Imu 2025, la scadenza della prima rata il 16 giugno

Il prossimo 16 giugno scade il versamento della prima rata dell’acconto IMU per l’anno 2025, pari al 50% dell’imposta dovuta nell’anno precedente, calcolato con le aliquote e le detrazioni del 2024. Il saldo dovrà essere poi versato entro il 16 dicembre, applicando le aliquote deliberate dal Comune per il 2025. Per gli immobili nella provincia di Trento si applica l’IMIS, in quella di Bolzano l’IMI e nella Regione Friuli Venezia Giulia si applica l’ILIA, con funzionamento simile all’IMU.

Sono tenuti al pagamento i proprietari e titolari di diritti di usufrutto, uso, abitazione, su terreni agricoli ed edificabili, e fabbricati, compresi quelli rurali ad uso strumentale. È invece esente l’abitazione principale e relative pertinenze, purché non sia “di lusso” (categorie catastali A1, A8, A9). Sono inoltre esenti dal tributo i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (comprese le società agricole IAP) e quelli situati nelle zone considerate di montagna o collina (sulla base dei dati criteri stabiliti dalla circolare n. 9 del 14/6/1993). L’esenzione vale anche per agricoltori pensionati che mantengano l’iscrizione alla previdenza agricola e per i familiari coadiuvanti del coltivatore diretto, appartenenti al medesimo nucleo familiare. Le aree fabbricabili coltivate e condotte da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali sono considerate terreni agricoli. I fabbricati rurali ad uso strumentale (ricovero attrezzi o animali, magazzini ecc.) sono soggetti all’aliquota ridotta dello 0,1% che il Comune può ridurre o azzerare. L’imposta è ridotta al 50% per i fabbricati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati e, al sussistere di particolari condizioni, anche per quelli concessi in comodato d’uso gratuito a parenti di primo grado. Per i fabbricati concessi in locazione a canone concordato è prevista una riduzione del 25%.

Per il pagamento deve essere utilizzato il modello F24, e si può compensare quanto dovuto con eventuali crediti disponibili. Il codice tributo per i terreni è il 3914, per le aree edificabili è il 3916 e per gli altri fabbricati il 3918. In caso di tardivo o omesso versamento è possibile regolarizzare beneficiando del ravvedimento operoso, che permette di risparmiare sulle sanzioni, prima dell’inizio di controlli da parte del Comune.

Sviluppo rurale, aggiunti 38,6 milioni di euro per finanziare tutte le domande

La Giunta regionale ha approvato un’integrazione finanziaria per i bandi del CSR Veneto approvati a novembre 2024 a sostegno di giovani agricoltori, investimenti per la  competitività aziendale, la prevenzione ed il ripristino del potenziale produttivo agricolo e l’attività di consulenza in agricoltura.

In particolare, le risorse aggiuntive ammontano a 38,6 milioni di euro e interessano i bandi approvati con la dgr n. 1413 del 28 novembre 2024, relativi agli interventi del Pacchetto Giovani (SRE 01 – Insediamento giovani agricoltori e SRD 01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole – PG) e agli Investimenti nelle aziende agricole per la diversificazione in attività non agricole (SRD03). Inoltre vengono l’intervento finanziario fa fronte anche alle necessità della misura Investimenti per la prevenzione ed il ripristino del potenziale produttivo agricolo – Az. 1 Prevenzione(SRD 06) ed Erogazione servizi di consulenza (SRH01).

L’integrazione finanziaria, approvata con DGR n. 552 del 21 maggio 2025, è stata proposta dall’Autorità di Gestione del CSR 2023-2027, sentita la competente Direzione agroalimentare, poiché, alla chiusura dei termini dei bandi, le domande di aiuto presentate per tali interventi sviluppano una richiesta di sostegno pari a 74,1 milioni di euro, superiore alle disponibilità finanziarie originariamente previste (35,5 milioni  di euro).

Pertanto, considerata la rilevanza delle operazioni che vengono finanziate con gli interventi citati rispetto agli obiettivi di sostegno al ricambio generazionale e all’innovazione del PSN PAC 2023-2027, la Giunta regionale ha disposto l’approvazione dell’integrazione degli aiuti inizialmente stanziati dai bandi, consentendo la finanziabilità di tutte le domande ammissibili.

In particolare le risorse aggiuntive sono state ripartite per ciascun intervento come segue:

Intervento Importo a bando originario (euro) Importo Integrazione finanziaria

(euro) 

Importo totale a bando

(euro)

SRD01 (PG) 10.000.000 20.000.000 30.000.000
SRD03 3.000.000 13.000.000 16.000.000
SRD06 Az. 1 3.500.000 1.000.000 4.500.000
SRE01 14.000.000 700.000 14.700.000
SRH01 5.000.000 3.900.000 8.900.000
Totale 35.500.000  38.600.000  74.100.000

Le risorse utilizzate per l’integrazione finanziaria derivano dalle risorse programmate del CSR 2023-2027 del Veneto, con il cofinanziamento di Unione europea, Stato e Regione.

 

ISMEA, A PARTIRE DALL’ AUTUNNO L’APERTURA DELLE MISURE DELLO SVILUPPO DELLE AZIENDE

A partire dal prossimo autunno Ismea dovrebbe procedere all’emanazione dei bandi riportati di seguito, volti al sostegno e allo sviluppo delle PMI del settore agricolo e/o agroalimentare.

Le misure, nello specifico, sono le seguenti:

  • GENERAZIONE TERRA, che finanzia il 100% del prezzo di acquisto di terreni da parte dei giovani di età non superiore a 41 anni che intendono ampliare la superficie della propria azienda agricola, ovvero avviare un’iniziativa imprenditoriale in agricoltura, in qualità di capo azienda.
  • “PIU IMPRESA”,dedicata ai giovani e alle donne che intendono subentrare nella conduzione di un’azienda agricola o che sono già attivi in agricoltura da almeno due anni e intendono ampliare la propria impresa, migliorandone la competitività con un piano di investimento fino ad 1,5 milioni di euro.
  • ISMEA INVESTE, destinata al finanziamento dello sviluppo delle società di capitali attive nel comparto agricolo e/o agroalimentare con interventi tra 2 e 20 milioni di euro. L’obiettivo sostiene gli investimenti delle imprese che operano nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari, nella distribuzione e nella logistica. ISMEA opera attraverso finanziamenti a tasso di interesse agevolato e mediante interventi finanziari a condizioni di mercato.

Per quanto concerne il FONDO INNOVAZIONE, si stanno concludendo le procedure di valutazione dei progetti (la comunicazione di ammissione viene inviata direttamente ai beneficiari). Per cui fermo restando un numero ristretto di ulteriori beneficiari, l’ulteriore scorrimento della graduatoria sarà legato alla possibilità di un eventuale rifinanziamento del Fondo medesimo. Ricordiamo che l’anzidetto Fondo finanzia investimenti volti a sostenere la realizzazione e lo sviluppo di progetti di innovazione finalizzati all’incremento della produttività nei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura attraverso la diffusione delle migliori tecnologie disponibili per la gestione digitale dell’impresa, per l’utilizzo di macchine, di soluzioni robotiche, di sensoristica, e di piattaforme e infrastrutture 4.0, per il risparmio dell’acqua e la riduzione dell’impiego di sostanze chimiche, nonché per l’utilizzo di sottoprodotti.

 

Linee tecniche di produzione integrata

Scarica dal sito della Regione i disciplinari delle tecniche agronomiche e della difesa

https://www.regione.veneto.it/web/fitosanitario/difesa-integrata

Le Linee Tecniche di Produzione Integrata, pubblicate distintamente per la parte Difesa e per la parte Tecniche Agronomiche, costituiscono il riferimento obbligatorio per le aziende che aderiscono al Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata (SQNPI) di cui alla Legge 3 febbraio 2011, n. 4, al Sistema di qualità regionale “Qualità Verificata” di cui alla L.R. n. 12/2001.

I documenti riportati sono inoltre un utile strumento per i tecnici e la generalità delle aziende, nell’orientare la difesa verso soluzioni in linea con i principi generali della difesa integrata come stabiliti dalla Direttiva 128/2009 sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari.

Florovivaismo, bene la ripresa degli scambi con il Regno Unito

La riapertura del mercato del Regno Unito alle piante ornamentali italiane è un provvedimento atteso e sostenuto da Confagricoltura, che ha lavorato a fianco delle istituzioni e del servizio fitosanitario nazionale, affinché si sbloccasse la situazione ferma dall’ottobre scorso. Lo stop agli scambi era giustificato dal rischio di diffusione di un insetto (PochaziaShantungensis) nel tempo trovato su alcune piante provenienti dall’Italia e aveva causato danni ingenti alle imprese florovivaistiche del nostro Paese, costrette a distruggere le piante sequestrate.

La Confederazione esprime pertanto un ringraziamento al Masaf e, in particolare, al sottosegretario La Pietra, per l’impegno profuso che ha portato alla comunicazione dell’ambasciata che “da martedi’ 27 maggio non sono previsti controlli intensificati per quanto concerne il rischio relativo alla presenza di PochaziaShantungensis nelle merci in importazione dall’Italia”.

Il mercato del florovivaismo italiano in UK,sebbene incida soltanto per qualche punto percentuale sul totale dell’export, è strategico per alcune imprese leader del settore. Negli ultimi due anni – rileva Confagricoltura – è in forte calo (-15% in valore e -18% in quantità), e pertanto va presidiato con particolare attenzione.

 

Evoluzione dell’export florovivaistico italiano nel Mondo e nel Regno Unito
(elaborazione Confagricoltura su dati Istat Ismea)
           
VALORE 2022 2023 2024 2024/23 2024/22
  mln di euro mln di euro mln di euro Var. % Var. %
Mondo 1.198,2 1.173,4 1.248,0 +6,4% +4,2%
Regno Unito 50,4 44,0 42,6 -3,2% -15,5%
Regno Unito/Mondo 4,2% 3,8% 3,4%
 
 
QUANTITA’ 2022 2023 2024 2024/23 2024/22
  migliaia di t migliaia di t migliaia di t Var. % Var. %
Mondo 560,4 531,7 582,9 +9,6% +4,0%
Regno Unito 29,9 25,7 24,5 -4,6% -18,2%
Regno Unito/Mondo 5,3% 4,8% 4,2%

 

Nutrie, progetto affidato ai consorzi di bonifica

Nei giorni scorsi, tra la Regione del Veneto e i Consorzi di Bonifica, è stata sottoscritta una convenzione per attuare gli interventi per il controllo delle nutrie. Entra così nella fase operativa il progetto sperimentale voluto dalla Regione, finanziato nel 2025 con 500 mila euro.Ma si tratta della prima tranche di un programma di spesa che si dovrà sviluppare nell’ambito del triennio 2025-2027 con una dotazione complessiva di 1,5 milioni di euro.

Il progetto affida un ruolo da protagonisti ai Consorzi di Bonifica, custodi dei corsi d’acqua interni, col fine di ottimizzare gli sforzi per combattere la nutria, specie dannosa per l’ambiente in particolare per la tenuta idrogeologica del territorio in caso di eventi meteorologici estremi, oltre che per i danni che causa alle coltivazioni.

“La nutria è una specie che ha avuto una enorme espansione in Veneto, trovando il suo habitat ideale in un territorio caratterizzato dall’ampio numero di corsi d’acqua, ed è sotto gli occhi di tutti l’impatto dannoso che provoca, tra il pericolo per la tenuta degli argini e la devastazione delle colture -ha spiegato l’assessore alla Caccia Cristiano Corazzari-. Attualmente sono 60 mila gli abbattimenti annui nel territorio regionale, una goccia nel mare rispetto alla numerosità di questa specie. Le Province più colpite sono quelle di Verona e Rovigo che nel 2023 hanno registrato rispettivamente 35.603 e 22.263 capi abbattuti. La situazione diventa sempre più critica ed è per questo che la Regione ha scelto di intervenire con questa iniziativa sperimentale che punta a incrementare gli abbattimenti e ad avere un maggior controllo sulla distribuzione e sugli effetti della specie sul territorio”.

I Consorzi di Bonifica diventano quindi soggetti attuatori del Piano regionale di controllo della nutria, piano già approvato nel 2021, con il compito di gestire le squadre degli operatori abilitati al controlloraccordandosi con la Polizia Provinciale, di organizzare lo smaltimento delle carcasse, di raccogliere ed elaborare le informazioni sui capi catturati.

Il progetto prevede anche l’assegnazione di contributi forfettari a favore degli operatori volontari impegnati nelle operazioni di controllo. E’ compresa un’indennità chilometrica, un rimborso per le cartucce utilizzate, e un corrispettivo di 3 euro per ogni capo abbattuto e consegnato al centro di stoccaggio. Verrà premiato chi conferirà almeno dieci capi a uscita. Inoltre è previsto che tra i costi elegibili a rimborso siano ricompresi quelli assicurativi, la tassa sul porto d’armi, l’iscrizione annuale all’ATC o al CA e quelli per l’acquisto di alcune dotazioni antinfortunistiche funzionali all’esercizio delle attività di controllo.

Confagricoltura ha accolto con favore l’iniziativa della Regione, nella speranza che si tratti dell’inizio di una vera ed efficace lotta contro la specie nociva che devasta le campagne del Veneto.

Prosecco Doc, assemblea del Consorzio

Lo scorso 26 maggio si è tenuta l’Assemblea dei Soci del Consorzio di Tutela della DOC Prosecco, nel corso della quale sono stati approvati il Bilancio consuntivo 2024 e quello previsionale 2025, unitamente alla proposta di gestione delle produzioni in coerenza con l’evoluzione dei mercati.

L’incontro si è aperto con i saluti istituzionali dei Presidenti di Regione Luca Zaia e Massimiliano Fedrigache, con messaggi scritti, hanno evidenziato il loro apprezzamento per il lavoro svolto ed espresso il loro sostegno e incoraggiamento per le attività future.

L’ordine del giorno ha previsto in primis l’illustrazione delle numerose attività consortili svolte nel corso del 2024, suddivise nelle aree operative di Promozione, Valorizzazione e Tutela. Successivamente, sono stati presentati il Bilancio consuntivo 2024 e quello previsionale 2025, che l’Assemblea ha approvato all’unanimità.

In chiusura, è stata discussa la proposta di gestione delle produzioni che ha raccolto, ancora all’unanimità, parere favorevole da parte dell’Assemblea. Considerate le esigenze di mercato e le incertezze del quadro internazionale, il Consiglio del Consorzio ha proposto una soluzione prudente e flessibile, che parte da un attingimento straordinario per 900 mila ettolitri (6.000 ettari) ma che potrebbe anche essere fissato ad un livello superiore, in relazione all’andamento del mercato e al deficit dell’offerta, fattori che il Consorzio sta monitorando con attenzione.

Il Presidente del Consorzio Giancarlo Guidolinha espresso la propria soddisfazione per i risultati ottenuti: “Tutti i punti all’ordine del giorno sono stati approvati all’unanimità, e ciò conferma la coesione della filiera produttiva e la volontà comune di proseguire lungo un percorso di crescita e consolidamento.Inoltre ha aggiunto: “ci tengo a precisare che non è intenzione di questo Consorzio incrementare le superfici destinate alla produzione di Prosecco DOC ma, come testimoniato in passato, ottimizzare l’utilizzo delle superfici già piantumate, nel limite di quanto consentito dalle normative vigenti.”

Nel corso dell’assemblea sono intervenuti Eugenio Pomarici, Vicepresidente del Cirve, Michele Zanardo, Presidente di Comitato nazionale vini Dop e Igp, i quali hanno entrambi sottolineato l’importanza della collaborazione tra il Consorzio e i rispettivi due enti.

E’ intervenuto anche il Senatore Luca De Carlo, delegato dal Ministro Lollobrigida: “È fondamentale raccontare con trasparenza e continuità tutto il lavoro svolto dal Consorzio, a partire dalla sua missione primaria: la tutela del prodotto. È vero, il Prosecco si vende con facilità grazie alla sua qualità riconosciuta, ma questo non basta. Servono strumenti adeguati a vigilare i mercati attuali e a conquistarne di nuovi, con competenza e visione strategica.”

Fitofarmaci – Attenzione alla “condizionalità rafforzata”

Compilazione del registro dei trattamenti, controllo annuale delle attrezzature, smaltimento dei residui e degli imballaggi tra gli obblighi da rispettare per non incorrere nelle sanzioni

Scarica la scheda per effettuare il controllo annuale delle attrezzature

Un capitolo molto importante della Condizionalità rafforzata è quello  sui “Fitofarmaci”, i cui obblighi sono contenuti in due Criteri di Gestione Obbligatori, il CGO 7 e il CGO 8.

Il CGO7 contiene gli obblighi conosciuti da sempre, che qui ricordiamo:

  • disponibilità e aggiornamento del registro dei trattamenti (quaderno di campagna) e delle fatture di acquisto di tutti i prodotti fitosanitari ad uso professionale relative agli ultimi tre anni;
  • conservazione del registro dei trattamenti per almeno tre anni successivi a quello a cui si riferiscono gli interventi annotati;
  • rispetto delle modalità d’uso previste dalle norme vigenti e indicate nell’etichetta;
  • presenza ed uso dei dispositivi di protezione individuale previsti.

Il registro dei trattamenti deve essere aggiornato con i trattamenti effettuati con tutti i prodotti fitosanitari utilizzati in azienda entro il periodo della raccolta e comunque al più tardi entro trenta giorni dall’esecuzione del trattamento stesso.

Il CGO 8  aggiunge i seguenti obblighi, previsti dalle disposizioni di legge:

  1. a) possesso del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo dei prodotti fitosanitari (patentino) in corso di validità da parte dei soggetti che acquistano e/o utilizzano tutti i prodotti fitosanitari ad uso professionale a prescindere dalla loro classificazione ed etichettatura di pericolo.
  2. b) controllo funzionale periodico delle attrezzature per l’applicazione dei prodotti fitosanitari effettuati presso i centri prova autorizzati dalle Regioni e Province autonome, come previsto dal PAN. L’intervallo tra i controlli non deve superare i 5 anni per controlli effettuati fino al 31 dicembre 2020 e i tre anni per le attrezzature controllate successivamente a tale data.
  3. c) regolazione e taratura delle attrezzature eseguite dagli utilizzatori professionali: la regolazione va eseguita annualmente, prima dell’impiego dell’attrezzatura, riportando direttamente sul registro oppure su un’apposita scheda (vedi allegato) i seguenti dati: la data di esecuzione della regolazione e i volumi di irrorazione utilizzati per le principali tipologie colturali;
  4. d) rispetto delle disposizioni relative alla manipolazione ed allo stoccaggio dei prodotti fitosanitari, nonché allo smaltimento dei residui degli stessi.

Nella sostanza le aziende devono rispettare gli impegni relativi a:

– Stoccaggio dei prodotti fitosanitari (presenza in azienda di un sito per il corretto immagazzinamento dei prodotti);

– Manipolazione, diluizione e miscelazione dei prodotti fitosanitari prima dell’applicazione;

– Manipolazione degli imballaggi e delle rimanenze di prodotti fitosanitari;

– Recupero o riutilizzo della miscela fitoiatrica residua nell’irroratrice al termine del trattamento;

– Pulizia dell’irroratrice al termine della distribuzione.

– Recupero o corretto smaltimento delle rimanenze di prodotti fitosanitari e dei relativi imballaggi.

Ulteriori e più precise indicazioni sulle norme relative ai fitofarmaci e alla tenuta del registro dei trattamenti possono essere richieste agli uffici tecnici di Confagricoltura.

 

Allevamenti avicoli, nuovo piano nazionale di controllo delle salmonellosi

L’obiettivo principale del Piano nazionale di controllo delle salmonellosi negli avicoli è quello di garantire la salute pubblica attraverso il controllo diSalmonella nella produzione primaria.

Dall’analisi dei dati del PNCS 2020-2024 si rileva a livello nazionale una situazione epidemiologica tendenzialmente stabile e favorevole per quanto concerne la prevalenza dei gruppi positivi ai sierotipirilevanti per tutte le categorie produttive. Al contrario, vi è evidenza di una tendenza all’aumento dellaprevalenza dei gruppi positivi per Salmonella spp. in particolare nei tacchini e nei polli da carne.

Alla luce di tali evidenze, nel nuovo Piano sono state introdotte importanti modifiche volte a rafforzareil sistema dei controlli, nonché ad intensificare le strategie di contenimento anche rispetto a sierotipi nonrilevanti.

Vai al piano per il controllo delle salmonellosi

Flavescenza dorata della vite: misure di lotta obbligatoria

Il Decreto dirigenziale n. 58 dello scorso 14 maggio, emesso dalla Regione Veneto, conferma l’Area Delimitata in eradicazione dalla Flavescenza dorata istituita nel territorio della Regione Veneto con Decreto n.35 dell’8 maggio 2024. In tale area permane l’obbligo a carico di ogni proprietario o conduttore di eliminare tutte le piante che manifestano sintomi riconducibili alla Flavescenza dorata. Inoltre sono confermati i trattamenti obbligatori secondo le indicazioni che seguono.

Trattamenti obbligatori:

  1. a) Due trattamenti esclusivamente nei vigneti in gestione integrata, obbligatoria e volontaria, nei quali si esegue la strategia di lotta raccomandata dall’UO Fitosanitario.
  2. b) Tre trattamenti in tutti gli altri casi, ovvero nei vigneti in gestione biologica ai sensi del Reg. UE 2018/848 e nei vigneti in gestione integrata nei quali si impiegano delle sostanze attive ammesse per la gestione biologica.

L’Unità Operativa Fitosanitario della Regione Veneto, oltre gli obblighi suddetti, raccomanda le seguenti strategie di lotta:

  1. a) Nei vigneti in gestione integrata, obbligatoria e volontaria:
  • per il 1° trattamento, una delle sostanze attive ammesse contro l’avversità Scaphoideustitanusriportate nella scheda Vite delle Linee Tecniche di Difesa Integrata regionali vigenti o il Sulfoxaflor, ad esclusione di quelle impiegabili per la gestione biologica;
  • per il 2° trattamento, esclusivamente una sostanza attiva tra Deltametrina, Esfenvalerate, Etofenprox, Lambda-cialotrina e Tau-fluvalinate.
  1. b) Nei vigneti in gestione biologica ai sensi del Reg. UE 2018/848:
  • per il 1° trattamento, una delle sostanze attive ammesse per la gestione biologica contro l’avversità Scaphoideustitanusriportate nella scheda Vite delle Linee Tecniche di Difesa Integrata regionali vigenti o il silicato di alluminio (caolino calcinato). Oltre alle sostanze attive suddette è ammesso l’impiego del caolino classificato come corroborante, come indicato nel DTU n. 29 del Comitato Fitosanitario Nazionale approvato il 13/12/2022;
  • per il 2° e 3°trattamento, esclusivamente le Piretrine naturali.
  1. c) Nelle fasce di rispetto (dai corpi idrici, dalle piante e dagli artropodi non bersaglio):
  • silicato di alluminio (caolino calcinato) o caolino classificato come corroborante.

I prodotti fitosanitari autorizzati per i trattamenti obbligatori devono essere registrati per l’impiego contro lo Scaphoideustitanuso contro le cicaline della vite in genere. Le prescrizioni in etichetta devono essere sempre rispettate, in particolare le dosi di impiego e le misure di mitigazione per evitare sovra o sotto dosaggi e le contaminazioni o i danni alle persone e all’ambiente.

Attenzione al rispetto delle dosi d’impiego previste

I prodotti fitosanitari autorizzati per i trattamenti obbligatori devono essere registrati per l’impiego contro lo Scaphoideustitanuso contro le cicaline della vite in genere. Le prescrizioni in etichetta devono essere sempre rispettate, in particolare le dosi di impiego e le misure di mitigazione per evitare sovra o sotto dosaggi e le contaminazioni o i danni alle persone e all’ambiente.

Sanzioni

L’inosservanza delle prescrizioni contenute nel Decreto della Regione è perseguita con:

  1. a) la sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000,00 a 6.000,00 euro;
  2. b) la sospensione dell’erogazione di ogni forma di contributo economico in ambito agricolo e dello sviluppo rurale fino all’adempimento delle prescrizioni;
  3. c) la limitazione della potenzialità produttiva delle superfici vitate interessate fino all’adempimento delle prescrizioni.

Scarica il decreto