Vendemmia in calo, nuove regole sull’etichettatura e distillazione di crisi

Vendemmia in calo, nuove regole sull’etichettatura e distillazione di crisi

Il punto sul comparto vitivinicolo al tavolo del Masaf

 

Lo scorso 16 settembre, presso il MASAF, si è tenuta la riunione di aggiornamento sul settore vitivinicolo, a cui Confagricoltura ha partecipato rappresentando le istanze della filiera. Numerosi i temi affrontati, di diretto interesse per le aziende vitivinicole venete.

Vendemmia 2026/2027 – Le prime stime, ancora provvisorie, indicano a livello nazionale una flessione produttiva compresa tra il 6% e l’8%. Il dato più critico riguarda la Sicilia, con un calo stimato del 30% (circa 1,8 milioni di ettolitri), ma anche il Veneto -secondo i dati del Ministero- registra una contrazione significativa del 10%. In controtendenza la Puglia, unica grande regione produttrice in crescita (+10%, circa 9 milioni di ettolitri). Un quadro più attendibile, anche grazie al contributo di ISMEA, sarà disponibile entro fine mese.

Etichettatura – È stato illustrato il progetto di modifica al Regolamento (UE) 2019/33, che introdurrà in etichetta un pittogramma da affiancare al QR code già previsto, attraverso cui saranno rese disponibili le informazioni nutrizionali e l’elenco degli ingredienti. Le nuove disposizioni dovrebbero entrare in vigore dopo la pubblicazione del regolamento, attesa indicativamente per dicembre 2026. I prodotti etichettati prima di tale data potranno comunque essere commercializzati fino a esaurimento scorte, senza necessità di rietichettatura.

Distillazione di crisi: la richiesta della Sicilia – Il Ministero ha inoltre informato le organizzazioni di filiera in merito alla richiesta di distillazione di crisi presentata dalla Regione Sicilia, corredata del relativo dossier tecnico. La misura, per cui è prevista una dotazione di 25 milioni di euro, dovrebbe riguardare circa 400.000 ettolitri di vino da destinare alla distillazione.

In questa sede, le organizzazioni agricole hanno ribadito la propria disponibilità a valutare misure di crisi mirate — tra cui distillazione ed estirpazione — da applicare in aree specifiche e adeguatamente motivate, attingendo a risorse non riconducibili all’OCM, oltre alla disponibilità a valutare una riduzione delle autorizzazioni per nuovi impianti e delle rese complessive.

Schedario viticolo – Non è stato inserito nel DdL “Coltiva Italia” l’emendamento relativo allo schedario viticolo. Confagricoltura ha sollecitato l’Amministrazione a individuare con urgenza strumenti legislativi alternativi per modificare l’attuale disciplina (art. 69, legge n. 238/2016), chiedendo in particolare maggiore flessibilità in caso di disallineamento tra superfici alfanumeriche e grafiche e il superamento del valore assoluto di tolleranza. Il MASAF ha manifestato condivisione sul tema, ipotizzando una tolleranza fino al 5%.

Piano Nazionale di Sostegno: economie da riassorbire – Sul fronte finanziario, il Piano Nazionale di Sostegno del settore vitivinicolo (dotazione annua di circa 329 milioni di euro) presenta al 16 settembre economie per circa 16 milioni di euro. Il Ministero punta a riassorbirle innalzando le percentuali di finanziamento di alcune misure (dal 50% fino all’80%) e la percentuale di anticipo (fino al 90%). Resta invece esclusa, allo stato attuale, la possibilità di utilizzare queste risorse per interventi di estirpazione, misura che dovrebbe rientrare nel Piano Strategico della PAC.

 

ISMEA. Bando per interventi di ammodernamento e miglioramento sicurezza trattori agricoli o forestali – Termine posticipato al 15 dicembre

ISMEA

Bando per interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali – Termine posticipato al 15 dicembre

 

ISMEA ha ulteriormente posticipato alle ore 12:00 del 15 dicembre 2026 il termine per l’accreditamento, la compilazione, la pre-convalida e la successiva presentazione delle domande dedicate al Bando interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali.

Conseguentemente la data di pubblicazione dell’elenco delle domande presentate è stata posticipata al 12 gennaio 2027.

Accogliamo con favore l’ulteriore proroga del bando, che si inserisce nel percorso di attenzione alle esigenze delle imprese portato avanti anche grazie alle sollecitazioni di Confagricoltura e all’attività di rappresentanza svolta presso le istituzioni competenti. L’attuale proroga conferma, dunque, l’importanza di un confronto continuo con l’ISMEA.

 

SCHEDA ILLUSTRATIVA BANDO ISMEA

Interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali – posticipati i termini per la presentazione delle domande

La misura prevede la copertura parziale dei costi sostenuti per interventi di ammodernamento e di miglioramento della sicurezza dei trattori agricoli o forestali. Si rivolge al settore agricolo, agroindustriale/agromeccanico e agroalimentare. Sono ammissibili alle agevolazioni i costi relativi all’acquisto e all’installazione di sistemi di sicurezza quali: 

  1. sistema agevolatore del riposizionamento in configurazione di sicurezza della struttura ROPS a due montanti abbattibile, per ridurre il rischio connesso con il mancato riposizionamento in configurazione di sicurezza nonché lo sforzo necessario all’operatore per movimentare la struttura;
  2. avvisatore acustico e/o luminoso, che interviene nel caso in cui la cintura non sia allacciata;
  3. avvisatore acustico e/o luminoso, che interviene nel caso in cui l’operatore lasci il posto di guida senza aver inserito il freno di stazionamento;
  4. telecamera con sistema di avviso acustico o visivo, che avverta l’operatore in caso di presenza di ostacoli/persone nella zona di lavoro, in particolare in quella posteriore; 
  5. indicatore di pendenza (inclinometro) per ridurre il rischio di capovolgimento, eventualmente dotato di sistema di rilevamento e avviso in caso di avvenuto capovolgimento.

La domanda di partecipazione al Bando può riguardare uno o più interventi finanziabili purché siano tutti eseguiti su un solo trattore agricolo o forestale in un’unica soluzione presso un’officina meccanica di autoriparazione.
Gli interventi di ammodernamento e miglioramento della sicurezza possono essere fra loro combinati secondo quanto riportato nell’Appendice A del Bando.
Le risorse stanziate sono10 milioni di euro.

Le Agevolazioni concedibili:

È riconosciuto un contributo a fondo perduto fino al raggiungimento del minore dei seguenti importi:

  1. 80% del costo ammissibile sostenuto dal soggetto beneficiario;
  2. 2.000,00 (duemila/00) euro.
    Gli aiuti di cui al presente Bando sono concessi ai sensi dei regolamenti (UE) della Commissione n. 1408/2013 e s.m.i., e n. 2023/2831, relativi ai contributi in regime «de minimis» nel settore agricolo e in quello generale.

Funzionamento della misura in parola:

Prima fase: concessione del contributo sulla base del preventivo presentato dal richiedente per il tramite dell’officina che effettua l’intervento di ammodernamento.
Seconda fase: erogazione del contributo al momento del pagamento da parte del Beneficiario della quota non coperta dal contributo per l’intervento effettuato. Il contributo è pagato direttamente all’officina che ha effettuato l’intervento di ammodernamento e messa in sicurezza.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti l’Ufficio Credito e Finanza resta a disposizione all’indirizzo mail: credito@confagricoltura.it

 

Influenza aviaria. Le disposizioni del Ministero della salute per la prevenzione e il controllo

Influenza aviaria

Le disposizioni del Ministero della salute per la prevenzione e il controllo

 

A seguito della recente nota n. 26433 del Ministero della Salute, sono state disposte nuove misure di prevenzione e controllo contro l’Influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). La decisione risponde ai 94 casi registrati in Europa durante l’estate e all’avvio della migrazione autunnale degli uccelli selvatici, che aumenta il rischio di trasmissione nel Nord Italia. Le evidenze epidemiologiche indicano infatti settembre come il mese d’inizio della fase epidemica stagionale.

Le disposizioni si applicano principalmente alle regioni a maggior rischio (tra cui Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte e Friuli-Venezia Giulia) e prevedono:

  • Divieto di allevamento all’aperto: Obbligo di tenere il pollame al chiuso nelle zone ad alto rischio (A e B) per evitare contatti con la fauna selvatica
  • Sorveglianza precoce (early detection): Obbligo per gli operatori di monitorare e segnalare tempestivamente cali produttivi o mortalità anomale negli stabiliment
  • Gestione filiera tacchini: Definizione di specifici programmi di accasamento in Lombardia e Veneto per ridurre la concentrazione di animali nelle fasce d’età più sensibili
  • Limitazioni a eventi e fiere: Valutazione della sospensione di mercati, mostre ed esposizioni di volatili nelle zone A e B
  • Controlli su fauna e caccia: Intensificazione della sorveglianza sui migratori, restrizioni sui richiami vivi e prescrizioni per la movimentazione della selvaggina da penna.

L’adozione tempestiva di questi protocolli è considerata fondamentale per garantire la biosicurezza delle strutture e tutelare l’intera filiera avicola.

Influenza aviaria e peste suina africana

Influenza aviaria e peste suina africana

In arrivo i regolamenti UE per il sostegno agli allevamenti avicoli e suinicoli

Attivazione della riserva di crisi unionale: fino a 61 milioni di euro per il comparto avicolo e 12,5 milioni per il comparto suinicolo

 

È entrata nella fase decisiva la procedura per l’attivazione della riserva di crisi unionale a sostegno degli allevamenti avicoli e suinicoli italiani colpiti, rispettivamente, dall’influenza aviaria (IA) e dalla peste suina africana (PSA). Ne dà notizia Confagricoltura

Si tratta di un risultato atteso da tempo: Confagricoltura aveva infatti sollecitato l’intervento del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, fin dall’inizio del 2025, in considerazione della grave crisi che negli ultimi anni ha colpito il settore zootecnico a causa delle epizoozie.

I regolamenti in discussione dovrebbero sancire la messa a disposizione di un finanziamento comunitario finalizzato a cofinanziare il sostegno nazionale già erogato o programmato dallo Stato italiano. In base alle bozze trasmesse, l’Unione Europea coprirebbe il 50% della spesa sostenuta dallo Stato italiano, entro i seguenti importi massimi:

  • circa 61 milioni di euro per il settore avicolo;
  • circa 12,5 milioni di euro per il settore suinicolo.

Per il pollame da carne e le galline ovaiole, avranno diritto ai contributi gli allevamenti nei quali sono stati riscontrati focolai di influenza aviaria confermati e notificati dalle Autorità italiane. Il testo fa riferimento a 103 focolai verificatisi nel periodo compreso tra settembre 2022 e il 1° marzo 2025, periodo che viene suddiviso in sottoperiodi ai quali corrisponderanno specifici importi massimi di contributo.

Per il settore suinicolo, colpito dalla peste suina africana, vengono considerati i danni subiti nel periodo compreso tra il 1° novembre 2024 e il 30 aprile 2025.

Per entrambi i comparti, i regolamenti definiranno la ripartizione dei fondi per settore e per malattia animale tra le diverse forme di perdita di reddito indennizzabili, per le quali sono previsti dei sub-massimali di spesa. È comunque prevista una flessibilità del 20% nel rispetto di tali sub-massimali, a garanzia di una maggiore capacità di adattamento alle effettive situazioni di danno riscontrate nelle aziende.

Il testo dei regolamenti, in discussione oggi in sede comunitaria, dovrà seguire il consueto iter: alla discussione seguiranno la votazione e la pubblicazione, a cui dovranno fare seguito specifici decreti ministeriali e gli altri provvedimenti nazionali di attuazione. L’erogazione del finanziamento comunitario dovrà essere completata entro maggio 2027.

Confagricoltura Veneto seguirà con attenzione l’evoluzione dell’iter normativo e fornirà tempestivamente ai propri associati ogni ulteriore aggiornamento, con particolare riguardo alle modalità operative di accesso ai contributi non appena saranno definite a livello nazionale.

CREDITO D’IMPOSTA PER GASOLIO E BENZINA. CHIARIMENTI DEL MASAF

CREDITO D’IMPOSTA PER GASOLIO E BENZINA

I chiarimenti del Masaf

 

Il Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) ha fornito alcuni chiarimenti in merito al credito d’imposta destinato alle imprese agricole per  l’approvvigionamento dei carburanti. Ricordiamo che il credito è di ammontare fino al 20% della spesa sostenuta, per gli acquisti di gasolio e benzina effettuati nel periodo 1° marzo – 31 maggio 2026 e ne potranno beneficiare gli imprenditori agricoli individuali, le società semplici, le società agricole di persone e di capitali e le cooperative agricole. I carburanti agevolabili sono quelli destinati ad alimentare mezzi utilizzati per l’esercizio delle attività agricole. La gestione del procedimento è affidata ad AGEA. Le domande dovranno essere presentate entro il 30 settembre e solo successivamente, entro il mese di ottobre, in base alle richieste pervenute e alle risorse a disposizione, sarà comunicato ai beneficiari l’importo del credito spettante e utilizzabile in compensazione entro il 31 dicembre 2026.

Di seguito riportiamo i chiarimenti del MASAF:

– le aziende florovivaistiche rientrano tra i beneficiari dell’agevolazione, comprese le coltivazioni floricole in serra;

– per le attività connesse all’attività agricola (quali a titolo di esempio, il contoterzismo, l’agriturismo, la produzione di biogas) sono ammesse al contributo le spese per l’acquisto di gasolio e benzina per l’alimentazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio delle attività agricole, consistenti, (ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto del Ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste del 23 dicembre 2022, n. 660087) in almeno una pratica colturale annuale per il mantenimento delle superfici agricole o un’attività per il conseguimento della produzione agricola.  Si tratta quindi di attività volte al mantenimento delle superfici agricole e/o al conseguimento della produzione agricola.  Le altre tipologie di attività non sono ammesse al contributo

– trasformazioni soggettive: in caso di decesso del titolare dell’impresa individuale e successione già intervenuta, la domanda può essere presentata dall’erede, purché sussista continuità aziendale; in caso di cessioni d’azienda con continuità aziendale, sono necessarie due domande: una per le fatture intestate al cedente e una per quelle intestate al cessionario.

– silvicoltura: è possibile presentare la domanda, purché siano rispettati tutti i requisiti previsti, compresa la qualifica di agricoltore in attività, e l’attività svolta sia riconducibile al mantenimento delle superfici agricole o al conseguimento della produzione agricola; il requisito di agricoltore in attività viene verificato da AGEA attraverso la presenza di un fascicolo aziendale attivo nel SIAN

– acquisti di carburante effettuati all’estero: nel rispetto degli ulteriori requisiti richiesti dal decreto, anche il carburante acquistato presso un operatore estero è ammissibile

Va comunque tenuto presente che l’ammissibilità dell’attività non coincide necessariamente con l’ammissibilità di qualsiasi mezzo utilizzato per svolgerla e quindi va esaminata attentamente ogni situazione particolare.

Scarica le Faq del Masaf: Masaf – Meccanizzazione agricola

RENTRI. TERMINANO LE PROROGHE E CAMBIANO LE REGOLE SUI FORMULARI

RENTRI. TERMINANO LE PROROGHE E CAMBIANO LE REGOLE SUI FORMULARI

 

Dal 15 settembre, per chi è tenuto alla compilazione del RENTRI, diventano operative le sanzioni per la mancata o incompleta trasmissione dei dati contenuti nei formulari: da 500 a 2.000 euro per i rifiuti non pericolosi e da 1.000 a 3.000 euro per quelli pericolosi.

Dal 16 settembre termina inoltre la possibilità di alternare formulario cartaceo e digitale per le imprese soggette all’XFir. Nei casi previsti dalla normativa il formulario dovrà essere gestito esclusivamente in formato elettronico.

La scelta del formato – È importante definire il formato del formulario prima della movimentazione. L’XFir è obbligatorio, tra gli altri casi, per i produttori di rifiuti pericolosi iscritti al Rentri e per determinati produttori di rifiuti non pericolosi con più di dieci dipendenti. Per alcune categorie di produttori non pericolosi con organico fino a dieci dipendenti resta invece la possibilità di scegliere tra carta e digitale.

Il Fir cartaceo rimane previsto per i produttori di rifiuti non pericolosi non soggetti al Rentri e per alcune categorie particolari, tra cui operatori del settore benessere e soggetti che operano al di fuori di un ente o di un’impresa. Restano inoltre specifiche disposizioni per Forze armate, Polizia, Vigili del fuoco e attività di pulizia delle reti fognarie.

Per le imprese agricole la situazione va valutata caso per caso. Restano esclusi dall’obbligo di iscrizione al Rentri, e possono quindi continuare a operare con il Fir cartaceo senza trasmissione telematica dei dati, gli imprenditori agricoli ex art. 2135 c.c. con volume d’affari annuo fino a 8.000 euro, nonché chi, pur produttore di rifiuti pericolosi, sceglie le modalità alternative previste dalla normativa (conservazione del Fir per tre anni o adesione a un circuito organizzato di raccolta). Le aziende agricole che producono solo rifiuti non pericolosi non sono comunque tenute all’iscrizione, ma devono utilizzare i formulari vidimati elettronicamente nella sezione “produttori non iscritti” del portale Rentri. Le aziende che non rientrano in queste condizioni restano invece soggette agli obblighi ordinari del Rentri, incluso l’eventuale XFir.

La trasmissione al Rentri riguarda i dati dei formulari digitali relativi ai rifiuti pericolosi e interessa la filiera secondo le modalità e le scadenze stabilite dalla normativa, con esclusione di intermediari e consorzi.

Per le aziende, la priorità è quindi verificare entro le nuove scadenze obblighi, formato del formulario e procedure interne, coordinandosi con trasportatori e destinatari.

Per maggiori informazioni vi invitiamo a consultare il portale RENTRI al sito istituzionale: https://www.rentri.gov.it/it

TFR lavoratori settore privato

TFR lavoratori settore privato

Nuovo modello per la scelta della destinazione del TFR dei lavoratori assunti dal 1° luglio 2026

 

Il Decreto Interministeriale del 4 settembre 2026 ha chiuso la fase transitoria, ufficializzando il nuovo Modello TFR3, che sostituisce il TFR2, per la scelta della destinazione del TFR per i lavoratori del settore privato assunti a partire dal 1° luglio 2026.

L’impianto generale ricalca la bozza di giugno, fornita i lavoratori dal 01/07/2026 e valida fino alla data di pubblicazione del decreto, ma introduce precisazioni tecniche e formali che le aziende devono monitorare. La principale novità è la possibilità di compilazione online del modello sul sito del Ministero del Lavoro, con notifica automatica inviata direttamente al datore di lavoro (tale modalità digitale decorrerà solo dall’emanazione di un successivo ed apposito decreto direttoriale). Nella corrente fase transitoria si continua pertanto ad utilizzare esclusivamente il formato cartaceo.

Ricordiamo che Il fulcro della riforma resta il meccanismo di adesione automatica e la drastica riduzione dei tempi di scelta: il lavoratore non ha più 6 mesi a disposizione, ma soltanto 60 giorni dalla data di assunzione per consegnare il modello firmato all’azienda.

La compilazione del Modello TFR3 è quindi, come già ribadito, un passaggio delicato sia per il dipendente che per l’azienda

Lavoratore di PRIMA ASSUNZIONE: Può scegliere se conferire il TFR alla forma pensionistica prevista dall’adesione automatica, a un’altra forma complementare di sua scelta, oppure mantenere il TFR in azienda (regime art. 2120 c.c.). Se non sceglie entro 60 giorni, scatta l’adesione automatica al fondo di settore (per il comparto agricolo Agrifondo. La normativa riguarda esclusivamente gli operai. Ricordiamo che per gli impiegati agricoli il TFR rimane in Enpaia, come stabilito dalle regole del contratto collettivo per i Quadri e gli Impiegati Agricoli)

Lavoratore NON di prima assunzione (senza posizione aperta): Non opera l’adesione automatica; in caso di silenzio il TFR segue le regole civilistiche ordinarie (rimane in azienda o va al Fondo di Tesoreria INPS sulla base delle dimensioni aziendali).

Lavoratore NON di prima assunzione (con posizione aperta): Deve comunque compilare il modulo per indicare la destinazione del TFR maturando entro i 60 giorni.

L’azienda pertanto deve:

Consegnare al neoassunto il Modello TFR3 unitamente alla lettera di assunzione o nei primissimi giorni di servizio.

Monitorare la scadenza dei 60 giorni tracciando la data di consegna per garantire che il lavoratore restituisca il modulo prima del termine.

Trasmettere tempestivamente ai nostri uffici il modulo compilato e firmato dal dipendente (conservandone copia in azienda) in modo da consentire corretta impostazione flussi retributivi e contributivi mensili

 

Nuovi obblighi impianti FER

Nuovi obblighi impianti FER
Modello Unico Parte III per gli impianti realizzati in attività libera

Con il Decreto MASE n. 223 del 15 luglio 2026 è stato adottato il Modello Unico Parte III, per la trasmissione al SUER (Sportello Unico delle Energie Rinnovabili) delle informazioni sugli impianti a fonti rinnovabili (FER) realizzati in attività libera, una volta entrati in esercizio.

Termini per la comunicazione

  • Per gli impianti entrati in esercizio dal 17 luglio 2026: trasmissione al SUER entro 5 giorni dalla data di entrata in esercizio, in modalità telematica.
  • Per gli impianti già in esercizio prima del 17 luglio 2026: trasmissione entro 6 mesi da tale data.

La compilazione compete al soggetto proponente o all’installatore delegato, responsabile dell’impianto.

Differenza rispetto alle Parti I e II

Le Parti I e II del Modello Unico restano riservate ai soli impianti fotovoltaici fino a 200 kW su edifici o su altre strutture fuori terra (e relative pertinenze): la Parte I riguarda la richiesta di connessione alla rete prima della realizzazione, la Parte II la comunicazione di fine lavori. Per tutte le altre fattispecie di impianti FER in attività libera si applica invece la nuova Parte III, da compilare solo a impianto realizzato.

Cosa richiede la Parte III

  • Dati anagrafici del dichiarante (persona fisica, legale rappresentante, imprenditore/impresa agricola, procuratore o delegato) e riferimento alla sezione dell’Allegato A del Testo Unico FER.
  • Localizzazione e dati catastali, natura agricola dell’area e relativa SAU in ettari, eventuale ricaduta in area idonea o in zona di accelerazione, compatibilità urbanistica e titolo edilizio.
  • Schede tecniche per tipologia di impianto (fotovoltaico, biomasse, eolico, idroelettrico, termico, accumulo, elettrolizzatori) e scheda sulle opere connesse; per il fotovoltaico è prevista la voce «Agrivoltaico con moduli adeguatamente elevati da terra», con dati su potenza, superfici e, per l’agrivoltaico, percentuale coperta dai moduli.

Alla comunicazione vanno allegati i documenti di identità, l’eventuale procura/delega e, solo per gli impianti a terra e su edificio/manufatto oltre i 200 kW e per gli agrivoltaici, gli shapefiles dell’impianto in formato EPSG4326.

Restano da chiarire alcuni aspetti, tra cui gli effetti di un’eventuale mancata comunicazione nei termini, in particolare per gli impianti già in esercizio prima dell’entrata in vigore del decreto. Il tema potrà essere oggetto di approfondimento presso il tavolo tecnico permanente referente per la SUER, istituito dal DM n. 368/2024.

Il Modello Unico Parte III e il manuale utente sono disponibili nella sezione «Documenti» della piattaforma SUER, sul portale GSE.

Teledistacco impianti fotovoltaici ed eolici

Teledistacco impianti fotovoltaici ed eolici

Si avvicina la prima scadenza dei termini per accesso al contributo forfettario Arera per l’adeguamento (senza decurtazioni)

 

Si ricorda l’obbligo di installazione di sistemi per il teledistacco degli impianti fotovoltaici (CCI, ecc.) di potenza compresa tra i 100 e 999 kW e la necessità di provvedervi tempestivamente se si vuole ottenere l’intero contributo forfettario messo a disposizione da Arera. Infatti il 31 dicembre 2026 scade il termine per inviare la comunicazione di avvenuto adeguamento ai fini della richiesta del contributo forfettario senza decurtazioni.  Da gennaio 2027 saranno applicate progressive riduzioni percentuali del contributo, fino al suo azzeramento.

Il valore del contributo è ancora oggetto di verifica da parte di ARERA che, si ricorda, ha affidato al Politecnico di Milano l’analisi di congruità del suo valore (con la Delibera 564/2025/R/eel del 23 dicembre 2025) a valle della consultazione pubblica con gli operatori, tenutasi a fine 2025.

Si ricorda, inoltre che l’ARERA, con la delibera Delibera 564/2025/R/eel del 23 dicembre 2025 ha ridefinito i termini per l’adeguamento secondo il seguente schema.

Taglia impianto

Nuova scadenza per l’adeguamento

(Del. 564 del 23.12.2025)

Contributo forfettario

Tra 100 kW – 499 kW:

31 marzo 2028

Riduzione % progressiva contributo – azzerato dal 1 luglio 2027.

Tra 500 kW – 999 KW:

31 dicembre 2027

Riduzione % progressiva contributo – azzerato dal 1 giugno 2027.

 

Si ricorda che il mancato adeguamento degli impianti comporta la sospensione degli incentivi da parte del GSE, fino alla sospensione dell’esercizio da parte del gestore di rete.

Importanti novità e scadenze per le Fattorie Didattiche del Veneto

Importanti novità e scadenze per le Fattorie Didattiche del Veneto

 

Con riferimento alle Fattorie didattiche la Direzione Agroalimentare della Regione del Veneto ha comunicato importanti aggiornamenti relativi all’organizzazione degli uffici regionali, alle scadenze amministrative per gli operatori e alla programmazione della Giornata Regionale “Fattorie Didattiche Aperte“.

Di seguito il riepilogo dettagliato delle principali novità.

  1. Riorganizzazione degli uffici regionali

A seguito del pensionamento del referente titolare dell’ufficio “Progetti e iniziative di turismo rurale”, dal 1° settembre la gestione della materia è stata assunta ad interim ed incardinata all’interno della Direzione regionale Agroalimentare e servizio fitosanitario (Unità Operativa Qualità agroalimentari e diversificazione attività agricole) con funzionario Incaricato Jacopo Testoni, già referente per le Fattorie Sociali.

  1. Proroga trasmissione dati annuali (Scheda di sintesi)
  • Nuova scadenza: Il termine per l’invio dei dati relativi al numero e alla tipologia delle visite didattiche effettuate è stato prorogato al 30 novembre 2026.
  • Modalità di invio: La comunicazione deve avvenire esclusivamente online tramite il modulo digitale disponibile al seguente link:  Modulo digitale Scheda di Sintesi
  • Nota bene: Non sarà più accettata la modulistica cartacea. Tutti gli operatori che avessero già provveduto a inviare il formato cartaceo sono tenuti a compilare nuovamente il modello tramite il link sopra indicato.
  • Obbligatorietà: Si ricorda che la trasmissione della Scheda di sintesi costituisce un obbligo previsto dalla Carta della Qualità ed è indispensabile per il mantenimento dell’iscrizione all’Elenco regionale.
  1. Giornata Regionale “Fattorie Didattiche Aperte”
  • Spostamento dell’evento: In accordo con il gruppo di lavoro regionale, l’appuntamento ufficiale della Giornata Regionale “Fattorie Didattiche Aperte” è stato posticipato alla primavera 2027.
  • Iniziative autonome ad ottobre: Resta comunque ferma la facoltà per le singole aziende agricole di promuovere e organizzare in autonomia attività ed aperture nella consueta finestra di ottobre.

Gli uffici territoriali di Confagricoltura Veneto sono a disposizione per eventuali chiarimenti o supporto nella compilazione dei moduli.