Bando flavescenza dorata 2025

Bando flavescenza dorata 2025

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1332 del 28 ottobre 2025 Dgr n.1332 del 28 ottobre 2025_Bando Flavesceza

Bando per il sostegno alle imprese agricole colpite dalla flavescenza dorata della vite. Legge 29 dicembre 2022 n. 197, art. 1, comma 433 pubblicato nel BUR n. 150 dello scorso 7 novembre.

La Regione ha approvato e pubblicato il nuovo bando per il sostegno delle imprese agricole colpite dalla flavescenza dorata della vite mettendo con una disponibilità finanziaria di € 1.977.477,30.

Sono previste due tipologie di intervento tra loro cumulabili.

Intervento A: estirpo e reimpianto di intera unità vitata (UV) o di porzioni continue di unità vitate a seguito di attacco di flavescenza dorata. Ammesse le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda.

Intervento B: estirpo e reimpianto, di singole piante di vite a seguito di attacco di flavescenza dorata, limitatamente a particelle vitate con pendenza maggiore del 15%. Ammesse anche le spese sostenute successivamente al 01/01/2025 in compresenza di spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda.

Sono ammesse le spese per l’esecuzione delle operazioni di estirpo, acquisto ed impianto di viti.

L’intensità dell’aiuto pubblico è pari al 70% della spesa ritenuta ammissibile. Per l’intervento “A” la spesa ammissibile è definita forfettariamente in euro 10.000,00 per ettaro oggetto di reimpianto. Per l’intervento B la spesa ammissibile è definita forfettariamente in 5 €/pianta. Si tratta di aiuti “de minimis”.

Le attività devono essere realizzate entro il 31 luglio 2027. Entro tale termine deve essere presentata anche la relativa domanda di pagamento.

Le domande devono essere presentate entro 120 giorni dalla data di pubblicazione nel BUR (7 marzo 2026).

Bando biosicurezze suini

Bando biosicurezze suini

Deliberazione della Giunta Regionale n. 1333 del 28 ottobre 2025 DGR n. 1333 del 28 ottobre 2025 pubblicata nel BUR dello scorso 7 novembre.

La Regione ha pubblicato il “Bando per il sostegno alle imprese suinicole in materia di biosicurezza. D.L. n. 4 del 27 gennaio 2022, convertito con modificazioni in L. n. 25 del 28 marzo 2022.”

Il bando sostiene investimenti strutturali o dotazionali negli allevamenti suinicoli per la prevenzione del potenziale produttivo aziendale dal verificarsi di epizoozie. Il sostegno viene erogato sotto forma di contributo in conto capitale pari al 70% della spesa ammessa che va da un minimo di euro 10.000,00 a un massimo di euro 70.000,00 per ciascuna impresa.

Il bando prevede un impegno di spesa di € 534.818,00, ma si prevedono ulteriori stanziamenti del Masaf per euro 1.661.510,21.

Scadenza: sono fissati 90 giorni dalla pubblicazione nel BUR per la presentazione delle domande (scadenza 5 febbraio 2026).

Investimenti strutturali e dotazionali previsti:

  1. a) Realizzazione/ristrutturazione di punti di cambio abiti, punti lavaggio e disinfezione delle mani e calzature all’ingresso e all’uscita dei diversi capannoni (strutture e attrezzature);
  2. b) Acquisto attrezzature per pulizia e disinfezione dei locali e degli edifici e delle attrezzature zootecniche;
  3. c) acquisto e installazione di semiarco automatizzato di disinfezione dei mezzi compresa eventuale realizzazione di sottostante piazzola;
  4. d) Acquisto e installazione di protezioni antinsetto e antizecche;
  5. e) Realizzazione o ristrutturazione recinzione fissa a prova di bestiame;
  6. f) Realizzazione/ampliamento cella frigo per stoccaggio carcasse;
  7. g) Realizzazione o ristrutturazione delle zone filtro con una netta separazione tra la zona sporca e la zona pulita;
  8. h) Realizzazione di accesso e percorso differenziato rispetto all’area di stabulazione del contenitore/cellafrigo di conservazione dei morti (cancelli, recinzioni, pavimentazioni);
  9. i) Realizzazione/ristrutturazione di locali separati fisicamente e funzionalmente per la quarantena dei capi di nuova introduzione;
  10. j) Realizzazione di ingresso differenziato rispetto a quello dell’area di stabulazione per le operazioni di trasporto dei liquami (cancelli, recinzioni, pavimentazioni);
  11. k) Opere di delimitazione fisse (cancelli, recinzioni, pavimentazioni,) per rendere esterna all’allevamento la zona di stoccaggio liquami;
  12. l) realizzazione pese mezzi di trasporto bestiame;
  13. m) realizzazione punti di carico bestiame esterni all’allevamento. Sono ammessi investimenti destinati a semplice sostituzione di strutture e attrezzature esistenti purchè rientranti nelle tipologie sopra citate.

Elezioni regionali – Incontro con il candidato Alberto Stefani

Elezioni regionali – Incontro con il candidato Alberto Stefani

Confagricoltura Veneto, in occasione delle elezioni regionali che si terranno il 23 e il 24 novembre, ha organizzato alcuni incontri con i candidati alla presidenza della Regione per un confronto sulle tematiche che riguardano il settore agricolo.

La Regione, come sappiamo, svolge  un ruolo molto importante nell’attuazione delle politiche agricole dell’Unione Europea e nazionali, inoltre le sono affidate importanti responsabilità in materia di difesa fitosanitaria e relativamente alla prevenzione delle malattie degli animali. Inoltre, la Regione ha competenze rilevanti nelle politiche relative alla tutela dell’ambiente e del territorio, al lavoro e alla formazione professionale e può fornire un contributo utile anche nella sperimentazione in agricoltura.

Il primo incontro è stato organizzato con l’On. Alberto Stefani, candidato del centrodestra, e si terrà mercoledì 12 novembre p.v. presso l’hotel Viest di Vicenza alle ore 10,30. I soci interessati a partecipare sono pregati di comunicarlo agli uffici provinciali di Confagricoltura.

Elezioni Regionali – Confagricoltura Veneto (2)

Elezioni Regionali – Confagricoltura Veneto flyer

TAVOLO DEL VINO A PALAZZO CHIGI -SETTORE AL CENTRO DELL’ATTENZIONE DEL GOVERNO

Marchesini (Confagricoltura): buone attese per la vendemmia ma il contesto internazionale preoccupa gli operatori

 

Lo scorso 4 agosto si è tenuto a Palazzo Chigi il Tavolo del vino, incontro promosso dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), Francesco Lollobrigida, per rispondere alle esigenze della filiera vitivinicola italiana. Alla riunione, conclusa dall’intervento della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno preso parte anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, il Presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas e il Presidente di Verona Fiere Federico Bricolo.

L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni e rappresentanti del settore, che hanno espresso apprezzamento per l’azione del Governo ma anche preoccupazioni per la situazione dei mercati.

Nei giorni scorsi si è riunita anche la Federazione nazionale vitivinicola di Confagricoltura, presieduta da Christian Marchesini, per analizzare la situazione in vista della vendemmia 2025.

Se da un lato il contesto internazionale e il quadro economico preoccupano non poco i produttori di vino, dall’altro le premesse per la prossima vendemmia sembrano essere molto positive per qualità e quantità. C’è una sostanziale uniformità nella valutazione dell’andamento generale su scala nazionale, soprattutto dopo due annate critiche, con un leggero anticipo di maturazione.

Le nubi, come detto, non mancano e riguardano la situazione di mercato, assai più preoccupante. Le difficoltà sono diffuse e coinvolgono quasi tutte le regioni, con dinamiche analoghe: le giacenze in cantina sono elevate, in particolare per i vini rossi, e le prospettive per la nuova campagna di vendita non appaiono rassicuranti.

I prezzi delle uve sono attesi in calo ovunque, talvolta anche in modo marcato, con stime di riduzioni fino al 30%. In alcune regioni, come Lombardia e Puglia, si registrano crisi conclamate con richieste di blocco delle rivendiche o di riduzione delle rese.

“C’è una significativa contrazione dei consumi, anche al ristorante, dove tuttavia –afferma Marchesini – il ricarico, anche al calice, incide sulle ordinazioni. A questo si somma il cambio di abitudini dei consumatori, complici le campagne antialcol e le mode salutiste”.

Sul fronte esportazioni, oltre agli effetti negativi dell’accordo Ue–Usa sui dazi, si registra un irrigidimento delle politiche protezionistiche di alcuni mercati asiatici, in particolare Cina e Russia.

Fattori che contribuiscono a delineare con chiarezza il fatto che occorre una strategia ampia e duratura, capace di riequilibrare la domanda con l’offerta e di rafforzare il ruolo degli attori della filiera.

Marchesini sottolinea inoltre l’importanza di potenziare le attività di promozione nei Paesi terzi, rendendole più flessibili e maggiormente adattabili alle reali esigenze delle imprese e dei mercati di riferimento.

“Questa situazione – conclude – richiede comunque anche l’individuazione di strumenti correttivi in grado di incidere sui volumi produttivi. Sarà fondamentale agire su più fronti, affrontando con decisione anche la questione degli esuberi. Gli strumenti a disposizione sono diversi: dalla gestione delle nuove autorizzazioni di impianto alla regolazione delle rese, sia per i vini comuni che per quelli a denominazione. Si tratta di misure che possono produrre effetti nel medio-lungo periodo, ma che richiedono una visione strategica di settore di ampio respiro, strutturata su più anni.”

Granaio Italia: chi è obbligato alla registrazione

Ricordiamo che dal 1° luglio 2025 il Granaio Italia è diventato obbligatorio per tutti gli attori della filiera cerealicola, come stabilito dal decreto del Masafn. 43350 del 30 gennaio 2025, pubblicato sul sito del Ministero, che modifica il precedente decreto n. 507566 del 1° ottobre 2024.

Il Granaio Italia è un sistema telematico per la tracciabilità delle movimentazioni dei prodotti cerealicoli, che ha l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e controllo lungo l’intera filiera.

L’obbligo di registrazione riguarda nove cereali, oggetto di acquisto o vendita sul territorio italiano:

Frumento duro; Frumento tenero e segalato; Mais; Orzo; Farro; Segale; Sorgo; Avena; Miglio e scagliola.

Gli operatori devono registrare, in forma cumulativa e aggregata, secondo le modalità tecniche stabilite nell’allegato al decreto, il volume totale delle operazioni di carico e scarico effettuate in ciascuna trimestre, se prevedono che la quantità del singolo cereale da essi movimentato sia superiore, nell’anno solare, a: a) 30 tonnellate annue per il frumento duro; b) 40 tonnellate annue per il frumento tenero; c) 80 tonnellate annue per il mais d) 40 tonnellate annue per l’orzo; e) 60 tonnellate annue per il sorgo; f) 30 tonnellate annue per l’avena; g) 30 tonnellate annue per il farro, la segale, il miglio, il frumento segalato e la scagliola.

I soggetti obbligati alla tenuta del Registro sono esclusivamente le imprese che (secondo quanto previsto dal decreto legge 15 maggio 2024 n.63 convertito con Legge il 12 luglio 2024 n.101), “acquisiscono e cedono a qualsiasi titolo” i cereali sopra elencati.Interpretando alla lettera si potrebbe supporre che sono escluse dall’obbligo di gestione del registro le aziende che, pur cedendo cereali, non li acquisiscono da terzi. Si tratta di un aspetto importante, sul quale Confagricoltura è in attesa di un chiarimento da parte del Masaf.

Sono sicuramente esclusi dall’obbligo di registrazione:

  • le aziende che esercitano, in via prevalente, l’attività di allevamento e le aziende che producono mangimi; • Gli operatori che utilizzano le quantità di prodotto per il reimpiego aziendale, anche per usi zootecnici;
  • tutte le operazioni di carico e scarico relative alla trasformazione dei cereali e ai cereali trasformati;
  • i cereali detenuti dalla filiera sementiera da destinare alla semina e/o da reimpiegare in azienda;
  • i prodotti che sono trasferiti in strutture private o associative all’atto della trebbiatura. In tale caso, la registrazione deve essere effettuata da coloro che gestiscono dette strutture.

Gli operatori entro il ventesimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento (date di chiusura dei trimestri: 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre) devono notificare, in forma cumulativa e aggregata il volume totale di carico e scarico effettuate in ciascuno trimestre. Gli operatori hanno facoltà di registrare le operazioni di carico e scarico a trimestre in corso, a condizione che i dati forniti complessivamente si riferiscano a periodo temporali non superiori al mese solare.

La prima scadenza, relativa al trimestre luglio-agosto-settembre, è fissata al ventesimo giorno successivo al 30 settembre, ovvero il 20 ottobre 2025.

Le registrazioni potranno essere eseguite in autonomia dal produttore sul portale Sian oppure delegando il Centro di assistenza agricola (Caa) a cui è necessario rivolgersi quanto prima.

A decorrere dal 31 luglio 2025, ai soggetti obbligati che non abbiano provveduto a effettuare la comunicazione secondo le modalità e nei tempi previsti dal decreto, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 500 a euro 2.000.  A chiunque non rispetti le modalità di comunicazione e di tenuta telematica del registro, come stabilite dal decreto, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 4.000.

Il prossimo 29 luglio, presso gli uffici del MASAF, sarà presentato alle organizzazioni agricole l’applicativo SIAN per la gestione informatizzata delle operazioni di carico e scarico. In tale occasione verranno forniti ulteriori chiarimenti.

Assegnazione supplementare di carburante per l’irrigazione

Il Commissario di Avepa, Fabrizio Stella, nei giorni scorsi ha firmato il decreto che dispone un’assegnazione supplementare di carburante agricolo agevolato, destinato a sostenere le attività di irrigazione straordinaria di soccorso. Richiesta in tal senso era stata inoltrata nei giorni scorsi all’Organismo pagatore del Veneto e alla Regione da Confagricoltura e dal Caa delle Venezie.

L’assegnazione straordinaria, nella misura del 100% del quantitativo previsto dalle tabelle ettaro coltura, riguarda l’intero territorio regionale ad eccezione della Provincia di Belluno, e si applica a tutte le colture erbacee e arboree, ad eccezione di quelle appartenenti ai gruppi “cereali autunno-vernini” e “leguminose vernine”.L’assegnazione è subordinata alla presentazione, da parte dei produttori agricoli, dell’apposita domanda attraverso gli sportelli del CAA.

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Con questo atto l’Avepa e la Regione Veneto sono intervenute in modo concreto e immediato a favore delle aziende agricole che stanno affrontando una stagione particolarmente difficile. L’irrigazione di soccorso è oggi una misura indispensabile per salvaguardare le produzioni e garantire la continuità delle attività agricole.

Dermatite nodulare contagiosa, aggiornamento in Italia

Il Ministero della Salute, con nota dello scorso 23 luglio firmata dal Direttore generale della sanità animale, Giovanni Filippini, ha aggiornato  gli enti preposti ai controlli sullo stato dell’epidemia. Riportiamo di seguito il testo della comunicazione.

In riferimento all’oggetto, si informano le SS.LL.che il 22 luglio u.s. si è tenuta una riunione dell’Unità Centrale di Crisi, con la partecipazione delle Regioni Valle d’Aosta, Piemonte, e del Coordinamento Interregionale, indetta per discutere le azioni da mettere in atto a seguito dei recenti focolai di LSD notificati in Francia, in conseguenza dei quali una porzione di territorio della Regione Valle d’Aosta ricade nella zona di sorveglianza. Attualmente sono interessati i comuni di Courmayeur, La Thuile e Pré-Saint-Didier, in cui sono presenti diverse aree di pascolo.

Ai sensi della normativa vigente, la Regione istituirà una zona di sorveglianza e verrà avviato un programma di sorveglianza. In considerazione del rapido avanzamento del fronte della malattia dalla Francia e dell’elevato valore genetico del patrimonio zootecnico della Regione, costituito esclusivamente da razze autoctone, di cui una a rischio di estinzione, è stato stabilito di chiedere alla Commissione Europea la fornitura dalla Banca Vaccini Europea delle dosi necessarie per vaccinare l’intero patrimonio bovino della Regione Valle d’Aosta.

Un Allevamento Di Tori Da Carne Scaled 1

 

Nella stima dei vaccini saranno con ogni probabilità inclusi anche i capi provenienti dalla Regione Piemonte per l’alpeggio. Sono stati inoltre intensificati i contatti con le autorità sanitarie francesi per ricevere costanti aggiornamenti sulla situazione epidemiologica e sullo stato di avanzamento della campagna vaccinale, avviata il 19 luglio u.s.

Si coglie l’occasione per fornire i seguenti elementi di aggiornamento in riferimento al resto del territorio nazionale. In Italia continentale, la situazione mi mantiene stazionaria con l’unico focolaio confermato in provincia di Mantova, estinto in data 28 giugno u.s. Sulla base della sorveglianza effettuata nelle zone in restrizione e dei rintracci, non emergono al momento elementi indicativi di una circolazione attiva del virus.

In Sardegna sono 36 i focolai ad oggi confermati, in provincia di Nuoro e Sassari. Le dosi vaccinali fornite dalla Banca Vaccini Europea sono arrivate in Regione il 21 luglio u.s. e saranno distribuite in tutto il territorio al fine di dare avvio senza ulteriori indugi alla campagna vaccinale.

Piano olivicolo italiano da definire entro l’anno

Il Ministero dell’Agricoltura ha reso disponibile la bozza del futuro Piano Olivicolo Italiano 2025, che dovrebbe definire le linee strategiche per il rilancio del settore olivicolo nazionale. Il documento è attualmente all’esame di uno specifico Tavolo di lavoro, a cui partecipa anche Confagricoltura, e i cui lavori dovrebbero concludersi entro dicembre 2025.

Interventi per aumentare la produzione nazionale – Per l’attuazione del Piano si prevede l’impiego di risorse finanziarie provenienti da diversi strumenti di programmazione, sia nazionali che comunitari. L’obiettivo è di aumentare la superfice olivetatanazionale di circa 45.000 ha con l’espansione degli impianti in aree vocate, preferibilmente a denominazione DOP o IGP, utilizzando terreni irrigabili, pianeggianti o leggermente declivi, adatti alla meccanizzazione, ed escludendo quelli marginali. Si privilegia l’impiego di varietà italiane. Si promuove inoltre la creazione di piccoli bacini e nuove reti irrigue. Si punta anche all’ammodernamento degli oliveti tradizionali per 15.000 ettari, tramite espianto e reimpianto secondo gli stessi criteri, oppure con ristrutturazioni per rendere le piante più produttive e meccanizzabili, soprattutto dove non vi siano vincoli paesaggistici. Si mira ad un infittimento degli impianti laddove necessario per almeno 300 piante per ettaro e adottando varietà italiane precoci e ad alta produttività, da coltivare in condizioni meccanizzabili.

Interventi per la riduzione dei costi di produzione– La riduzione dei costi di produzione potrà essere ottenuta attraverso la condivisione di manodopera e attrezzature tra aziende, la formazione specializzata per operazioni come potatura e raccolta, l’adozione di sistemi digitali per ottimizzare le pratiche colturali e la creazione di un Osservatorio per monitorare costi e criticità produttive, anche legate ai cambiamenti climatici. Stima fabbisogno circa 17 milioni di euro.

Interventi per la ricerca con misura di accompagnamento per il settore del vivaismo Per contrastare la Xylella, la ricerca dovrà sviluppare nuove varietà resistenti, oltre a Leccino e Favolosa. Si punta anche a selezionare cultivar italiane adatte agli impianti intensivi, con entrata precoce in produzione e compatibili con la meccanizzazione. Infine, si prevede un sostegno al settore vivaistico per incentivare la moltiplicazione e diffusione di queste varietà. Stima fabbisogno circa 11.5 milioni di euro.

Olive da mensa – Per qualificare la produzione di olive da mensa, il piano prevede il rafforzamento della certificazione DOP/IGP, l’origine in etichetta e il sostegno ai panel test territoriali specializzati in olive da mensa. Si promuove lo sviluppo di nuovi impianti specializzati, la formazione tecnica e l’irrigazione, anche convertendo oliveti da olio. È essenziale rafforzare i controlli per garantire la tracciabilità delle olive italiane e contrastare le importazioni.

Infine, si punta su comunicazione, innovazione, sostenibilità e strumenti finanziari come fondi rischio e agevolazioni al credito per le OP.

Nuovo piano xylella– ll “Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia”, adottato nel 2020, pur includendo misure adeguate, è stato avviato con forte ritardo rispetto alla diffusione della Xylella (risalente al 2013) e ha avuto una lenta attuazione a causa della burocrazia e delle difficoltà di coordinamento tra ministero e Regione Puglia. Nella bozza di Collegato Agricolo 2025 è prevista una dotazione finanziaria dedicata ad un nuovo Piano strategico per il contenimento della Xylella di 300 milioni di euro da ripartire in 3 anni.

Organizzazioni dei produttori e organizzazione interprofessionale unica OI– Si richiama all’importanza del sostegno per le OP valorizzandone il ruolo ambientale e sociale. Parallelamente, si propone la costruzione di un’Organizzazione Interprofessionale (OI) unica, inclusiva e rappresentativa dell’intera filiera.

Interventi per il mercato – Si propone di facilitare l’accesso al credito delle OP e AOP tramite contributi in conto interessi e garanzie su finanziamenti a breve termine per l’acquisto e lo stoccaggio delle produzioni. Inoltre, si incentivano accordi interprofessionali che valorizzino le produzioni italiane distintive (100% italiane, sostenibili, BIO, DOP, IGP), promuovendo scambi leali lungo tutta la filiera. Stima fabbisogno circa 5/6 milioni di euro.

Promozione sui mercati– Promuovere due campagne informative di educazione alimentare rivolte ai consumatori e agli istituti scolastici di ogni ordine e grado che evidenzino le caratteristiche salutistiche e nutrizionale dell’olio di oliva extravergine italiano e la loro origine (DOP e IGP). Stima fabbisogno circa dieci milioni di euro.

Per il credito 4.0 disponibili 930 milioni

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il GSE hanno calcolato l’ammontare dei fondi disponibili per il credito d’imposta in investimenti 4.0. Si tratta di circa 930 milioni di euro. Riepiloghiamo i punti salienti della normativa e come si è arrivati alla stima di questo importo.

Investimenti 2024: sono quelli completati nel 2024 o completati nel 2025 con pagamento di un acconto almeno del 20% entro il 31/12/2024. Per questi investimenti valgono le vecchie regole, non sono soggetti al limite delle risorse stanziate. Rimangono valide le comunicazioni preventive e consuntive già inviate.

Investimenti 2025: le imprese che, in attesa del nuovo modello, alla data del 15/5/2025 avevano già effettuato le comunicazioni con la vecchia modulistica, non sono interessate dal limite delle risorse disponibili, ma dovevano effettuare una nuova comunicazione, sia preventiva che di completamento, entro il 17/7/2025. Le imprese che invece non avevano già trasmesso i vecchi modelli, devono effettuare tre comunicazioni con la nuova modulistica: una comunicazione preventiva, una comunicazione preventiva con indicazione del pagamento del 20% di acconto e una comunicazione di completamento; l’ordine cronologico di invio è rilevante per la prenotazione delle risorse disponibili.

Essendo trascorso il termine del 17/7, il Ministero ha potuto calcolare l’ammontare delle risorse ancora disponibili. Si tratta di circa 930 milioni, determinato dalla differenza tra 2,2 miliardi di euro (plafond stanziato) e 546 milioni di euro (prenotazioni con il vecchio modello) e 721 milioni (prenotazioni con il nuovo modello).

E’ quindi ancora possibile prenotare e beneficiare del credito d’imposta per investimenti in nuovi beni strumentali aventi le caratteristiche 4.0. Le comunicazioni devono essere effettuate esclusivamente in via telematica attraverso lo specifico portale del GSE.

Confagricer: la comunità energetica di Confagricoltura

Mercoledì 23 Luglio si è tenuto, via webinar, un interessante convegno organizzato da Confagricoltura per fare il punto sulle novità in materia di Comunità Energetiche e presentare il progetto ConfagriCER, la Comunità Energetica promossa e costituta da Confagricoltura.

Grazie ai sempre efficaci e puntuali interventi di Roberta Papili, Responsabile Clima ed Energia della nostra Associazione, nonché del dott. Barberis del GSE e del dott. Pezzaglia, esperto di ConfagriCER, sono state brevemente ripercorse le più importanti novità che hanno interessato il bando PNRR dedicato alle CER.

È stato ricordato come, a seguito di Decreto correttivo del MASE delle scorse settimane, l’ambito della misura finanziata dal PNRR sia stato esteso anche ai Comuni con popolazione inferiore ai cinquantamila abitanti, incrementando così in misura più che significativa l’operatività della misura, che, nel passato, era, invece, limitata ai Comuni con popolazione entro i cinquemila abitanti.

Rimane ferma la necessità che, ai fini dell’accesso al regime di incentivazione per l’autoconsumo diffuso:

  • la potenza dell’impianto FER non sia superiore ad 1 MW,
  • produttori e consumatori siano collegati alla stessa cabina primaria,
  • la CER sia già costituita alla data di presentazione della domanda di incentivo,
  • i lavori non siano già stati avviati.

La partecipazione al bando PNRR dedicato alle CER darà diritto a percepire un contributo del 40% in conto capitale, oltre ad una tariffa agevolata per i successivi vent’anni.

Tra le importanti novità, si segnala come entro il 30.06.2026, i lavori relativi agli impianti della CER debbano essere semplicemente completati, mentre la loro entrata in esercizio potrà avvenire entro i successivi ventiquattro mesi e, comunque, entro e non oltre il 31 dicembre 2027. Si è così garantito un margine temporale ben più significativo rispetto alle previsioni originarie, per assicurare la piena fruizione dei benefici previsti dal PNRR.

Per incentivare la diffusione delle Comunità energetiche tra i propri associati, Confagricoltura si è fatta promotrice della costituzione di una propria comunità: Confagri CER S.c.a.r.l. Si tratta di una cooperativa, costituita il 12.02.2025, tra dodici soci, retta e disciplinata secondo il principio della mutualità, che svolge la propria attività al fine di far conseguire ai soci benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità o nelle aree in cui opera. Organi della cooperativa sono il Presidente Nicola Gherardi, un consiglio di amministrazione, costituito da cinque componenti, e l’assemblea. Il suo oggetto principale è la costituzione di una CER nazionale funzionale, prioritariamente, all’autoconsumo diffuso dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e alla condivisione fra soci consumatori finali e/o produttori di energia elettrica.

L’obiettivo di ConfagriCER è di diffondersi su tutto il territorio nazionale, mediante l’attivazione di apposite Configurazioni Rilevanti.

L’adesione a ConfagricCER è aperta e volontaria, nel rispetto dello Statuto e della normativa vigente. Per aderire sarà necessario sottoscrivere un’apposita lettera di adesione, che dovrà essere approvata dal Consiglio di Amministrazione. Al momento dell’accoglimento della domanda sarà versata la quota sociale ed il socio produttore sottoscriverà apposito contratto con la CER.

Possono aderire a ConfagriCer i titolari di uno o più punti di connessione alla rete elettrica in Italia. I soci, sulla base del POD, saranno associati per cabina primaria ad una Configurazione Rilevante.

Sarà sempre riconosciuta priorità nell’adesione ai soci di Confagricoltura.

Il modulo, contenente la manifestazione di interesse alla CER, può essere scaricato dal sito https://www.confagricoltura.it/ita/attivita/confagricer.

Tutti coloro che siano interessati ad avere maggiori informazioni sulla Comunità Energetica costituita da Confagricoltura possono rivolgersi ai seguenti contatti info.confagricer@confagricoltura.it – 331 6898660, o rivolgersi alla propria Associazione provinciale, presso la quale il personale formato saprà fornire i chiarimenti richiesti.