POSITIVA LA RICHIESTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MELONI A VON DER LEYEN

POSITIVA LA RICHIESTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MELONI A VON DER LEYEN

PER L’AGRICOLTURA SERVE UN QUADRO TEMPORANEO DI AIUTI

 

Confagricoltura accoglie positivamente l’azione annunciata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei confronti della Commissione europea, volta a sottolineare, tramite una nota alla presidente Von der Leyen in vista del prossimo Ecofin, la necessità di tenere conto dell’inflazione registrata in questo periodo, nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito.

L’iniziativa va nella direzione auspicata dalla Confederazione che è già intervenuta in questo senso. Il presidente Massimiliano Giansanti ha evidenziato al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, con una missiva inviata nei giorni scorsi, e alla società tutta, attraverso gli ultimi discorsi pubblici, “le notevoli difficoltà incontrate dalle imprese agricole a causa del proseguire delle tensioni geopolitiche e delle continue situazioni climatiche avverse che stanno mettendo a dura prova la redditività e la tenuta competitiva del settore”.

“I nostri agricoltori hanno registrato un brusco deterioramento della ragione di scambio – ha segnalato Giansanti –. L’agricoltura è strategica, al pari della difesa dei confini e dell’approvvigionamento energetico. Gli argomenti in cima all’agenda di Bruxelles, come il possibile allargamento all’Ucraina, non rientrano nel dibattito pubblico italiano; eppure, andranno a definire in maniera significativa il futuro dell’Unione e le risorse disponibili. Chiediamo un Temporary Framework per venire incontro alle esigenze degli agricoltori”.

Palazzo della Valle indica l’urgenza di prorogare e ampliare la portata del quadro temporaneo degli aiuti di Stato per sostenere le imprese agricole, tenendo conto non solo dei danni subiti (diretti e indiretti) ma anche dell’inflazione e della maggiorazione dei costi produttivi e in particolare per i costi energetici. Si evidenzia la necessità di sgravi fiscali, previdenziali e creditizi e si chiede di prendere in considerazione un’aliquota di copertura dei maggiori costi fino al 100%. Inoltre, si auspica la proroga o la sospensione temporanea di alcuni adempimenti previsti dalla normativa comunitaria per la tutela dell’ambiente, al fine di alleggerire il peso dei costi in capo agli agricoltori in un momento di seria crisi.

ENOTURISMO: Al via il sostegno OCM per la promozione dell’enoturismo nelle zone di produzione

ENOTURISMO: Al via il sostegno OCM per la promozione dell’enoturismo nelle zone di produzione

 

Il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste ha emanato il decreto n. 483420 del 18 settembre 2026, che rende operativa in Italia una delle principali novità del cosiddetto “Pacchetto Vino” (Regolamento (UE) 2026/471 del 24 febbraio 2026): il nuovo intervento settoriale vitivinicolo destinato ad accrescere la reputazione dei vigneti italiani promuovendo il turismo enologico nelle regioni di produzione, previsto dall’articolo 58, paragrafo 1, lettera i) del Regolamento (UE) 2021/2115. Il decreto si applica a decorrere dalla campagna vitivinicola 2026/2027.

Si tratta di una misura nuova nel panorama dell’OCM vino, che per la prima volta riconosce l’enoturismo come leva autonoma di valorizzazione delle zone viticole, accanto alla promozione dei vini sui mercati. Di seguito i principali contenuti del provvedimento.

Che cosa si intende per promozione del turismo enologico  – Il decreto rinvia alla definizione di enoturismo già contenuta nella legge di bilancio 2018 (articolo 1, comma 502, della legge 27 dicembre 2017, n. 205): rientrano quindi nella misura le attività rivolte alla conoscenza del settore vitivinicolo nell’ambito dell’enoturismo, cioè le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, dalle visite ai vigneti e alle cantine alla degustazione e alla presentazione delle produzioni.

Chi può presentare domanda – Il sostegno è riservato a soggetti collettivi. Non possono quindi accedervi le singole aziende, che potranno tuttavia partecipare ai progetti come imprese aderenti: la domanda deve infatti contenere l’elenco delle imprese, dei vigneti, delle cantine e dei vini che si intendono promuovere. Sono beneficiari ammissibili:

  • le organizzazioni professionali rappresentative della produzione vitivinicola;
  • le organizzazioni di produttori di vino (articolo 152 del Regolamento (UE) n. 1308/2013) e le loro associazioni (articolo 156);
  • le organizzazioni interprofessionali specializzate nel settore vitivinicolo (articolo 157 del Regolamento (UE) n. 1308/2013);
  • i gruppi di produttori che gestiscono DOP e IGP del vino, compresi i consorzi di tutela autorizzati ai sensi dell’articolo 41 della legge n. 238/2016;
  • le organizzazioni di produttori di vino costituite in consorzi, società consortili o cooperative, diverse dai consorzi di tutela, con comprovata esperienza nel settore;
  • le organizzazioni interprofessionali configurabili come organismo di diritto pubblico;
  • le associazioni, temporanee o permanenti, di organizzazioni di produttori vitivinicoli.

I progetti hanno valenza regionale: se un’iniziativa interessa due o più Regioni, il beneficiario deve presentare un progetto distinto in ciascuna di esse. Le Regioni possono inoltre restringere la platea, individuando i beneficiari tra quelli indicati dal decreto.

Le azioni finanziabili – Il decreto indica un elenco di azioni a titolo non esaustivo, che sarà integrato da una circolare AGEA adottata d’intesa con le Regioni:

  • azioni promozionali o pubblicitarie che mettano in evidenza gli elevati standard dei prodotti delle regioni viticole, in particolare per qualità, tradizioni, sicurezza alimentare e ambiente: ad esempio campagne pubblicitarie, escursioni ricreative tra i vigneti, visite alle cantine, presentazione dei vigneti, degli impianti, delle attrezzature e del metodo di produzione;
  • organizzazione di eventi, fiere o esposizioni dedicati alla promozione del turismo enologico nelle zone di produzione.

Spetterà alle Regioni individuare, con propri provvedimenti, le azioni e le tipologie di vigneto che intendono effettivamente finanziare. Il decreto prevede anche che AGEA, attraverso il SIAN e su richiesta dei beneficiari, possa mettere a disposizione strumenti digitali per la gestione delle attività enoturistiche, come sistemi di registrazione degli eventi, georeferenziazione dei vigneti visitabili, raccolta di dati statistici e integrazione con il fascicolo aziendale, sulla base di un apposito accordo.

Entità del contributo e spese ammissibili – L’aiuto è concesso nel limite massimo del 50% dei costi ammissibili. Le Regioni possono fissare una percentuale inferiore, con provvedimento motivato, e stabilire gli importi minimi e massimi di spesa per domanda, l’eventuale concessione di un anticipo e la durata annuale o biennale dei progetti. Le risorse provengono dalla dotazione del Piano strategico nazionale della PAC per il settore vitivinicolo e, quindi, saranno legate principalmente alle economie di spesa realizzate a livello regionale.

Le domande – A regime la domanda andrà presentata entro il 30 ottobre di ogni anno. Per la prima annualità 2026/2027 il termine è fissato al 15 dicembre 2026, con l’impegno di AGEA ad aprire il sistema informatico almeno 60 giorni prima della scadenza. Le Regioni che applicano criteri di priorità approveranno la graduatoria entro il 15 marzo 2027 (a regime entro il 31 maggio) e comunicheranno l’esito ai richiedenti nei 15 giorni successivi.

Le criticità – Per l’applicazione della misura nel Veneto occorre attendere la circolare AGEA e le determinazioni della Regione, che dovrà definire beneficiari, azioni, importi, eventuali criteri di priorità e durata dei progetti, sempre che, nell’ambito degli interventi di settore (OCM vino) siano ancora disponibili delle risorse da destinare a questo nuovo intervento.

 

Gelo e siccità: denunce di danno fino al 15 gennaio 2027

Agricat- Fondo mutualistico nazionale

Gelo e siccità: denunce di danno fino al 15 gennaio 2027

 

Con la Circolare n. 8/2026 del 25 settembre 2026, AGRI-CAT S.r.l., soggetto gestore del Fondo Mutualistico Nazionale contro le avversità catastrofali, ha prorogato i termini per la presentazione delle denunce di sinistro della campagna 2026.

Per i danni da gelo/brina e siccità verificatisi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, le denunce potranno essere presentate entro il 15 gennaio 2027, pena l’inammissibilità.

Per gli eventi alluvionali resta invece fermo il termine di 60 giorni dalla data dell’evento, e comunque non oltre il 15 gennaio 2027.

Ricordiamo che per gelo/brina e siccità il sistema AgriCat genera domande precompilate, che il CAA sottopone all’azienda per la conferma o la correzione. È importante verificare che le colture indicate corrispondano a quelle effettivamente presenti in campo al momento dell’evento: con la firma, l’agricoltore si assume la responsabilità dei dati dichiarati.

Gli uffici di Confagricoltura  sono a disposizione degli associati per la verifica delle domande e la presentazione delle denunce nei termini.

Sviluppo rurale, pubblicati i bandi per 60 milioni di euro

Sviluppo rurale, pubblicati i bandi per 60 milioni di euro

Insediamento giovani e relativi investimenti i principali interventi

Copertura vasche liquami zootecnici e assimilati misura per tutte le aziende

 

Sono stati pubblicati oggi (2 ottobre 2026) i nuovi bandi del CSR del Veneto con cui viene disposta l’apertura dei termini per la presentazione delle domande di aiuto relative a sette interventi rivolti in particolare ai giovani e agli investimenti aziendali.

L’importo complessivo a bando è pari a 60 milioni di euro, a valere sulle disponibilità del CSR 2023-2027, 47,5 dei quali destinati ai giovani che si insediano in agricoltura. Le misure, con le relative risorse e scadenze, sono riepilogate nella tabella seguente.

Codice

Intervento

Importo a bando

Scadenza (giorni dal BUR)

 

 

 

 

SRD01

Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole (PG – Pacchetto Giovani)

20.000.000 €

105 giorni

SRD02 Az. A

Investimenti per la mitigazione dei cambiamenti climatici – copertura vasche liquami (PG)

1.500.000 €

105 giorni

SRD02 Az. A

Investimenti per la mitigazione dei cambiamenti climatici – copertura vasche liquami (domanda singola)

1.500.000 €

90 giorni

SRD02 Az. B

Investimenti per la tutela delle risorse naturali (PG)

3.000.000 €

105 giorni

SRD02 Az. C

Investimenti irrigui (PG)

3.000.000 €

105 giorni

SRD02 Az. D

Investimenti per il benessere animale (PG)

3.000.000 €

105 giorni

SRD03

Investimenti per la diversificazione in attività non agricole (PG)

1.000.000 €

105 giorni

SRD06 Az. 1

Prevenzione e ripristino del potenziale produttivo agricolo – avversità e infestazioni (PG)

2.000.000 €

105 giorni

SRE01

Insediamento giovani agricoltori

14.000.000 €

105 giorni

SRH01

Erogazione di servizi di consulenza aziendale (a catalogo)

5.000.000 €

90 giorni

SRH03

Formazione degli imprenditori agricoli e degli addetti dei settori agricoltura, zootecnia e industria alimentare (a catalogo)

6.000.000 €

90 giorni

Totale

 

60.000.000 €

 

PG = intervento attivato nell’ambito del Pacchetto Giovani. I termini per la presentazione delle domande decorrono dalla data di pubblicazione sul BUR (DGR n. 990 del 15 settembre 2026, Allegato A).

Ricambio generazionale: il Pacchetto Giovani (PG)    – Ai giovani imprenditori agricoli è dedicato l’intervento SRE01, con una dotazione di 14 milioni di euro per il sostegno all’insediamento di chi ha un’età fino a quarantuno anni non compiuti e si insedia per la prima volta come capo azienda, presentando un piano di sviluppo aziendale. L’intervento è attivato esclusivamente in modalità “a pacchetto”: la domanda SRE01 va obbligatoriamente combinata con almeno uno degli interventi SRD01, SRD02 (Azioni A, B, C o D), SRD03 o SRD06. Tutte le azioni sono riservate al Pacchetto Giovani, ad eccezione dell’Azione A della misura SRD02, attivata anche per domande singole.

SRD02 Azione A (copertura delle vasche di liquami e assimilati) un intervento importante aperto per tutte le aziende

Come detto l’azione A dell’intervento SRD02 è attivata anche per domande singole, cioè per tutte le aziende agricole in possesso dei requisiti, indipendentemente dall’età del conduttore.

Sono ammissibili gli investimenti per la copertura delle vasche esistenti destinate allo stoccaggio di effluenti non palabili, l’acquisto di serbatoi flessibili autoportanti (sacconi) e l’installazione di impianti di separazione solido/liquido abbinati a questi ultimi, oltre alle spese generali nel limite del 5% dell’operazione. Non sono invece ammesse la costruzione ex novo o la ristrutturazione edilizia delle vasche, le coperture dei lagoni, le coperture aperte ai lati o realizzate con elementi flottanti, né le coperture delle concimaie.

Il sostegno è pari all’80% del costo dell’investimento con un limite massimo di spesa ammissibile è di 600.000 euro nell’arco di quattro anni.

L’ammissione in graduatoria richiede un punteggio minimo di 12 punti e, oltre alle caratteristiche soggettive del richiedente (età del conduttore, qualificazione sociale dell’impresa, associazionismo, adesione a strumenti di gestione del rischio), considera l’entità della riduzione delle emissioni di ammoniaca ottenuta con l’investimento, che vale fino a 20 punti per riduzioni pari o superiori al 60%, calcolate tramite l’applicativo BAT-TOOL. I termini per la conclusione delle operazioni, a decorrere dalla concessione dell’aiuto, sono di 7 mesi per sacconi e impianti di separazione e di 12 mesi per la copertura delle vasche.

L’intervento dovrebbe essere considerato con molta attenzione da parte delle aziende zootecniche, in quanto permettere di adempiere ad una prescrizione (la copertura delle vasche dei liquami) che sarà obbligatoria dal 1° gennaio 2030.

Consulenza e formazione

Il provvedimento destina inoltre 5 milioni di euro all’erogazione di servizi di consulenza aziendale (SRH01), rivolti alle esigenze di supporto tecnico, gestionale, economico, ambientale e sociale delle imprese agricole, forestali e operanti nelle aree rurali, anche per favorire la diffusione delle innovazioni sviluppate da progetti di ricerca. Altri 6 milioni di euro finanziano la formazione e l’aggiornamento professionale degli imprenditori agricoli e degli addetti dei settori agricoltura, zootecnia e industria alimentare (SRH03).

Bando per il rinnovo del parco attrezzature per l’interramento in campo degli effluenti zootecnici

Bando per il rinnovo del parco attrezzature per l’interramento in campo degli effluenti zootecnici

 

La Giunta regionale del Veneto, con la Deliberazione n. 853 del 19 agosto 2026, ha approvato un nuovo bando che apre i termini per la presentazione delle domande di aiuto per il rinnovo del parco attrezzature destinato all’interramento in campo degli effluenti zootecnici e assimilati. Il provvedimento è stato pubblicato sul BUR n. 114 del 21 agosto 2026.

L’aiuto è erogato ai sensi dell’art. 14 – «Aiuti agli investimenti nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria» – del Regolamento (UE) n. 2022/2472, in regime di esenzione dalla notifica preventiva alla Commissione europea.

Il nuovo bando si inserisce nel percorso avviato con la DGR n. 1414 del 28 novembre 2024, che aveva aperto i termini per il rinnovo del parco attrezzature per l’interramento dei fertilizzanti azotati, utilizzando le economie maturate sui bandi 2019 nell’ambito del Programma regionale per la riduzione delle emissioni prodotte dalle attività agricole del Veneto.

Beneficiari: micro, piccole e medie imprese (PMI) attive nella produzione agricola primaria che svolgono attività di allevamento di bestiame, iscritte al Registro delle imprese con codice ATECO compreso fra A01.1 e A01.50.00.

Investimenti ammessi: acquisto di attrezzature per la distribuzione e l’interramento degli effluenti non palabili (liquami zootecnici e assimilati):

  • spandiliquame trainato (carrobotte) con interratori
  • spandiliquame semoventi con interratori
  • sistemi ombelicali atti all’interramento
  • attrezzature portate atte all’interramento degli effluenti non palabili

Restano escluse, tra l’altro, le attrezzature usate, gli investimenti di semplice sostituzione di macchinari esistenti, i carribotte muniti di cannoncino per la distribuzione ad alta pressione e i carribotte con interratori composti da meno di quattro corpi lavoranti.

Aliquota di aiuto: il contributo è pari all’80% della spesa ammessa. La spesa massima ammissibile è di 600.000 euro per impresa; l’importo minimo di spesa per domanda è 10.000 euro in zona montana e 20.000 euro nelle altre zone, sotto i quali la domanda non è ammissibile. Per le zone montane è riservato il 25% della dotazione del bando, con graduatoria dedicata.

Dotazione finanziaria: 381.397,00 euro – La Regione conta nel recupero a breve di ulteriori risorse da destinare all’intervento.

Termine di presentazione: entro 90 giorni dalla pubblicazione del bando sul BUR, quindi entro il 19 novembre 2026

MALGHE VENETE: 1,4 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione per la prevenzione delle predazioni da lupo (progetto “Melken 2”)

MALGHE VENETE: 1,4 milioni di euro dal Fondo Sviluppo e Coesione per la prevenzione delle predazioni da lupo (progetto “Melken 2”)

 

Con DGR n. 820 del 28/07/2026 – BUR Veneto n. 111 del 14/08/2026, la Regione del Veneto ha approvato due bandi di finanziamento a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, nell’ambito dell’Accordo per la coesione tra Governo e Regione, Area tematica 5 “Ambiente e Risorse Naturali”, Linea di intervento 05.05 “Natura e Biodiversità”.

I due bandi attuano congiuntamente il progetto denominato “Melken 2”, rivolto ai proprietari di malghe a gestione attiva del Veneto (complessi fondiari destinati al pascolamento, con eventuali edifici annessi, ai sensi della L.R. 4/2023), con l’obiettivo di ridurre il rischio di predazione da grandi carnivori e valorizzare la filiera economica delle malghe:

  • Allegato A – Bando per soggetti pubblici: linea di azione “Melken. Nuovi metodi di prevenzione delle predazioni da lupo in malga” (FSCRI_RI_418).
  • Allegato B – Bando per soggetti privati: linea di azione “Melken prevenzione delle predazioni da lupo in malga con recinzioni elettrificate” (FSCRI_RM_1750).

La dotazione complessiva è di € 1.400.000,00. La gestione, il controllo e la liquidazione delle domande sono affidati ad AVEPA sulla base di un apposito Accordo di collaborazione.

Risorse e beneficiari

 

Bando pubblici

(Allegato A)

Bando privati

(Allegato B)

 

 

 

Scheda intervento

FSCRI_RI_418

FSCRI_RM_1750

Beneficiari

Soggetti pubblici proprietari di malghe attive

Agricoltori, associazioni/consorzi privati, Regole, imprese private proprietarie di malghe attive

Dotazione finanziaria

€ 400.000,00

€ 1.000.000,00

Interventi ammessi

1. Ricoveri per pastori/mandriani 2. Fotovoltaico/solare termico e/o raccolta acque meteoriche

1. Ricoveri per pastori/mandriani 2. Fotovoltaico/solare termico e/o raccolta acque meteoriche 3. Macchinari lattiero-caseari 4. Recinzioni elettrificate e kit

Intensità e limiti

90% della spesa ammessa; contributo max € 50.000; SAT minima € 20.000

90% della spesa ammessa (de minimis); contributo max € 50.000; SAT minima € 20.000

Domande

25/08/2026 – 23/11/2026 (ore 23:59:59)

25/08/2026 – 23/11/2026 (ore 23:59:59)

Conclusione progetti

Entro il 31/12/2028

Entro il 31/12/2028

 

Livello di sostegno

Per entrambi i bandi le condizioni economiche sono omogenee:

  • Intensità del contributo: 90% della spesa ammessa, a fondo perduto.
  • Contributo massimo erogabile: € 50.000,00 per progetto/beneficiario.
  • Soglia minima di spesa ammissibile (SAT): € 20.000,00.
  • Quota a carico del beneficiario: il restante 10% della spesa ammessa (eventuali eccedenze rispetto al contributo massimo restano interamente a carico del richiedente, salvo cumulo con altre fonti nel rispetto del divieto di doppio finanziamento).

Per il bando privati il sostegno è concesso in regime “de minimis” agricolo (Reg. UE 1408/2013): l’importo complessivo degli aiuti a una stessa “impresa unica” non può superare € 50.000,00 nell’arco di tre anni. Sono inoltre ammissibili le spese tecniche di progettazione e predisposizione della domanda, nel limite del 10% della spesa ammessa e fino a un massimo di € 5.000,00.

Investimenti ammessi

Gli interventi finanziabili, di dettaglio tecnico rimandato agli allegati del successivo decreto attuativo, sono i seguenti:

  • Intervento 1 – Ricoveri per pastori/mandriani: ricoveri stabili in legno o spazi abitabili rimovibili/provvisori, per garantire la presenza costante del malghese accanto al bestiame (bando pubblici e privati).
  • Intervento 2 – Impianti fotovoltaici, solare termico e raccolta acque meteoriche: impianti “off-grid” (immobili non collegati alle reti elettrica e idrica nazionali), inclusi eventuali sistemi di accumulo e di potabilizzazione (bando pubblici e privati).
  • Intervento 3 – Macchinari e attrezzature lattiero-casearie: acquisto di macchinari per la lavorazione/conservazione dei prodotti caseari, es. termizzatori, pastorizzatori, vasche refrigeranti (solo bando privati).
  • Intervento 4 – Recinzioni elettrificate e kit di elettrificazione: recinzioni semipermanenti, mobili o metalliche fisse per la protezione notturna del bestiame al pascolo (solo bando privati).

Il progetto può integrare più tipologie di intervento, nel rispetto del limite massimo di contributo. Non sono ammesse spese per l’acquisto di terreni, DPI, IVA, beni usati, spese di personale, viaggio/vitto/alloggio, pagamenti in contanti e fatture sotto i € 200.

Localizzazione e criteri di selezione

Gli investimenti devono essere localizzati nei Comuni classificati montani (L. 131/2025). La graduatoria di ciascun bando è formata in base a punteggi attribuiti su: importo della spesa ammissibile totale, quota altimetrica di realizzazione dell’intervento (premiate le quote più elevate, fino a oltre 1.600 m s.l.m.), Superficie Agricola Utilizzata in zona montana nei Comuni con maggior numero di malghe. Per il solo bando pubblici si aggiunge il criterio del livello di progettazione dell’opera (esecutivo, fattibilità tecnico-economica, documentazione minima). A parità di punteggio prevale l’ordine cronologico di presentazione della domanda.

Scadenze e programma

  • Apertura e chiusura domande di sostegno: dal 25 agosto 2026 alle ore 23:59:59 del 23 novembre 2026, esclusivamente tramite il portale AVEPA (www.avepa.it).
  • Istruttoria: AVEPA conclude l’ammissibilità delle domande entro 90 giorni dalla chiusura del bando.
  • Conclusione dei progetti: entro il 31 dicembre 2028 per tutte le tipologie di intervento, con possibilità di proroga (massimo 12 mesi) su richiesta motivata.

FONDO PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE – CAMPAGNA 2026

FONDO PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE – CAMPAGNA 2026

Per mais, legumi e soia, frumento tenero e orzo domande dal 30 settembre al 30 ottobre 2026

 

AGEA ha pubblicato le Istruzioni Operative n. 83/2026 del 28 settembre 2026 che rendono operativo per la campagna 2026 il decreto interministeriale MASAF-MEF 22 dicembre 2025 n. 0688617 sui criteri di attuazione del Fondo per la sovranità alimentare per le annualità 2025 e 2026.

Il decreto mette a disposizione 23,75 milioni di euro per ciascuna annualità, di cui 19 milioni destinati alle colture vegetali: mais, proteine vegetali (legumi e soia), frumento tenero e orzo. Le Istruzioni riguardano esclusivamente queste quattro filiere; la quota di 4,75 milioni riservata alle carni bovine della linea vacca-vitello e alle carni bovine SQNZ e IGP sarà oggetto di disposizioni separate.

Importi e dotazioni

Per la campagna 2026 l’aiuto per ettaro coltivato e oggetto di contratto è fissato nei seguenti importi massimi, nel limite dei plafond assegnati a ciascuna filiera:

Filiera

Aiuto massimo

Plafond 2026

Mais

400 €/ha

7,6 milioni €

Proteine vegetali (legumi e soia)

250 €/ha

4,75 milioni €

Frumento tenero da seme certificato

300 €/ha

3,8 milioni €

Orzo

200 €/ha

2,85 milioni €

 

Si tratta di importi massimi: se le richieste superano le risorse disponibili, AGEA applicherà un taglio lineare. Le eventuali economie di una filiera potranno essere utilizzate per coprire le richieste eccedenti delle altre, sempre nel rispetto degli importi unitari indicati.

Possono accedere all’aiuto le imprese agricole che:

  • sono iscritte al Registro delle imprese e hanno un fascicolo aziendale attivo nel SIAN con piano di coltivazione grafico (PCG) validato per il 2026;
  • abbiano coltivato mais, legumi (pisello, fagiolo, lenticchia, cece, fava e favino da granella), soia, frumento tenero da sementi certificate oppure orzo;
  • hanno sottoscritto, entro la data di apertura dei termini di presentazione della domanda, un contratto di filiera di durata almeno triennale, direttamente oppure tramite la cooperativa, il consorzio agrario o l’organizzazione di produttori riconosciuta di cui sono soci.

Non sono ammesse le superfici la cui produzione è destinata alla vendita diretta senza contratto. Sono invece ammesse le superfici la cui produzione, coperta da contratto, è destinata all’alimentazione animale o umana. Sono escluse le colture destinate a insilato e alla produzione energetica.

Aiuto commisurato all’incremento di superficie – L’aiuto non premia tutta la superficie coltivata, ma soltanto la superficie incrementale: la differenza tra la superficie della coltura dichiarata nel PCG 2026 e la media delle superfici dichiarate per la stessa coltura nei tre anni precedenti (2023, 2024 e 2025). Dal calcolo della media sono esclusi gli anni in cui la coltura non è stata seminata; se l’azienda non l’ha mai coltivata nel triennio, la media è pari a zero e l’intera superficie 2026 è considerata incremento.

La superficie ammissibile è la minore tra quella contrattualizzata e quella incrementale, con un tetto di 50 ettari complessivi per l’insieme delle quattro colture.

Sulla stessa superficie non si può chiedere due volte l’aiuto per la stessa specie. È invece possibile chiedere premi diversi per specie diverse in successione (primo e secondo raccolto, ad esempio frumento tenero seguito da una proteica), purché siano rispettate le normali condizioni di coltivazione e maturazione. Fa eccezione la filiera proteica: legumi e soia rispondono alla stessa finalità, per cui non si possono premiare sulla stessa superficie i legumi in primo raccolto e la soia in secondo, o viceversa.

Il contratto di filiera – Il contratto deve avere durata almeno triennale e comprendere il 2026 come campagna di raccolta (sono validi, ad esempio, i trienni 2024-2026, 2025-2027 o 2026-2028). Non è necessario che preveda un aumento delle superfici negli anni, perché l’incremento viene calcolato d’ufficio sul confronto con i PCG. Il contratto deve indicare la superficie interessata e va allegato in formato pdf alla domanda.

Le Istruzioni distinguono due situazioni:

  • contratto diretto tra agricoltore e impresa di trasformazione, stoccaggio o commercializzazione. I centri di stoccaggio che effettuano pulitura ed essiccazione di granella di mais e seme di soia e la successiva commercializzazione sono considerati imprese di prima trasformazione; lo stesso vale per la cooperativa che svolge direttamente queste attività;
  • contratto stipulato dalla cooperativa, dal consorzio agrario o dall’OP con l’industria. In questo caso il socio deve sottoscrivere con la propria struttura un impegno di coltivazione (anche annuale) che richiami lo specifico contratto di filiera, e il soggetto intermedio deve rilasciare la dichiarazione sostitutiva prevista dall’allegato A, che attesta il collegamento tra l’impegno del produttore e il contratto con l’acquirente.

Se è l’acquirente a interrompere il contratto prima della scadenza, l’agricoltore potrà accedere all’aiuto stipulando un nuovo contratto triennale con un’altra impresa. In caso di trasferimento d’azienda, il subentrante prosegue nel contratto di filiera e nel relativo impegno (art. 2558 c.c.); al contrario, il cambio di destinazione del prodotto o la cessazione dell’attività dell’acquirente fanno venir meno i presupposti dell’aiuto. Qualsiasi modifica dei contratti allegati va comunicata tempestivamente ad AGEA via PEC, indicando il numero della domanda.

La domanda di contributo – La domanda si presenta sul portale SIAN dal 30 settembre al 30 ottobre 2026, esclusivamente tramite il CAA mandatario, che dispone di un modulo precompilato con le superfici 2026 e quelle dei tre anni precedenti. L’agricoltore può accettare o rinunciare alle superfici proposte e completa la domanda con i dati del contratto: CUAA dell’acquirente ed eventualmente della cooperativa o OP, data di sottoscrizione, decorrenza e scadenza, superficie contrattualizzata.

Per le aziende venete, il cui fascicolo è gestito da AVEPA, l’aiuto resta comunque erogato da AGEA: la superficie viene presa dall’ultimo PCG 2026 validato con scheda di validazione e acquisito nel SIAN tramite i servizi di interscambio. È quindi essenziale che il piano di coltivazione 2026 sia aggiornato e validato prima della presentazione.

Decreto flussi 2027: dal 23 ottobre si precompilano le domande

LAVORO – IMMIGRAZIONE

Decreto flussi 2027: dal 23 ottobre si precompilano le domande

 Click day agricolo il 12 gennaio

 

Con la Circolare congiunta n. 7185 del 1° ottobre 2026 i Ministeri dell’Interno, del Lavoro, dell’Agricoltura e del Turismo hanno fornito le indicazioni operative per l’annualità 2027 del D.P.C.M. 2 ottobre 2025, che programma i flussi d’ingresso dei lavoratori non comunitari per il triennio 2026-2028. Per le aziende agricole che si avvalgono di manodopera stagionale extra UE si apre ora la fase di preparazione delle domande, decisiva per arrivare pronti al click day.

Le quote 2027

Per il 2027 sono ammessi complessivamente 165.850 lavoratori non comunitari, così ripartiti:

  • 000 ingressi per lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico;
  • 200 ingressi per lavoro subordinato non stagionale, di cui 14.000 riservati all’assistenza familiare;
  • 650 ingressi per lavoro autonomo.

Restano ferme le ulteriori articolazioni e riserve previste dal D.P.C.M. Tra i Paesi di provenienza entra da quest’anno anche il Kenya, con cui l’Italia ha sottoscritto il 2 luglio 2026 un Memorandum d’intesa su migrazione e mobilità. Non cambia invece l’elenco dei codici ATECO ammessi.

Precompilazione: dal 23 ottobre al 7 dicembre 2026

La precompilazione delle domande di nulla osta sarà aperta dalle ore 9:00 del 23 ottobre alle ore 20:00 del 7 dicembre 2026  sul Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno. Sulle domande precompilate l’Ispettorato Nazionale del Lavoro potrà effettuare le proprie verifiche anche in via anticipata.

Dal 9 al 13 dicembre 2026 il portale riaprirà per consentire a chi ha impostato la domanda negli ultimi giorni di completarla: alcuni dati vengono infatti acquisiti dal sistema in modalità “asincrona” nei sei giorni successivi al primo accesso. In questa finestra non sarà possibile inserire nuove domande, ma solo completare e salvare quelle già avviate, facendole passare dallo stato “da completare” a “da inviare”. Il consiglio è quindi di non attendere gli ultimi giorni utili.

Le date dei click day

Confermate le date già fissate dal D.P.C.M., con invio a partire dalle ore 9:00:

  • 12 gennaio 2027 – lavoro stagionale agricolo;
  • 9 febbraio 2027 – lavoro stagionale turistico;
  • 16 febbraio 2027 – lavoro non stagionale;
  • 18 febbraio 2027 – assistenza familiare.

Le domande potranno essere presentate fino al 31 dicembre 2027, nei limiti delle quote ancora disponibili.

Le novità sugli adempimenti del datore di lavoro

La circolare richiama le modifiche al Testo unico immigrazione (D.Lgs. 286/1998) introdotte dal D.L. 146/2025, convertito dalla L. 179/2025, e dal D.Lgs. 83/2026:

  • conferma del nulla osta: il datore di lavoro ha ora 15 giorni dalla comunicazione di conclusione degli accertamenti sul visto per confermare la richiesta allo Sportello unico. In mancanza, la richiesta si intende rifiutata e il nulla osta eventualmente rilasciato è revocato;
  • informazione al lavoratore: è espressamente previsto l’obbligo di informare tempestivamente il lavoratore straniero di ogni comunicazione ricevuta sull’iter del nulla osta;
  • contratto di soggiorno: il termine per la sottoscrizione passa da 8 a 15 giorni dall’ingresso del lavoratore in Italia; entro lo stesso termine il contratto va trasmesso telematicamente allo Sportello unico.

Conferma del nulla osta e trasmissione del contratto di soggiorno, pur restando in capo al datore di lavoro, possono essere eseguite anche tramite le organizzazioni datoriali più rappresentative alle quali l’azienda aderisce o conferisce mandato. Per l’idoneità alloggiativa, la circolare rinvia alle indicazioni della circolare del Ministero dell’Interno n. 9859 del 15 dicembre 2025.

Il supporto di Confagricoltura

Gli uffici provinciali di Confagricoltura Veneto sono a disposizione delle aziende associate per la precompilazione delle domande, la gestione del click day e gli adempimenti successivi, dalla conferma del nulla osta al contratto di soggiorno. Considerati i tempi stretti e i termini perentori, invitiamo le aziende interessate a contattare quanto prima il proprio ufficio di riferimento per programmare i fabbisogni di manodopera per la campagna 2027.

ROTTAMAZIONE TRIBUTI ENTI LOCALI Domande dal 16 ottobre per la definizione agevolata di IMU, Tari, multe stradali, bollo auto

ROTTAMAZIONE TRIBUTI ENTI LOCALI

Domande dal 16 ottobre per la definizione agevolata di IMU, Tari, multe stradali, bollo auto

 

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione i giorni scorsi ha pubblicato sul proprio sito Internet l’elenco delle Regioni e degli enti enti locali che hanno aderito alla “rottamazione-quinquies”.

Si tratta della procedura introdotta dalla Legge Finanziaria 2026 che consente la definizione agevolata (cioè l’estinzione del debito, senza sanzioni, interessi, e somme aggiuntive) dei carichi affidati all’Agente della riscossione dall’1.1.2000 al 31.12.2023, riguardanti i tributi locali.

Gli Enti locali avevano la possibilità entro fine luglio di decidere se aderire o no a tale procedura. Lo scorso 25 settembre l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha reso noto l’elenco degli Enti (circa 1.500) che hanno aderito e per i quali, quindi, la definizione agevolata risulta possibile: si veda il link: Agenzia delle entrate-Riscossione – Online l’elenco delle regioni e degli enti locali che hanno adottato il provvedimento di Rottamazione-quinquies per le loro entrate.

Per aderire alla definizione agevolata, i contribuenti devono presentare un’apposita domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con le modalità (telematiche) che saranno rese disponibili dall’Agenzia delle Entrate entro il 15 ottobre.

I tributi interessati sono: IMU, Tari, multe stradali, bollo auto. L’Agenzia delle Entrate entro il 28.2.2027 comunicherà poi ai contribuenti quanto dovuto per la definizione, l’importo delle singole rate e la data della relativa scadenza. Le somme dovute dovranno essere versate:

– in unica soluzione entro il 31.3.2027;

– in un massimo di 54 rate bimestrali, con l’aggiunta degli interessi.  

ISMEA Investe: addio ai bandi, si passa allo sportello per gli interventi a condizioni di mercato

CREDITO E FINANZA

ISMEA Investe: addio ai bandi, si passa allo sportello per gli interventi a condizioni di mercato

 

ISMEA ha introdotto un’importante novità nell’ambito di ISMEA Investe: per la componente degli interventi a condizioni di mercato viene superato il sistema dei bandi con scadenze predeterminate e si passa a una procedura valutativa a sportello, tramite un portale dedicato. Le imprese potranno quindi presentare i propri progetti in qualsiasi momento, senza attendere l’apertura di finestre temporali, con tempi più coerenti con la propria programmazione finanziaria.

ISMEA interviene con importi compresi tra 2 e 20 milioni di euro a sostegno di progetti di sviluppo o consolidamento che prevedano investimenti materiali e/o immateriali non inferiori a 4 milioni di euro, nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari, della distribuzione e della logistica.

L’elemento più innovativo è la possibilità per ISMEA di entrare nel capitale dell’impresa come socio di minoranza, anche in società di nuova costituzione, attraverso la sottoscrizione di aumenti di capitale, prestiti obbligazionari e/o strumenti finanziari partecipativi. L’intervento pubblico deve comunque risultare inferiore all’apporto di capitale privato e si affianca al finanziamento bancario.

Accanto agli interventi a condizioni di mercato, ISMEA Investe prevede finanziamenti ipotecari agevolati per progetti con spese ammissibili tra 2 e 20 milioni di euro, relativi a produzione agricola primaria, trasformazione e commercializzazione, distribuzione e logistica. Le condizioni principali:

  • tasso agevolato pari al 30% del tasso di mercato, comunque non inferiore allo 0,50%;
  • durata massima di 15 anni, di cui fino a 5 di preammortamento e fino a 10 di ammortamento;
  • rate semestrali posticipate a capitale costante.

Entrambe le misure sono riservate a società di capitali, anche cooperative, finanziariamente sane, che operano nella produzione agricola primaria, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (Allegato I TFUE) o nelle attività agricole connesse ex art. 32, comma 2, lett. c) del TUIR. Sono ammesse anche le società attive nella distribuzione e nella logistica, purché partecipate almeno al 51% da imprenditori agricoli, cooperative agricole o loro consorzi, organizzazioni di produttori riconosciute, ovvero cooperative con soci in maggioranza imprenditori agricoli. Restano escluse le imprese individuali e le società di persone.

La documentazione ufficiale è disponibile sul sito ISMEA: Interventi a condizioni di mercato 2026