlli sanitari da effettuare nei ruminanti nel caso di pascolo sul territorio regionale, la Regione ha aggiornato la Procedura per il rilascio dell’autorizzazione al pascolo vagante sul territorio della Regione del Veneto.

Per quanto concerne l’acquisizione del nulla osta al pascolo vagante da parte delle Autorità comunali e dei Servizi veterinari e agli obblighi di informatizzazione in BDN del percorso di pascolo annuale, considerto che, a tutt’oggi, le funzionalità del sistema Vetinfo non consentono il pieno adempimento di tali misure, la Regione ha ritenuto  opportuno continuare anche per il 2026 nella applicazione, sul territorio regionale, dell’iter autorizzativo finora adottato, utilizzando la modulistica allegata alla Procedura per il rilascio dell’autorizzazione al pascolo vagante sul territorio della Regione Veneto.pdf

Prosecco – Adeguamento del potenziale produttivo

Prosecco

Adeguamento del potenziale produttivo

Ammesso un incremento delle superfici di 6.050 ettari

Sul Bollettino ufficiale della Regione Veneto n. 162 del 05 dicembre 2025 è stata pubblicata la Deliberazione della Giunta Regionale n. 1500 del 20 novembre 2025, che prevede l’”Adeguamento del potenziale produttivo della denominazione di origine controllata Prosecco”. Il provvedimento contiene le modalità per l’adeguamento del potenziale della Doc Prosecco proposte dal Consorzio di tutela del vino Prosecco Doc che si sostanziano in un aumento del potenziale di 6.050 ettari, di cui 100 da assegnare con bando per nuove autorizzazioni.

L’entità della prima fase di adeguamento del potenziale sarà di 3.050 ettari.

La superficie complessiva verrà suddivisa tra i territori delle  due regioni interessate: 5.950 ettari sulla base delle percentuali attuali, l’81,5% (pari a 4.849,25 ha) per la Regione del Veneto e il 18,5% per la Regione Friuli Venezia Giulia; 100 ettari, da assegnare con bando, al 50%.

Relativamente ai 4.849, 25 ettari assegnati al Veneto, sono ammissibili all’idoneità le superfici di Glera realizzate antecedentemente il 31 luglio 2018; le superfici di Glera realizzate tra il 1° agosto 2018 e il 31 luglio 2024, nel limite massimo per azienda di 1 (uno) ettaro, fatte salve le altre condizioni previste dalla deliberazione regionale.

Per ciascun soggetto verrà calcolata la superficie massima ammessa allo sblocco, applicando alle superfici ammissibili, ripartite in 4 scaglioni (fino a 10.000 mq; da 10.001 a 30.000 mq, da 30.001 a 100.000 mq,  superiore a 100.000 mq)  delle percentuali decrescenti. Al primo scaglione spetta una percentuale del 100%.

Viene accordata priorità alle aziende che nell’anno precedente a quello in cui sarà avviato l’incremento del potenziale dimostrino, alternativamente, il possesso della certificazione biologica (art. 35 Reg. Ue 2018/848) valido alla data del 30 settembre  o del certificato Sistema di qualità nazionale di produzione integrata (SQNPI).

L’azienda che beneficia dello sblocco si impegna a realizzare e/o mantenere un impianto arboreo/arbustivo, come siepe o boschetto della dimensione non inferiore al 5% della superficie oggetto d’incremento. In alternativa è previsto un contributo ambientale, che dovrà essere definito dal Consiglio di amministrazione del Consorzio.

Relativamente ai 100 ettari di idoneità che verranno messi a bando in tutto il territorio della denominazione, possono accedervi le aziende che al 03/04/2025 non avevano superficie a Glera ammissibile in base ai criteri precedentemente descritti. I vigneti derivano quindi da autorizzazioni di nuovo impianto rilasciate dalle Regioni, tramite richiesta annuale.

Per ulteriori dettagli invitiamo le aziende interessate a leggere il provvedimento regionale  DGR n.1550 del 20  novembre 2025, ed, eventualmente, richiedere ulteriori informazioni agli uffici di Confagricoltura.